Gennaio è il mese decisivo per chi vuole ottenere lo sconto sulla Tari praticando il compostaggio domestico. In molte città italiane le scadenze per presentare la domanda o rinnovare l’autocertificazione sono previste infatti tra il giorno 20 e la fine del mese. Chi perde questi termini dovrà aspettare l’anno successivo per vedersi riconosciuta l’agevolazione. Un impegno che consente non solo di risparmiare sui costi del servizio, ma soprattutto fa bene all’ambiente.
Meno CO2 con il compost fai da te
I rifiuti organici rappresentano circa un terzo di tutti quelli prodotti da una famiglia. Una persona produce in media 100-110 kg di scarti di cucina all’anno, a cui si aggiungono circa 60 kg di sfalci e potature se ha un giardino. Una famiglia di tre-quattro persone può sottrarre al servizio pubblico tra i 400 e i 500 kg di rifiuti organici all’anno. Durante il processo di compostaggio il materiale perde acqua e volume, riducendosi del 70-80%. Da 500 kg di scarti si ottengono circa 120-150 kg di compost maturo, un terriccio scuro e soffice ricco di sostanze nutritive. A livello nazionale i numeri sono significativi. In Italia si raccolgono oltre 7 milioni di tonnellate di rifiuti organici all’anno. Ogni chilogrammo compostato a casa significa un chilogrammo in meno da raccogliere, trasportare e trattare negli impianti. Si risparmiano emissioni di Co2 da trasporto e si evita il sovraccarico degli impianti.
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Chi può richiedere la compostiera
La possibilità di accedere al compostaggio domestico è a discrezione dei Comuni che sui propri siti devono fornire tutte le informazioni necessarie. In generale per richiedere la compostiera è necessario un giardino o un orto. Molti comuni richiedono una superficie minima, che a Roma è di 25 metri quadri. La compostiera deve stare a contatto diretto con la terra, non sul cemento, per permettere ai lombrichi di entrare. Va posizionata a distanza dai confini per non creare problemi ai vicini. Una compostiera standard da 300 litri per una famiglia media occupa circa 80×80 cm di base ed è alta circa un metro. La compostiera i viene fornita gratuitamente dall’azienda municipalizzata in comodato d’uso, come fa Ama a Roma o Asia a Napoli. In altri casi, come a Milano, bisogna acquistarla e allegare la ricevuta alla domanda di riduzione della Tari.
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Chi non invia i documenti perde l’agevolazione
A Roma chi ha già la compostiera e lo sconto attivo deve inviare entro il 31 gennaio l’autocertificazione ad Ama per confermare di aver praticato il compostaggio nell’anno precedente. Chi non invia il documento perde l’agevolazione per il 2026. La prima richiesta, per chi inizia da zero, va invece presentata tra il 1° ottobre e il 30 novembre. A Palermo il termine è più stretto: tutte le domande di riduzione e agevolazione devono arrivare entro il 20 gennaio. Stesso termine a Venezia per le nuove istanze o le variazioni. A Torino chi è già iscritto all’albo dei compostatori deve produrre la documentazione di conferma entro il 31 gennaio. A Napoli la scadenza tecnica è il 31 gennaio per garantire che lo sconto venga processato correttamente nel calcolo del primo acconto dell’anno. A Milano lo sconto decorre dal 1° gennaio dell’anno successivo alla domanda. Chi non l’ha ancora presentata deve farlo subito a gennaio per evitare di slittare al 2027.
Quanto si risparmia sulla bolletta
Lo sconto Tari si applica solo sulla quota variabile, quella legata al numero di componenti del nucleo familiare. La quota fissa, che copre i costi generali del servizio e si calcola sui metri quadri dell’immobile, resta invariata. La percentuale di riduzione varia da città a città: dal 10 al 30% della quota variabile. Roma riconosce il 30%, la quota più alta tra i grandi comuni. Gli sconti per compostaggio sono quasi sempre cumulabili con altre riduzioni, come quelle per Isee basso o per distanza dai punti di raccolta.
Fonte: http://www.repubblica.it/rss/ambiente/rss2.0.xml

