in

A scuola in bici? Lo stato della ciclabilità nei Comuni italiani

Andare a scuola in bici, si può fare. Ma qual è il grado di ciclabilità dei comuni in Italia? In diverse città la presenza di zone scolastiche (zone urbane in prossimità delle scuole in cui è garantita una particolare protezione dei ciclisti e dei pedoni) e iniziative come il “bicibus” o il “pedibus” (gruppi di scolari in bicicletta o a piedi che si recano e tornano da scuola accompagnati da genitori e/o volontari, lungo percorsi prestabiliti e messi in sicurezza) incentivano la mobilità attiva.

Secondo la valutazione FIAB (Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta), su 141 Comuni valutati, quelli che negli anni non hanno accresciuto o diminuito le linee Bicibus sono stati la quasi totalità (92,9%, ovvero 131 su 141); il 41% (59) non ha invece modificato la situazione delle linee Pedibus; il 53,5% (76) ha mantenuto costante l’esistenza di Zone scolastiche.

Nel caso delle linee Bicibus in 10 Comuni che hanno effettuato interventi, 7 hanno accresciuto le linee, 3 le hanno abrogate; nel caso delle linee Pedibus 37 Comuni le hanno ridotte di numero, mentre 45 le hanno aumentate; più evidente il caso delle Zone scolastiche nel quale i Comuni che hanno preferito rinunciare ad alcune, o tutte, sono stati 19 mentre quelli che le hanno istituite ben 44.

Sono i dati forniti da “A ruote libere- Partiamo dalla scuola e andiamoci in bici”, la prima indagine sull’uso della bicicletta come mezzo di mobilità nel tragitto casa – scuola e prima collaborazione per la promozione della bicicletta nella quotidianità per un futuro sostenibile.

L’analisi, presentata da UNICEF Italia, FIAB e CNR ISSIRFA/Istituto di Studi sui Sistemi Regionali, Federali e sulle Autonomie, ha preso in considerazione anche la mobilità delle famiglie di alcuni alunni di una scuola di Roma e una di Verona. Secondo l’indagine: il 95,6% dei genitori sa andare in bicicletta, ma solo il 16,2% la utilizza per accompagnare o va insieme ai figli che vanno a scuola con la propria bicicletta, rispetto al 83,8% che non la utilizza; il 61,4% di coloro che non usano la bicicletta per portare i figli a scuola utilizza l’automobile, mentre il 36,8% va a piedi.

Tra i fattori che incidono maggiormente sulla scelta della bicicletta per recarsi a scuola vi è il tempo meteorologico e la stagione, che spingono ad un utilizzo parziale della bici solo in alcuni giorni della settimana, ma anche l’assenza di un percorso totalmente ciclabile e la carenza generale di infrastrutture ciclabili tra casa e scuola.

L’84,2% degli intervistati si dichiara disposto a sostituire l’uso del mezzo abituale con la bicicletta qualora fossero apportati miglioramenti alla condizione di sicurezza dei ciclisti in città e nei dintorni.

A livello globale, 1 bambino su quattro sotto i 5 anni muore per cause che possono essere evitate migliorando i fattori ambientali, come l’inquinamento dell’aria, la qualità dell’acqua e dei servizi igienici, limitando l’utilizzo di prodotti chimici. La riduzione delle emissioni di CO2 contribuisce a combattere il cambiamento climatico e a migliorare la qualità dell’aria delle città. Una mobilità sicura e attiva è fondamentale per garantire ai bambini un’infanzia felice e uno sviluppo sano.

Promuovere la bicicletta negli spostamenti urbani dei bambini e delle bambine, ricorda FIAB, è importante non solo per la loro salute, ma anche per l’ambiente. La bicicletta, infatti, non è solo uno strumento per praticare sport, ma anche un mezzo quotidiano per spostarsi in maniera sostenibile e pratica, inoltre aiuta a far sviluppare un senso di indipendenza e autonomia e la conoscenza delle regole della strada e della sicurezza.


Fonte: http://www.repubblica.it/rss/ambiente/rss2.0.xml


Tagcloud:

Plastica, mozziconi e cotton fioc: sulle spiagge 892 rifiuti ogni 100 metri

Carburante green, la risposta dalla lenticchia d’acqua. Grazie alla genetica