21 Febbraio 2025

Daily Archives

consigliato per te

  • in

    Come prendersi cura del Buxus (Bosso): guida alla coltivazione

    Il Buxus (Bosso) comune appartiene alla famiglia delle Buxaceae e le sue origini sono plurime. Molte varietà arrivano direttamente dall’Europa, dal Nord Africa e dall’Asia occidentale, ma nel giardinaggio contemporaneo spesso si utilizza la varietà di Bosso giapponese o quello a foglia piccola, detto Buxus microphylla. Resistente, longevo e dall’aspetto affascinante, il Bosso colpisce per la sua straordinaria eleganza e per l’aspetto ordinato che lo rende protagonista di giardini e terrazzi. Le sue foglie, piccole e coriacee, brillano di un verde intenso che si mantiene vivo durante tutto l’anno. La loro forma ovale e i bordi lisci contribuiscono a creare un effetto visivo uniforme e armonioso. La pianta si sviluppa con un portamento naturalmente compatto, formando cespugli densi che crescono lentamente, ma con grande regolarità. Questa caratteristica la rende perfetta per chi ama siepi ordinate e per chi cerca una pianta ornamentale che richieda cure specifiche ma non troppo complesse.
    Coltivazione del Buxus: terreno, esposizione e piantagione
    Il successo nella coltivazione del Bosso dipende in gran parte dalla scelta del luogo e dal tipo di terreno. Questa pianta predilige terreni ben drenati e ricchi di sostanze organiche. Il consiglio è quello di evitare suoli troppo argillosi o soggetti a ristagni idrici, capaci di causare marciumi radicali, grandi nemici delle piante. Prima di piantare è necessario lavorare il terreno aggiungendo compost o torba per migliorarne la fertilità. Se il terreno è particolarmente compatto, considerare l’aggiunta di sabbia per migliorare il drenaggio.

    Il Bosso si adatta a diverse condizioni di luce, ma cresce meglio in zone semi-ombreggiate. In pieno sole, infatti, ci si deve sempre assicurare che il terreno rimanga umido per evitare stress idrico. Il periodo migliore per piantare il Bosso è la primavera o l’autunno e farlo non sarà così complesso: vi basterà scavare una buca abbastanza profonda da accogliere l’apparato radicale e assicurarsi di lasciare almeno 20-30 cm di distanza tra una pianta e l’altra se l’intento è quello di creare una siepe.

    Dove coltivare il Bosso e quali vantaggi regala
    È vero, il Buxus è una pianta decorativa, ma non solo. Questo arbusto sempreverde offre anche numerosi vantaggi pratici in base a dove lo si decida di piantare. In siepi e bordure, ad esempio, questa pianta è perfetta per creare effetti geometrici e bordure esteticamente appaganti: cresce in modo compatto ed è facile da potare, meglio di così? Inoltre, la sua capacità di mantenere la forma lo rende ideale per realizzare figure decorative, ma si adatta molto bene sia alla coltivazione in piena terra, sia in vaso, rendendolo una scelta versatile per qualsiasi tipo di giardino.

    Cura del Buxus: irrigazione, concimazione e potatura
    Una manutenzione regolare si rivela essenziale per mantenere il Bosso sano e rigoglioso. Tra le pratiche di cura principali ci sono ovviamente l’irrigazione, la concimazione e la potatura: vediamole in dettaglio.

    Per quanto riguarda l’irrigazione, bisogna sempre tenere presente che questa pianta sempreverde necessita di annaffiature regolari, soprattutto durante i mesi estivi o nei forti periodi di siccità. Tuttavia, è importantissimo evitare i ristagni idrici, quindi si consiglia di bagnare il Bosso solo quando il terreno risulta asciutto al tatto.

    Durante la stagione vegetativa, quindi in primavera ed estate, si consiglia la somministrazione di un fertilizzante bilanciato ogni 4-6 settimane per favorire una crescita vigorosa. In autunno, invece, si tende a preferire un concime ricco di potassio per rinforzare la pianta in vista dell’inverno.

    Infine, ma non per importanza, anche la potatura è importante per il benessere del Bosso. Questa è una fase fondamentale per mantenere la forma dell’arbusto e per prevenire malattie. È consigliabile effettuare una bella potatura verso la fine della primavera o l’inizio dell’estate, ricordandosi di utilizzare forbici ben affilate e disinfettate. Si procede tagliando i rami secchi, danneggiati o malformati e, una volta fatto questo, procedere definendo la forma desiderata.

    Esposizione e protezione del Buxus: come affrontare i cambiamenti stagionali
    Pur essendo una pianta resistente, il Buxus ha bisogno di alcune accortezze per affrontare al meglio le diverse stagioni. In estate, ad esempio, sarebbe meglio proteggere la pianta dal sole intenso e dalle alte temperature, soprattutto se coltivata in vaso. Posizionarla in un luogo ombreggiato e annaffiarla con maggiore frequenza sarà la soluzione più giusta per farla crescere in modo sano. In inverno, invece, il Bosso tollera bene le basse temperature, ma nei climi particolarmente rigidi è consigliabile proteggere le radici con una pacciamatura di corteccia o con foglie secche. Se coltivato in vaso, è necessario spostare il Bosso in una zona riparata.

    Malattie e parassiti del Buxus: riconoscerli e combatterli
    Nonostante la sua resistenza, il Bosso può essere colpito da alcune malattie e da alcuni parassiti. Tra i più comuni il Cylindrocladium buxicola, il Piralide del Bosso e gli afidi. Il primo è un fungo che provoca macchie scure sulle foglie e una rapida defogliazione. Come prevenirlo? Evitando di bagnare le foglie durante l’irrigazione e garantire una buona circolazione dell’aria intorno alla pianta. Per quanto riguarda il Piralide del Bosso, ci si riferisce al parassita nemico numero 1 del Bosso. Le larve divorano rapidamente le foglie, lasciando la pianta spoglia. In questo caso è doveroso controllare regolarmente la presenza di larve e utilizzare insetticidi specifici se necessario, Infine, gli afidi: questi possono causare ingiallimento e deformazione delle foglie. Combatterli non è difficile; basterà utilizzare un trattamento a base di sapone molle o olio di neem.

    Con la giusta attenzione, questa pianta sempreverde può diventare un elemento distintivo del proprio giardino, offrendo bellezza e struttura per tutto l’anno. LEGGI TUTTO

  • in

    Dimorfoteca: coltivazione, cura e fioritura

    È conosciuta come margherita africana, margherita colorata o ancora osteospermum, è una graziosa pianta perenne e le sue fioriture sono un tripudio di colori. La dimorfoteca si distingue con la bellezza dei suoi fiori che ricordano quelli delle margherite, tinti da sfumature del bianco, del giallo, dell’arancione, del rosso, del viola e del rosa, presentando spesso un centro più scuro. La dimorfoteca si presta per essere coltivata sia in giardino, che in vaso e con i giusti accorgimenti si potrà godere di una sua crescita rigogliosa, permettendole di risplendere in tutta la sua bellezza.

    Dimorfoteca: dove posizionarla
    Appartenente alla famiglia delle Asteracee e originaria del Sudafrica, la dimorfoteca è avvolta in un fascino unico. Oltre alla sua bellezza, un altro punto di forza di questo capolavoro della natura è il suo lungo periodo di fioritura, che va dall’inizio della primavera fino all’autunno inoltrato, in base alle condizioni climatiche e alle cure che le sono state fornite. La fioritura prolungata della dimorfoteca permette di contare per buona parte dell’anno su un giardino o un terrazzo fiorito.

    La coltivazione di questa pianta perenne e annua richiede la sua semina tra maggio e aprile oppure durante marzo se collocata in un ambiente protetto. Malgrado sia versatile e si adatti a molteplici terreni, la dimorfoteca preferisce un substrato fertile, sciolto e ben drenato. Per fiorire in modo rigoglioso esige moltissima luce, dovendo quindi essere posta in luoghi che siano soleggiati, facendo in modo che sia esposta al sole diretto per almeno 6 ore al giorno, anche se riesce a svilupparsi comunque in ombra, ma produrrà meno fiori e più foglie. Qualora si posizioni in ambienti interni è consigliato collocarla davanti a una finestra in modo che le arrivi luce in abbondanza.

    La dimorfoteca è molto resistente e sopporta sia le alte temperature che quelle basse, tenendo conto però come nel caso di climi sotto zero sia opportuno proteggerla, dovendo anche evitare che sia soggetta alle correnti d’aria e all’umidità.

    Coltivazione in giardino e in vaso della dimorfoteca
    La coltivazione in giardino della dimorfoteca inizia con la preparazione del letto di semina due settimane prima, rastrellandolo per poi ricorrere a del concime organico da aggiungere nel terreno e irrigando in seguito il suolo. Si passa poi al trapianto dei semi che vanno posizionati nel terreno inumidito in gruppi di circa una decina, collocandoli a 20 cm di distanza tra loro (15 cm se si desidera un effetto più denso) e a una profondità di 0,5 centimetri, senza coprirli, ma premendoli bensì sul suolo.

    In merito alla coltivazione in vaso è necessario ricorrere a un contenitore di circa 20 cm di diametro e, per evitare i ristagni idrici e assicurare un corretto drenaggio, a un mix di terra, torba e sabbia. Dopo la semina bisogna procedere con del fertilizzante liquido per piante, da aggiungere nell’acqua usata per l’irrigazione nel periodo da marzo e ottobre.

    La moltiplicazione della dimorfoteca può avvenire tramite seme oppure talea. Quest’ultima deve essere effettuata tra l’estate e la primavera, munendosi di forbici pulite per prelevare dalla pianta madre delle talee lunghe 10 centimetri, eseguendo un taglio orizzontale.

    L’irrigazione della dimorfoteca
    La cura della dimorfoteca passa da alcuni interventi cruciali tra cui l’irrigazione che non deve essere mai sporadica. In particolare, da marzo a settembre è necessario annaffiare la pianta in modo regolare e abbondante: tuttavia è importante evitare i ristagni idrici, responsabili del marciume radicale. Se si coltiva in vaso il terriccio non deve essere fatto seccare, ma dall’altro lato non deve essere mai presente l’acqua nel sottovaso. Durante la stagione estiva le irrigazioni vanno aumentate, lasciando asciugare il terreno tra un’annaffiatura e l’altra, mentre in inverno devono essere diminuite.

    Altre operazioni determinanti sono la concimazione, da svolgere durante la fioritura utilizzando del fertilizzante a base di potassio in modo tale che sboccino più fiori, e la potatura, che va eseguita invece in seguito alla fioritura, eliminando i fiori appassiti e gli steli malati oppure danneggiati allo scopo di favorire la successiva fioritura e consentendo di mantenere inalterata la forma della pianta, contrastando inoltre eventuali malattie.

    Manutenzione della dimorfoteca: consigli utili
    Nella manutenzione della dimorfoteca possono insorgere alcune problematiche, tra cui la fioritura mancante, condizione che accade qualora non riceva abbastanza luce, le annaffiature non siano regolari e i nutrienti essenziali assenti, dovendo rivedere questi aspetti. Per stimolare la fioritura si devono quindi aumentare le ore di luce solare alle quali è esposta la pianta, ricorrere al fertilizzante nel corso della sua crescita e scongiurare la presenza di malattie e parassiti.

    La dimorfoteca è soggetta all’attacco di parassiti come cocciniglie, afidi, acari e insetti fogliari, dovendo intervenire prontamente se presenti con prodotti ad hoc oppure con rimedi naturali quali l’olio di neem, l’olio di lino, il piretro e il sapone molle. Inoltre, la pianta può essere colpita da malattie fungine, tra cui muffe, mal bianco, oidio, ruggine e peronospora, dovendo impiegare trattamenti a base di polveri bagnabili per contrastarle, ma anche in ottica di prevenzione. Altra problematica è dettata dal marciume radicale, determinato dall’acqua in eccesso, in conseguenza del quale la pianta deperisce, dovendo quindi evitare le annaffiature troppo abbondanti. LEGGI TUTTO

  • in

    Inquinamento indoor, alcuni profumatori per l’ambiente rilasciano aerosol potenzialmente tossici

    Un gruppo di ricerca coordinato da Brandon Boor, docente di ingegneria civile presso la Purdue University (Stati Uniti), sta studiando da tempo le sostanze volatili che vari prodotti comunemente utilizzati in casa possono rilasciare, contribuendo alla formazione di aerosol potenzialmente tossici. Il più recente studio firmato da Boor e colleghi, da poco pubblicato su Environmental […] LEGGI TUTTO

  • in

    La Francia mette al bando i Pfas in cosmetici e tessuti

    I Pfas – anche Conosciuti come “inquinanti eterni” – saranno banditi dai prodotti tessili e cosmetici in vendita in Francia. L’assemblea nazionale ha infatti adottato in seconda lettura un progetto di legge, sostenuto dalla sinistra e dalla coalizione governo, che riguarda queste sostanze chimiche (perfluoroalchiliche) controverse. Il divieto – che esclude solo alcuni tessuti industriali […] LEGGI TUTTO