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    I rimedi erboristici contro le smagliature

    Cure naturali

    di Stefania D’AmmiccoPubblicato il: 27-07-2021

    Come limitare la comparsa e l’estensione di questo inestetismo senza dover ricorrere ad ingredienti chimici

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    Sanihelp.it – Le smagliature sono un inestetismo spesso odiato da uomini e donne.
    Eppure, sono davvero diffuse, e spesso possono comparire praticamente all’improvviso.
    Se esistono rimedi medici per questo problema, si possono individuare anche alcune cure naturali grazie alle quali attenuare e prevenire la comparsa delle smagliature.
    Queste, infatti, sono provocate dalla scarsa elasticità della cute, e possono comparire in diverse fasi della vita.
    Sono tipiche di chi sia in un periodo di crescita, ma anche delle persone che abbiano avuto un grande aumento di peso, o un forte dimagrimento.
    Inoltre, si possono presentare durante la gravidanza, per i repentini cambiamenti che il corpo della donna subisce in pochi mesi.
    Se le smagliature sono spesso genetiche, qui sarà possibile individuare alcuni rimedi grazie ai quali attenuarle e ridurle naturalmente.
    Un primo rimedio è costituito dall’equiseto. Questa pianta ha proprietà cicatrizzanti e remineralizzanti. Per questo l’equiseto è un ottimo riparatore per i tessuti danneggiati.
    Lo si potrà assumere sia internamente, sotto forma di estratto idroalcolico o secco, sia esternamente, utilizzandolo come ingrediente per la preparazione di oli e creme.
    Un altro rimedio è costituito dalla centella asiatica. Questa pianta ha la capacità di stimolare i fibroblasti, cellule che si occupano della sintesi del collagene.
    In questo senso, quindi, la pianta può accelerare la cicatrizzazione delle lesioni e può aiutare a ridurre l’incidenza delle smagliature, anche di quelle che si siano già formate.
    Esiste, poi, tutta la categoria degli oli. Il più adatto per le smagliature è l’olio di rosa Mosqueta, utilizzato anche per ridurre l’invecchiamento della pelle e per renderla più elastica. Si potrà applicare sia per prevenire la formazione delle smagliature, sia nel momento in cui queste compaiano, per limitarne la grandezza e la permanenza.

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    Proteggiamo la pelle dal melanoma

    Tumori: prevenzione e terapie

    di Elisa BrambillaPubblicato il: 27-07-2021

    Torna il concorso Il sole per amico: impariamo a proteggere la pelle

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    Sanihelp.it – Il concorso è rivolto agli studenti delle scuole primarie, secondarie di primo grado e secondarie di secondo grado, ed è stato indetto nell’ambito di una campagna di sensibilizzazione alla prevenzione dei tumori della pelle con particolare riferimento al melanoma maligno cutaneo, promossa dall’Intergruppo Melanoma Italiano (IMI). Questo lavoro ha l’obiettivo di contribuire ad aumentare la consapevolezza dei danni provocati da una scorretta esposizione alle radiazioni ultraviolette, sia naturali, come quelle dei raggi solari, che artificiali, come quelle di lampade e lettini solari, non solo tra gli studenti ma anche tra le loro famiglie, attraverso la distribuzione di materiale divulgativo cartaceo e digitale in grado di interpretare ed esprimere i temi di tale campagna di sensibilizzazione. I ragazzi, nei quali l’incidenza della malattia ultimamente è parecchio aumentata, saranno così in grado di riconoscere i fototipi più a rischio: le persone con pelle e occhi chiari, con i capelli rossi, con lentiggini, quelli che invece di abbronzarsi si scottano. I lavori dovranno essere inviati entro e non oltre il 15 aprile 2022 utilizzando Google drive, WeTransfer o simili, al seguente indirizzo email: [email protected] lavori pervenuti saranno valutati da una Commissione Esaminatrice composta da rappresentanti del Ministero dell’Istruzione, dell’IMI, da esperti della comunicazione, delle arti grafiche e figurative. A tutti i migliori prodotti, oltre al premio previsto per il migliore di ciascuna categoria, verrà data visibilità sul sito web dell’IMI.

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    Vesciche ai piedi, i rimedi naturali

    Cure dolci

    di Stefania D’AmmiccoPubblicato il: 20-07-2021

    Come prevenire, e trattare, questo disturbo molto fastidioso, tipico dell’estate, soprattutto per le calzature portate senza calze

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    Sanihelp.it – Le vesciche sono compagne dell’estate.
    Il fatto di utilizzare calzature senza calze comporta spesso la comparsa di queste piccole ferite che sono non solo molto fastidiose, ma spesso durature.
    Ecco, quindi, come prevenire e trattare in modo naturale le vesciche ai piedi.
    Quali sono le cause delle vesciche?
    Oltre a quelli che possono essere processi infiammatori derivati da altre patologie, le vesciche si presentano a causa dello sfregamendo di scarpe, e anche calze, rispetto alla pelle dei piedi.
    Ecco perché sono tipiche dell’estate: in estate si tenderà ad utilizzare la scarpa senza calze, ma anche calzature usate meno spesso, come quelle per le escursioni.
    Come prevenire le vesciche?
    Per prevenire le vesciche sarà necessario, in primo luogo, scegliere calzature adatte al proprio piede. No a quelle troppo strette o troppo larghe, o in materiali troppo duri.
    Si dovrà anche idratare il piede, soprattutto prima dell’attività fisica. I maratoneti, ad esempio, utilizzano spesso la vaselina per prevenire la presenza delle vesciche.
    Inoltre, sarà fondamentale evitare che il piede sudi, e che rimanga bagnato dopo il lavaggio. Quindi, nel caso in cui ci si trovi al mare o in piscina, bisognerà asciugare accuratamente i piedi prima di indossare le calzature.
    Come trattare le vesciche naturalmente
    A questo punto sarà possibile individuare alcuni trattamenti naturali per le vesciche.
    Il primo sarà costituito dall’acqua e sale, o dall’acqua e bicarbonato. Si potranno immergere i piedi in una soluzione satura di acqua e minerale e lasciare per qualche minuto.
    Per accelerare il processo di guarigione sarà anche possibile creare una pasta composta da acqua e bicarbonato di sodio da applicare direttamente sulla vescica.
    Anche l’Aloe è un ottimo rimedio naturale per le vesciche ai piedi.
    Si potrà applicare il gel direttamente sulla ferita e si lascerà seccare prima di indossare le calzature. Si consiglia, quindi, di applicarlo la sera per lasciarlo agire il più possibile.
    Anche l’aceto di mele sarà un ottimo rimedio cicatrizzante per le vesciche ai piedi. Si creerà una soluzione di acqua e aceto in parti uguali, e si potrà applicare con un dischetto di cotone direttamente sulla ferita.
    Infine, anche l’olio di Tea Tree sarà un ottimo rimedio naturale per le vesciche. Si applicherà una goccia direttamente sulla vescica per ridurre immediatamente il fastidio e promuovere la cicatrizzazione. L’olio di Tea Tree è anche ottimo per evitare le infezioni.

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    Tumori cutanei: al via il progetto SKINConnecting

    Tumori: prevenzione e terapie

    di Elisa BrambillaPubblicato il: 20-07-2021

    Il progetto riguarda i tumori cutanei non melanoma

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    Sanihelp.it – I tumori cutanei non melanoma (o in inglese non melanoma skin cancer) sono tra le malattie oncologiche più diffuse, soprattutto tra gli anziani, anche se i più giovani non ne sono esenti.In Italia i non melanoma skin cancer (NMSC) rappresentano il 15% del totale dei tumori negli uomini, mentre nelle donne costituiscono il secondo tumore più comune, dopo il carcinoma mammario, per un totale di 14,8% dei casi.i numeri sono importanti: il carcinoma basocellulare è addirittura la forma tumorale più frequente in assoluto, con circa 100 nuovi casi all’anno ogni 100.000 abitanti, mentre il carcinoma squamocellulare presenta un’incidenza del 25% dei tumori cutanei, con circa 20 casi ogni 100.000 abitanti ogni anno.Nonostante questo, a parte i Centri di Eccellenza, non ci sono molte strutture con esperienza per fornire diagnosi tempestive e cure adatte anche per i casi più complessi, come è emerso dai webinar che si sono tenuti gli scorsi 23 giugno e 5 luglio, guidati da specialisti in dermatologia con il contributo non condizionato di Sanofi Genzyme.In questa occasione è stata presentata anche la piattaforma SKINconnecting.«SKINconnecting è uno strumento estremamente prezioso che permette uno scambio più intenso tra i Centri territoriali e i Centri di Eccellenza riguardo i casi di carcinoma squamocellulare e basocellulare cutaneo, soprattutto nelle forme più avanzate e di difficile gestione – spiega la prof.ssa Concetta Potenza, Dirigente Medico, U.O.C. di Dermatologia Daniele Innocenzi, Università degli Studi di Roma La Sapienza, Polo Pontino, Latina – Per garantire un servizio assistenziale eccellente e tempestivo, è fondamentale condividere il proprio know-how avvalendosi del team multidisciplinare in grado di fornire un quadro diagnostico e terapeutico più completo ed efficace possibile».La piattaforma si affianca alle Reti Oncologiche Regionali, con il compito di permettere il confronto tra i Centri di Eccellenza e le Reti Regionali, mediante la condivisione e l’approccio multisciplinare dei casi clinici. Questo permetterà di coinvolgere non solo oncologi e dermatologi, ma anche chirurghi, radiologi, nutrizionisti e neurologi, e consentirà di alleggerire il carico di lavoro delle strutture più affollate.

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    Cancellare le occhiaie con i rimedi naturali

    Cure alternative

    di Stefania D’AmmiccoPubblicato il: 13-07-2021

    Come ridurre questo fastidioso inestetismo con sostanze facili da trovare, economiche e senza effetti collaterali

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    Sanihelp.it – Un inestetismo comune e spesso fastidioso.
    Si tratta delle occhiaie, quelle zone d’ombra che si notano al di sotto degli occhi e che possono avere cause differenti.
    Infatti, le occhiaie possono essere determinate da diversi fattori:
    – dalla predisposizione genetica: spesso i membri di una stessa famiglia possono avere le occhiaie
    – da problemi di microcircolazione: una circolazione rallentata determinerà la stasi di sangue e liquidi nella zona perioculare, e a causa della pelle molto sottile, sarà possibile vedere proprio questi depositi anche ad occhio nudo
    – dall’invecchiamento della pelle
    – dall’eccessiva pigmentazione
    – dalla carenza di ferro
    – dallo stile di vita scorretto e dallo stress, con conseguente affaticamento
    Se spesso non è possibile intervenire direttamente su alcuni fattori, come la genetica, si potrà comunque cercare di ridurre la presenza delle occhiaie e di limitarne la comparsa con alcuni rimedi naturali.
    Il primo rimedio è costituito da impacchi freddi a base di infusi. Si potrà fare un infuso di camomilla, oppure di malva, lo si metterà in frigo e vi si potrà immergere un dischetto di cotone per ogni occhio. Si appoggeranno, poi, i dischetti sugli occhi e si lasceranno in posa per almeno dieci minuti.  
    Anche le fette di cetriolo, o di patata, appoggiate sugli occhi chiusi potranno aiutare a ridurre le occhiaie. Si dovranno lavare bene gli ortaggi e si dovranno tagliare in fette non troppo spesse. Per ottenere un effetto ancora maggiore, si metteranno le fette in frigo per almeno un’ora prima di appoggiarle sugli occhi per almeno dieci minuti.
    Infine, per contrastare le occhiaie determinate dall’invecchiamento, si potranno fare degli impacchi di olio di Argan, sempre utilizzando dei dischetti imbevuti di acqua fredda e poche gocce di olio.

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    Linfoma: le CAR-T migliorano la sopravvivenza

    Tumori: prevenzione e terapie

    di Elisa BrambillaPubblicato il: 13-07-2021

    Uno studio dimostra l’efficacia di axicabtagene ciloleucel nel trattamento di seconda linea del linfoma refrattario a grandi cellule B

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    Sanihelp.it – Sono stati resi noti i risultati di uno studio globale di fase III multicentrico e randomizzato che rivelano la superiorità di axicabtagene ciloleucel, un medicinale immunoterapico, rispetto allo standard di cura nella terapia di seconda linea del linfoma refrattario a grandi cellule B (LBCL) recidivante o refrattario, con miglioramento del 60% della sopravvivenza senza eventi.Con un follow-up mediano di due anni, lo studio (che si chiama ZUMA-7) ha soddisfatto l’endpoint primario di sopravvivenza libera da eventi, cioè il tempo dalla randomizzazione alla progressione della malattia, all’inizio di una nuova terapia per il linfoma o al decesso per qualsiasi causa.La sopravvivenza globale invece misura i decessi nel tempo per qualsiasi causa.«Axicabtagene ciloleucel è stato determinante nel trasformare gli esiti per i pazienti con LBCL in terza linea di trattamento. Il nostro obiettivo è sempre stato quello di rendere disponibili i benefici della terapia con cellule CAR-T al maggior numero di pazienti possibile nelle prime fasi del loro trattamento, quando il potenziale del trattamento potrebbe essere ancora maggiore», dichiara Christi Shaw, Chief Executive Officer di Kite. «In qualità di leader nelle terapie cellulari, Kite è onorata di aver condotto questo studio importante, e desidera ringraziare i pazienti, le loro famiglie, i medici e i team sanitari in tutto il mondo, che l’hanno reso possibile».I risultati dettagliati di ZUMA-7 saranno presentati a un futuro congresso medico e Kite prevede di avviare colloqui con FDA (Food and Drug Administration), l’EMA (Agenzia europea del farmaco) e altre autorità per estendere le indicazioni di axicabtagene ciloleucel, in quanto il farmaco si trova già in commercio con altre indicazioni autorizzate.

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    Carolina Marconi affronta il tumore via social

    Oncologia

    di Valeria GhittiPubblicato il: 13-07-2021

    L’ex gieffina è alle prese con un tumore al seno: dopo la chirurgia ha cominciato la chemioterapia e ha scelto di condividere questo periodo brutto con i suoi follower.

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    Sanihelp.it – «Il 24 marzo mi hanno diagnosticato un tumore al seno» ha rivelato Carolina Marconi lo scorso 20 maggio sul proprio profilo Instagram, descrivendo nel dettaglio il fiume di pensieri e paure che l’hanno travolta al momento della rivelazione da parte dei medici. L’ex gieffina (ha partecipato alla quarta edizione del reality) ha inoltre spiegato di essersi dovuta sottoporre a un intervento chirurgico il 6 aprile: «Ho affrontato un’operazione difficile durata più o meno 8 ore perché  oltre all’esportazione del tumore dovevo ricostruire anche la mammella».
    Il 4 maggio, però, è arrivata per lei un’altra doccia fredda: dovrà sottoporsi alla chemioterapia per sei mesi. «Mi è ricrollato ancora il mondo addosso, perché non era finita lì. Ma va bene così, mi ero promessa che avrei affrontato tutto con serenità, coraggio e determinazione […] combatterò e tornerò a sorridere come sempre» ha spiegato, mostrando di non volersi lasciare abbattere dalla situazione.
    Dopo questo annuncio Carolina ha anzi deciso di rendere più partecipi i tanti che la seguono sul proprio profilo Instagram, rivelando i timori legati agli effetti collaterali della chemio, a cominciare dalla caduta dei capelli, ma cercando di mantenere un atteggiamento positivo: «Non vi nascondo che un po’ rosico perché mi cadranno i capelli con la chemio, gli ho sempre portati lunghi, a non è un problema, cresceranno […]. Mi divertirò a cambiare i look con le parrucche in questi mesi e, se volete, ci terremo compagnia così mi potrete dire quale preferite».
    Il 3 giugno ha postato uno scatto successivo all’inserimento della cannula che la seguirà per tutto il percorso di chemioterapia, mentre il 14 giugno si è mostrata con i capelli un po’ più corti, in vista del primo ciclo, dopo il quale ha scritto: «Meno male che avevo la mascherina ed ho fatto un piccolo piantino così nessuno l’ha notato… ma poi la paura è finita mi sono distratta, ho pensato a tutte le cose belle che dovrò fare una volta terminato tutto, al mio grande sogno di diventare mamma, i miei progetti da realizzare… devi pensare e sognare solo cose belle».
    Alla vigilia del secondo ciclo di chemio la Marconi ha poi scelto di rasarsi completamente, sempre coinvolgendo quanti la seguono sui social. Una sorta di terapia complementare la sua: «Instagram è diventato un diario dove scrivere semplicemente il mio percorso e voi siete i miei angeli che mi sostenete sempre e mi date consigli positivi. […] Mi state facendo tanto bene voi, mi date gioia e l’unico motivo per cui ho deciso di condividere la mia storia con tutti voi è perché credo che parlare in questo momento faccia bene, confrontarsi, condividere, emozionarsi insieme».

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    Una rete dei Centri di cura per la leucemia

    Tumori: prevenzione e terapie

    di Elisa BrambillaPubblicato il: 06-07-2021

    Ci sono ancora troppe differenze tra le regioni nella cura di questa forma di tumore

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    Sanihelp.it – La leucemia mieloide acuta colpisce ogni anno oltre 2.000 persone in Italia.La gestione di questa patologia presenta però parecchie differenze tra le varie regioni, per eliminare le quali è necessaria una Rete strutturata di centri di riferimento (Hub) e periferici (Spoke).È necessario investire di più nelle strutture periferiche, dove spesso manca un ematologo specialista in questa forma di tumore del sangue.La Rete consentirebbe di garantire velocità nell’esecuzione dei test mutazionali, non solo al momento della diagnosi, ma anche al presentarsi di una recidiva, e va stabilito un piano adeguato di controlli (follow-up) per il paziente, anche con percorsi integrati, come il supporto psicologico e nutrizionale.«La leucemia mieloide acuta – spiega il Prof. Giovanni Martinelli, Direttore Scientifico dell’Istituto Scientifico Romagnolo per lo Studio dei Tumori Dino Amadori – IRST, Meldola (FC) Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS), riconosciuto dal Ministero della Salute – rappresenta il modello per eccellenza della medicina personalizzata. È una patologia rara, che il più delle volte si presenta in maniera subdola, ponendo quindi un problema di difficile riconoscimento. Il primo step è definire con attenzione il percorso diagnostico terapeutico, a partire dal Pronto Soccorso. Al paziente in emergenza va riservato un approccio salvavita e di forte riferimento con i centri Hub. Nelle situazioni di non emergenza, vanno adottati modelli organizzativi che garantiscano standard uniformi sul territorio nazionale e che permettano di condurre indagini diagnostiche più accurate, come quelle di biologia molecolare, avviando i pazienti alla migliore terapia disponibile, senza distinzioni sul territorio nazionale». «Il secondo step riguarda la diagnostica» aggiunge Martinelli, «poiché i test di biologia molecolare da effettuare devono spesso essere eseguiti molto velocemente. Per molti malati è dunque essenziale, al momento della ricaduta, essere pronti ad effettuare un nuovo test rapido».

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