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    Lupi, cani da pastore e uomo, la coesistenza necessaria

    Il bellissimo articolo di Michele Serra su Repubblica di oggi richiama l’attenzione sulla difficile linea di equilibrio che traccia il confine tra la natura selvatica e lo spazio della presenza umana. L’immagine del cane caduto sul lavoro di protezione del gregge e ucciso dai lupi è potente e serve bene lo scopo di disegnare il […] LEGGI TUTTO

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    Acqua, il serbatoio è ormai a secco

    Le siccità prolungate dal Corno d’Africa alla California. Tensioni politiche e conflitti legati all’acqua come le perduranti tensioni politiche tra Egitto, Sudan ed Etiopia o lungo le rive del Mekong. La crescente salinizzazione delle falde acquifere costiere. La corsa alla privatizzazione di fonti e infrastrutture idriche. La mancanza di servizi igienici per una larga fetta della popolazione. Sono sempre più numerose le crisi legate all’acqua, tema tornato alla ribalta da qualche anno. A dare il metro della situazione preoccupante è l’indice dell’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile numero 6 (SDG 6), il sistema di misurazione del progresso dell’umanità verso un mondo più sano e sicuro lanciato dalle Nazioni Unite nel 2015. Questo SDG 6 misura i progressi fatti per garantire a tutti accesso all’acqua e ai servizi igienico-sanitari. Ma le notizie non sono buone. Ancora nel 2020 purtroppo i dati a disposizione, contrariamente a tanti progressi fatti in avanti, dall’educazione alla lotta alla povertà, dimostrano come sul tema dell’acqua si stia facendo ancora troppo poco.

    I consumi idrici

    Aumentano globalmente i consumi idrici, diminuisce la disponibilità a causa dei cambiamenti climatici – nevica meno, piove meno – e peggiora soprattutto la qualità delle acque e degli ambienti acquatici a causa di una pessima gestione. Aggravando la sicurezza sanitaria delle persone, “il problema più grande”, spiega Pedro Arrojo Agudo, rapporteur Onu per l’acqua.

    Giornata mondiale per la lotta alla desertificazione

    La scarsità dell’acqua costa alle aziende 251 miliardi di dollari

    di

    Carlotta Scozzari

    17 Giugno 2021

    A oggi 2,1 miliardi di persone non hanno accesso costante ad acqua sicura, con ben 844 milioni che non hanno nessuna disponibilità di acqua potabile. “I grandi numeri spesso non ci danno l’idea di storie lontane legate al diritto all’acqua”, spiega Marirosa Iannelli, presidente del Water Grabbing Observatory. “Ma immaginate di dare nomi a 700 bambini sotto i cinque anni che muoiono ogni giorno di diarrea legata ad acqua non sicura e servizi igienici inadeguati. Oppure dare un volto alle 34 donne che nei paesi più poveri muoiono ogni ora a causa di complicazioni in gravidanza e parto per mancanza di acqua sicura. Una ogni due minuti. Migliaia ogni anno subiscono violenze, stupri e omicidi durante la raccolta dell’acqua in fonti e pozzi distanti anche due ore dalla propria abitazione”.

    Giornata mondiale per la lotta alla desertificazione

    Caffé e cioccolata potrebbero diventare beni di lusso

    di

    Enrico Franceschini

    16 Giugno 2021

    Crisi irreversibile o problema risolvibile?

    Siamo sulla soglia di una crisi idrica planetaria? Ancora no, lo dice lo Stockholm Resilience Center che misura le tante crisi ambientali globali, anche se in molte aree del pianeta è urgente intervenire per fare fronte ad una geografia dell’acqua in rapido mutamento. Clima e inquinamento sono i principali driver nelle aree dove si riduce la disponibilità idrica. Ma sono molteplici i fattori che contribuiscono a peggiorare la situazione globale.

    Giornata mondiale per la lotta alla desertificazione

    I laghi italiani stanno soffocando

    di

    Emanuele Bompan

    17 Giugno 2021

    A partire dalla debole applicazione del diritto internazionale per l’accesso all’acqua, l’impiego di accordi transfrontalieri di gestione dei bacini, una moratoria globale alla privatizzazione e finanziarizzazione delle risorse (è stato lanciato a fine 2020 per la prima volta il primo contratto future sulla borsa azionaria americana). “I processi di accaparramento idrico da parte di soggetti istituzionali e attori multinazionali sono aumentati negli ultimi vent’anni nonostante numerose linee guida, trattati internazionali e politiche globali”, spiega Andrea Zinzani, geografo dell’Università di Bologna ed esperto di ecologia politica dell’acqua. “Soprattutto a livello locale conflittualità, diseguaglianze e marginalizzazione in relazione alla governance dell’acqua rappresentano sempre più una sfida per i precari equilibri socio-ambientali in varie zone del Pianeta, in particolar modo nel Sud Globale”.  

    Cambio climatico

    La grande sete americana: sta scomparendo Lake Mead

    di

    Anna Lombardi

    14 Giugno 2021

    “Gli strumenti di governance promossi a scala globale evidenziano dunque una natura controversa e contraddittoria e in molti casi si scontrano con la complessità di relazioni e pratiche gestionali a livello locale. Senza contare poi che troppo spesso si ricorre ad una gestione tecnocratica delle risorse idriche a discapito di un’effettiva inclusione e partecipazione nei processi decisionali”. Il diritto universale all’acqua è una realtà ancora molto lontana.

    Il report

    Nove milioni di italiani a rischio eventi estremi: così la crisi climatica minaccia le nostre città

    di

    Flavia Carlorecchio

    15 Giugno 2021

    Il caso Italia

    L’Italia non è avulsa dalla questione idrica. “Nel nostro Paese il principale driver di modifica della disponibilità idrica è il cambiamento climatico”, spiega Paola Mercogliano, ricercatrice del Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici. “Non è una questione futura, ma un problema presente”. Negli ultimi 20 anni la disponibilità idrica sta rapidamente mutando – in peggio – in molte regioni italiane. II segnale più chiaro è la diminuzione della pioggia estiva che potrebbe ridursi del 30% nei prossimi trent’anni (rispetto al periodo 1981-2010). Una situazione che però vede il Nord e il Centro-Sud interessati da fenomeni diversi.

    Giornata mondiale per la lotta alla desertificazione

    Così il respiro dei fiumi emette anidride carbonica

    di

    Cristina Nadotti

    17 Giugno 2021

    “Nel bacino del fiume Po sono i ghiacciai alpini a comportare la principale variazione idrica, fenomeno destinato ad accentuarsi nei prossimi anni”, continua Mercogliano. “A nord aumentano i fenomeni piovosi di grande intensità, che possono causare alluvioni e disastri e si riduce la disponibilità estiva. Mentre al sud aumenta la durata del periodo siccitoso”.

    Acqua / L’intervista

    Pedro Arrojo-Agudo: “Ora è il tempo della pace blu”

    di

    Emanuele Bompan

    04 Giugno 2021

    Per gli scienziati i modelli parlano chiaro. Altrettanto chiare solo le soluzioni secondo gli operatori più illuminati del settore. “Rimaniamo purtroppo il Paese europeo il maggior prelievo di acqua potabile con 34,2 miliardi di metri cubi”.  

    La crisi climatica

    Eventi estremi: bombe d’acqua e trombe d’aria, ce n’è una al giorno

    di

    Flavia Carlorecchio

    15 Giugno 2021

    Che fare

    Cosa possiamo fare subito? Infrastrutture in grado di trattenere e gestire le cosiddette bombe d’acqua e possibilmente riutilizzarle, come le vasche volano, ma anche soluzioni urbanistiche, dai tetti verdi sulle nuove costruzioni al verde urbano, fino ai sistemi di captazione”, spiega Alessandro Russo, presidente dell’azienda di servizi idrici Gruppo Cap. “Inoltre serve aumentare l’impiego dell’acqua depurata per l’agricoltura. Di 40 miliardi di metri cubi che vengono depurati solo il 2% viene usato per irrigare i campi”. Al momento le risorse nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per ammodernare le infrastrutture idriche ci sono. Cerchiamo almeno questa volta di non perdere un’occasione unica di mettere in sicurezza la nostra infrastruttura idrica. LEGGI TUTTO

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    Cinzia Perrino (Cnr): “Ecco perché l'aria di Cremona è così inquinata”

    “La classifica dell’Agenzia europea per l’ambiente non ci stupisce. Conosciamo bene il problema”. Cinzia Perrino, dirigente di ricerca presso l’Istituto sull’inquinamento atmosferico del Cnr, commenta così il rapporto che colloca Cremona al vertice delle città con l’aria più inquinata d’Europa. Dottoressa Perrino, ma come è possibile che un centro con 71mila abitanti abbia un’aria peggiore […] LEGGI TUTTO

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    I costi economici e sanitari del traffico: le città più vulnerabili

    Secondo una ricerca condotta dall’Università del Surrey, in Gran Bretagna, alcune delle città più vulnerabili del mondo subiscono perdite economiche sproporzionate a causa delle conseguenze sulla salute prodotte dall’inquinamento atmosferico generato dagli autoveicoli. In uno studio internazionale pubblicato dalla rivista Environment International, l’Università del Surrey ha guidato un gruppo internazionale di esperti di inquinamento atmosferico […] LEGGI TUTTO

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    Il novello Robinson Crusoe oggi naufraga sull'isola di plastica

    C’è un’isola nel Pacifico nella quale la vita è come è sempre stata. Pesci e uccelli marini, qualche pianta, acqua piovana e un laghetto in cima al colle. Si chiama Wayo Wayo e per fare tutto il giro basta il tempo che passa tra la colazione e il pranzo. La abitano uomini miti che hanno al centro delle loro giornate l’unica cosa grande che l’isola può offrire: il mare.

    Atrei è il più bravo a pescare, a nuotare, anche il più bello, pare, e non vorrebbe partire, non per paura della morte ma per l’ancora che lo tiene legato alla vita: è innamorato. Ma deve, perché a Wayo Wayo ogni secondogenito maschio deve costruirsi la piroga e allo scoccare della sua centottantesima luna prendere il mare con poche scorte a bordo. Una condanna a morte.

    Il libro

    Oceano o formica ogni cosa è connessa, Con intrecci complessi

    di

    Marco Panara

    10 Giugno 2021

    Atrei parte, l’amore lo aiuta a resistere, la sua fibra e il destino lo aiutano. Quando il suo guscio di noce si inabissa nuota finché non ce la fa più e quando non ce la fa più si trova sulle sponde di un’altra isola, un’isola fatta di rifiuti di plastica.

    È la seconda isola della magnifica storia dello scrittore taiwanese Wu Ming Yi, pubblicata in Italia con il titolo Montagne e nuvole negli occhi. Solo che se Wayo Wayo è nata nella fantasia di Wu, l’isola di plastica del Pacifico esiste davvero.

    Nel Pacifico

    Isola di plastica, spunta un negozio virtuale. Obiettivo: rimuovere rifiuti

    di

    Nicola Sellitti

    11 Maggio 2021

    C’è una terza isola in questo romanzo, un’isola nella quale la vita è come è oggi, consumista, tecnologica, un po’ kitsch, contraddittoria. E reale, come quella di plastica nel Pacifico. È Taiwan, dove Alice insegna letteratura e vive sulle rive dell’oceano, devastate dall’uomo e mangiate da terremoti e inondazioni. Su quelle rive, trascinata dalle correnti e spezzata dagli uragani, si arenerà in un nuvola di fetore immondo il pezzo dell’isola dei rifiuti sulla quale è sopravvissuto Atrei.

    Ci sono tanti personaggi in questo romanzo, Atrei e Alice, la fascinosa proprietaria di un bar, un ingegnere che fa tunnel, un cacciatore di balene, i mariti, le mogli, gli amici, le cui storie si intrecciano attraverso il rapporto di ciascuno con la natura, il vero, potentissimo protagonista.

    Montagne e nuvole negli occhidi Wu Ming Yi(Editrice e/o, pagine 304, euro 18) LEGGI TUTTO

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    Così il respiro dei fiumi emette anidride carbonica

    Un respiro ciclico, che in alcuni momenti contiene più anidride carbonica. Che i fiumi emettessero CO2 era noto, ma adesso uno studio pubblicato su Communications Earth & Environment, una rivista del gruppo Nature, svela non soltanto il ruolo dei fiumi nel ciclo dell’anidride carbonica, ma la periodicità con cui tale attività si registra. Al progetto internazionale hanno partecipato ricercatori delle Università di Torino e del Piemonte Orientale e le loro attività di monitoraggio con una camera flottante per la registrazione dell’anidride carbonica emessa dal fiume ha contribuito ad accertare che nei sistemi d’acqua corrente il “respiro del fiume” segue un pattern complesso, in cui interagiscono fattori climatici, latitudinali, ambientali ed ecologici.

    Giornata mondiale per la lotta alla desertificazione

    Acqua, il serbatoio è ormai a secco

    di

    Emanuele Bompan

    17 Giugno 2021

    A livello globale, le acque interne emettono oltre 2 Pg di carbonio all’anno sotto forma di anidride carbonica, di cui la maggior parte proviene da torrenti e fiumi. Nonostante l’importanza globale delle emissioni fluviali di anidride carbonica, ancora si sa poco delle dinamiche che contribuiscono a momenti di maggiore o minore emissione. Proprio nell’identificazione di tali dinamiche è il pregio dello studio del progetto internazionale, denominato EURORUN (Assessing CO2 Fluxes from European Running Waters), che ha coinvolto 16 gruppi di 11 nazioni europee. Sono stati i professori Stefano Fenoglio dell’Università di Torino) e  Alberto Doretto dell’Università del Piemonte Orientale, che lavorano entrambi anche nel Centro per lo Studio dei Fiumi Alpini (ALPSTREAM), struttura nata nel 2019 ad Ostana (CN) dalla sinergia tra Parco del Monviso, UNITO, UPO e POLITO per promuovere una maggiore sostenibilità ambientale, con particolare attenzione ai fiumi alpini ed alle risorse idriche, a fornire i dati sui fiumi italiani. LEGGI TUTTO