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    Erba gatta, una risorsa anche per gli umani

    Sanihelp.it – Una pianta conosciuta soprattutto per l’uso che se ne fa nella crescita dei gatti.Si tratta dell’erba gatta, il cui nome scientifico è Nepeta Cataria, un vegetale che è originario, così come indica il suo nome latino, di Nepi, nell’Etruria.
    Se, quindi, l’erba gatta viene utilizzata per i gatti piccoli e grandi, si deve sottolineare come questo vegetale possa essere usato anche per gli esseri umani, con funzionalità diverse.
    Se, infatti, gli effetti sul gatto sono neuroattivi e stimolanti, sull’essere umano si notano effetti diversi.

    Infatti, così come accade con molte sostanze che hanno effetti opposti nei felini e nell’essere umano, anche l’erba gatta non fa eccezione.
    In particolare, la pianta ha proprietà sedative, antispasmodiche e anticatarrali.
    Si potrà utilizzare, quindi, sotto diverse formulazioni per i disturbi come il raffreddore e la febbre, ma anche per migliorare la digestione, in quanto i suoi effetti sedativi e antispastici possono migliorare la motilità intestinale.
    Inoltre, l’erba gatta è utilizzabile anche come antizanzare, sia come pianta fresca sia nei suoi estratti.
    Per assumere l’erba gatta sarà sempre necessario rivolgersi al proprio medico, e ad un buon erborista.
    Bisogna, infine, sottolineare come l’erba gatta sia in grado di potenziare gli effetti dei farmaci contro ansia e insonnia. More

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    Tumori rari: nasce una nuova associazione, io Raro

    Sanihelp.it – Si chiama io Raro ed è stata presentata mercoledì 4 maggio a Roma, durante un’anteprima riservata alla stampa. Si tratta di una nuova associazione, nata per rispondere ai bisogni delle persone ammalate di tumori rari.
    Il Professor Paolo Pronzato, Coordinatore DIAR Oncoematologia Regione Liguria, Direttore Oncologia Medica IRCCS San Martino Genova, afferma: «Ogni anno in Italia si osservano oltre 350mila nuovi casi di tumore (1000 al giorno!). Di questi il 20% sono definiti come rari in base alla bassa incidenza e prevalenza: si tratta di neoplasie sia dell’adulto sia del bambino, sia tumori solidi sia neoplasie ematologiche. I Paesi europei, tra i quali l’Italia nello specifico, si sono dati un’organizzazione speciale: per l’Europa le reti ERN, e in particolare la rete EURACAN; per l’Italia la Rete Nazionale dei Tumori Rari, costituita dal Ministero della Salute presso AGENAS. Perché sono necessarie queste organizzazioni a Rete? Perché il trattamento dei tumori rari richiede competenze specifiche per la diagnosi e la terapia, competenze che sono presenti in pochi centri. La Rete dovrebbe assicurare punti di accesso facili a raggiungersi e percorsi scorrevoli verso il luogo di cura più appropriato. Ovviamente la telemedicina (ad esempio per gli aspetti di teleconsulto, teleimaging o telepatologia) può essere di aiuto per la gestione del paziente in Rete».
    L’obiettivo di io Raro, come spiega il suo Presidente, Walter Locatelli, è di offrire, in questo ambito così complesso, prevenzione, studio, ricerca, terapia, momenti di incontro e di informazione, in particolare per quello che riguarda i tumori rari. More

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    Oli essenziali anticellulite: quali sono e come usarli

    Sanihelp.it – La cellulite è davvero molto diffusa.Si stima che quasi il 90% delle donne la noti in diverse parti del corpo. Per questo bisogna sottolineare come non sia necessario fissarsi sulla cellulite in modo negativo.
    Questo non vuol dire, però, che non ci si possa impegnare al fine di migliorare lo stato della propria pelle, e si potrà raggiungere questo risultato utilizzando gli oli essenziali, invece di creme dal contenuto ormonale.
    Vediamo, quindi, come utilizzare gli oli per ottenree risultati positivi nella riduzione della cellulite.

    Gli oli per favorire la circolazione
    Un elemento che predispone alla comparsa della cellulite è la circolazione rallentata.
    Per questo si potrà creare un composto, che partirà da una base di olio neutro, che contenga 10 gocce di olio di ginepro e 10 gocce di olio essenziale di limone.
    Si utilizzerà questo olio per massaggi in tutte le aree che abbiano bisogno di una riattivazione della circolazione.
    Gli oli per eliminare la ritenzione idrica
    Un altro aspetto legato alla cellulite è costituito dalla ritenzione idrica.
    Per favorire la riduzione di tale ritenzione si potrà creare un composto di olio base con 15 gocce di olio di finocchio e 10 di olio di limone.
    Un bagno per ridurre la cellulite
    Un altro metodo grazie al quale sarà possibile ridurre la cellulite è costituito dal bagno.
    Oltre all’acqua calda, si potranno disciogliere nel bagno dei sali di Epsom, almeno due manciate.
    Si aggiungeranno, poi, gli oli essenziali, in particolare tre gocce di olio di ginepro, quattro di olio di limone, quattro di olio di basilico e cinque di olio di pompelmo. More

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    Prevenzione tumori: l'ecografia prostatica transrettale

    Sanihelp.it – L’ecografia prostatica transrettale consente di verificare le dimensioni e la morfologia della prostata, la ghiandola che arricchisce il liquido seminale di componenti essenziali. Una sonda ultrasonografica, lubrificata con un gel, viene inserita per un breve tratto nel retto, l’ecografo emette ultrasuoni a bassa frequenza e alta intensità nella zona da esplorare e le onde sonore, rimbalzando sui tessuti o sugli organi interni, forniscono un’immagine della prostata sullo schermo di un computer. L’esame consente di valutare lo stato di salute della prostata, soprattutto in caso di sintomi, come difficoltà a urinare o minzione frequente, e di effettuare una diagnosi precoce di tumore alla prostata, per la quale occorre effettuare però anche una biopsia, cioè il prelievo di un frammento di tessuto da analizzare in laboratorio. L’ecografia prostatica consente inoltre di verificare la risposta alla terapia se la diagnosi è già stata formulata, e chiarire dubbi in caso di valori elevati di PSA (Antigene prostatico specifico) o perplessità durante l’esplorazione rettale nel corso di una visita urologica. Prima dell’inserimento della sonda, il medico pratica un’esplorazione con il dito per accertarsi che non vi siano ostacoli, poi procede all’esecuzione dell’esame con il paziente sdraiato sul lettino su un fianco con le ginocchia contro il petto, o supino con le gambe sollevate. L’esame non è doloroso né pericoloso, ma ha delle controindicazioni, per esempio se il paziente soffre di ragadi anali, di emorroidi sanguinanti o di stenosi anali. Particolare attenzione va prestata anche a chi assume terapie anticoagulanti o antinfiammatorie che possano portare a sanguinamento. La preparazione richiede soltanto di liberare il retto con un clistere da eseguire qualche ora prima dell’esame. More

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    Antonella Ferrari racconta la vita con la sclerosi multipla

    Sanihelp.it – Si è aperta l’ottava edizione di IO NON SCLERO, il progetto di informazione e sensibilizzazione sulla sclerosi multipla, sviluppato da Biogen e da Fondazione Onda, l’Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere, in collaborazione con l’Associazione Italiana Sclerosi Multipla (AISM) e con il patrocinio della Società Italiana di Neurologia (SIN).Quest’anno l’iniziativa chiama a raccolta le circa 130.000 persone che in Italia vivono con la sclerosi multipla e le invita a condividere le loro storie di vita, di straordinaria normalità, per raccontare qual è la risorsa inaspettata che hanno scoperto di avere dopo la diagnosi e che li ha aiutati ad affrontare la malattia: il loro super potere. Si tratta di un vero e proprio casting, che porterà, a luglio, alla nomina di 3 nuovi ambassador della community online cresciuta in questi anni, con oltre 78.000 fan su Facebook. Per partecipare basta andare sul sito www.iononsclero.it e inviare un testo accompagnato da un’immagine. C’è tempo fino al 13 giugno.

    I tre Ambassador affiancheranno l’attrice, scrittrice e madrina AISM, Antonella Ferrari, volto dell’iniziativa che commenta: «Per me è un onore rappresentare questa edizione di IO NON SCLERO. Da tantissimi anni parlo molto apertamente di sclerosi multipla, questa scomoda coinquilina che con il suo arrivo ci stravolge la vita. Ne parlo nei miei spettacoli, in tv, nelle mie rubriche e non mi stancherò mai di farlo con il sorriso sulle labbra. Non perché avere la sclerosi multipla sia un dono dal cielo, anzi! Ma è proprio dopo la diagnosi che ho scoperto di avere in me delle risorse inaspettate e ho voluto metterle a disposizione degli altri. La risata, l’ironia, la positività, mi piace pensarli come i miei super poteri e sono convinta che tutte le persone che come me affrontano la sclerosi multipla hanno un super potere, che non solo ci aiuta a superare le difficoltà, ma spesso riesce anche ad avere un’influenza positiva sugli altri. È questo il grande potere della condivisione e credo che sia proprio questa la grande risorsa di IO NON SCLERO».

    Condividere la propria esperienza con la sclerosi multipla, o semplicemente mettersi in ascolto, può  essere un passo fondamentale per sentirsi piu forti e affrontare ogni giorno nuove sfide, con la consapevolezza di non essere soli. Per questo l’attrice sarà anche protagonista, da maggio, di un’altra iniziativa parallela ospitata sulla App Cleo di Biogen, l’applicazione gratuita dedicata ad aiutare nella quotidianità chi vive con la sclerosi multipla e realizzata con il patrocinio di AISM e SIN: presterà la voce a chi è riuscito a raggiungere i proprio grandi e piccoli obiettivi nella serie di podcast One voice, one life, in 5 episodi, centrata su storie di convivenza con la malattia. «Raccontare la vita con la sclerosi multipla è per me una vera missione, per questo mi è da subito piaciuta l’idea di creare un filo conduttore tra queste due iniziative e mi auguro di poter raggiungere il maggior numero possibile di persone e portare un messaggio di forza e di positività» conclude Antonella. «Perché il sorriso è davvero un grande super potere che la sclerosi multipla non può sconfiggere». More

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    Nuovo studio sulla leucemia mieloide acuta

    Sanihelp.it – La Leucemia Mieloide Acuta (LMA) è un tumore del sangue e del midollo osseo caratterizzato da una rapida progressione, motivo per cui è detta acuta. È la leucemia acuta più comune tra gli adulti, con circa 1200 casi tra gli uomini e 900 casi tra le donne in Italia ogni anno. È più frequente negli adulti con più di 60 anni. La maggior parte dei pazienti con LMA può andare incontro a recidiva, e in questo caso la prognosi è sfavorevole. Il tasso di sopravvivenza a cinque anni è di circa il 29,5%. Le mutazioni IDH1 sono presenti nel 6-10% dei pazienti, che rappresentano un gruppo piuttosto difficile da trattare.
    Lo studio AGILE, pubblicato sul New England Journal of Medicine, riguarda l’associazione di ivosidenib e azacitidina nella terapia di adulti con leucemia mieloide acuta con mutazione del gene IDH1. Ivosidenib è un inibitore orale dell’IDH1 mutato.
    «I pazienti con LMA con mutazione di IDH1 hanno una prognosi infausta con poche, se non nessuna, opzioni di trattamento, soprattutto per i pazienti di nuova diagnosi che non sono idonei alla chemioterapia intensiva, » spiega Susan Pandya, Vice President Clinical Development & Head of Cancer Metabolism Global Development Oncology & Immuno-Oncology, Servier Pharmaceuticals «La pubblicazione dei risultati entusiasmanti dello studio AGILE sul New England Journal of Medicine rafforza l’importanza clinica di questi dati e supporta la continua ricerca di Servier, al fianco dei pazienti con LMA con IDH1 mutato». 
    Lo studio AGILE dimostra che ivosidenib è la prima terapia mirata specifica per la mutazione IDH1 che permette un miglioramento della sopravvivenza libera da eventi e della sopravvivenza globale in combinazione con azacitidina. More

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    Cecchi Paone per l'aderenza terapeutica

    Sanihelp.it – Le cure sono efficaci solo quando vengono rispettate le prescrizioni del medico eppure scarsa aderenza e insuccesso terapeutico sono fenomeni ancora troppo diffusi: diversi studi hanno dimostrato infatti che più del 50% dei pazienti ipertesi non segue la terapia così come prescritta dal medico e la metà la sospende dopo un anno dalla prima prescrizione. Un problema in realtà trasversale a tutte le malattie: «Questo succede perché nella maggior parte dei casi i pazienti hanno la percezione del rischio solo di fronte alla malattia conclamata oppure perché, dopo aver assunto il farmaco per un certo periodo, si sentono meglio e ritengono di non averne più bisogno» spiega Pier Luigi Temporelli, cardiologo e Dirigente medico presso ICS Maugeri, IRCCS Gattico-Veruno. Per altro un paziente non ade­rente non significa solo perdita di efficacia te­rapeutica, ma anche spreco di risorse economiche per il Servizio Sanitario Nazionale.
    Tre anni fa è stata quindi istituita la Giornata Nazionale per l’Aderenza alla Terapia, con l’obiettivo di rendere consapevole il paziente sul suo ruolo da protagonista lungo il percorso di cura. In occasione dell’edizione 2022, celebrata lo scorso 12 aprile, il Gruppo Servier in Italia ha lanciato una nuova iniziativa digitale per sensibilizzare sull’importanza di una corretta assunzione dei farmaci: AAA – AscoltiAmo l’Aderenza! una serie di nove podcast informativi, realizzati con il coinvolgimento di specialisti dell’area cardiovascolare.

    Ad Alessandro Cecchi Paone, nel suo ruolo di divulgatore scientifico, è stato affidato il compito di raccontare e spiegare perché è così importante seguire correttamente le cure: «Credo che i pazienti possano comprendere l’importanza di seguire correttamente le terapie anche attraverso strumenti informativi come i podcast. Il ruolo della voce è stato riscoperto negli ultimi anni grazie ai nuovi device, che consentono di fruire di questi contenuti in qualsiasi momento della giornata. Per questo motivo sono entusiasta nell’aver dato voce, la mia voce, a questa iniziativa» ha dichiarato. «Mi ha colpito molto un’affermazione di uno degli specialisti che ho avuto modo di intervistare durante la realizzazione di questi podcast: i farmaci funzionano soltanto se li prendi. Nella sua ovvietà, questa frase esprime il significato profondo di aderenza terapeutica»  

    I podcast sono già disponibili sulle principali piattaforme come Apple Podcasts, Google Podcasts, Spotify, sugli assistenti vocali Alexa e Google Assistant e sono anche promossi attraverso l’ecosistema digitale del Gruppo Servier in Italia e dell’iniziativa Al cuore dell’Aderenza (YouTube, Facebook, LinkedIn, Twitter), Per maggiori informazioni: www.alcuoredelladerenza.it. More

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    Nessun legame tra cellulari e tumori al cervello

    Sanihelp.it – Neppure un utilizzo prolungato del telefono cellulare, anche per oltre 10 anni, dimostra un legame con l’insorgenza di tumori al cervello. Lo dice uno studio condotto nel Regno Unito e pubblicato sul Journal of the National Cancer Institute. Secondo una degli scienziati che hanno portato avanti la ricerca «questi risultati corroborano le evidenze crescenti secondo le quali l’uso del cellulare, nelle condizioni usuali, non aumenta il rischio di tumore al cervello».

    Lo studio ha però arruolato soltanto donne in età avanzata, cosa che costituisce un limite se si pensa che di solito gli anziani utilizzano il telefono molto meno rispetto ai giovani, uomini e donne. 
    776.000 donne, di età compresa tra i 50 e i 65 anni, sono state invitate nel 2001 a compilare un questionario che poneva domande sull’impiego del cellulare. Dieci anni dopo, a circa la metà di queste donne sono state poste le stesse domande, e le risposte hanno rivelato che con l’aumentare dell’età diminuisce l’utilizzo del cellulare. Durante questi anni le donne sono state seguite anche dal punto di vista sanitario, con particolare riguardo a eventuali tumori cerebrali, come glioma, meningioma, neurinoma acustico, tumori ipofisari e oculari. Lo 0,42% di queste donne nel corso degli anni ha sviluppato uno di questi tumori, senza però che venisse individuato un nesso tra l’insorgenza di questi tumori e l’uso del cellulare. A conferma di questo, l’insorgenza di tumori si è rivelata simile nella parte destra e sinistra della testa mentre, se fosse coinvolto l’uso del telefono, avrebbe riguardato il lato destro molto più che il lato sinistro.

    C’è però anche chi è scettico, e obietta che lo studio si è basato sui dati di diversi anni fa, mentre oggi l’utilizzo del cellulare è molto maggiore. Inoltre, altri studi evidenziano invece una correlazione tra i due eventi.
    Allora, dove sta la verità? Come ci dobbiamo regolare? Come sempre, la cosa giusta da fare è non esagerare, quando possibile usare gli auricolari e scoraggiare l’uso del cellulare nei bambini. More