In Italia e in Europa una quota non trascurabile del consumo idrico domestico passa dalla cucina: si stima che circa il 10-16% dell’acqua utilizzata in casa sia correlata a ciò che avviene tra lavello, fornelli e piani di lavoro, pari a qualche decina di litri al giorno. La parte più consistente riguarda il lavaggio delle stoviglie. Uno studio ha considerato i piatti di una cena per dodici persone, concludendo che servono oltre 100 litri d’acqua per lavarli a mano, mentre ne bastano circa 15 con una lavastoviglie. Anche il modo in cui si risciacquano frutta e verdura fa la differenza: pulirli in una bacinella anziché sotto l’acqua corrente può far risparmiare a una famiglia circa 6mila litri all’anno. L’acqua impiegata per cucinare, invece, è limitata: pochi litri al giorno. Tuttavia, una buona abitudine è recuperarla e riutilizzarla, come suggerito dagli esperti di Altroconsumo, facendola diventare una risorsa utile.
Pasta
Il primo modo per ridurre gli sprechi è usare la quantità corretta di acqua. Per la pasta lunga basta un litro per ogni etto, per quella corta sono sufficienti 700-800 millilitri. Il liquido di cottura, ricco di amidi e sale, una volta scolato può essere riutilizzato in cucina in diversi modi: pochi cucchiai aiutano a dare struttura ai condimenti troppo asciutti, migliorando l’emulsione degli ingredienti e la cremosità dei sughi, mentre qualche bicchiere può servire per portare a termine la cottura della pasta direttamente nel condimento. Ancora calda, quest’acqua è ideale per mettere in ammollo padelle, teglie incrostate e piatti sporchi, facilitando la rimozione dei residui. Può anche essere impiegata per un pediluvio, grazie all’effetto emolliente degli amidi. Da evitare, invece, per innaffiare piante o fiori: il sale può danneggiare il terreno e ostacolare l’assorbimento idrico da parte delle radici.
Riso
Anche il liquido di cottura del riso, ricco di amidi, può essere recuperato. Oltre agli usi già validi per la pasta — pediluvio e ammollo di padelle, teglie, piatti incrostati — può essere utilizzato nella cura dei capelli. Impiegato come impacco o risciacquo, aiuta a rendere le chiome più morbide e lucenti. Gli amidi formano, infatti, una sottile pellicola che migliora la pettinabilità, mentre i composti naturalmente presenti contribuiscono a ridurre secchezza ed effetto crespo.
Verdure
Diminuire gli sprechi idrici durante la preparazione degli ortaggi è possibile: cottura a vapore, nel microonde o con la pentola a pressione, che richiedono minime quantità di acqua, sono metodi più efficienti della bollitura tradizionale e limitano anche la dispersione dei nutrienti. Chiarito ciò, se si sceglie di bollire le verdure, l’acqua ottenuta, ricca di vitamine e minerali, può diventare una valida base per preparare brodi, minestroni, zuppe o essere riutilizzata per cuocere i cereali. Una volta raffreddata, se non è salata, può essere impiegata anche per innaffiare le piante. Alcuni vegetali a foglia verde, come spinaci, bietole, lattuga, rilasciano nitrati, sostanze che apportano azoto, un elemento che favorisce lo sviluppo delle foglie, tant’è che è spesso presente nei fertilizzanti.
Legumi
L’acqua di cottura dei legumi contiene minerali, vitamine, proteine in abbondanza. Nota anche come aquafaba, può sostituire l’albume in numerose preparazioni, dalle mousse ai dolci. Ha, inoltre, una funzione addensante, che migliora la consistenza di zuppe, vellutate, salse senza l’aggiunta di altri ingredienti. L’acqua ricavata da ceci e fagioli bianchi è più delicata e si adatta facilmente a molte ricette, mentre quella proveniente da altri legumi ha aromi più intensi ed è, quindi, indicata per piatti dal gusto deciso
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