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    Maturità 2022: oggi la seconda prova con le materie di indirizzo diversa in ogni scuola

    Dopo la prova nazionale di italiano, oggi la Maturità diventa fai-da-te: una versione di latino per i classici, un problema di matematica per gli scientifici e prove sulle materie di indirizzo per gli altri istituti diversi in ogni scuola, decisi dalle commissioni. Il compromesso, dopo che il ministro Patrizio Bianchi ha annunciato il ritorno delle prove scritte. Ci fu una sollevazione degli studenti, petizioni e occupazioni (non solo per l’esame), e allora ecco uno seconda prova a misura di programmi effettivamente realizzati dopo due anni di pandemia, tra Dad e quarantene.

    Alle 8.30 la prova è partita. E dalle prime indiscrezioni già escono gli autori latini delle versioni: Tacito, una versione dal “De origine et situ Germanorum”, in un liceo romano.

    La durata, da poche ore a due giorni

    La durata della seconda prova scritta cambia da indirizzo a indirizzo; si va dalla prova in un unico giorno, con durata in genere di 6 ore (ma ci sono quadri di riferimento che possono prevedere anche una durata di 4 ore o una, massima, di 8 ore), alla prova dei licei artistici che dura 3 giorni (6 ore al giorno).  Nei licei musicali e coreutici la prova dura due o più giorni, e comprende una parte scritta/teorica e una performativa.

    Un sorteggio su tre tracce

    I docenti delle varie discipline hanno elaborato tre tracce sulla base, consegnate ieri, delle informazioni contenute nei documenti predisposti dai Consigli di classe. Tra queste proposte sarà sorteggiata quella che sarà svolta da tutte le classi coinvolte. La prova dovrà comunque avere le stesse caratteristiche di quelle ministeriali degli anni passati: due problemi e otto quesiti per la matematica allo scientifico; al classico un testo da tradurre, più tre domande relative all’interpretazione e alla composizione del brano e all’analisi linguistica e stilistica del testo.

    Maturità 2022

    Seconda prova, le materie

    Non ci sarà più la doppia materia nei licei (latin-greco e matematica-fisica) effetto dell’ultima riforma dell’Esame di Stato. Si torna a una sola disciplina, “per il prossimo anno vedremo”, ha detto il ministro Bianchi. 

    Ed ecco tutte le materie che oggi dovranno affrontare i 539mila maturandi nel secondo scritto.

    Liceo classico: latino

    Liceo scientifico: matematica

    Liceo linguistico: Lingua e cultura straniera

    Liceo artistico: diverso a seconda dell’indirizzoLiceo Scienze umane: scienze umaneLiceo Scienze umane opzione economico sociale: diritto ed economia politicaLiceo musicale e coreutico: teoria, analisi e composizione

    Istituti tecnici:

    -amministrazione, finanza e marketing: economia aziendale;-relazioni internazionali per il marketing: economia aziendale e geo-politica;-meccanica, meccatronica ed energia: impianti energetici, disegno e progettazione;-indirizzo turistico: discipline turistiche e aziendali;-trasporti e logistica: logistica;-elettronica ed elettrotecnica: elettronica ed elettrotecnica;-informatica e telecomunicazioni: informatica e sistemi e reti;-agrario: trasformazione dei prodotti;-moda: ideazione e progettazione prodotti;-grafica e comunicazione: progettazione multimediale

    Istituti professionali:

    -agricoltura: economia agraria e dello sviluppo territoriale;-servizi socio sanitari: igiene e cultura medico-sanitaria;-alberghiero/ enogastronomia: scienza e cultura dell’alimentazione;-accoglienza turistica: diritto e tecniche amministrative della struttura ricettiva;-servizi commerciali: tecniche professionali dei servizi commerciali

    Maturità, le tracce più gettonate: uno su cinque ha scelto il tema sull’iperconnessione, il 18% il testo di Segre e Colombo

    di

    Ilaria Venturi

    22 Giugno 2022

    I commissari: così le correggeremo

    E’ indubbio che, nonostante le griglie del ministero, la seconda prova rischia di essere disomogenea nel grado di difficoltà da istituto a istituto. Anche per questo è stato attribuito un punteggio molto basso: al massimo i candidati potranno prendere 10 punti, contro i 15 del tema di italiano e i 25 dell’orale. I docenti hanno dubbi sulla valutazione: “quello della correzione è stato senz’altro uno dei temi al centro delle discussioni. Abbiamo preso in mano la griglia di correzione proposta dal ministero e abbiamo concordato delle linee condivise”.

    Maturità, Parisi: “Non mi sembra che i politici abbiano ascoltato il mio discorso. Spero di più negli studenti”

    di

    Elena Dusi

    22 Giugno 2022

    Maturità, Liliana Segre: “Un segnale importante per i ragazzi”

    di

    Zita Dazzi

    22 Giugno 2022 LEGGI TUTTO

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    Maturità, il testo di Vera Gheno e Bruno Mastroianni sull'iperconnessione

    Testo tratto da Vera Gheno e Bruno Mastroianni, Tienilo acceso. Posta, commenta, condividi senza spegnere il cervello, Longanesi, Milano, 2018, pp. 75-78.

    “Vivere in un mondo iperconnesso comporta che ogni persona abbia, di fatto, una specie di identita? aumentata: occorre imparare a gestirsi non solo nella vita reale, ma anche in quella virtuale, senza soluzione di continuita?. In presenza di un’autopercezione non perfettamente delineata, o magari di un’autostima traballante, stare in rete puo? diventare un vero problema: le notizie negative, gli insulti e cosi? via colpiranno ancora piu? nell’intimo, tanto piu? spaventosi quanto piu? percepiti (a ragione) come indelebili. Nonostante questo, la soluzione non e? per forza stare fuori dai social network. […] Ognuno di noi ha la liberta? di narrare di se? solo cio? che sceglie. Non occorre condividere tutto, e non occorre condividere troppo. […]

    Quando postiamo su Facebook o su Instagram una foto mentre siamo al mare, in costume, pensandola per i nostri amici, quella stessa foto domani potrebbe finire in un contesto diverso, ad esempio un colloquio di lavoro formale, durante il quale il nostro selezionatore, oltre al curriculum da noi preparato per l’occasione, sta controllando sul web chi siamo davvero.

    Con le parole l’effetto e? ancora piu? potente. Se in famiglia e tra amici, a volte, usiamo espressioni forti come parolacce o termini gergali o dialettali, le stesse usate online potrebbero capitare sotto gli occhi di interlocutori per nulla familiari o intimi. Con l’aggravante che rimarranno scritte e saranno facilmente riproducibili e leggibili da moltitudini incontrollabili di persone.

    In sintesi: tutti abbiamo bisogno di riconfigurare il nostro modo di presentare noi stessi in uno scenario fortemente iperconnesso e interconnesso, il che vuol dire che certe competenze di comunicazione, che un tempo spettavano soprattutto a certi addetti ai lavori, oggi devono diventare patrimonio del cittadino comune che vive tra offline e online.”

    In questo stralcio del loro saggio Tienilo acceso, gli autori discutono dei rischi della rete, soprattutto in materia di web reputation. Nel tuo percorso di studi hai avuto modo di affrontare queste tematiche e di riflettere sulle potenzialita? e sui rischi del mondo iperconnesso? Quali sono le tue riflessioni su questo tema cosi? centrale nella societa? attuale e non solo per i giovani? Argomenta il tuo punto di vista anche in riferimento alla cittadinanza digitale, sulla base delle tue esperienze, delle tue abitudini comunicative e della tua sensibilita?. Puoi articolare il tuo elaborato in paragrafi opportunamente titolati e presentarlo con un titolo complessivo che ne esprima sinteticamente il contenuto. LEGGI TUTTO

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    Maturità, il discorso di Giorgio Parisi alla Camera dal Covid al clima all'importanza della scienza

    Dal discorso pronunciato da Giorgio Parisi, il premio Nobel per la Fisica 2021, il giorno 8 ottobre 2021 alla Camera dei Deputati in occasione del Pre-COP26 Parliamentary Meeting, la riunione dei parlamenti nazionali in vista della COP26, la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici tenutasi a Glasgow (1-12 novembre 2021).

    “L’umanita? deve fare delle scelte essenziali, deve contrastare con forza il cambiamento climatico. Sono decenni che la scienza ci ha avvertiti che i comportamenti umani stanno mettendo le basi per un aumento vertiginoso della temperatura del nostro pianeta. Sfortunatamente, le azioni intraprese dai governi non sono state all’altezza di questa sfida e i risultati finora sono stati assolutamente modesti. Negli ultimi anni gli effetti del cambiamento climatico sono sotto gli occhi di tutti: le inondazioni, gli uragani, le ondate di calore e gli incendi devastanti, di cui siamo stati spettatori attoniti, sono un timidissimo assaggio di quello che avverra? nel futuro su una scala enormemente piu? grande. Adesso, comincia a esserci una reazione forse piu? risoluta ma abbiamo bisogno di misure decisamente piu? incisive.

    Dall’esperienza del COVID sappiamo che non e? facile prendere misure efficaci in tempo. Spesso le misure di contenimento della pandemia sono state prese in ritardo, solo in un momento in cui non erano piu? rimandabili. Sappiamo tutti che “il medico pietoso fece la piaga purulenta”. Voi avete il dovere di non essere medici pietosi. Il vostro compito storico e? di aiutare l’umanita? a passare per una strada piena di pericoli. E? come guidare di notte. Le scienze sono i fari, ma poi la responsabilita? di non andare fuori strada e? del guidatore, che deve anche tenere conto che i fari hanno una portata limitata. Anche gli scienziati non sanno tutto, e? un lavoro faticoso durante il quale le conoscenze si accumulano una dopo l’altra e le sacche di incertezza vengono pian piano eliminate. La scienza fa delle previsioni oneste sulle quali si forma pian piano gradualmente un consenso scientifico.

    Quando l’IPCC1 prevede che in uno scenario intermedio di riduzione delle emissioni di gas serra la temperatura potrebbe salire tra i 2 e i 3,5 gradi, questo intervallo e? quello che possiamo stimare al meglio delle conoscenze attuali. Tuttavia deve essere chiaro a tutti che la correttezza dei modelli del clima e? stata verificata confrontando le previsioni di questi modelli con il passato. Se la temperatura aumenta piu? di 2 gradi entriamo in una terra incognita in cui ci possono essere anche altri fenomeni che non abbiamo previsto, che possono peggiorare enormemente la situazione. Per esempio, incendi di foreste colossali come l’Amazzonia emetterebbero quantita? catastrofiche di gas serra. Ma quando potrebbe accadere? L’aumento della temperatura non e? controllato solo dalle emissioni dirette, ma e? mitigato dai tantissimi meccanismi che potrebbero cessare di funzionare con l’aumento della temperatura. Mentre il limite inferiore dei 2 gradi e? qualcosa sul quale possiamo essere abbastanza sicuri, e? molto piu? difficile capire quale sia lo scenario piu? pessimistico. Potrebbe essere anche molto peggiore di quello che noi ci immaginiamo.

    Abbiamo di fronte un enorme problema che ha bisogno di interventi decisi – non solo per bloccare le emissioni di gas serra – ma anche di investimenti scientifici. Dobbiamo essere in grado di sviluppare nuove tecnologie per conservare l’energia, trasformandola anche in carburanti, tecnologie non inquinanti che si basano su risorse rinnovabili. Non solo dobbiamo salvarci dall’effetto serra, ma dobbiamo evitare di cadere nella trappola terribile dell’esaurimento delle risorse naturali. Il risparmio energetico e? anche un capitolo da affrontare con decisione. Per esempio, finche? la temperatura interna delle nostre case rimarra? quasi costante tra estate e inverno, sara? difficile fermare le emissioni.

    Bloccare il cambiamento climatico con successo richiede uno sforzo mostruoso da parte di tutti. E? un’operazione con un costo colossale non solo finanziario, ma anche sociale, con cambiamenti che incideranno sulle nostre esistenze. La politica deve far si? che questi costi siano accettati da tutti. Chi ha piu? usato le risorse deve contribuire di piu?, in maniera da incidere il meno possibile sul grosso della popolazione. I costi devono essere distribuiti in maniera equa e solidale tra tutti i paesi.”

    Puoi rispondere punto per punto oppure costruire un unico discorso che comprenda le risposte a tutte le domande proposte.

    1. Riassumi il brano proposto nei suoi snodi tematici essenziali.2. Spiega il significato della similitudine presente nel testo: che cosa rappresentano i fari e cosa il guidatore? E l’automobile?3. Quali interventi fondamentali, a giudizio di Parisi, e? necessario intraprendere per fornire possibili soluzioni ai problemi descritti nel discorso?4. Nel suo discorso Parisi affronta anche il tema dei limiti delle previsioni scientifiche: quali sono questi limiti?

    Parisi delinea possibili drammatici scenari legati ai temi del cambiamento climatico e dell’esaurimento delle risorse energetiche prospettando la necessita? di urgenti interventi politici; condividi le considerazioni contenute nel brano? Esprimi le tue opinioni al riguardo, sulla base di quanto appreso nel tuo percorso di studi e delle tue conoscenze personali, elaborando un testo in cui tesi e argomenti siano organizzati in un discorso coerente e coeso. LEGGI TUTTO

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    Maturità, il testo di Oliver Sacks sulla “Musicofilia”: il potere dei suoni su tutti noi

    Nel testo di Oliver Sacks, medico e scrittore inglese scomparso nel 2015, si sottolinea il potere della musica sulla quasi totalità di noi: ai ragazzi viene chiesto di rispondere “punto per punto oppure costruire un discorso che comprenda le risposte a tutte le domande”, e anche di specificare il significato del termine musicofilia. Che, come si legge nella traccia, è “un’inclinazione alla musica che traspare già nella prima infanzia”. Sacks dal 2012 è stato docente di neurologia alla New York University School of Medicine; ‘Musicofilià è una raccolta di racconti sulla musica e il cervello. Inoltre, lo scrittore-medico è popolare per alcuni bestseller come “L’uomo che scambiò la moglie per un cappello” e “Risvegli”.

    Testo tratto da Oliver Sacks, Musicofilia, Adelphi, Milano, 2010, pp. 13-14.

    “E? proprio strano vedere un’intera specie – miliardi di persone – ascoltare combinazioni di note prive di significato e giocare con esse: miliardi di persone che dedicano buona parte del loro tempo a quella che chiamano “musica”, lasciando che essa occupi completamente i loro pensieri. Questo, se non altro, era un aspetto degli esseri umani che sconcertava i Superni, gli alieni dall’intelletto superiore descritti da Arthur C. Clarke nel romanzo Le guide del tramonto. Spinti dalla curiosita?, essi scendono sulla Terra per assistere a un concerto, ascoltano educatamente e alla fine si congratulano con il compositore per la sua “grande creativita?” – sebbene per loro l’intera faccenda rimanga incomprensibile. Questi alieni non riescono a concepire che cosa accada negli esseri umani quando fanno o ascoltano musica, perche? in loro non accade proprio nulla: in quanto specie, sono creature senza musica.

    Possiamo immaginare i Superni, risaliti sulle loro astronavi, ancora intenti a riflettere: dovrebbero ammettere che, in un modo o nell’altro, questa cosa chiamata “musica” ha una sua efficacia sugli esseri umani ed e? fondamentale nella loro vita. Eppure la musica non ha concetti, non formula proposizioni; manca di immagini e di simboli, ossia della materia stessa del linguaggio. Non ha alcun potere di rappresentazione. Ne? ha alcuna relazione necessaria con il mondo reale. Esistono rari esseri umani che, come i Superni, forse mancano dell’apparato neurale per apprezzare suoni o melodie. D’altra parte, sulla quasi totalita? di noi, la musica esercita un enorme potere, indipendentemente dal fatto che la cerchiamo o meno, o che riteniamo di essere particolarmente “musicali”. Una tale inclinazione per la musica – questa “musicofilia” – traspare gia? nella prima infanzia, e? palese e fondamentale in tutte le culture e probabilmente risale agli albori della nostra specie. Puo? essere sviluppata o plasmata dalla cultura in cui viviamo, dalle circostanze della vita o dai particolari talenti e punti deboli che ci caratterizzano come individui; cio? non di meno, e? cosi? profondamente radicata nella nostra natura che siamo tentati di considerarla innata […].”

    Puoi rispondere punto per punto oppure costruire un unico discorso che comprenda le risposte a tutte le domande proposte.

    1. Riassumi il contenuto del brano e spiega il significato del termine “musicofilia”.

    Qual e? l’atteggiamento che, secondo l’autore, i Superni hanno nei confronti della specie umana e del rapporto che essa ha con la musica?

    A tuo parere, cosa intende affermare Sacks quando scrive che l’inclinazione per la musica “puo? essere sviluppata o plasmata dalla cultura in cui viviamo, dalle circostanze della vita o dai particolari talenti e punti deboli che ci caratterizzano come individui”?

    A tuo giudizio, perche? l’autore afferma che la musica non “ha alcuna relazione con il mondo reale”?

    Sulla base delle tue conoscenze, delle tue esperienze personali e della tua sensibilita?, elabora un testo nel quale sviluppi il tuo ragionamento sul tema del potere che la musica esercita sugli esseri umani. Argomenta in modo tale che gli snodi del tuo ragionamento siano organizzati in un testo coerente e coeso. LEGGI TUTTO

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    Maturità, il testo di Liliana Segre e Gherado Colombo: “La colpa di essere nati”

    Testo tratto da: Gherardo Colombo, Liliana Segre, La sola colpa di essere nati, Garzanti, Milano, 2021, pp. 25-27.

    “Quando, per effetto delle leggi razziali, fui espulsa dalla scuola statale di via Ruffini, i miei pensarono di iscrivermi a una scuola ebraica non sapendo piu? da che parte voltarsi. Alla fine decisero di mandarmi a una scuola cattolica, quella delle Marcelline di piazza Tommaseo, dove mi sono trovata molto bene, perche? le suore erano premurose e accudenti. Una volta sfollati a Inverigo, invece, studiavo con una signora che veniva a darmi lezioni a casa.

    L’espulsione la trovai innanzitutto una cosa assurda, oltre che di una gravita? enorme! Immaginate un bambino che non ha fatto niente, uno studente qualunque, mediocre come me, nel senso che non ero ne? brava ne? incapace; ero semplicemente una bambina che andava a scuola molto volentieri perche? mi piaceva stare in compagnia, proprio come mi piace adesso. E da un giorno all’altro ti dicono: “Sei stata espulsa!”. E? qualcosa che ti resta dentro per sempre. “Perche??” domandavo, e nessuno mi sapeva dare una risposta. Ai miei “Perche??” la famiglia scoppiava a piangere, chi si soffiava il naso, chi faceva finta di dover uscire dalla stanza. Insomma, non si affrontava l’argomento, lo si evitava. E io mi caricavo di sensi di colpa e di domande: “Ma cosa avro? fatto di male per non poter piu? andare a scuola? Qual e? la mia colpa?”. Non me ne capacitavo, non riuscivo a trovare una spiegazione, per quanto illogica, all’esclusione. Sta di fatto che a un tratto mi sono ritrovata in un mondo in cui non potevo andare a scuola, e in cui contemporaneamente succedeva che i poliziotti cominciassero a presentarsi e a entrare in casa mia con un atteggiamento per nulla gentile. E anche per questo non riuscivo a trovare una ragione.

    Insieme all’espulsione da scuola, ricordo l’improvviso silenzio del telefono. Anche quello e? da considerare molto grave. Io avevo una passione per il telefono, passione che non ho mai perduto. Non appena squillava correvo nel lungo corridoio dalla mia camera di allora per andare a rispondere. A un tratto ha smesso di suonare. E quando lo faceva, se non erano le rare voci di parenti o amici con cui conservavamo una certa intimita?, ho addirittura incominciato a sentire che dall’altro capo del filo mi venivano indirizzate minacce: “Muori!”, “Perche? non muori?”, “Vattene!” mi dicevano. Erano telefonate anonime, naturalmente. Dopo tre o quattro volte, ho riferito la cosa a mio papa?: “Al telefono qualcuno mi ha detto “Muori!””. Da allora mi venne proibito di rispondere. Quelli che ci rimasero vicini furono davvero pochissimi. Da allora riservo sempre grande considerazione agli amici veri, a quelli che in disgrazia non ti abbandonano. Perche? i veri amici sono quelli che ti restano accanto nelle difficolta?, non gli altri che magari ti hanno riempito di regali e di lodi, ma che in effetti hanno approfittato della tua ospitalita?. C’erano quelli che prima delle leggi razziali mi dicevano: “Piu? bella di te non c’e? nessuno!”. Poi, dopo la guerra, li rincontravo e mi dicevano: “Ma dove sei finita? Che fine hai fatto? Perche? non ti sei fatta piu? sentire?”. Se uno e? sulla cresta dell’onda, di amici ne ha quanti ne vuole. Quando invece le cose vanno male le persone non ti guardano piu?. Perche? certo, fa male alzare la cornetta del telefono e sentirsi dire “Muori!” da un anonimo. Ma quanto e? doloroso scoprire a mano a mano tutti quelli che, anche senza nascondersi, non ti vedono piu?. E? proprio come in quel terribile gioco tra bambini, in cui si decide, senza dirglielo, che uno di loro e? invisibile. L’ho sempre trovato uno dei giochi piu? crudeli. Di solito lo si fa con il bambino piu? piccolo: il gruppo decide che non lo vede piu?, e lui inizia a piangere gridando: “Ma io sono qui!”. Ecco, e? quello che e? successo a noi, ciascuno di noi era il bambino invisibile.”

    Allo studente si chiede: puoi rispondere punto per punto oppure costruire un unico discorso che comprenda le risposte a tutte le domande proposte. Riassumi il contenuto del brano senza ricorrere al discorso diretto. Perche? Liliana Segre considera assurda e grave la sua espulsione dalla scuola? Liliana Segre paragona l’esperienza determinata dalle leggi razziali con il gioco infantile del “bambino invisibile”: per quale motivo utilizza tale similitudine? Nell’evocare i propri ricordi la senatrice allude anche ai sensi di colpa da lei provati rispetto alla situazione che stava vivendo: a tuo parere, qual era la loro origine? LEGGI TUTTO

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    Maturità, la novella “Nedda” di Giovanni Verga

    Nella novella Nedda la protagonista intreccia una relazione con Janu, un giovane contadino che ha contratto la malaria. Quando Nedda resta incinta, Janu promette di sposarla; poi, nonostante sia indebolito per la febbre, si reca per la rimondatura degli olivi a Mascalucia, dove e? vittima di un incidente sul lavoro. Nel brano qui proposto Verga, dopo aver tratteggiato la condizione di vita di Nedda, narra della morte di Janu e della nascita della loro figlia.

    “Era una ragazza bruna, vestita miseramente; aveva quell’attitudine timida e ruvida che danno la miseria e l’isolamento. Forse sarebbe stata bella, se gli stenti e le fatiche non ne avessero alterato profondamente non solo le sembianze gentili della donna, ma direi anche la forma umana. I suoi capelli erano neri, folti, arruffati, appena annodati con dello spago; aveva denti bianchi come avorio, e una certa grossolana avvenenza di lineamenti che rendeva attraente il suo sorriso. Gli occhi erano neri, grandi, nuotanti in un fluido azzurrino, quali li avrebbe invidiati una regina a quella povera figliuola raggomitolata sull’ultimo gradino della scala umana, se non fossero stati offuscati dall’ombrosa timidezza della miseria, o non fossero sembrati stupidi per una triste e continua rassegnazione. Le sue membra schiacciate da pesi enormi, o sviluppate violentemente da sforzi penosi erano diventate grossolane, senza esser robuste. Ella faceva da manovale, quando non aveva da trasportare sassi nei terreni che si andavano dissodando, o portava dei carichi in citta? per conto altrui, o faceva di quegli altri lavori piu? duri che da quelle parti stimansi1 inferiori al co?mpito dell’uomo. La vendemmia, la messe2, la raccolta delle olive, per lei erano delle feste, dei giorni di baldoria, un passatempo, anziche? una fatica. E? vero bensi? che fruttavano appena la meta? di una buona giornata estiva da manovale, la quale dava 13 bravi soldi! I cenci sovrapposti in forma di vesti rendevano grottesca quella che avrebbe dovuto essere la delicata bellezza muliebre. L’immaginazione piu? vivace non avrebbe potuto figurarsi che quelle mani costrette ad un’aspra fatica di tutti i giorni, a raspar fra il gelo, o la terra bruciante, o i rovi e i crepacci, che quei piedi abituati ad andar nudi nella neve e sulle roccie infuocate dal sole, a lacerarsi sulle spine, o ad indurirsi sui sassi, avrebbero potuto esser belli. Nessuno avrebbe potuto dire quanti anni avesse cotesta creatura umana; la miseria l’aveva schiacciata da bambina con tutti gli stenti che deformano e induriscono il corpo, l’anima e l’intelligenza. – Cosi? era stato di sua madre, cosi? di sua nonna, cosi? sarebbe stato di sua figlia. [ …]

    Tre giorni dopo [Nedda] udi? un gran cicaleccio per la strada. Si affaccio? al muricciolo, e vide in mezzo ad un crocchio di contadini e di comari Janu disteso su di una scala a piuoli, pallido come un cencio lavato, e colla testa fasciata da un fazzoletto tutto sporco di sangue. Lungo la via dolorosa, prima di giungere al suo casolare, egli, tenendola per mano, le narro? come, trovandosi cosi? debole per le febbri, era caduto da un’alta cima, e s’era concio3 a quel modo. – Il cuore te lo diceva – mormorava con un triste sorriso. – Ella l’ascoltava coi suoi grand’occhi spalancati, pallida come lui, e tenendolo per mano. Il domani egli mori?. [ …]

    Adesso, quando cercava del lavoro, le ridevano in faccia, non per schernire la ragazza colpevole, ma perche? la povera madre non poteva piu? lavorare come prima. Dopo i primi rifiuti, e le prime risate, ella non oso? cercare piu? oltre, e si chiuse nella sua casipola4, al pari di un uccelletto ferito che va a rannicchiarsi nel suo nido. Quei pochi soldi raccolti in fondo alla calza se ne andarono l’un dopo l’altro, e dietro ai soldi la bella veste nuova, e il bel fazzoletto di seta. Lo zio Giovanni la soccorreva per quel poco che poteva, con quella carita? indulgente e riparatrice senza la quale la morale del curato e? ingiusta e sterile, e le impedi? cosi? di morire di fame. Ella diede alla luce una bambina rachitica e stenta; quando le dissero che non era un maschio pianse come aveva pianto la sera in cui aveva chiuso l’uscio del casolare dietro al cataletto5 che se ne andava, e s’era trovata senza la mamma; ma non volle che la buttassero alla Ruota6.”

    Il tema degli “ultimi” e? ricorrente nella letteratura e nelle arti gia? nel XIX secolo. Si puo? affermare che Nedda sia la prima di quelle dolenti figure di “vinti” che Verga ritrarra? nei suoi romanzi: allo studente si chiede di collegare e confrontare questo personaggio e la sua drammatica storia con uno o piu? dei protagonisti del Ciclo dei vinti. In alternativa, di esporre le considerazioni sulla tematica citata facendo ricorso ad altri autori ed opere. LEGGI TUTTO

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    Maturità, l'analisi del testo di Luigi Ferrajoli: “Perchè una Costituzione della Terra” che riflette su pandemia, effetti economici e sociali

    Occorre ripensare la politica e l’economia a partire dalla consapevolezza, generata dalla pandemia, della nostra comune fragilità e del nostro comune destino: è la tesi sostenuta nel testo di Luigi Ferrajoli, tratto da “Perché una Costituzione della Terra?” e su cui i maturandi sono chiamati a riflettere. E’ una delle tracce proposte nella sezione della […] LEGGI TUTTO