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Dimorfoteca: coltivazione, cura e fioritura

È conosciuta come margherita africana, margherita colorata o ancora osteospermum, è una graziosa pianta perenne e le sue fioriture sono un tripudio di colori. La dimorfoteca si distingue con la bellezza dei suoi fiori che ricordano quelli delle margherite, tinti da sfumature del bianco, del giallo, dell’arancione, del rosso, del viola e del rosa, presentando spesso un centro più scuro. La dimorfoteca si presta per essere coltivata sia in giardino, che in vaso e con i giusti accorgimenti si potrà godere di una sua crescita rigogliosa, permettendole di risplendere in tutta la sua bellezza.

Dimorfoteca: dove posizionarla

Appartenente alla famiglia delle Asteracee e originaria del Sudafrica, la dimorfoteca è avvolta in un fascino unico. Oltre alla sua bellezza, un altro punto di forza di questo capolavoro della natura è il suo lungo periodo di fioritura, che va dall’inizio della primavera fino all’autunno inoltrato, in base alle condizioni climatiche e alle cure che le sono state fornite. La fioritura prolungata della dimorfoteca permette di contare per buona parte dell’anno su un giardino o un terrazzo fiorito.

La coltivazione di questa pianta perenne e annua richiede la sua semina tra maggio e aprile oppure durante marzo se collocata in un ambiente protetto. Malgrado sia versatile e si adatti a molteplici terreni, la dimorfoteca preferisce un substrato fertile, sciolto e ben drenato. Per fiorire in modo rigoglioso esige moltissima luce, dovendo quindi essere posta in luoghi che siano soleggiati, facendo in modo che sia esposta al sole diretto per almeno 6 ore al giorno, anche se riesce a svilupparsi comunque in ombra, ma produrrà meno fiori e più foglie. Qualora si posizioni in ambienti interni è consigliato collocarla davanti a una finestra in modo che le arrivi luce in abbondanza.

La dimorfoteca è molto resistente e sopporta sia le alte temperature che quelle basse, tenendo conto però come nel caso di climi sotto zero sia opportuno proteggerla, dovendo anche evitare che sia soggetta alle correnti d’aria e all’umidità.

Coltivazione in giardino e in vaso della dimorfoteca

La coltivazione in giardino della dimorfoteca inizia con la preparazione del letto di semina due settimane prima, rastrellandolo per poi ricorrere a del concime organico da aggiungere nel terreno e irrigando in seguito il suolo. Si passa poi al trapianto dei semi che vanno posizionati nel terreno inumidito in gruppi di circa una decina, collocandoli a 20 cm di distanza tra loro (15 cm se si desidera un effetto più denso) e a una profondità di 0,5 centimetri, senza coprirli, ma premendoli bensì sul suolo.

In merito alla coltivazione in vaso è necessario ricorrere a un contenitore di circa 20 cm di diametro e, per evitare i ristagni idrici e assicurare un corretto drenaggio, a un mix di terra, torba e sabbia. Dopo la semina bisogna procedere con del fertilizzante liquido per piante, da aggiungere nell’acqua usata per l’irrigazione nel periodo da marzo e ottobre.

La moltiplicazione della dimorfoteca può avvenire tramite seme oppure talea. Quest’ultima deve essere effettuata tra l’estate e la primavera, munendosi di forbici pulite per prelevare dalla pianta madre delle talee lunghe 10 centimetri, eseguendo un taglio orizzontale.

L’irrigazione della dimorfoteca

La cura della dimorfoteca passa da alcuni interventi cruciali tra cui l’irrigazione che non deve essere mai sporadica. In particolare, da marzo a settembre è necessario annaffiare la pianta in modo regolare e abbondante: tuttavia è importante evitare i ristagni idrici, responsabili del marciume radicale. Se si coltiva in vaso il terriccio non deve essere fatto seccare, ma dall’altro lato non deve essere mai presente l’acqua nel sottovaso. Durante la stagione estiva le irrigazioni vanno aumentate, lasciando asciugare il terreno tra un’annaffiatura e l’altra, mentre in inverno devono essere diminuite.

Altre operazioni determinanti sono la concimazione, da svolgere durante la fioritura utilizzando del fertilizzante a base di potassio in modo tale che sboccino più fiori, e la potatura, che va eseguita invece in seguito alla fioritura, eliminando i fiori appassiti e gli steli malati oppure danneggiati allo scopo di favorire la successiva fioritura e consentendo di mantenere inalterata la forma della pianta, contrastando inoltre eventuali malattie.

Manutenzione della dimorfoteca: consigli utili

Nella manutenzione della dimorfoteca possono insorgere alcune problematiche, tra cui la fioritura mancante, condizione che accade qualora non riceva abbastanza luce, le annaffiature non siano regolari e i nutrienti essenziali assenti, dovendo rivedere questi aspetti. Per stimolare la fioritura si devono quindi aumentare le ore di luce solare alle quali è esposta la pianta, ricorrere al fertilizzante nel corso della sua crescita e scongiurare la presenza di malattie e parassiti.

La dimorfoteca è soggetta all’attacco di parassiti come cocciniglie, afidi, acari e insetti fogliari, dovendo intervenire prontamente se presenti con prodotti ad hoc oppure con rimedi naturali quali l’olio di neem, l’olio di lino, il piretro e il sapone molle. Inoltre, la pianta può essere colpita da malattie fungine, tra cui muffe, mal bianco, oidio, ruggine e peronospora, dovendo impiegare trattamenti a base di polveri bagnabili per contrastarle, ma anche in ottica di prevenzione. Altra problematica è dettata dal marciume radicale, determinato dall’acqua in eccesso, in conseguenza del quale la pianta deperisce, dovendo quindi evitare le annaffiature troppo abbondanti.


Fonte: http://www.repubblica.it/rss/ambiente/rss2.0.xml


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