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    Un gesto generoso: la donazione dei capelli

    Tumori: prevenzione e terapie

    di Elisa BrambillaPubblicato il: 02-11-2021

    Una ragazzina ha dato il via a una gara di solidarietà

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    Sanihelp.it – Si chiama Greta, ed è la figlia di un medico che lavora all’Istituto Oncologico Veneto (IOV) di Padova, la bambina che qualche mese fa ha deciso di raccogliere i suoi capelli in una lunga treccia per donarla alle pazienti del suo papà, in modo che potessero avere una parrucca di capelli veri.Questo perché la chemioterapia alla quale viene sottoposto chi è colpito da un tumore ha tra gli effetti collaterali proprio la perdita dei capelli. Il gesto di Greta ha dato il via a una vera e propria gara di solidarietà e tante donne e ragazze hanno deciso di seguire il suo esempio, così che allo IOV sono state donate moltissime trecce.Lo rivela l’associazione veronese La cura sono io, che si è occupata di trasformare in parrucche i capelli donati.Il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, venuto a conoscenza dell’iniziativa ha commentato: «La sofferenza di una donna malata di tumore va oltre il dolore fisico. C’è quello morale legato anche alle conseguenze estetiche delle cure. Da queste ragazze e donne è partito e arrivato a destinazione un commovente messaggio d’amore, che spero trovi una grande emulazione.Il gesto di Greta è diventato contagioso e per questo ringrazio e abbraccio protagonisti e protagoniste di questa bella storia di solidarietà e auguro alle donne che riceveranno queste parrucche di guarire e tornare presto ad avere i propri capelli – conclude – Con gli oncologi veneti sono in ottime mani».Chi volesse donare i propri capelli cosa deve fare? Per prima cosa è necessario interpellare le associazioni che si occupano di realizzare le parrucche per i malati oncologici. I capelli devono essere sani, senza doppie punte, devono essere legati in una coda o in una treccia, e per il taglio è meglio farsi aiutare da un parrucchiere.

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    Cosa è successo a Linda Evangelista

    Bellezza

    di Valeria GhittiPubblicato il: 26-10-2021

    L’ex top model ha rivelato di aver subito un raro effetto collaterale di un trattamento estetico cui si è sottoposta 5 anni fa. Vediamo di cosa si tratta.

    © Instragram (profilo ufficiale di Linda Evange

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    Sanihelp.it – La top model canadese Linda Evangelista ha recentemente rivelato in un post su Instagram di essere rimasta «permanentemente deformata» dopo quella che doveva essere una procedura non chirurgica di routine.
    Cinque anni fa si è infatti sottoposta a un trattamento di CoolSculpting, nota anche come criolipolisi: è un trattamento che consiste nella rottura (lisi) delle cellule di grasso (lipo) attraverso l’azione del freddo (crio deriva dal greco e significa appunto freddo). Le cellule adipose sono infatti particolarmente suscettibili all’azione delle basse temperature e, una volta cristallizzate, vanno incontro ad apoptosi, ovvero a morte, e vengono poi eliminate dall’organismo, in modo graduale. In pratica, quindi, si elimina il grasso in eccesso attraverso il raffreddamento cutaneo localizzato.
    Ma nel caso di Linda Evangelista qualcosa è andato storto: «Ho sviluppato una iperplasia adiposa paradossa o PAH, un rischio di cui non ero stata informata prima di sottopormi alle procedure» ha scritto. Quello di cui parla è effettivamente un possibile effetto collaterale della criolipolisi, ma considerato estremamente raro (cioè non toglie che chi ha trattato la modella avrebbe dovuto informarla anche di questa possibilità): in pratica le cellule adipose trattate, invece di andare in apoptosi, vanno incontro a un aumento di volume, per cui si ha un effetto praticamente opposto a quello voluto.
    Non a caso l’ex modella si definisce sfigurata e irriconoscibile: «La PAH non solo ha messo in crisi le mie fonti di sussistenza, mi ha provocato anche una profonda depressione, profonda tristezza e un enorme disprezzo del mio aspetto. Sono diventata una reclusa» ha aggiunto. Dopo questa rivelazione ha anche fatto sapere di aver intentato una causa presso la corte federale di New York per chiedere 50 milioni di dollari alla società responsabile del trattamento cosmetico.

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    Formicolio agli arti, i rimedi naturali

    Cure alternative

    di Stefania D’AmmiccoPubblicato il: 26-10-2021

    Come attenuare questo fastidioso disturbo senza effetti collaterali e recuperando una buona qualità della vita

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    Sanihelp.it -Il formicolio agli arti, alle mani e ai piedi, può essere davvero fastidioso.
    Esistono davvero moltissimi motivi per i quali questo sintomo si può presentare, e sarà sempre bene, nel caso in cui il formicolio continui per diverso tempo, rivolgersi al proprio medico.
    Infatti, se nella maggior parte si può trattare di motivazioni prettamente meccaniche, come accade a chi abbia infiammazioni a livello della schiena, in altri casi il formicolio può essere la spia di un problema sistemico più grande.
    In ogni caso, per poter gestire al meglio questo sintomo, oltre alle indicazioni mediche, esistono alcuni rimedi naturali che potrete mettere in pratica.
    Il primo consiste nell’assumere un integratore a base di curcuma e piperina. Questi due componenti consentono di eliminare le infiammazioni e di ridurre, quindi, anche il formicolio agli arti.
    La curcuma può essere usata anche per fare un massaggio alle parti colpite dal problema. Si realizzerà una pasta a base di curcuma e acqua e si massaggerà la pasta sulle parti colpite. Bisognerà fare attenzione al fatto per il quale la curcuma colori la pelle! Si consiglia, quindi, di non lasciare la pasta per troppo tempo sulla superficie dell’epidermide.
    Un altro rimedio antinfiammatorio è l’aglio. Esistono appositi preparati a base di aglio grazie ai quali è possibile ottenere i benefici legati a questo vegetale senza l’effetto collaterale dell’odore.
    La cannella è un altro ottimo rimedio per i formicolii. Si potrà assumere internamente in questo modo: in un bicchiere d’acqua tiepida si mescolerà un cucchiaio di cannella in polvere. Per chi voglia si potrà anche aggiungere un cucchiaino di miele. Si berrà la miscela al mattino a digiuno per una settimana.
    Un ottimo rimedio è anche costituito dall’uso degli impacchi caldi e freddi, che riattivano la circolazione. Si preparerà un impacco caldo da appoggiare sulle parti interessate, e si lascerà in posa per cinque minuti. Si farà seguire l’impacco dall’immersione o lo strofinamento delle parti con acqua fredda. Si potrà ripetere diverse volte.
    Infine, l’agopuntura è un ottimo rimedio per chi soffra da tempo di formicolii agli arti e di parestesie in generale. Infatti, consentirà di riattivare sia la circolazione sia il normale funzionamento del sistema nervoso.

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    Operazione PHALCO: attività fisica contro il cancro

    Tumori: prevenzione e terapie

    di Elisa BrambillaPubblicato il: 26-10-2021

    Il movimento come parte integrante della riabilitazione

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    Sanihelp.it – Si sente spesso parlare dell’importanza dell’attività fisica nelle patologie oncologiche, sia come prevenzione, sia dopo un intervento chirurgico. Lo confermano i primi risultati del progetto Operazione PHALCO (PHysicAL aCtivity for Oncology) promosso da Fondazione Aiom (Associazione Italiana di Oncologia Medica), presentati il 21 ottobre durante la Giornata della Fondazione.L’attività fisica, adattata alle condizioni dei pazienti con tumore, costituisce un vero e proprio toccasana, in quanto aumenta le capacità funzionali, la forza muscolare, migliorando flessibilità e mobilità articolare, e quindi qualità di vita e autonomia. Il movimento, che tra l’altro aiuta anche a ridurre il peso, deve essere parte integrante della riabilitazione dei pazienti dopo la chirurgia.«Sappiamo – spiega Stefania Gori, presidente Fondazione Aiom e direttore del Dipartimento Oncologico IRCCS Sacro Cuore Don Calabria, Negrar di Valpolicella – che chi svolge un’attività fisica moderata per 30 minuti almeno 5 giorni a settimana ha il 7% di rischio in meno di ammalarsi di tumore al seno, il 15% in meno di cancro del colon retto, rene e fegato. Dati consistenti però sottolineano che l’attività fisica è fondamentale anche nei pazienti con tumore, per mantenere una buona qualità di vita e una sufficiente autonomia, diminuire la probabilità di recidive e conservare ossa in salute».La fragilità delle ossa può anche essere indotta dalle terapie somministrate per guarire dalla malattia, come per esempio nei casi di tumore mammario positivo ai recettori per gli estrogeni e/o del progesterone e le terapie ormonali che vengono prescritte, che sono indispensabili, hanno come effetto collaterale l’alterazione del tessuto osseo e un aumento del rischio di osteopenia e osteoporosi.La fragilità delle ossa si può affrontare e prevenire anche aiutandosi con l’esercizio fisico, ma le corrette abitudini da sole purtroppo non bastano. Serve anche una terapia farmacologica mirata a difesa delle ossa.

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    Musicisti e sportivi sensibilizzano sull'asma grave

    Malattie respiratorie

    di Valeria GhittiPubblicato il: 12-10-2021

    Umberto Pelizzari, Roy Paci, Pacifico, Simona Molinari e Raphael Gualazzi sono tra i partecipanti di podcast sul tema del respiro.

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    Sanihelp.it – Riparte Dottore ho l’asma. È grave? la campagna di sensibilizzazione che, giunta alla seconda edizione, cercare di accendere i riflettori sull’asma grave, malattia fortemente sotto diagnosticata, con conseguenti ripercussioni negative cliniche ed incremento di costi sociali ed economici tra cui perdita di giornate lavorative, frequenti riacutizzazioni, ripetuti accessi al Pronto Soccorso
    Per favorire l’emersione dei pazienti che ne soffrono, che rappresentano circa il 5-10% circa della totalità degli asmatici, e fornire loro soluzioni sia in termini organizzativi che terapeutici la campagna punta quest’anno a sfruttare la disponibilità e l’attenzione del mondo della cultura e della musica lanciando la nuova iniziativa Storie che tolgono il fiato. 
    Si tratta di una collana di sei podcast, che vuole ricordare quanto siano importanti il respiro e le emozioni, grazie a storie inedite che hanno lasciato #senzafiato artisti, musicisti, cantanti e sportivi che fanno del respiro il loro lavoro. Tra i personaggi che sveleranno aneddoti della propria vita collegati al tema del respiro Roy Paci, Pacifico, Simona Molinari, Raphael Gualazzi, diretti da Raffaella Cesaroni, conduttrice di SKY TG24. 
    Il primo testimonial a partecipare è Umberto Pelizzari, apneista e recordman di fama mondiale, oggi altrettanto efficace divulgatore e docente universitario: «Per me il respiro è il modo migliore, lo strumento più potente per connettermi al mio corpo, ascoltarmi, capirmi e reagire quindi nella migliore maniera». Il suo podcast è già disponibile sulle principali piattaforme gratuite. Maggiori informazioni sull’iniziativa e sull’asma grave si possono trovare sul sito www.dottoreasmagrave.it.

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    Tumori e Long Covid: impatto negativo sulle cure

    Tumori: prevenzione e terapie

    di Elisa BrambillaPubblicato il: 12-10-2021

    I disturbi a lungo termine causati dalla Covid possono influenzare negativamente le terapie

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    Sanihelp.it – Un paziente oncologico su 6 con pregressa infezione da Sars Cov2 sviluppa i sintomi di long Covid, con stanchezza cronica e problemi respiratori.Lo sostiene uno studio presentato al congresso dell’European Society for Medical Oncology (ESMO), uno dei più importanti eventi mondiali nella lotta al cancro.Poiché la sopravvivenza dei pazienti oncologici alla Covid 19 va dal 60% all’80%, è necessario analizzare gli effetti post-malattia (long Covid) su queste persone.Ricordiamo che la pandemia non ha riguardato solo chi ha contratto il virus, ma c’è stata una notevole riduzione del numero di interventi chirurgici, delle terapie erogate e degli esami di prevenzione effettuati, con conseguenti diagnosi tardive.Per questo motivo i malati oncologici sono stati subito inseriti tra gli aventi diritto alla vaccinazione.In ogni caso, una delle caratteristiche di questa patologia è proprio quella di lasciare degli strascichi a lungo termine, in particolare spossatezza, tosse, affanno, perdita di peso.Le condizioni peggiori si sono riscontrate negli uomini con più di 65 anni, in quelli con altre malattie o con l’abitudine al fumo, il che ha determinato un aumento del rischio di morte.Anche la continuità delle cure oncologiche ha risentito di questa situazione, con interruzioni e variazioni.«Questi dati confermano la necessità di continuare a dare priorità ai pazienti oncologici, che rappresenta uno degli obiettivi principali che ESMO si è posta fin dall’inizio dell’epidemia», ha spiegato Antonio Passaro, responsabile della Comunicazione di ESMO, durante la conferenza stampa.«Considerando gli sforzi che i sistemi sanitari investono nella lotta contro la pandemia, è della massima importanza non trascurare lo studio e la comprensione delle curve di incidenza e di mortalità da tumore così da pianificare politiche sanitarie adeguate per il futuro», ha concluso Passaro.

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    Vasca a privazione sensoriale, i benefici e gli utilizzi

    Cure alternative

    di Stefania D’AmmiccoPubblicato il: 12-10-2021

    In che cosa consiste una seduta in una di queste vasche? E quali sono i disturbi che si possono trattare?

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    Sanihelp.it – Spesso avvolte da un’aura di mistero, quasi di ilarità, le vasche a privazione sensoriale si stanno diffondendo sempre di più, e si possono trovare anche nel nostro Paese.
    Questo tipo di dispositivo può aiutare in tante situazioni, e conoscerlo meglio potrà consentire a molte persone di considerare il suo utilizzo per alleviare disturbi di varia natura.
    Come prima cosa andrà chiarito che cosa siano le vasche a privazione sensoriale.
    Queste sono, più che delle vere e proprie vasche, delle specie di grandi contenitori che vengono chiusi nel momento in cui la persona si trovi al suo interno.
    La persona si potrà distendere al loro interno e potrà lasciarsi cullare dall’acqua, sperimentando sì l’isolamento, ma anche molti altri tipi di esperienze, dal fatto di sentire suoni fino al fatto di sognare ad occhi aperti.
    Il fatto di galleggiare nell’acqua non provoca sensazioni spiacevoli. L’acqua, infatti, viene scaldata per arrivare alla temperatura corporea, ed è salata, in modo da favorire il galleggiamento.
    Così, chi vi entrerà potrà sentirsi semplicemente galleggiare e potrà lasciar andare pensieri e preoccupazioni.
    Ma quali sono i casi nei quali si potrà utilizzare la vasca a privazione sensoriale?
    Innanzitutto in tutte le situazioni nelle quali la persona soffra di problemi come la depressione, l’ansia o anche il dolore. Infatti, l’immersione in una vasca di questo tipo consente di ridurre notevolmente i livelli di cortisolo, il così detto ormone dello stress, limitando anche la risposta negativa del corpo agli stimoli.
    L’utilizzo della vasca è stato visto anche nel recupero delle dipendenze, soprattutto nelle persone che utilizzassero  delle droghe così dette leggere, o farmaci per affrontare il dolore. Questo sempre per l’effetto di rilassamento e di riduzione dello stress che si può avere grazie all’uso della vasca.
    Infine, la vasca a privazione sensoriale può aiutare a ridurre problemi come l’ipertensione e le palpitazioni, in quanto il corpo, in questa condizione protetta, tenderà anche a ridurre il battito cardiaco.
    Se la vasca a privazione sensoriale è sicura, la si sconsiglia a chi soffra di forte paura dell’acqua e a chi sia claustrofobico.

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    Orietta Berti per la prevenzione del tumore al seno

    Tumori

    di Valeria GhittiPubblicato il: 05-10-2021

    La cantante, insieme a Carolyn Smith, è testimonial di Frecciarosa 2021, che per tutto il mese di ottobre propone consulti a bordo dei treni ad alta velocità, treni regionali e nei FrecciaLounge delle stazioni.

    © Frecciarosa 2021

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    Sanihelp.it – Rimettere in moto quanto prima le diagnosi precoce di tumore al seno che hanno subito un rallentamento con la pandemia: è questo l’obiettivo dell’undicesima edizione di Frecciarosa, il progetto promosso da IncontraDonna con il Gruppo FS Italiane, col patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Ministero della Salute e il sostegno dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) e di Farmindustria.
    Testimonial d’eccezione di questa undicesima edizione è Orietta Berti, insieme all’insegnante di ballo Carolyn Smith che, da quando ha affrontato la malattia è sempre in prima linea anche per sensibilizzare verso la prevenzione e la diagnosi precoce. La cantante, reduce dal successo musicale estivo, ha raccontato, durante la presentazione del progetto, di come da sempre sia abituata a sottoporsi a controlli periodici e invita tutti, in particolare i giovani, a fare prevenzione e a non  «stancarsi mai di curare il proprio corpo».
    L’iniziativa, che punta a diffondere la cultura della prevenzione in un contesto sdrammatizzante e inusuale, rendendo i treni e le stazioni diventano luoghi d’incontro tra medici e cittadini in un simbolico viaggio nella salute, prevede, per tutto il mese di ottobre, la presenza di specialisti sui treni ad alta velocità e regionali e nei FrecciaLounge delle stazioni che offriranno ai viaggiatori consulenze gratuite di prevenzione oncologica.
    In più, fino a fine mese, continueranno le consulenze gratuite in modalità online sulla Piattaforma Frecciarosa (frecciarosa.it), insieme a webinar ed eventi con esperti e la possibilità di consultare il Vademecum della salute 2021, ricco di informazioni utili e certificate per la tutela del benessere.

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