Dicembre 2022

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    Nel Pnacc le 361 misure per preparare l'Italia a temperature sempre più alte

    Come si adatterà l’Italia al riscaldamento globale? La risposta va cercata nel Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici (Pnacc) che il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica ha pubblicato sul suo sito e sottoposto a consultazione pubblica: cento pagine che suggeriscono 361 misure per preparare il Paese, in modo da ridurre al minimo i danni da innalzamento delle temperature.

    “Va dato atto al ministro Pichetto Fratin che è stato di parola”, commenta Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente. “Meno di un mese fa, subito dopo la tragedia di Ischia, aveva detto che avrebbe messo in consultazione il Piano prima della fine dell’anno, e l’ha fatto”.

    Il Pnacc è diviso in tre capitoli principali. Il primo è dedicato alle previsioni dell’impatto che il cambiamento climatico avrà sull’Italia, settore per settore, dal turismo all’agricoltura, dalla pesca all’energia, dalla salute all’industria. C’è poi la parte relativa alle “misure e azioni di adattamento”, che il Piano distingue in “soft” (finalizzate al rafforzamento amministrativo e tecnico) e “settoriali” (le 361 di cui sopra). Infine la “governance dell’adattamento”, che ruota intorno alla istituzione di un Osservatorio nazionale.

    L’iter legislativo

    La road map del governo per varare il Piano di adattamento climatico

    di Luca Fraioli

    07 Dicembre 2022

    Tutto questo fa del Pnacc una sorta di manuale per gli amministratori, che d’ora in poi, nel prendere le loro decisioni sui territori, non potranno non tener conto dei dati e delle raccomandazioni legate al clima. Solo per fare un esempio: chi dovrà individuare le nuove politiche per il turismo (voce fondamentale del bilancio italiano) non potrà ignorare che se la temperatura media del Pianeta salirà di 2 gradi, la domanda turistica scenderà del 6,6% per una perdita di 17 miliardi di euro. Se invece il riscaldamento sarà di 4 gradi, il mercato scenderà dell’8,9% per un buco di 52 miliardi.

    Per la prima volta dunque un documento ufficiale del governo fa sue le previsioni dei climatologi e le trasforma in uno strumento di decisione per i politici nazionali e locali. “E non potrebbe essere altrimenti”, sottolinea Ciafani. “Finché il cambiamento climatico era raccontato con gli orsi polari a rischio e i Poli che si sciolgono, sembrava una cosa lontanissima. I dati del Pnacc dimostrano che invece ci tocca da vicino e che urge ‘adattarsi’ per ridurne gli effetti negativi”.

    Questo è dunque il principale pregio del Piano. Rimarrà invece deluso chi si aspettava un elenco di provvedimenti specifici per le singole criticità del territorio italiano, da Ischia alle Marche. Anche quando si parla di “misure e azioni” non ci riferisce a soluzioni dei singoli problemi, ma a linee guida da seguire per mettere a punto tali soluzioni. La misura 45 recita: “Promozione della diffusione dell’agricoltura di precisione”. Mentre la numero 80 prescrive di “Programmare la spesa pubblica relativa alle opere di prevenzione dei rischi idraulico e geomorfologico”.

    Clima

    Il 2022 è anno record per gli eventi meteo estremi: +55% in Italia

    di Cristina Nadotti

    30 Dicembre 2022

    Per sua natura l’adattamento ai cambiamenti climatici comporta l’intervento di autorità scientifiche, tecniche e amministrative diverse. Con l’elevatissimo rischio di far esplodere i già frequenti conflitti di competenze.È per questo che l’ultima parte del Piano è dedicata alla governance dell’adattamento. Il fulcro è appunto l’istituzione presso il ministero dell’Ambiente di un Osservatorio nazionale, “composto da rappresentanti dei ministeri competenti per ciascuno dei settori d’azione presi in considerazione, le Regioni e le Province autonome, il Dipartimento della Protezione civile della Presidenza del Consiglio, le Autorità di bacino distrettuali. È prevista la partecipazione di altri Ministeri o altri Enti aventi competenza nei settori d’azione…” si legge nel Piano. “L’Osservatorio nazionale ha il compito di aggiornare nel tempo delle priorità di intervento e le azioni di adattamento individuate dal Pnacc; programmare l’utilizzo, le fonti di finanziamento, il cronoprogramma degli interventi; curare le attività di monitoraggio dello stato di avanzamento e dell’efficacia degli interventi individuati per perseguire le azioni del Pnacc, oltre che le attività di reporting e valutazione di approvare le proposte di interventi presentate dalle Regioni, dagli Enti Locali o altri Enti pubblici con le proposte d’azione individuate nel Pnacc”.

    Eppure c’è chi ritiene tardivo il Piano di adattamento, come l’ex ministro dell’Ambiente Sergio Costa. “Sostiene che il Pnacc sia ormai archeologia, visto che è successo di tutto dal punto di vista climatico, e che andrebbe riscritto da capo. Mi sorprende da chi è stato due anni e mezzo alla guida del ministero e non lo ha fatto approvare” replica Ciafani. “Va fatto l’esatto opposto: il Piano, con le dovute correzioni alla luce dei rilievi della consultazione pubblica, deve essere approvato, con la consapevolezza che siamo alla fine del primo tempo. Per mettere in campo le 361 misure individuate occorre giocare il secondo tempo. Ovvero trovare le risorse economiche necessarie e poi finanziare progetti specifici”. LEGGI TUTTO

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    Maturità 2023, il ministro Valditara ripristina l'esame con due scritti e i commissari esterni

    Roma – Al ministero dell’Istruzione e del Merito si è già iniziato a lavorare sull’esame di Maturità. Le certezze, per ora, sono tre. Saranno due le prove scritte, italiano e seconda materia curricolare. Il colloquio orale, come ha accennato il ministro Giuseppe Valditara a La Stampa, sarà costruito sui collegamenti tra le diverse discipline. E, infine, le commissioni saranno questa volta paritarie: tre membri interni e tre membri esterni, più un presidente esterno. Immediata la reazione contraria degli studenti, mentre i presidi arprpovano al scelta.

    Il ministro parla di un ritorno a un esame classico, alla legislazione del 2017 – ministra Valeria Fedeli e govenro Gentiloni – con la prima prova per tutti di italiano e una seconda materia curriculare che è il latino o il greco al calssico e matematica allo scientifico. Con il ministro leghista Marco Bussetti la seconda prova diventa doppia nel 2019: al liceo classico la versione era sia in Latino che in Greco, allo scientifico l’elaborato di Matematica conteneva quesiti di Fisica. Con queste affermazioni il ministro Valditara sembra seppellire questa sperimentazione che chiedeva agli esaminandi una capacità multidisciplinare scritta.

    Durante la pandemia per gli esami 2020/2021 sono state abolite le prove scritte e si è tutto concentrato su una lunga prova orale. Nel giugno scorso, invece, il ministro Patrizio Bianchi a sorpresa ha ripristinato sia il tema di italiano, sulle tracce scelte a livlelo nazionale, che il secondo testo scritto, prova scelta però in ogni istituto per tenere contro dei programmi diversamente svolti a casua della pandemia.

    Come di consueto, il format della maturità si scoprirà entro il 30 gennaio, con la chiusura dei primi quadrimestri scolastici. Da sempre gli studenti hanno mostrato  di gradire la costruzione di un elaborato precedente, la cosiddetta tesina allargata su più materie. Le parole del ministro Valditara, che chiede collegamenti agli esaminandi per la prova orale, fanno pensare che la tesina potrebbe essere riproposta. “Una circolare indicherà come sarà l’orale, avverte il ministro,  colloquio che deve “valorizzare le competenze e verificare la capacità di fare collegamenti tra le materie”.

    Invalsi sì, Pcto no

    Ci saranno anche le prove Invalsi nella maturità 2023, ma questa volta saranno diverse, per il ministero Valditara “non saranno una “valutazione delle competenze” ai fini del giudizio, ma una racconta di dati utili a fini statistici, “per comprendere le competenze acquisite dalla comunità scolastica, non dai singoli”. I Pcto, la cosiddetta alternanza scuola-lavoro, non faranno parte dell’esame: “Non perché ci sia ostilità nei loro confronti: soprattutto per gli indirizzi tecnico-professionali sono fondamentali”. L’eccezione, spiega Valditara, “è dovuta al fatto che la normativa prevede un monte ore che purtroppo per il Covid molti non hanno potuto rispettare. Sarebbero stati penalizzati gli studenti che non hanno potuto completare i percorsi”.

    Gli studenti: “Pronti a mobilitarci”

    “Ritengo condivisibile questa scelta perché effettivamente dopo tutti questi anni passati a combattere con il Covid, tutti noi respiriamo una aria di maggiore normalità. Fatto salvo le notizie che arrivano dalla Cina: speriamo davvero di non dovere fare i conti con una nuova recrudescenza della pandemia ma se tutto andrà come deve si ritornerà alla normalità antecovid” afferma Antonello Giannelli, presidente di Anp. Valditara viene invece bocciato dagli studenti. “Quattro anni dopo l’esame torna lo stesso: un inaccettabile ritorno al passato che dimostra l’incapacità del Ministero di costruire la Scuola del futuro” contesta la Rete degli studenti medi.

    Per il coordinatore Paolo Notarnicola “si ripropone ancora un’altra volta un esame che non è espressione del percorso dello studente. Non si riesce a comprendere come estrarre a sorte una busta possa essere il fondamento per una valutazione finale. Dopo due anni di pandemia sarebbe stato possibile e necessario ripensare sistematicamente i metodi scolastici: superare la didattica frontale, superare la valutazione numerica, superare la bocciatura. Superare quindi anche un esame di maturità antiquato, incapace di stimolare la crescita degli studenti. La Rete contesta una scelta fatta senza il coinvolgimento degli studenti. “Si tratta di una scelta presa nel silenzio delle stanze del ministero – continua Notarnicola – Non c’è stata possibilità di discussione sul tema, il ministro continua ad affermare di voler questa grande alleanza tra studenti, docenti, genitori e Ministero, ma fino ad ora è sola retorica. Gli studenti non starano zitti sotto l’ennessima decisione caduta dall’alto, saremo pronti a mobilitarci nelle piazze e nelle scuole di questo Paese!”. LEGGI TUTTO