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    Gli animali del Dr. Pol

    Fotografie Di THOMAS NICOLON, NATIONAL GEOGRAPHIC

    Published 3 mar 2021, 10:46 CET

    Una giovane capra prende il latte pochi minuti dopo la nascita, presso l’allevamento di Le Mas d´Agenais, a Lot e Garonna, Francia.  

    Fotografia di THOMAS NICOLON, NATIONAL GEOGRAPHIC

    Una giovane capra appena nata cerca il capezzolo per prendere il latte, presso l’allevamento di Le Mas d´Agenais, a Lot e Garonna, Francia.  

    Fotografia di THOMAS NICOLON, NATIONAL GEOGRAPHIC

    Un cucciolo di capra nato da pochi minuti presso l’allevamento di capre di Le Mas d´Agenais, a Lot e Garonna, Francia.  

    Fotografia di THOMAS NICOLON, NATIONAL GEOGRAPHIC

    Due mucche guardano verso l’obiettivo del fotografo in un allevamento bovino di Calonges, a Lot e Garonna, Francia. 

    Fotografia di THOMAS NICOLON, NATIONAL GEOGRAPHIC

    Una mucca e il suo vitello fotografati in un allevamento bovino di Calonges, a Lot e Garonna, Francia. 

    Fotografia di THOMAS NICOLON, NATIONAL GEOGRAPHIC

    Due cavalli da sella francesi (Selle Français), una razza francese di cavallo sportivo, fotografati presso l’allevamento di Kerser, a Bazas, Lot e Garonna, Francia. 

    Fotografia di THOMAS NICOLON, NATIONAL GEOGRAPHIC

    Un asino passeggia in un campo nell’allevamento Gaec Terre Blonde a Monflanquin, Lot e Garonna, Francia. In Francia l’asino è ora un comune animale da compagnia, ma fino alla metà del XX secolo era principalmente usato dagli agricoltori come animale da soma. 

    Fotografia di THOMAS NICOLON, NATIONAL GEOGRAPHIC

    Un’asina fotografata presso l’allevamento Iska and Marina a Saint-Martin-Curton, Lot e Garonna, Francia. 

    Fotografia di THOMAS NICOLON, NATIONAL GEOGRAPHIC

    In Francia esistono oltre 60 razze di polli. Importate per la prima volta nel 2500 a.C., le galline sono state addomesticate inizialmente nel sud-est dell’Asia intorno al 6000 a.C. 

    Fotografia di THOMAS NICOLON, NATIONAL GEOGRAPHIC

    Le anatre sono state addomesticate in Francia già nel tardo Medioevo, intorno al XIV secolo. 

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    L’allevatore Daniel Laffargue apre le finestre del suo ovile a Pindères, Lot e Garonna, Francia. 

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    La razza bovina Bazadaise prende il nome dalla città di Bazas nel dipartimento di Gironda, nella regione della Nuova Aquitania nel sud-ovest della Francia. Originariamente utilizzata per il trasporto di materiali, questa razza di bovini ora è apprezzata per la qualità della sua carne. 

    Fotografia di THOMAS NICOLON, NATIONAL GEOGRAPHIC

    Due maiali della Guascogna dormono presso un allevamento a Claire Saint-Marc, Antagnac (Lot e Garonna), Francia

    Fotografia di THOMAS NICOLON, NATIONAL GEOGRAPHIC

    Nativi del sud-ovest della Francia, i maiali della Guascogna negli anni ’80 sono stati in pericolo di estinzione: furono salvati da alcuni allevatori appassionati di questa rara razza. 

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    Uomini e grizzly possono “convivere” senza gravi conseguenze?

    L’effetto COVID-19
    Gli orsi grizzly non sono l’unica specie che sta aumentando di numero nella regione di Northern Rockies; anche le popolazioni umane stano crescendo. I 300 km circa che separano gli ecosistemi di Yellowstone e del Parco dei ghiacciai comprendono una regione in rapida crescita fatta di montagne ammantate di neve, le cui valli sono fittamente popolate da ranch di bestiame, paesi e le piccole città di Missoula e Bozeman, in fase di forte sviluppo. La contea di Gallatin, a nord di Yellowstone, è cresciuta del 30% negli ultimi dieci anni, e il suo snodo commerciale di Bozeman, (49.000 abitanti), è attualmente l’”area micropolitana” che registra il maggiore sviluppo nel Paese, con una stima di crescita della popolazione del 50% nei prossimi 20 anni. Anche la contea di Missoula e altre contee della zona stanno mirando a tassi di crescita a doppia cifra.
    La pandemia ha dato una forte spinta a questa migrazione, portando ancora più cittadini a trasferirsi in zone meno abitate della regione. Stacy Courville, biologo degli orsi per le tribù confederate Salish e Kootenai a nord di Missoula, dove la pittoresca Mission Valley incanta chi cerca casa, descrive lo shock sul volto di una nuova residente quando ha appreso che un orso grizzly era recentemente stato catturato vicino a casa sua, dove un piccolo meleto non protetto aveva funto da potente richiamo.
    “Sono nuovi arrivati, ancora non hanno realizzato che questo è un territorio di orsi” afferma. “Credo che stia succedendo un po’ dappertutto”.
    In modo simile, la scorsa estate la regione ha visto un’ondata senza precedenti di turisti inesperti che hanno lasciato cibo e rifiuti nelle aree di campeggio riversandosi nei territori pubblici dell’area, senza prendere le opportune misure previste in caso di potenziale presenza dei grizzly.
    “C’è stato un enorme effetto COVID [quest’estate]”, afferma Jeff Mow, soprintendente del Parco nazionale dei ghiacciai, che intende aumentare gli sforzi del parco volti a un utilizzo maggiormente responsabile del territorio degli orsi. “Abbiamo ricevuto un grande numero di visitatori che non sapevano come comportarsi in molte situazioni e che non richiedevano grande esperienza”.
    L’estate pandemica ha registrato anche un numero record di incontri fisici con i grizzly – che per gli orsi sono atti di difesa e noi etichettiamo come “attacchi”.
    Big Sky, in Montana, una comunità turistica 40 km a nord-ovest di Yellowstone, ha avuto il suo primo attacco di grizzly in 23 anni nel Giorno della Memoria. Il secondo è avvenuto 17 giorni dopo e il terzo il 7 settembre. Nessuno di questi ha avuto conseguenze fatali, ma uno c’è andato vicino. Tutti hanno causato ferite gravi.
    Secondo Megan Robbins, ricercatrice presso l’Università del Montana che ha condotto un’indagine sugli attacchi dei grizzly, il numero medio di attacchi è generalmente inferiore a sei all’anno nei 48 Stati più meridionali. Quest’anno sono stati 13.
    Alcuni biologi ipotizzano che la pandemia abbia contribuito all’aumento degli attacchi, innanzitutto riducendo il numero di umani – molti dei quali erano obbligati a rimanere a casa – nell’habitat degli orsi in primavera, attirando i grizzly in aree prima popolate che gli orsi normalmente avrebbero evitato, e che sono poi state affollate di turisti in estate.
    Servheen insiste sul fatto che gli attacchi sono evitabili, soprattutto se i turisti e i cacciatori portano con sé e usano correttamente lo spray per orsi, uno strumento che si è dimostrato più efficace delle pistole per allontanare gli orsi e, non ultimo, non ne causa la morte. “Se si frequentano i territori degli orsi facendo attenzione, portando con sé lo spray, facendo rumore e spostandosi sempre in compagnia e non da soli” afferma “si può stare abbastanza tranquilli”.
    Il collegamento delle popolazioni
    Come a Missoula, gli abitanti di Bozeman sono abituati a una vita che non comprende la vicinanza degli orsi grizzly. I suoi sentieri attirano amanti della mountain bike, runner e altri sportivi e turisti, oltre ai nuovi abitanti trasferitisi dalla città, quindi quando è stato avvistato un grizzly, il 17 ottobre, a soli 8 km fuori città, la comunità ne è rimasta scioccata.
    Il biologo degli orsi dello Stato del Montana Kevin Frey, che supervisiona la regione di Bozeman, è preoccupato per i potenziali futuri conflitti. “La gente deve svegliarsi e rendersi conto che non siamo a Central Park” afferma.
    Nel frattempo, i grizzly si stanno avvicinando sempre più a creare il collegamento fondamentale tra il Parco nazionale dei ghiacciai e il Parco nazionale di Yellowstone, che assicurerà la salute degli orsi più a sud — e ne consentirà la rimozione dalla lista delle specie protette. Lungo il confine tra Montana e Idaho, i Monti Bitterroot, dove Alm ha incontrato il grizzly, potrebbero aiutare a realizzare l’importante collegamento tra i due parchi. Il biologo Jonkel, insieme a gruppi di ambientalisti come Defenders of Wildlife e People and Carnivores, sta lavorando per preparare gli abitanti della Bitterroot Valley all’arrivo dei grizzly, insegnando loro pratiche “bear friendly”, ovvero non nocive per gli orsi. Frey sta facendo lo stesso nella Big Hole Valley a sud, un altro luogo in cui i grizzly sono recentemente stati avvistati.
    I loro sforzi, insieme a quelli dei gestori dei terreni e dei biologi che lavorano per tutelare la sicurezza degli orsi e delle persone nella regione, potrebbero presto essere messi alla prova. All’arrivo della primavera, il numero insolitamente elevato di grizzly che quest’anno hanno trovato il cibo degli umani presso le zone abitate e le aree di campeggio girovagherà nel distretto di Northern Rockies in cerca di un pasto.
    “Con tutte queste persone che popolano il Montana”, afferma Jonkel, “la situazione si preannuncia interessante”. LEGGI TUTTO

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