25 Giugno 2025

Daily Archives

consigliato per te

  • in

    Crisi climatica e allevamenti intensivi: 15 milioni di animali morti in sei anni per eventi estremi

    Quindici milioni di animali allevati a scopo alimentare sono morti negli ultimi sei anni a causa degli eventi climatici estremi. Con un costo, in termini economici, di 143 miliardi di dollari all’anno. Abbandonati a sé stessi nel corso di alluvioni o a seguito di frane, in più casi vittime delle ondate di calore in aumento. Ma se gli allevamenti intensivi pagano dazio alla crisi climatica in corso, c’è un’altra prospettiva che evidenza come siano parte del problema. Già, perché i sistemi alimentari generano circa un terzo delle emissioni globali di gas serra: il settore zootecnico, dominato dall’allevamento intensivo, produce più emissioni dirette di tutti gli aerei, i treni e le automobili del mondo messi insieme. Numeri destinati fatalmente ad aumentare. Un circolo vizioso climatico denunciato con forza dal report “Climate Doom Loop: Factory Farming’s Toll on Animals, Farmers and Food” (testualmente Circolo vizioso del clima: il costo dell’allevamento intensivo su animali, allevatori e cibo), pubblicato in queste ore da Compassion in World Farming (CIWF) in occasione della Conferenza sul cambiamento climatico, in corso in questi giorni a Bonn.

    Montagna

    Un aumento di 2 gradi raddoppia le bombe d’acqua sulle Alpi

    a cura della redazione di Green&Blue

    23 Giugno 2025

    Effetti devastanti dopo l’alluvione in Emilia Romagna
    Il report parte dall’analisi dei casi studio di alcuni climatici estremi avvenuti negli ultimi anni in varie regioni del mondo, quantificando il loro impatto distruttivo sugli animali, la produzione agricola e le persone. E tra gli esempi ce n’è uno che riguarda da vicino l’Italia: nel maggio 2023, denuncia infatti il report, l’alluvione in Emilia-Romagna ha avuto un impatto devastante sugli animali negli allevamenti. Oltre 5.000 allevamenti sono stati sommersi, con conseguenze importanti su circa 250.000 bovini, pecore, capre e suini. Danneggiati anche altri 400 allevamenti avicoli e 45.000 alveari. Per un totale di danni al settore zootecnico quantificabili in una cifra compresa tra i 300 e i 400 milioni euro, mentre Confagricoltura Ravenna ha stimato danni complessivi per 1,5 miliardi di euro.
    Nel dettaglio, a San Lorenzo più di 60.000 galline sono morte quando i capannoni si sono allagati. A Bertinoro, come documentato dall’organizzazione “Essere Animali”, un capannone industriale con migliaia di suini è stato sommerso. “In un altro allevamento a Bagnacavallo, i maiali nuotavano dentro e fuori dai recinti”, si legge nel report.

    Vittime di uragani, tifoni e ondate di calore
    Nel report sono analizzati altri disastri climatici, naturalmente: dal tifone che nel 2024 ha colpito il Vietnam (portando alla morte di oltre 5 milioni di avicoli, 44.000 bovini e migliaia di suini) all’uragano Helene, che negli Stati Uniti ha causato la morte di un numero compreso tra i 2 e i 5 milioni di polli. E ancora: in Francia, nel 2023, 750.000 polli sono morti soffocati e di spossamento a causa di ondate di calore estreme. Infine, il Brasile: qui, nel 2024, una catastrofica alluvione ha provocato la morte diretta di 1,2 milioni di avicoli, oltre 14.000 bovini allevati per la carne e 14 mila suini. Per danni al settore zootecnico di circa 190 milioni di euro. Ancora, andando a ritroso: circa 163.000 animali allevati uccisi dallo stress da calore nei Paesi Bassi nell’estate del 2019.Il punto è che gli eventi climatici estremi sono quadruplicati in frequenza dagli anni ’70 ad oggi: per questo, sottolinea il report, “senza un’azione urgente questo bilancio è destinato ad aumentare notevolmente”.

    Il dibattito

    Carne coltivata, il grande rebus: pro e contro

    di Paola Arosio

    02 Giugno 2025

    “Pratiche più responsabili e minore consumo di carne”
    Ma il circolo vizioso, come si accennava, è nel contributo che lo stesso settore degli allevamenti intensivi fornisce, inequivocabilmente, alla crisi climatica in corso. Un contributo che, denuncia il report, rischia di crescere nei prossimi anni, con la crescita della popolazione mondiale. E se alcuni attori propongono un’intensificazione “sostenibile” della produzione, 200 esperti di clima, alimentazione e agricoltura la respingono, ponendo l’accento sulla necessità, sempre più inderogabile, di ridurre il consumo di carne, soprattutto in quello che viene definito Nord Globale, vale a dire l’insieme dei paesi più ricchi e industrializzati del mondo, spesso caratterizzati da economie avanzate. Proprio così: se la domanda globale di carne continuerà al ritmo attuale, sottolinea il report, il settore potrebbe contribuire ad aumentare il riscaldamento globale di quasi 1°C entro il 2100, “rendendo quasi impossibile rispettare l’Accordo di Parigi sul limite di 1,5° e aumentando la probabilità di disastri climatici sempre più gravi”.

    Crisi climatica

    L’Italia perde 2,8 miliardi di euro all’anno per frane e alluvioni

    di redazione Green&Blue

    15 Novembre 2024

    Cambiamento climatico e sicurezza alimentare
    “Il report – commenta Annamaria Pisapia, direttrice di CIWF Italia – mostra come milioni di animali allevati muoiano ogni anno a causa di inondazioni, temporali e ondate di calore causate dai cambiamenti climatici, ma anche come sia il sistema stesso in cui vengono allevati a peggiorare la situazione. E del resto questi eventi meteorologici estremi, sempre più frequenti, sono catastrofici anche per le persone, la sicurezza alimentare e la fonte di sostentamento degli agricoltori”. Già, ma come invertire il trend? “I governi – spiega Pisapia – devono agire con urgenza per ridurre le emissioni, la produzione zootecnica e il consumo di carne nei Paesi più ricchi, e al contempo elaborare piani adeguati alla resilienza climatica”: Necessario, secondo CIWF Italia, che gli allevatori abbandonino “il sistema intensivo, crudele e insostenibile, e adottare pratiche responsabili, rispettose del clima e della natura. Gli animali allevati, le economie e il cibo nei nostri piatti – conclude Pisapia – sono tutti seriamente in pericolo: dobbiamo agire ora, prima che sia troppo tardi”. LEGGI TUTTO

  • in

    Bonus elettrodomestici: quali sono ammessi e come sceglierli

    Bonus elettrodomestici in dirittura d’arrivo. Il decreto attuativo delle disposizioni è atteso per la fine di giugno e consentirà di avere uno sconto in fattura al momento dell’acquisto di un nuovo elettrodomestico a risparmio energetico a fronte della rottamazione di un altro della stessa tipologia con consumi più elevati. Gli elettrodomestici dovranno essere made in Eu. Per il bonus è previsto un importo massimo di 100 euro, che raddoppiano in caso di famiglie a basso Isee. È possibile ottenere un solo bonus per nucleo familiare.

    Fisco Verde

    Bonus tende 2025: le novità, come richiederlo, i requisiti

    di Antonella Donati

    23 Aprile 2025

    Gli elettrodomestici ammessi
    Per l’agevolazione sono a disposizione 50 milioni di euro quest’anno. Le norme dovevano essere varate già nei mesi scorsi, ma sono state poi riscritte con il decreto bollette di fine aprile, che ha attivato la procedura dello sconto in fattura, l’obbligo di rottamazione, e limitate l’agevolazione in relazione ai produttori. Secondo le norme, infatti, per potranno essere acquistati esclusivamente elettrodomestici prodotti all’interno dell’Unione Europea. La lista dettagliata dei prodotti acquistabili sarà contenuta nel decreto atteso ormai a giorni. I prodotti ammessi dovrebbero comunque essere frigoriferi, congelatori, lavatrici, lavasciuga, lavastoviglie, forni elettrici, condizionatori, e stufe elettriche. Potrebbero essere compresi anche piani cottura a induzione e microonde. In ogni caso è già stabilito che i nuovi elettrodomestici acquistabili con il bonus dovranno essere della stessa categoria di quelli rottamati. Si dovrà trattare in sostanza di una rottamazione volta a migliorare l’efficienza energetica. Il decreto dovrà anche precisare se il contributo potrà essere utilizzato o meno nel caso di acquisti online.

    Sconto più alto per i nuclei a basso reddito
    Secondo le disposizioni il bonus sarà riconosciuto direttamente dal venditore sotto forma di sconto in fattura, ma dovrebbe essere necessario richiedere uno specifico voucher. La misura infatti sarà gestita dalla piattaforma PagoPA, con autenticazione tramite SPID o CIE. È ammesso un solo bonus per famiglia, quindi la possibilità di acquistare un solo elettrodomestico a scelta con lo sconto. I nuclei familiari con un Isee entro i 25.000 euro avranno però diritto ad un bonus con importo più elevato e fino ad un massimo di 200 euro.

    Ambiente

    Etichetta energetica anche su smartphone e tablet: cosa cambia per ricarica e riciclo

    di Dario D’Elia

    19 Giugno 2025

    Classi energetiche e consumi
    Dato che si potrà avere lo sconto una volta sola, vale la pena di fare una verifica delle convenienze in generale. Quando non c’è l’urgenza di cambiare un elettrodomestico specifico che non funziona più come dovrebbe, infatti, si può fare una verifica dei consumi e controllare quello che pesa di più sulla bolletta rispetto alle abitudini familiari. In generale nelle nuove etichette energetiche accanto alla classe viene indicato anche il consumo rapportato ad una media base. Abbiamo ad esempio: per lavatrici, lavastoviglie e lavasciuga il consumo per 100 cicli di lavaggio; per i frigoriferi per un anno di utilizzo; per i forni viene indicato il consumo di energia elettrica per la funzione di riscaldamento (convezione e, se disponibile, ventilata), in kWh/ciclo. Un ciclo standard si misura riscaldando un carico standard impregnato di acqua, in modalità statica o ventilata, se disponibile.

    Le differenze tra vecchio e nuovo
    Dai dati è facile verificare che un elettrodomestico della classe energetica più alta disponibile consuma minimo la metà di uno nella classe energetica più bassa. Ad esempio un frigo-congelatore con sbrinamento automatico, da 300 litri (200 per cibi freschi e 100 per cibi congelati) se in classe A presenta un consumo uguale o inferiore a 100 Kwh/annui, in classe B si sale fino a 124 Kwh/annui, mentre la classe C arriva a 155Kwh/annui, ossia oltre il 50% in più. I modelli più vecchi di fatto triplicano il consumo annuale di quelli più efficienti.

    Fisco verde

    Bonus climatizzatori, come funziona l’agevolazione per impianti fissi o portatili

    di Antonella Donati

    28 Maggio 2025

    Anche nel caso delle lavastoviglie, prendendo come esempio un apparecchio da 12 coperti abbiamo per la classe A un consumo uguale o inferiore a 34 KWh/100 cicli, che sale a 40 KWh/100 cicli per la classe B e arriva a 46 KWh/100 cicli per la classe C. Per i forni è ancora in vigore la vecchia tipologia di etichette, per cui nel caso di un forno elettrico da 100 litri, abbiamo per quelli più efficienti un consumo uguale o inferiore a 0,47 Kwh/ciclo, che sale fino a 0,705 Kwh/ciclo se si scende di due classi energetiche. LEGGI TUTTO