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    Comix Games, al Salone del Libro studenti in festa tra rap e giochi di parole con Repubblica@Scuola

    “Siamo sempre studenti selvaggi”. Lo dicono forte i ragazzi e le ragazze che hanno partecipato alla finalissima dei Comix Games, arrivati alla decima edizione, andata in scena al Salone Internazionale del Libro di Torino. È molto più di una frase, anzi in realtà di un tautogramma, ma lo hanno ribadito anche con un acrostico e nella sfida a suon di “barre” rap. Chi dietro la mascherina, chi levandola solo per i momenti clou, ma ognuno con la voglia di far sentire l’entusiasmo della generazione, entusiasmo che ha invaso la sala rossa al Lingotto per l’ultimo round del concorso nazionale di ludolinguistica per le scuole medie e superiori organizzato da Comix (Franco Cosimo Panini Editore) in collaborazione con Repubblica@Scuola e Salone del Libro, con partner Museo Egizio, Mondadori, Bper Banca e MarinoBus. 

    Girotondo attorno alla colonna dei libri, simbolo del Salone  LEGGI TUTTO

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    Studente di 17 anni si ustiona in officina durante l'Alternanza scuola lavoro: è molto grave

    ROMA – Il terzo incidente grave, quest’anno, in Alternanza scuola lavoro. Uno studente di 17 anni è rimasto gravemente ustionato, ieri alle 15, a causa di un ritorno di fiamma all’interno di un’officina di Merano, in provincia di Bolzano, dove il ragazzo era in regime di Percorso per le competenze trasversali (Pcto). Il diciassettenne è stato trasportato al’ospedale San Maurizio di Bolzano, con ustioni in diverse parti del corpo, e poi trasferito in un centro specializzato in Baviera, a Murnau, dove è ricoverato in condizioni gravi. Con lui è rimasto ferito un operaio di 36 anni.

    Secondo i carabinieri intervenuti nell’officina, il giovane stava utilizzando sostanze chimiche per effettuare una pulizia industriale e il contatto con uno strumento alimentato a energia elettrica avrebbe innescato le fiamme. E’ già stato avvertito, tra gli altri,  l’Ispettorato del lavoro della Provincia autonoma di Bolzano.

    Lo scorso 21 gennaio un incidente accaduto nell’ultimo giorno di stage in fabbrica – era la Burimec di Lauzacco di Pavia di Udine – aveva ucciso un allievo dell’Istituto salesiano Bearzi, Lorenzo Parelli, 18 anni, di Morsano di Castions di Strada. Era stato colpito da una putrella, nel corso di un addestramento professionale previsto dal programma. 

    Marche, Giuseppe Lenoci morto a 16 anni. La rabbia della famiglia: “Non doveva viaggiare sul furgone, lo stage non lo prevede”

    dal nostro inviato

    Corrado Zunino

    15 Febbraio 2022

    Ancora, il 14 febbraio 2022 era morto in un incidente stradale un sedicenne in Pcto: Giuseppe Lenoci, in istruzione al Centro di addestramento Artigianelli di Fermo, era uscito con la ditta con cui stava facendo esperienza per sositutire una caldaia. E sotto la pioggia il furgoncino, di cui lui era passeggero, era sbandato finendo contro un albero.

    “Quest’ultimo incidente in officina si aggiunge a una lunga lista di morti sul lavoro e all’interno delle scuole”, dice Luca Redolfi, coordinatore nazionale dell’Unione degli studenti: “Sono fatti causati da un sistema malato, volto solamente al profitto. Vogliamo sicurezza dentro e fuori le scuole, vogliamo che l’Alternanza scuola lavoro e gli stage vadano aboliti in favore dell’istruzione integrata che metta in critica il sistema produttivo attuale per costruire dai luoghi della formazione un modello diverso di società”. Si annunciano mobilitazioni studentesche nel Paese. LEGGI TUTTO

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    Giornata contro l'omofobia, la destra attacca la circolare per le scuole: “Promuove ideologia gender”. La replica: “Scandalosa è la discriminazione”

    Il 17 maggio si celebra Giornata internazionale contro l’omofobia la bifobia e la transfobia e il ministero dell’Istruzione ha inviato a tutte le scuole italiane di ogni ordine e grado una circolare per “creare occasioni di approfondimento con i propri studenti sui temi legati alle discriminazioni, al rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali”. Un provvedimento che ha fatto andare su tutte le furie Fratelli d’Italia, che ha colto al balzo l’occasione per sollevare un polverone e ribadire la propria contrarietà a qualsiasi iniziativa che, secondo il partoto della Meloni, promuove “l’ideologia gender”.

    “Sconcertante la circolare del ministero dell’Istruzione guidato da Patrizio Bianchi con la quale si invitano le scuole di ogni ordine e grado a celebrare il prossimo 17 maggio la ‘Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia’. Un tentativo inaccettabile di far rientrare dalla finestra quello che il Parlamento italiano ha fatto uscire dalla porta: il ddl Zan”. Lo dichiarano i deputati di Fratelli d’Italia Paola Frassinetti ed Ella Bucalo, responsabili del dipartimento Istruzione e della Scuola di FdI, e la senatrice Isabella Rauti, responsabile dipartimento Pari Opportunità, Famiglia e valori non negoziabili. “Fratelli d’Italia presenterà immediatamente interrogazioni alla Camera e al Senato chiedendo al ministro Bianchi di ritirare questa circolare con la quale si vorrebbero spalancare le porte delle scuole all’ideologia gender. Inoltre invitiamo le famiglie a prestare attenzione e a pretendere che qualsiasi iniziativa proposta dagli istituti scolastici preveda il consenso preventivo informato dei genitori”, aggiungono le parlamentari.

    Polverini: “Lo Ius scholae va approvato. E avanti con il ddl Zan. Il Parlamento non può attendere la Consulta”

    di

    Giovanna Casadio

    29 Aprile 2022

    A cavalcare la protesta politica non mancano gli esponenti della Lega. “Un conto è combattere e condannare giustamente ogni tipo di discriminazione; un altro è fare propaganda di genere attraverso attivisti Lgbt ideologizzati cari a Pd e M5s”, scrive su facebook il sottosegretario all’istruzione Rossano Sasso, esponente della Lega (…). Se Pd e M5s vogliono imporre il ddl Zan, devono farlo votare in Parlamento e non sponsorizzarlo negli uffici del ministero. Esiste il consenso informato e bisogna avere rispetto dei genitori e del patto educativo di corresponsabilità, così come bisogna avere rispetto dell’art. 29 della Costituzione”.

    Ma c’è chi risponde, sempre a colpi di post, alla Destra. “L’unico vero scandalo è chi vorrebbe insegnare invece la discriminazione ai nostri ragazzi e alle nostre ragazze, chi vorrebbe deturpare la loro naturale propensione all’apertura verso il mondo e alla sua meravigliosa varietà con un concetto gerarchico di essere umano, dove alcuni sono meno umani degli altri, e quindi non possono godere degli stessi diritti”. Scrive su Facebook la senatrice Alessandra Maiorino, coordinatrice del comitato per le politiche di genere e per i diritti civili del M5s. “E’ osceno che protestino verso questa iniziativa del ministero, che si fonda, come ricorda la stessa circolare, sull’articolo 3 della nostra Costituzione”. 

    Dello stesso tenore il messaggio della sottosegretaria all’istruzione Barbara Floridia, senatrice M5S: “È triste assistere alle strumentazioni della Lega e dei giornali di destra, che in queste ore gridano allo scandalo per una circolare del ministero dell’Istruzione che invita le scuole a creare occasioni di approfondimento in ogni scuola di ogni ordine e grado. Sono centinaia nel nostro Paese le aggressioni e le violenze a sfondo omofobo, molte delle quali avvengono purtroppo in ambiente scolastico. Anche per questo la scuola ha il dovere di lottare contro l’isolamento e contribuire a un dibattito lucido e consapevole tra gli studenti. La posta in gioco è seria, le conseguenze dell’omofobia e della transfobia sono note: emarginazione, insuccesso o abbandono scolastico, fino a comportamenti autolesionisti o addirittura suicidi. Da parte mia piena sintonia con la circolare del ministero dell’Istruzione e pieno appoggio a tutte le scuole che metteranno in campo iniziative e attività a sostegno della lotta contro l’omofobia, la transfobia e la bifobia”.Così la LEGGI TUTTO

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    Scuola, scontro su reclutamento e formazione: proclamato lo sciopero il 30 maggio

    ROMA – Sarà il prossimo 30 maggio lo sciopero della scuola. Lo hanno indetto le sigle sindacali confederali: Flc Cgil, Cisl scuola e Uil scuola, più Snals e Gilda degli insegnanti. Il decreto del governo sul reclutamento dei docenti e la formazione obbligatoria è il motivo che ha scatenato la proclamazione dell’astensione dal lavoro degli […] LEGGI TUTTO

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    Enrico Galiano, il prof che scrive bestseller: “Oggi i ragazzi urlano perché hanno perso le parole. E noi non li ascoltiamo”

    “Quando siamo rientrati a scuola, a settembre scorso, cosa abbiamo fatto nelle prime riunioni tra colleghi? Abbiamo ricominciato a parlare di Pof, di griglie di valutazione e di una marea di adempimenti burocratici. Cioè abbiamo ricominciato a rifare le cose vecchie: è il modo per tenere lontana la realtà. Ma così, per quanto possa essere umana questa reazione, abbiamo distolto lo sguardo dai ragazzi. Ho alzato la mano: fermiamo i programmi, parliamo di rapporti umani da recuperare dopo due anni di pandemia, di vicinanza del cuore”. Enrico Galiano, 45 anni, scherza e si diverte molto nei social, scrive romanzi, è uno dei prof più seguiti in Italia, il suo spettacolo più recente “Eppure studiamo felici” è una sfida: può una lezione essere magica? Quando insegna alle medie in provincia di Pordenone, all’istituto comprensivo di Chions, la cattedra gli va stretta. 

    Professore, è appena uscito il suo libro “La società segreta dei Salvaparole” (Salani), un esordio nella narrativa per i ragazzi. 

    “In effetti l’ho scritto pensando ai miei studenti, questo libro lo devo loro”. 

    La scuola non li sta prendendo in considerazione, non ha fermato i programmi? 

    “Non parlo degli insegnanti illuminati, dico che la scuola come istituzione non si sta presentando all’appuntamento con loro. Non fanno altro che dirci: ehi, ho bisogno di te, parlami, ascoltami che ti devo spiegare quanto sto male. L’altro giorno durante l’intervallo ho chiesto a uno ragazzo, testa bassa, in corridoio:  ‘che succede?’. Mi ha risposto: ‘Sono stufo che qui divento un voto. Qualsiasi cosa faccia, alla fine sono solo un voto. E questo non mi piace’. È tutto qui”. 

    Ma hanno ancora le parole per dirlo? Il suo romanzo-gioco parla di un mondo in cui le parole iniziano a sparire… 

    “È un problema grande, dopo la pandemia hanno perso le parole, ma stanno urlando. Qualsiasi insegnante, preside, collaboratore lo sa: chi si è chiuso nella stanza, disagi, e poi disturbi alimentari, stati di ansia”. 

    È la vera sfida che dovrebbe affrontare la scuola ora, farsi carico di questa loro sofferenza. Eppure non se ne parla quasi più, archiviata con la pandemia, non crede? 

    “La scuola non può più essere il posto dove impari cose e basta in un mondo dove le informazioni le trovi ovunque. Devi creare la passione verso la conoscenza, insegnare a leggere la realtà, a distinguere il falso dal vero, devi preparare alla complessità. Questa sfida non è più procastinabile, è adesso. Salvare le parole vuol dire anche questo, perché ogni parola ha un significato complesso, non puoi ridurre il mondo al bianco e nero. I ragazzi su questo sono più avanti di noi, rompono tabù che le istituzioni faticano a rompere. Per esempio, non sono attaccati alla logica binaria del maschile e femminile. Questa cosa solo 5 anni fa non c’era. Entri in classe e vuoi fare grammatica, ma loro ti parlano di ambiente, ti chiedono della guerra, sentono l’urgenza di saperne di più e di uscire dalla logica dello schieramento. Ci costringono a rivedere molte nostre certezze e priorità: non dovremmo avere paura di farlo, dovremmo prenderli sul serio, farli entrare nelle stanze dei bottoni e insegnare loro ad abitare la complessità”. 

     

    Signori si nasce. Camerieri si diventa

    di

    Eleonora Cozzella

    13 Ottobre 2021

    Quali parole salverebbe? 

    “Quelle abusate al punto che hanno perso il loro valore. Un esempio? Empatia. Quando la pronunci ecco che ti saltano addosso: il prof petaloso, da Baci Perugina. Invece è una parola bellissima, spiega la capacità di capire cosa prova l’altro pur senza aver vissuto le stesse emozioni. E poi, le parole: rispetto, gentilezza. Non sappiamo più cosa sono”.   LEGGI TUTTO

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    Scuola, sciopero venerdì 6 dei sindacati di base: “Norme inaccettabili nel decreto reclutamento”

    Sciopero della scuola venerdì 6 maggio. A indirlo sono i sindacati di base Cub, Unicobas, Usb e Cobas Sardegna a cui si è aggiunta l’Anief. Ma il malessere esploso nelle aule, con un contratto ancora da rinnovare, non si fermerà. I sindacati della scuola Flc-Cgil, Cisl, Uil Rua, Snals Confsal e Gilda-Unams annunciano un nuovo sciopero unitario a fine maggio o al più tardi ai primi di giugno. Il motivo? Il decreto legge sul reclutamento e la formazione gli insegnanti già approvato dal governo e ora in attesa della discussione parlamentare: norme giudicate “inaccettabili e umilianti” da tutte le sigle più rappresentative che su questo fronte si ricompattano dopo lo sfilarsi della Cisl allo sciopero sul contratto di dicembre scorso.

    Intanto lo sciopero del 6 maggio. Nato su altre motivazioni, dall’Invalsi e concorsi con i quiz al taglio dello 0,5% del Pil sull’Istruzione previsto dal Def 2022 – ma anche contro “il lavoro gratuito degli studenti negli stage e nei Pcto”, per “fermare la guerra e il riarmno” e “per il potenziamento degli organici docenti ed Ata, l’immissione in ruolo su tutti i posti vacanti, la stabilizzazione dei posti Covid e il ripristino integrale delle sostituzioni con supplenze temporanee” – si è aggiunta la voce contro il decreto 36 uscito la scorsa settimana in Gazzetta Ufficiale. Quello che ora più agita il mondo della scuola.

    Scuola, ecco il decreto arruolamento e formazione. Aggiornamenti pagati con i tagli sui docenti

    di

    Corrado Zunino

    02 Maggio 2022

    Per questo si annuncia un primo sciopero partecipato, soprattutto dai precari. E comunque sarà un venerdì caldo: alle ore 15 si terrà in diretta streaming un’assemblea sindacale unitaria delle Rsu, aperta a tutto il personale, che verrà trasmessa sui canali social e sui siti di Flc-Cgil, Cisl scuola, Uil scuola Rua, Snals Confsal e Gilda-Unams.

    Per Cub, Unicobas, Usb e Cobas Sardegna, che domani, nel giorno dello sciopero, saranno in presidio davanti al ministero dell’Istruzione alle 9.30, il decreto legge “introduce inaccettabili modalità per la stabilizzazione dei precari e una formazione triennale in orario aggiuntivo, che diventerà obbligatoria per i docenti neo-immessi dal 2023-24, con incentivazione salariale e verifiche selettive per creare gerarchie tra lavoratori e veicolare la logica della scuola-azienda”.

    Per le sigle sindacali più rappresentative, pronte alla mobilitazione unitaria, “le norme su formazione e reclutamento dei docenti, contenute nel decreto, mortificano la scuola che subisce nuovamente tagli di spesa e torna a essere terreno di scontro politico-ideologico. Ancora una volta si decidono questioni di grande rilievo per il sistema scolastico, attraverso atti unilaterali, sfuggendo da ogni confronto con il mondo della scuola. E mentre il governo assume decisioni gravi senza ascoltare i lavoratori, quegli stessi lavoratori attendono ancora il rinnovo del contratto scaduto da tre anni”.

    I sindacati lunedì 9 maggio sono convocati al ministero del lavoro per la cosiddetta procedura di “raffreddamento”. Ma se dal confronto non usciranno risposte adeguate, avverte Ivana Barbacci neo segretaria della Cisl-Scuola, “l’esigenza sarà quella di chiamare le categorie della scuola allo sciopero”. Per la segretaria manca una risposta alla presa in carico dei precari: “non chiediamo sanatorie, ma un sistema abilitante permanente riservato a chi ha almeno 36 mesi di servizio – e sono 250mila in questa condizione –  anche con i 60 crediti da conseguire e poi un concorso che misure le competenze didattiche, non a quiz”.

    All’assemblea parteciperanno anche i segretari generali della scuola Francesco Sinopoli, Pino Turi, Rino Di Meglio e Elvira Serafini. Duro Francesco Sinopoli (Flc-Cgil): “Lo strumento del decreto legge rischia nei fatti di esautorare anche il Parlamento perché già minacciano la fiducia. Si pone una vera e propria questione democratica”. I sindacati sono furenti. Protestiamo “innanzitutto per il contratto e poi per una riforma sul reclutamento fatta per decreto legge” aggiunge Rino Di Meglio della Gilda. “Siamo arrabbiati, lo è il mondod ella scuola: il govenro non ha mantenuto le promesse firmate nel patto per la scuola” dice Elvira Serafini dello Snals. LEGGI TUTTO

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    Scuola, l'archistar Boeri: “Da laboratorio a spazio per lo yoga: così trasformeremo le aule”

    Milano – “Una scuola a geometria variabile, dove le aule diventano non solo spazi in cui si svolge l’attività didattica tradizionale, ma anche luoghi d’incontro. E flessibile, capace cioè di rispondere alle necessità attuali e a quelle dei prossimi anni”. Stefano Boeri, architetto parte del gruppo di lavoro che ha stilato il decalogo “Progettare, costruire e abitare la scuola”, descrive così gli edifici del futuro, che immagina “aperti e attrattivi per l’intera comunità”.

    Qual è il tratto distintivo della scuola che avete immaginato?”Sarà una scuola coinvolgente, capace di accogliere la comunità che le sta attorno. Una delle indicazioni concrete, per esempio, è di collocare gli spazi collettivi, come biblioteche, mense e palestre, a piano terra, in modo tale che si possa aprirle al quartiere. E c’è una riflessione sull’allargamento degli spazi, con l’idea di collegare quelli interni a quelli esterni, integrando quanto più possibile il verde e rendendo anche questo un luogo per la formazione”.

    Non ci saranno più le vecchie aule?”Pensiamo ad aule che cambiano a seconda delle attività da svolgere, anche nei diversi momenti della giornata, quindi con un setting modulabile, o aule dedicate a una specifica disciplina con gli studenti che ruotano per fare lezione. Come contributo al lavoro del gruppo ho portato un progetto realizzato dal mio studio: l’Aula del futuro, capace di trasformarsi anche in laboratorio o sala da yoga, se necessario”.

    Nelle linee guida si parla di materiali ecocompatibili.”Il materiale privilegiato è il legno, poiché leggero, capace di ridurre i tempi di costruzione, sostenibile sul piano ambientale, perché il suo montaggio non produce CO2 ma la contiene, e antisismico. È uno spunto fornito da Renzo Piano, come quello di rendere utilizzabili i tetti degli edifici, come ulteriori spazi aperti al servizio della vita scolastica”.

    Il Covid ha influito sulla stesura del decalogo?”Non c’è dubbio, quanto fatto risente di questi due anni difficili e tenta di rispondere alle esigenze emerse. Dall’attenzione alla circolazione dell’aria al setting variabile all’interno delle aule, dalla previsione degli spazi aperti a quella di tecnologie diffuse ed efficienti in tutti gli ambienti, che permettano allo studente di partecipare anche qualora fosse assente. Il senso della scuola è lo scambio, la vicinanza dei corpi. Abbiamo proposto edifici in cui sia possibile continuare ad essere presenti anche in situazioni di difficoltà”. LEGGI TUTTO