3 Aprile 2025

Daily Archives

consigliato per te

  • in

    La Tunisia vieta la pesca del polpo. “Scarsità preoccupante”

    La Tunisia ha vietato la pesca del polpo su tutta la sua costa senza fornire una data di fine divieto. Una decisione presa nei giorni scorsi per combattere la sua rarefazione, accolta da un’associazione ambientalista. È dall’inizio dell’anno, che i pescatori tunisini segnalano un “catastrofico” calo degli stock di polpo, come ricorda l’Ong Kraten, che […] LEGGI TUTTO

  • in

    “Noi e gli animali, ripensiamoci. Anche a tavola”

    Strani paradossi del mondo moderno: tanto più cresce il tasso di tecnologia che utilizziamo ogni giorno tanto più aumenta il nostro bisogno di relazione con gli animali di affezione. Ecco, così, che il mondo animale è sempre più presente nelle nostre vite. Circa il 40% delle famiglie italiane vive con un animale in casa e la pet economy ha raggiunto fatturati enormi. Ma se tra le mura domestiche cani e gatti vengono coccolati, non tutti gli animali sono trattati con rispetto e amore, pensiamo agli allevamenti intensivi e all’industria alimentare in genere. A cinquant’anni dalla pubblicazione di Liberazione Animale del filosofo australiano Peter Singer, considerato il testo di riferimento per il movimento animalista e antispecista, è importante interrogarci sulla relazione che ci lega agli animali. Ne parliamo con Simone Pollo, professore di Filosofia morale presso la Sapienza, Università di Roma, in occasione dell’uscita del suo ultimo libro Considera gli animali.

    “Come essere umani – spiega Pollo – ci sentiamo speciali, invece, condividiamo molto con gli animali e discendiamo tutti da un antenato comune. È solo con il successivo processo evolutivo che siamo diventati differenti. Fatta questa premessa, dobbiamo riconoscere che abbiamo in comune molte capacità come quelle emotive, affettive, di pensiero, di cognizione, di comportamenti sociali complessi. Ma soprattutto la capacità di provare piacere o dolore, che dal punto di vista morale è forse la principale, è una capacità condivisa da tantissime specie, e anzi c’è chi sostiene che sia comune a tutte”.
    Eppure l’essere umano è abituato a fare distinzioni nette tra gli animali, perché?
    “Con alcuni animali riusciamo ad individuare dei legami diretti perché ci sono delle somiglianze molto evidenti e l’attivazione della simpatia, come dicevano i filosofi del ‘700, è immediata. Ci aiutano in questo processo alcune vicinanze filogenetiche evolutive. È il caso del cane, che è il primo animale ad essere domesticato. Con altri animali siamo più lontani da un punto di vista filogenetico e quindi è meno facile comunicare. Dobbiamo ammettere che solo oggi le scienze cognitive nel loro complesso stanno iniziando a individuare capacità in specie molto distanti da noi. La scienza ci aiuta a fare passi in avanti in questa direzione. Un recente documentario su un polpo, ad esempio, “Il mio amico in fondo al mare” racconta della possibilità di comunicazione, di interazione tra un cefalopode e un Homo Sapiens. Non dobbiamo cadere nell’errore di considerare solo le specie con cui entriamo in contatto. Evitiamo di rientrare in una subdola forma di antropocentrismo. Il mondo vivente è fatto di diversità che al momento non sempre comprendiamo”. LEGGI TUTTO

  • in

    Scuola, se la gita è un lusso per pochi: “Uno studente su due non fa più viaggi d’istruzione”

    Costi elevati, sempre meno prof che accompagnano i ragazzi, sanzioni disciplinari che impediscono il viaggio: così la gita scolastica è in declino. Dalle scuole medie alle superiori, i viaggi d’istruzione somigliano sempre di più a un lusso per pochi, speso soprattutto entro i confini dello stivale.
    Lo dice l’osservatorio sulle gite di Skuola.net che ha intervistato 3mila alunni delle scuole di secondo grado confermando un trend ormai stabile nel post pandemia quando, dopo due anni di stop, le gite sono pian piano riprese.
    Secondo il sondaggio, quest’anno uno studente su due dovrà rinunciare al viaggio d’istruzione di più giorni: il 29 per cento ha già ricevuto comunicazione da parte della scuola che non si partirà, mentre l’11 per cento è ancora in attesa di ricevere indicazioni, ma la fine dell’anno scolastico si avvicina.

    Classe in gita perde aereo per tornare in Italia, nuovo volo costa 350 euro in più: ira dei genitori

    di Pierfrancesco Albanese

    01 Aprile 2025

    I “no” degli studenti
    Quasi uno studente su dieci (7 per cento), poi, saluterà i propri compagni in partenza senza aggregarsi al gruppo. La motivazione, almeno stando a quella resa nota nel questionario, è nella metà dei casi la mancanza di voglia di passare giorni fuori casa h24 con compagni e prof. Almeno un terzo di chi rinuncia invece lo fa per ragioni economiche: non si può permettere la gita. E solo in qualche caso scattano (e vengono accettate) collette solidali.
    Per circa un “deluso” su quattro non è prevista nemmeno la tradizionale gita fuori porta di un giorno. A cui si aggiunge una quota – circa uno su tre – di sognatori, che ancora aspettano che il proprio istituto pianifichi un’uscita da qui a giugno.
    Gli ostacoli alla partenza
    Tra i principali ostacoli alla partenza, al primo posto figura nuovamente l’indisponibilità dei professori ad accompagnare le classi in gita: un problema comune a quattro studenti su dieci. C’è poi un 18 per cento, quasi uno studente su cinque, che sostiene come i costi dei trasporti e delle sistemazioni per il pernotto, in alcuni casi proibitivi, abbiano spinto la propria scuola a non organizzare affatto la trasferta, visto il rischio concreto che dopo aver messo in moto la macchina molte famiglie non avrebbero poi aderito.
    E in effetti, dove è stato organizzato un viaggio di istruzione, uno su dieci è rimasto a bocca asciutta perché non si è raggiunto il numero minimo di partecipanti.
    Infine, ci sono le sanzioni disciplinari: il 14 per cento degli intervistati ha rivelato di non poter partire a causa della condotta tenuta in classe.
    Gli studenti italiani possono tirare un sospiro di sollievo: gite scolastiche e scambi culturali sono salvi, per il momento. “Al fine di evitare Il rischio di compromettere il regolare svolgimento dei viaggi di istruzione nell’interesse della collettività, data l’importanza rivestita da questi nell’offerta educativa scolastica, Anac ha deciso un’ulteriore deroga di sei mesi per le scuole al fine di qualificarsi e gestire gli affidamenti per gite scolastiche e viaggi d’istruzione secondo le nuove regole stabilite dal Codice degli appalti”. Lo comunica l’Autorità anti corruzione.
    Uscite didattiche e viaggi rischiavano di saltare per colpa del mancato adeguamento delle scuole ai requisiti previsti dal nuovo Codice degli appalti. Per organizzare gite di istruzione per cifre superiori a 140mila euro, infatti, con la nuova norma gli istituti sarebbero obbligati a gestire la spesa tramite un vero e proprio appalto pubblico, diventando stazione appaltante qualificata. Procedure lunghe e complesse, per le quali nelle scuole spesso non c’è il personale adatto. Per questo molti presidi stavano già rinunciando a organizzare gite. Ora arriva la proroga: ci sono altri sei mesi di tempo per adeguarsi alle nuove regole. Nel frattempo i viaggi di istruzione sono salvi e gli studenti non saranno privati “di un così fondamentale strumento di crescita e apprendimento”, scrive Anac.
    “Le visite d’istruzione sono un’opportunità importante per ampliare gli orizzonti culturali dei nostri studenti e rafforzare il loro apprendimento. Per questo, abbiamo lavorato con Anac per trovare soluzioni che permettano alle scuole di continuare a organizzarle senza interruzioni, ma con procedure che assicurino trasparenza e legalità”. Lo dichiara il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, commentando la decisione di Anac.

    Gite scolastiche salve, per ora: nuova deroga di sei mesi al Codice degli appalti

    a cura della redazione Cronaca nazionale

    09 Dicembre 2024

    Le mete e la durata del viaggio
    Tra chi parte, due su tre resteranno in Italia, privilegiando città d’arte e mete low cost rispetto a Roma e Milano: Firenze, Napoli e Palermo. All’estero vincono Atene e Barcellona. In alternativa, ci si muove tra le località di mare o di montagna, o verso città meno turistiche – sempre per questioni di budget – come testimonia il 24 per cento degli studenti.
    Per ammortizzare i costi il 40 per cento dei ragazzi starà fuori tre giorni.
    Il budget medio ruota attorno ai 424 euro, con un aumento del 5 per cento rispetto allo scorso anno.
    Mezzo preferito è il pullman, uno su quattro andrà in aereo e poco più di uno su dieci in treno. Pochissimi in nave, sia per muoversi che per partire, appena il 2 per cento, ma comunque raddoppiati rispetto allo scorso anno. LEGGI TUTTO