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    Orietta Berti per la prevenzione del tumore al seno

    Tumori

    di Valeria GhittiPubblicato il: 05-10-2021

    La cantante, insieme a Carolyn Smith, è testimonial di Frecciarosa 2021, che per tutto il mese di ottobre propone consulti a bordo dei treni ad alta velocità, treni regionali e nei FrecciaLounge delle stazioni.

    © Frecciarosa 2021

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    Sanihelp.it – Rimettere in moto quanto prima le diagnosi precoce di tumore al seno che hanno subito un rallentamento con la pandemia: è questo l’obiettivo dell’undicesima edizione di Frecciarosa, il progetto promosso da IncontraDonna con il Gruppo FS Italiane, col patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Ministero della Salute e il sostegno dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) e di Farmindustria.
    Testimonial d’eccezione di questa undicesima edizione è Orietta Berti, insieme all’insegnante di ballo Carolyn Smith che, da quando ha affrontato la malattia è sempre in prima linea anche per sensibilizzare verso la prevenzione e la diagnosi precoce. La cantante, reduce dal successo musicale estivo, ha raccontato, durante la presentazione del progetto, di come da sempre sia abituata a sottoporsi a controlli periodici e invita tutti, in particolare i giovani, a fare prevenzione e a non  «stancarsi mai di curare il proprio corpo».
    L’iniziativa, che punta a diffondere la cultura della prevenzione in un contesto sdrammatizzante e inusuale, rendendo i treni e le stazioni diventano luoghi d’incontro tra medici e cittadini in un simbolico viaggio nella salute, prevede, per tutto il mese di ottobre, la presenza di specialisti sui treni ad alta velocità e regionali e nei FrecciaLounge delle stazioni che offriranno ai viaggiatori consulenze gratuite di prevenzione oncologica.
    In più, fino a fine mese, continueranno le consulenze gratuite in modalità online sulla Piattaforma Frecciarosa (frecciarosa.it), insieme a webinar ed eventi con esperti e la possibilità di consultare il Vademecum della salute 2021, ricco di informazioni utili e certificate per la tutela del benessere.

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    Candidosi nell'uomo, come trattarla naturalmente

    Cure alternative

    di Stefania D’AmmiccoPubblicato il: 28-09-2021

    Come affrontare questa infezione anche utilizzando dei rimedi dolci, in aggiunta alle indicazioni del medico

    © iStock

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    Sanihelp.it – La candida viene spesso associata solo alle donne, ma è un disturbo che può colpire anche gli uomini.
    Infatti, la Candida Albicans è un fungo che può causare micosi all’essere umano indipendentemente dal sesso.
    Se la presenza di candida nel corpo è naturale, in quanto questo lievito fa parte dei tanti ospiti presenti sempre nel nostro organismo, la sua eccessiva proliferazione può portare a disturbi.
     Disturbi che, nel caso dell’uomo, si possono manifestare a livello dei genitali e possono determinare la comparsa di lesioni ulcerative, di rossore e di ingrossamento della parte. Inoltre, una caratteristica tipica della candida è costituita dalle secrezioni biancastre.
    Tuttavia, in alcuni casi la candidosi dell’uomo può essere asintomatica, e l’uomo potrà rendersene conto perché i disturbi potranno estendersi alla partner donna a seguito dei rapporti sessuali.
    Se esistono rimedi medici, che dovranno sempre essere seguiti in modo preciso, si potrà aiutare il corpo a guarire più velocemente dalla candidosi maschile con alcuni rimedi dolci.  
     Come prima cosa, trattandosi di un’infezione da lieviti, l’uomo dovrà evitare per un periodo più o meno esteso tutti i cibi zuccherati, che potranno andare ad alimentare l’infezione.
    Invece, saranno consigliati i probiotici, che aiuteranno a ripristinare l’equilibrio della flora batterica, riportando anche il sistema immunitario alla capacità di combattere l’infezione.
     Tra i rimedi naturali che si potranno utilizzare si deve considerare, per prima, l’aloe vera. Questa aiuterà, se applicata come gel ad uso topico, ad arginare la proliferazione dei funghi e a far regredire più velocemente l’infezione.
    Per trattare i sintomi, come prurito e bruciore, si potranno usare erbe come calendula e camomilla, sia per fare impacchi locali, sia assunte per bocca sotto forma di decotto o di estratto.

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    Tumori: possono essere congelati con la crioterapia

    Tumori: prevenzione e terapie

    di Elisa BrambillaPubblicato il: 28-09-2021

    La tecnica è stata impiegata all’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna

    © iStock

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    Sanihelp.it – La terapia del freddo può essere utilizzata anche contro i tumori. Così hanno fatto gli esperti dell’Istituto Ortopedico Rizzoli (IOR) di Bologna, che hanno trattato un uomo di 39 anni affetto da fibromatosi desmoide, un raro tipo di tumore, benigno ma invalidante, che può insorgere in ogni distretto corporeo. Può colpire a tutte le età, ma si riscontra più frequentemente nelle donne tra i 18 e i 35 anni. Pur essendo classificato come benigno, è una forma aggressiva che può dare origine a masse di grandi dimensioni che causano dolori, compressione di organi interni e difficoltà motorie.Dopo questo primo paziente ne sono stati trattati con successo altri cinque. Si tratta di una tecnica di radiologia interventistica che congela e necrotizza il tumore, così che la massa si riduce progressivamente, fino anche a scomparire.La tecnica consiste nell’inserire uno o più aghi all’interno della massa tumorale iniettando del gas che congela il tumore, evitando che continui ad alimentarsi. Ogni ago congela un’area di circa 3 cm.Lo studio è stato effettuato dal dottor Costantino Errani, della Clinica Ortopedica oncologica, insieme al dottor Giancarlo Facchini, della Radiologia diagnostica e interventistica. «Abbiamo trattato con questa tecnica la prima persona a luglio 2020, a un anno di distanza i risultati sono sorprendenti – spiega il dottor Errani – Il paziente, un uomo di 39 anni che soffriva di un dolore debilitante nella zona di crescita del tumore, oggi sta bene e la massa è quasi scomparsa. Questo grazie a una sola seduta di crioterapia».«Con un investimento di oltre 2 milioni – aggiunge il direttore generale dello IOR, il dottor Anselmo Campagna – ci doteremo presto di una nuova apparecchiatura di ultimissima generazione, che ci permetterà un più ampio campo di azione in trattamenti all’avanguardia».

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    Matilde Gioli nuova testimonial LILT

    Tumori

    di Valeria GhittiPubblicato il: 27-09-2021

    L’attrice è il nuovo volto della storica campagna per la prevenzione del tumore al seno che propone a ottobre visite senologiche gratuite negli ambulatori LILT aderenti.

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    Sanihelp.it – Ottobre si tinge di rosa, come è consuetudine, per la LILT for Women – Campagna Nastro Rosa al fianco di tutte le donne, contro il tumore al seno: per tutto il mese infatti, telefonando al numero verde 800998877, sarà possibile prenotare una visita senologica gratuita negli ambulatori della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori aderenti presenti su tutto il territorio nazionale, nonché ricevere informazioni, consigli e opuscoli dedicati.
    Volto della campagna 2021 è l’attrice Matilde Gioli, già tra i protagonisti del medical drama Doc- Nelle tue mani, che crede nell’importanza della cultura della prevenzione: «Certamente il tumore al seno fa paura ma gli strumenti per difenderci ci sono: si tratta in realtà di piccoli gesti e semplici, buone abitudini ma che possono davvero fare la differenza. Il primo passo è avere uno stile di vita sano e conoscere bene sé stesse, per cogliere in tempo eventuali cambiamenti nel proprio corpo: l’autopalpazione va praticata ogni mese e dovrebbe diventare una consuetudine sin da adolescenti. Poi, a partire dai 25-30 anni, ogni anno, non dobbiamo dimenticare di mettere in agenda uno screening completo dal senologo».
    Il tumore al seno resta per le donne il cancro più diffuso e temibile: sono circa 850.000 le donne in Italia che hanno vissuto la malattia e, sebbene la percentuale di guarigione si assesti oltre l’80% dei casi, l’incidenza non accenna a diminuire, al contrario, ci si ammala sempre di più, con un importante incremento nei soggetti giovani sotto i 40 anni.
    «Sul tumore al seno non possiamo permetterci di abbassare la guardia: solo nel 2021 si stimano oltre 55.000 nuove diagnosi, un numero impressionante che l’emergenza Covid non ha fatto che aggravare: troppi gli screening saltati, le terapie, gli interventi e i controlli rimandati» sottolinea il Presidente della LILT Francesco Schittulli. «Per questo, come LILT, oggi più che mai siamo attivi sul territorio attraverso le nostre Associazioni Provinciali per supportare concretamente le donne, garantendo informazione, servizi ambulatoriali, assistenza, tanto a chi sta lottando contro la malattia, quanto a chi mette in pratica i principi della prevenzione e della diagnosi precoce, la prima arma per difendere la nostra salute».

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    Detox ascellare, come farlo e perché

    Rimedi alternativi

    di Stefania D’AmmiccoPubblicato il: 21-09-2021

    Come ridurre l’odore e passare dall’uso di deodoranti chimici e antitraspiranti, all’utilizzo di sostanze naturali e meno dannose per l’organismo

    © iStock

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    Sanihelp.it – Le ascelle spesso non sono prese in considerazione quando si parla di detox.
    Eppure sono un’area sulla quale, ogni giorno, applichiamo deodoranti o antitraspiranti.
    Si sa che alcuni ingredienti, come i sali di alluminio, possono non essere adatti ad alcune persone, e come la nostra pelle sia comunque in grado di assorbire tantissime sostanze e di portarle in circolo in tutto il corpo.
    Per questo, sempre più persone si stanno approcciando al detox delle ascelle, sia allo scopo di liberare la pelle sia con l’obiettivo di passare all’uso di deodoranti più naturali e meno aggressivi.
    Ma come eseguire questo detox?
    Si potrà creare una pasta formata da un cucchiaio di polvere di bentonite, da un cucchiaio di acqua e da uno di aceto di mele.
    Si mescoleranno gli ingredienti e si applicherà la pasta a livello delle ascelle. Si lascerà il composto in posa per almeno dieci minuti e poi si risciacquerà.
    Si potrà proseguire con questo detox a giorni alterni, fino a quando sarà possibile notare qualche cambiamento.
    Come ci si accorgerà di aver disintossicato le ascelle?
    Innanzitutto, sarà possibile notare un odore molto meno forte durante la sudorazione. Inoltre, la pelle sarà di colore più chiaro, meno sensibile ed irritata.
    Durante i primi giorni dopo le prime disintossicazioni, molti notano un aumento della sudorazione e anche dell’odore, ma questi sono sintomi passeggeri che verranno meno nel momento in cui il detox sarà stato compiuto completamente.
    Alla fine del processo, quindi, si potrà passare all’uso di deodoranti naturali, che saranno molto più efficaci rispetto al passato.

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    Lorenzo Baglioni canta l'Alzheimer

    Demenza

    di Valeria GhittiPubblicato il: 21-09-2021

    Il cantautore è testimonial, insieme a Paolo Ruffini, della campagna di sensibilizzazione lanciata dalla Federazione Alzheimer Italia. E ha scritto una canzone sul tema.

    © instagram – profilo personale

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    Sanihelp.it – In Italia si stima che oltre un milione e 200 mila persone siano colpite da demenza. Diverse le possibili cause ma la più comune, nel 60-70 per cento dei casi, è l’Alzheimer. Una malattia subdola e incurabile, che progressivamente annulla le abilità fisiche e mentali, cancellando i ricordi di una vita; una patologia, la demenza, che coinvolge non solo il malato in prima persona, ma anche i familiari, alle prese anche con lo stigma e l’emarginazione sociale che nascono dalla scarsa informazione su di essa.
    Il 21 settembre si celebra la  giornata mondiale dell’Alzheimer e per l’occasione la Federazione Alzheimer Italia lancia la campagna #Notiscordaredivolermibene che mira a creare cittadini informati per abbattere lo stigma che circonda la malattia, per costruire una società più inclusiva per malati e familiari.
    Non ti scordare di volermi bene è anche il titolo della canzone scritta dal cantautore Lorenzo Baglioni, sulla scorta di un’esperienza familiare. Baglioni, insieme a Paolo Ruffini, è proprio testimonial della campagna che punta ad  abbattere il muro di isolamento che circonda le persone con demenza e le loro famiglie, attraverso la costruzione di una grande comunità di Amici delle Persone con Demenza.
    Sul sito dell’iniziativa, www.nontiscordare.org, è possibile cominciare il percorso per diventare amico delle persone con demenza, ovvero: informarsi sulla patologia, le sue conseguenze e il suo impatto sulla quotidianità; imparare a rapportarsi alle persone con demenza, partendo dalle loro caratteristiche e dai loro bisogni; coinvolgere familiari e amici affinché diventino anch’essi amici delle persone con demenza e contribuire così alla realizzazione di una società più attenta ai sentimenti, alle emozioni e ai bisogni di chi è colpito dalla malattia.

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    Giornata mondiale della consapevolezza sul linfoma

    Tumori: prevenzione e terapie

    di Elisa BrambillaPubblicato il: 21-09-2021

    Si è tenuta il 15 settembre scorso, per accendere i riflettori su questa malattia

    © iStock

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    Sanihelp.it – Nonostante l’elevata incidenza di casi la conoscenza di questa patologia, che colpisce ogni anno circa 15.000 persone, è spesso frammentata.Tra queste nuove diagnosi, secondo il registro Airtum (Associazione Italiana Registri Tumori), circa 2.150 riguardano il linfoma di Hodgkin, con una sopravvivenza netta a 5 anni dalla diagnosi pari all’82% nei maschi e 87% nelle femmine, mentre circa 13.200 sono invece le nuove diagnosi riguardo i linfomi non Hodgkin, con una sopravvivenza che, a 5 anni dalla diagnosi, si attesta al 64% nei maschi e al 67% nelle femmine.«Sopravvivenza e guarigione – sottolinea Davide Petruzzelli, Presidente e fondatore de La Lampada di Aladino Onlus – sono concetti molto complessi, perché la qualità della vita non corrisponde alla quantità della vita. La velocità dell’innovazione terapeutica, che sta cambiando positivamente la storia di queste patologie, purtroppo non va di pari passo con la presa in carico della persona. Il dibattito sulla personalizzazione della cura non deve essere semplificato né ristretto al solo ambito terapeutico, ma – continua Petruzzelli – deve comprendere la presa in carico globale della persona. Solo così potremo dare al paziente gli strumenti per essere al centro di un percorso di cura costruito su misura».L’associazione La Lampada di Aladino Onlus, fondata nel 2000 per dare supporto ai pazienti oncologici e ai loro familiari, spiega che guarire da un tumore non sempre significa tornare alla vita normale, per questo il percorso di cura non deve riguardare solo la malattia, ma tutta la persona.Grazie al percorso OSIO (Orientamento e Supporto Individualizzato al paziente Oncoematologico) è stato possibile implementare un percorso di cura personalizzato. L’assistenza è offerta dal Centro PAROLA (Prevenzione Assistenza Riabilitazione Oncologica Lampada di Aladino), un poliambulatorio dove un’equipe specializzata segue i pazienti.

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    Roberta Rei invita a sostenere la ricerca sull'endometriosi

    Iniziative

    di Valeria GhittiPubblicato il: 14-09-2021

    L’inviata de Le iene è la testimonial dell’evento musicale che il San Raffaele organizza per raccogliere fondi per la ricerca sulla patologia che colpisce il 10-15% delle donne in età riproduttiva.

    © comunicato stampa San Raffaele

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    Sanihelp.it – Segnate in agenda: giovedì 16 settembre 2021, alle ore 17, sul tetto dell’Ospedale San Raffaele si terrà Musica sui tetti, un evento musicale in streaming. Flavio Bordin, in arte Flavio Sax, musicista sassofonista professionista, si esibirà con la sua orchestra composta da tre giovani musiciste – due violiniste e una percussionista – con una scaletta di successi, tra cui alcuni brani di Ennio Morricone, Viva la Vida dei ColdPlay e il suo inedito Wind Roof and Love.
    Il concerto, che vede come testimonial l’inviata de Le Iene Roberta Rei, sarà fruibile da tutti i pazienti, dal personale e dal pubblico esterno collegato in diretta facebook sulle pagine social degli organizzatori (@ospedaleSanRaffaele, @Aendoassociazione). L’evento musicale, organizzato dall’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano in collaborazione con Ændo – Associazione Italiana Dolore Pelvico ed Endometriosi e con il supporto non condizionato di Gedeon Richter Italia, vuole sensibilizzare il pubblico sull’endometriosi e sostenere la ricerca scientifica in questo ambito.
    In Italia ci sono almeno 3 milioni di donne con diagnosi conclamata di endometriosi, malattia cronica e complessa, originata dalla presenza anomala del tessuto che riveste la parete interna dell’utero in altri organi, che può dare dolore cronico e infertilità, causando anche invalidità sociale. Purtroppo ancora è poco conosciuta e spesso la diagnosi è tardiva con conseguenze importanti e invalidanti.
    La raccolta fondi collegata a Musica sui Tetti andrà a sostenere Genome-Wide il progetto di ricerca nazionale coordinato dall’IRCCS Ospedale San Raffaele dedicato nello specifico allo studio della componente genetica nell’endometriosi.  «Con questo studio intendiamo ricercare e identificare le varianti genetiche che predispongono alla malattia. L’endometriosi è caratterizzata da una forte interazione tra genetica e ambiente. La quota di ereditabilità, vale a dire la quota di variabilità che è dovuta ad effetti genetici, risulta essere pari al 51%. Utilizzando le attuali tecniche che valutano le varianti dell’intero genoma, sono già state identificate alcune regioni del DNA potenzialmente coinvolte nello sviluppo della malattia ma ancora la strada da fare è lunga e per questo è di fondamentale importanza contribuire alla ricerca scientifica» spiega Massimo Candiani direttore dell’Unità di Ginecologia e Ostetricia dell’Ospedale San Raffaele.
    Per sostenere la ricerca sull’endometriosi basta fare la propria donazione attraverso la piattaforma GoFundMe al progetto Sostieni le donne contro l’endometriosi (https://www.gofundme.com/f/ricerca-endometriosi).

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