Indispensabili e straordinarie le energie rinnovabili, certo, ma vuoi mettere con il fascino del golf? Sembra una provocazione, non lo è: uno studio appena pubblicato sulla rivista Environmental Earth Communication ha svelato che effettivamente la quantità di suolo destinata a uno dei passatempi preferiti dai ricconi di tutto il mondo è superiore a quella adibita a ospitare impianti di energia eolica o solare, da cui certamente trarrebbero giovamento molte più persone. Il fenomeno, naturalmente, è molto più pronunciato nei paesi ricchi, primi fra tutti Regno Unito e Stati Uniti: gli autori del lavoro hanno osservato che nelle dieci nazioni con il maggior numero di campi da golf nel mondo si “perdono”, in questo modo, quasi un milione e mezzo di gigawatt di energia. Non proprio briciole.
La manutenzione
Oltre a richiedere grandi aree di suolo per la loro realizzazione, i campi da golf sono molto esigenti anche in termini di mantenimento, specialmente per quanto riguarda il consumo di acqua e l’utilizzo di trattamenti chimici per il green. D’altra parte, spiegano gli autori del lavoro, gli impianti solari su scala industriale occupano circa 0,01 chilometro quadrato per megawatt di energia prodotta; gli impianti eolici ne occupano circa 0,12, e soltanto una piccola frazione di quest’area è effettivamente occupata da turbine e infrastrutture.
Innovazione
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“Spazio solo per un piccolo segmento di popolazione”
“Con il nostro studio”, racconta Jann Weinand, primo autore del lavoro e a capo del dipartimento di scenari integrati dello Institute Jülich Systems Analysis al Forschungszentrum Jülich, “non vogliamo promuovere l’idea di far sparire il golf e convertire i campi in impianti per la produzione di energia rinnovabile. Piuttosto, vogliamo evidenziare il potenziale di questi impianti su aree altrettanto grandi e attualmente sotto-utilizzate. Alla luce dei dibattiti in corso sull’uso del suolo per le energie rinnovabili, pensiamo che sia importante considerare le modalità di allocazione del suolo nel complesso, soprattutto quando viene destinato così tanto spazio ad attività di cui beneficia solo un piccolo segmento della popolazione”.
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E comunque anche una conversione almeno parziale dei campi da golf potrebbe essere presa in considerazione: nella prefettura di Hyogo, in Giappone, per esempio, un intero campo da golf è stato convertito in un parco solare con 260mila pannelli, in grado di generare 125 gigawattora.
Gli autori evidenziano che ci sarebbe anche un modo per salvare capra e cavolo: dicono, per esempio, che si potrebbero installare delle turbine eoliche o dei pannelli solari sui campi da golf. I puristi storceranno il naso, ma i calcoli degli scienziati mostrano che sarebbe sufficiente collocare tra 1 e 4 turbine per campo, magari piazzate in punti strategici per non disturbare troppo il gioco (probabilmente il vento darebbe molto più fastidio); oppure coprire un quarto dell’area con pannelli solari, creando di fatto dei terreni ibridi. Contenti tutti, forse.