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Prenditi “a cuore” la prevenzione


Sanihelp.it -Il 29 settembre si celebra la Giornata Mondiale del Cuore, un appuntamento annuale voluto dalla World Heart Federation insieme a una rete di oltre 200 organizzazioni nazionali in più di 100 Paesi. Il motto della campagna 2025 è “Non perdere il battito”.

L’obiettivo è sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della prevenzione primaria, incoraggiando l’adozione di corretti stili di vita, come una regolare attività fisica, un’alimentazione equilibrata, la sospensione del fumo e la riduzione del consumo di alcol.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), le malattie cardiovascolari (MCV) sono la principale causa di morte prematura nel mondo, condizionante milioni di morti ogni anno. Per questa ragione, la salute cardiovascolare è uno degli aspetti più critici del benessere generale dell’individuo e della popolazione in generale. Pertanto risulta essenziale parlare di salute cardiovascolare e, in questo contesto, iniziative come la World Heart Day sono fondamentali. Tuttavia è altrettanto importante ricordare che la prevenzione e il cambiamento delle abitudini dovrebbero essere un obiettivo da perseguire con costanza, non solo un appuntamento annuale.

Ne abbiamo parlato con la dottoressa Serena Frezza, specialista in chirurgia vascolare presso il Poliambulatorio Aesthe Medica di Ferrara e Aura di Via Ripamonti a Milano

Perché si deve parlare di salute cardiovascolare?

Le malattie cardiovascolari comprendono una vasta gamma di patologie che interessano il cuore e i vasi sanguigni di tutti i distretti corporei con manifestazioni come infarto del miocardio, ictus, arteriopatia obliterante cronica ostruttiva degli arti inferiori (AOCP) e aneurismi arteriosi.

Queste patologie sono fortemente influenzate dai fattori di rischio modificabili, come il fumo, la sedentarietà, l’ipertensione, l’ipercolesterolemia ed il diabete. Parlare di salute cardiovascolare significa sensibilizzare la popolazione su come queste condizioni possano essere prevenute o gestite attraverso scelte quotidiane più sane. Promuovere uno stile di vita sano, una diagnosi precoce e un accesso adeguato alle cure è il modo migliore per abbattere la mortalità e migliorare la qualità della vita.

La prevenzione, una priorità quotidiana

Il rischio cardiovascolare non dovrebbe essere un tema da affrontare solo in particolari occasione, ma una priorità quotidiana poiché, modificando i livelli dei fattori di rischio nei singoli individui e nella comunità, è possibile ridurre significativamente gli eventi cardiovascolari.
Per abbattere il rischio di insorgenza delle malattie cardiovascolari è necessaria l’educazione dei singoli cittadini, ed in generale della popolazione, allo svolgimento di un’attività fisica regolare, ad una dieta equilibrata per il controllo del peso e all’eliminazione del fumo. Inoltre, politiche pubbliche orientate a migliorare la qualità dell’ambiente e a ridurre la disuguaglianza nell’accesso alle cure sono cruciali per ridurre il carico sociale delle malattie cardiovascolari.

I principali fattori di rischio cardiovascolare

I fattori di rischio cardiovascolare sono molteplici e spesso interconnessi tra loro. Alcuni di essi possono avere un’origine genetica e per questo non sono modificabili, ma la maggior parte può essere gestita attraverso il cambiamento dello stile di vita. Ecco i principali:

1. Ipertensione arteriosa: è uno dei fattori di rischio più significativi. Aumenta il carico sul cuore e danneggia i vasi sanguigni nel tempo, favorendo l’insorgenza di infarti, ictus e insufficienza cardiaca.

2. Colesterolo alto: livelli elevati di colesterolo LDL (“cattivo”) e bassi livelli di HDL (“buono”) aumentano il rischio di aterosclerosi, ossia la formazione di placche a carico della parete arteriosa, che può portare ad una ostruzione al flusso sanguigno o alla dilatazione patologica della parete stessa (aneurisma) fino a rottura del vaso.

3. Fumo: il fumo di sigaretta danneggia i vasi sanguigni e  contribuisce alla formazione di placche aterosclerotiche. Inoltre, è un fattore di rischio per il cancro ai polmoni e altre malattie respiratorie.

4. Dieta scorretta e obesità: un’alimentazione ricca di grassi saturi, sale e zuccheri, unita a una vita sedentaria, favorisce l’aumento di peso e l’insorgenza di altre malattie come il diabete di tipo 2, l’ipercolesterolemia e l’ipertensione, che a loro volta aumentano il rischio cardiovascolare.

5. Sedentarietà: la mancanza di attività fisica indebolisce il cuore, aumenta il rischio di obesità e altre patologie, come il diabete, che influiscono negativamente sulla salute cardiovascolare.

6. Diabete mellito: il diabete, in particolare se non controllato, accelera il processo di aterosclerosi e aumenta il rischio di eventi cardiovascolari.

Differenze di genere 

Le malattie cardiovascolari non colpiscono uomini e donne allo stesso modo. Sebbene le malattie cardiovascolari siano la principale causa di morte anche per le donne, queste tendono a svilupparsi più tardi rispetto agli uomini grazie al ruolo protettivo che svolgono gli estrogeni nelle donne in età fertile. Inoltre, i sintomi di un attacco cardiaco possono manifestarsi in modo diverso nelle donne, spesso con sintomi meno tipici, come dolore alla mandibola, alla schiena o alla parte superiore dell’addome, piuttosto che il classico dolore toracico.
Alcuni fattori di rischio, come il diabete e l’ipertensione, influenzano le donne in maniera più significativa rispetto agli uomini. La consapevolezza di queste differenze di genere è fondamentale per migliorare la diagnosi precoce e il trattamento delle malattie cardiovascolari.

I progressi nella prevenzione 

Negli ultimi anni, i progressi nella prevenzione delle malattie cardiovascolari sono stati significativi. Sono stati compiuti passi avanti sotto vari aspetti:

1. Educazione e sensibilizzazione: campagne di sensibilizzazione, come la World Heart Day, hanno contribuito a rendere più consapevole la popolazione riguardo ai rischi legati alle malattie cardiovascolari. La promozione di stili di vita sani è diventata un tema centrale nelle politiche di salute pubblica.

2. Tecnologie diagnostiche avanzate: oggi disponiamo di tecniche diagnostiche più precise e rapide che consentono una diagnosi precoce delle malattie cardiovascolari.

3. Farmaci più efficaci: sono stati sviluppati nuovi farmaci per il trattamento dell’ipertensione, delle dislipidemie e del diabete, che aiutano a controllare i fattori di rischio cardiovascolare.

4. Politiche sanitarie e ambientali: in molti paesi, le politiche sanitarie si stanno concentrando sulla prevenzione primaria, come l’imposizione di limiti al sale nei cibi processati e incentivi per l’attività fisica, come la creazione di parchi e ciclabili.

5. Accesso alle cure: è migliorato l’accesso ai trattamenti e alle terapie per le malattie cardiovascolari, con una riduzione delle disuguaglianze sanitarie tra le diverse regioni e gruppi sociali.


Fonte: http://www.sanihelp.it/rss/rss_salute.xml

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