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    Tumore al polmone: nuova speranza da un farmaco

    Sanihelp.it – Il farmaco si è dimostrato in grado di curare anche pazienti sui quali altre terapie avevano fallito. Sotorasib è un inibitore selettivo di KRAS G12C, il più importante oncogene individuato finora, presente in circa il 20% dei tumori. Si assume per via orale, nel trattamento di adulti con cancro del polmone non a piccole cellule (non-small cell lung cancer, NSCLC) in stadio avanzato, con mutazione KRAS G12C. La conferma arriva da uno studio, CodeBreaK 100, che è stato presentato al recente congresso dell’American Association for Cancer Research (AACR) e che è stato eseguito su 174 pazienti che non avevano avuto benefici da precedenti terapie, come chemioterapia e immunoterapia. Con una singola dose giornaliera del farmaco, di 960 mg (8 compresse da 120 mg), assunta sempre alla stessa ora ogni giorno, il 40,7% dei soggetti ha avuto una riduzione del tumore completa (5 persone) o parziale (65 persone). Anche la sopravvivenza media è aumentata in modo significativo.
    «I risultati a 2 anni dello studio CodeBreaK 100 sono incoraggianti perché confermano il ruolo di sotorasib quale primo farmaco con approccio target verso una mutazione finora trattata con chemioterapia e/o immunoterapia nel tumore del polmone non a piccole cellule con mutazione di KRAS in stadio avanzato» ha spiegato Marcello Tiseo, Responsabile del PDTA di Oncologia Toracica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma. «Il tasso di risposta intorno al 40% è decisamente superiore rispetto al 10% che eravamo abituati a ottenere con la chemioterapia. Anche la sopravvivenza a due anni del 32,5% rappresenta un vantaggio rispetto a quanto ottenevamo in precedenza e indica una possibilità di controllo della malattia anche a più lungo termine». LEGGI TUTTO

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    Erba gatta, una risorsa anche per gli umani

    Sanihelp.it – Una pianta conosciuta soprattutto per l’uso che se ne fa nella crescita dei gatti.Si tratta dell’erba gatta, il cui nome scientifico è Nepeta Cataria, un vegetale che è originario, così come indica il suo nome latino, di Nepi, nell’Etruria.
    Se, quindi, l’erba gatta viene utilizzata per i gatti piccoli e grandi, si deve sottolineare come questo vegetale possa essere usato anche per gli esseri umani, con funzionalità diverse.
    Se, infatti, gli effetti sul gatto sono neuroattivi e stimolanti, sull’essere umano si notano effetti diversi.

    Infatti, così come accade con molte sostanze che hanno effetti opposti nei felini e nell’essere umano, anche l’erba gatta non fa eccezione.
    In particolare, la pianta ha proprietà sedative, antispasmodiche e anticatarrali.
    Si potrà utilizzare, quindi, sotto diverse formulazioni per i disturbi come il raffreddore e la febbre, ma anche per migliorare la digestione, in quanto i suoi effetti sedativi e antispastici possono migliorare la motilità intestinale.
    Inoltre, l’erba gatta è utilizzabile anche come antizanzare, sia come pianta fresca sia nei suoi estratti.
    Per assumere l’erba gatta sarà sempre necessario rivolgersi al proprio medico, e ad un buon erborista.
    Bisogna, infine, sottolineare come l’erba gatta sia in grado di potenziare gli effetti dei farmaci contro ansia e insonnia. LEGGI TUTTO