Agosto 2022

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    Scuola, ecco tutte le date da segnare sul calendario: l'inizio e la fine delle lezioni, i ponti e le vacanze

    La scuola sta per ricominciare, decise le date di riapertura dell’anno scolastico. Eccole, regione per regione: Alto Adige: 5 settembreAbruzzo: 12 settembreBasilicata: 12 settembreCampania: 13 settembreFriuli Venezia Giulia: 12 settembreLombardia: 12 settembrePiemonte: 12 settembreTrentino: 12 settembreVeneto: 12 settembreCalabria: 14 settembreLiguria: 14 settembreMarche: 14 settembreMolise: 14 settembreSardegna: 14 settembrePuglia: 14 settembreUmbria: 14 settembreEmilia Romagna: 15 settembreLazio: 15 […] LEGGI TUTTO

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    Scuola e Covid, dalle mascherine alla Dad: ecco le regole per la riapertura

    Torna il compagno di banco e spariscono (almeno per ora) le mascherine, le finestre resteranno aperte ma non ci sarà più la Dad o la Ddi per chi contrae il Covid, riapriranno le mense e non ci sarà più nessuno a misurare la temperatura all’ingresso. La scuola riapre con alcune novità rispetto agli ultimi due anni e mezzo. Vediamo, nel dettaglio, quali sono quelle previste dai documenti dell’Istituto superiore di sanità e dal vademecum del ministero dell’Istruzione.

    Le mascherine

    L’anno scolastico 2022-2023 riparte senza obbligo di dispositivi di protezione individuale per tutti. I docenti, gli studenti e il personale scolastico considerati fragili, cioè a rischio di sviluppare forme severe di Covid-19, potranno utilizzare le mascherine Ffp2 e i dispositivi per la protezione degli occhi che dovranno essere forniti dalla scuola in base alle indicazioni del medico competente. Inoltre, anche il personale scolastico o gli studenti che scelgono liberamente di indossare una mascherina per proteggersi dal contagio potranno indossarla. Per gli alunni sotto i 6 anni, che frequentano dunque la scuola dell’infanzia e gli asilo nido, l’uso della mascherina resta sconsigliato. Anche per i visitatori esterni alla scuola, i genitori ad esempio, non c’è più obbligo di mascherina. Attenzione però: i bambini con più di 6 anni che presentano sintomi respiratori di lieve entità (come il raffreddore) senza febbre e in buone condizioni generali potranno frequentare le lezioni, indossando però mascherine chirurgiche o Ffp2 fino alla risoluzione dei sintomi e avendo cura dell’igiene delle mani e dell’osservanza dell’etichetta respiratoria, un termine tecnico che in sostanza riassume tutti quei comportamenti corretti e di buon senso da mettere in atto per tenere sotto controllo il rischio di trasmissione di microrganismi da persona a persona come, ad esempio, proteggere la bocca e il naso durante gli starnuti o i colpi di tosse utilizzando fazzoletti di carta. Nel caso in cui la situazione epidemiologica dovesse mutare, le indicazioni dell’Istituto superiore di sanità, recepite dal ministero della Pubblica istruzione, già prevedono la reintroduzione dell’uso della mascherina chirurgica o Ffp2 per tutti: studenti sopra i 6 anni, personale scolastico, visitatori esterni (dai fornitori ai genitori al personale che svolge attività extra mattutine o pomeridiane).

    Le protezioni per gli alunni fragili

    I genitori degli alunni fragili devono comunicare alla scuola tale condizione in forma scritta e documentata, precisando anche le eventuali misure di protezione da attivare durante la presenza a scuola. A seguito della segnalazione ricevuta, l’Istituzione scolastica dovrà valutare la specifica situazione in raccordo con il Dipartimento di prevenzione territoriale ed il pediatra/medico di famiglia per individuare le opportune misure precauzionali da applicare per garantire la frequenza dell’alunno in presenza e in condizioni di sicurezza.

    La temperatura

    All’ingresso delle scuole non è più prevista alcuna forma di controllo preventivo da parte delle Istituzioni scolastiche sullo stato di salute. Dunque il personale scolastico non misurerà più la temperatura agli studenti né ai docenti. Se però durante la permanenza a scuola il personale scolastico o un alunno presentano sintomi compatibili con una infezione da Sars-Cov-2, verranno ospitati in una stanza dedicata al loro isolamento e saranno poi rimandati a casa. Nel caso degli alunni minorenni saranno avvisati i genitori che dovranno raggiungere la scuola per far uscire i propri figli. I sintomi che rientrano tra quelli compatibili con Covid-19 rientrano, ad esempio, tosse e raffreddore con difficoltà respiratoria, vomito (episodi ripetuti accompagnati da malessere), diarrea, perdita del gusto, perdita dell’olfatto, cefalea intensa. In caso di raffreddore lieve invece si potrà restare a scuola ma indossando una mascherina chirurgica o Ffp2.

    Il distanziamento

    Il distanziamento di un metro tra bocca e bocca dei docenti e degli alunni non è più previsto in maniera stringente da un anno. Nell’organizzazione scolastica delle classi, delle aule, degli spazi e delle lezioni questo significa la possibilità di dismettere o riavvicinare i banchi monoposto o quelli a rotelle, ritrovando così anche il “perduto” compagno di banco. O, ancora, di svolgere le attività fisiche senza distanza tra uno studente e l’altro. Tra le possibili misure di prevenzione che Istituto superiore di sanità e ministero dell’Istruzione hanno individuato nel caso in cui mutassero le esigenze di sanità pubblica e il quadro epidemiologico c’è il ritorno del distanziamento di almeno un metro tra gli adulti nelle scuole dell’infanzia e negli asili nido e anche tra i bambini o i ragazzi dalle scuole primarie in su. Con una postilla: “ove le condizioni logistiche e strutturali lo consentano”. Una deroga in presenza di classi troppo piccole o troppo affollate: le cosiddette classi pollaio non ancora risolte.

    Gli ingressi e le uscite

    Addio agli ingressi scaglionati, ai doppi turni per entrare e uscite. La campanella suonerà per tutti alle 8 o giù di lì, a seconda degli istituti. Lo scorso anno, in virtù della capienza ridotta sui mezzi pubblici e per scongiurare affollamento a bordo di bus, tram e metro alle 7.30 del mattino, i prefetti delle città avevano deciso di disporre due diversi ingressi (8 e 9.30 circa) e, di conseguenza, due diverse uscite. Dal primo aprile 2022 però la capienza dei mezzi pubblici è tornata al 100% e così anche le scuole possono tornare all’entrata unica.

    La didattica a distanza

    Stop alla dad (la didattica a distanza) e alla ddi (la didattica integrata digitale): gli alunni che contraggono il Covid non avranno più diritto a seguire le lezioni da casa. Saranno insomma semplicemente assenti fino a guarigione come gli alunni che in passato contraevano altre malattie. La normativa speciale per il contesto scolastico legata al virus Sars-Cov-2, che consentiva tale modalità – ha spiegato infatti il ministero dell’Istruzione – ha cessato i propri effetti con la conclusione dell’anno scolastico 2021/2022. La norma che prevedeva la Dad era contenuta nel decreto legge 24 del 24 marzo 2022. Nonostante l’articolo 9 del comma 4, dedicato alla didattica a distanza, non riporti la dicitura “fino alla conclusione dell’anno scolastico 2021/2022”, questa frase è riportata all’inizio dell’articolo e in ogni altro comma, dunque il Mi ha dato una interpretazione sistemica della norma, ponendo fine alla Dad. Salvo nuove, non auspicate, emergenze.

    L’isolamento dei positivi e la gestione dei contatti

    Il personale scolastico, i bambini o gli studenti che presentano sintomi indicativi di infezione da Sars-CoV-2 vengono ospitati nella stanza dedicata o area di isolamento, appositamente predisposta e, nel caso di bambini o alunni minorenni, devono essere avvisati i genitori. I presunti positivi dovranno quindi lasciare la scuola. Chi dovesse risultare positivo al test diagnostico per il coronavirus sarà sottoposto alla misura dell’isolamento. Per il rientro a scuola è necessario l’esito negativo del test (molecolare o antigenico) al termine dell’isolamento, ma non il certificato medico. Per quanto riguarda la gestione dei contatti con casi positivi non sono previste misure speciali per il contesto scolastico per cui si applicano le regole generali dettate dalla circolare del ministero della Salute del marzo scorso.

    Covid: verso la riduzione della quarantena da 7 a 5 giorni

    a cura di

    Viola Giannoli

    30 Agosto 2022

    Le mense

    Chi per due anni ha fatto merenda e pranzo al proprio banco potrà scoprire o riscoprire la mensa scolastica. Ma nel caso in cui la curva epidemiologica dovesse rialzarsi la misure previste per il contenimento dei contagi sono, per le scuole elementari, medie e superiori, la somministrazione dei pasti nelle mense con turnazione e il consumo delle merende al banco. Per asili e materne la somministrazione dei pasti nelle mense limitando il più possibile la promiscuità tra bambini di gruppi diversi e il consumo delle merende nello stesso spazio di esperienza dedicato al gruppo dei bambini.

    L’aerazione

    Per quanto riguarda il ricambio dell’aria le linee guida del Mi suggeriscono che sia frequente, per questo la raccomandazione è di tenere le finestre aperte o aprirle spesso. Per quanto riguarda gli impianti di aerazione si legge invece che “l’utilizzo di dispositivi aggiuntivi di sanificazione, purificazione e ventilazione sia preso in considerazione solo una volta che le misure sopra indicate in modo esemplificativo siano state identificate e intraprese, e ciononostante, sia dimostrato che la qualità dell’aria non sia adeguata”. Per questo i presidi devono rivolgersi alle Asl e all’Arpa per effettuare le attività preliminari di monitoraggio della qualità dell’aria e di individuazione delle soluzioni più efficaci da adottare.

    Gite scolastiche

    L’addio del sistema dei colori aveva sbloccato in primavera le gite scolastiche e le uscite didattiche. Anche quest’anno le classi potranno organizzare visite a musei, giardini, parchi, città o viaggi di istruzione. Sperando che il Covid non rialzi la testa, in questo caso le uscite e le attività didattiche esterne saranno sospese. LEGGI TUTTO

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    Eco tips dal Jova Beach Party: comprare online inquinando meno

    Acquistare online è diventato un’abitudine per l’88% degli italiani sopra i 14 anni. L’ultimo miglio, cioè il tratto in cui il pacco viene effettivamente recapitato a casa nostra, è il momento più impattante della consegna. Per limitare le emissioni basta seguire alcuni piccoli accorgimenti come appoggiarsi ai punti di ritiro delle nostre città o fare ordini […] LEGGI TUTTO

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