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    Luna Rossa Prada Pirelli vince la PRADA Cup e vola in finale contro Emirates Team New Zealand

    Il campo A è stato quello prescelto per disputare le due regate in programma, con previsioni di vento leggero da nord/nord-est, tra i 9 e i 12 nodi di intensità. Nella prima regata entrambe le barche partono sulla linea in perfetto timing, con un leggero vantaggio degli inglesi sottovento, che si spingono fino al boundary di sinistra. Luna Rossa li segue in marcatura stretta, entrambe le barche virano rimbalzando sul lato destro del campo.
    Luna Rossa appare più veloce e rapida delle manovre, già a metà della prima bolina passa in controllo. Un brutto giro di boa degli inglesi al secondo gate, porta Luna Rossa a mettere ancora altri metri di distanza. Il resto della regata prosegue in controllo sull’avversario e finisce con un distacco di 1:45 secondi.
    Nella seconda prova Luna Rossa prende una penalità per aver attraversato la linea un secondo prima dello 0, per cui secondo la regola, per scontarla deve rallentare in modo da perdere 50 metri. La prima bolina è un testa a testa che si trasforma in un vantaggio di 12 secondi gia nel primo gate, il resto è solo la replica della precedente regata. Luna Rossa chiude con 0:56 secondi davanti al team inglese.
    Con queste due magistrali vittorie il team diventa lo sfidante per la 36esima America’s Cup presented by PRADA, che inizierà il 6 marzo ad Auckland. LEGGI TUTTO

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    Luna Rossa Prada Pirelli Team: le sfide e le emozioni della finale di PRADA Cup

    L’esplorazione è il cuore di National Geographic. Vi sentite anche voi degli esploratori e dei “challengers” del mare?
    Gilberto Nobili: Non siamo dei veri esploratori del mare. I veri esploratori sono quelli che vanno oltre l’orizzonte e che non sanno se torneranno a casa la sera o cosa troveranno nel loro percorso. Siamo sicuramente degli esploratori di nuove tecnologie, cerchiamo di utilizzare al meglio quello che esiste o di creare quello che non esiste, arrivando a progetti che vanno oltre la prototipizzazione, ovvero pezzi one-off. Significa che costruisci un pezzo e il secondo sarà un’evoluzione del primo.
    Andrea Tesei: Siamo l’avanguardia della vela.
    Jacopo Plazzi: Ci sentiamo degli esploratori del mare dal punto di vista tecnologico. La Coppa America è sempre stata l’avanguardia tecnologica del mare. La nostra sfida è ottimizzare questo mezzo nelle varie condizioni meteo marine.
    Luna Rossa è un’imbarcazione in continua evoluzione. Quali sono i vantaggi di queste “esplorazioni tecnologiche”?
    Jacopo Plazzi: C’è un vantaggio a breve termine legato alla competizione sportiva e c’è un vantaggio a lungo termine di cui beneficerà la comunità velica. Queste esplorazioni tecnologiche si rifletteranno presto o tardi nella nautica sia sportiva che commerciale.
    Quali sono i miglioramenti che queste barche potranno trasmettere alla progettazione ad uso privato o commerciale?
    Gilberto Nobili: In confronto all’era dei catamarani che non sono molto diffusi nella navigazione tradizionale, queste barche sono dei monoscafi. Molte innovazioni potrebbero essere trasferite sia in imbarcazioni da diporto che sportive, come ad esempio la parte dei sistemi e la parte di organizzazione delle informazioni a bordo. Ci saranno cose molto interessanti che verranno fuori una volta che questa edizione sarà finita e i segreti industriali che stiamo sviluppando potranno essere divulgati.
    Jacopo Plazzi: Il concetto più interessante è quello del foiling. Queste appendici creano una portanza che fa “decollare” la barca, diminuire la superficie bagnata e aumentare la velocità applicabile sia in ambito sportivo che commerciale con una grossa riduzione dei consumi. Anche la complessità dei sistemi di bordo che stiamo utilizzando oggi, che prendono ispirazione dal mondo dell’aeronautica e dell’aerospazio, sarà sicuramente applicabile alla nautica, almeno in parte.
    Dietro la Coppa America si cela un universo analitico. Che ruolo riveste lo “spionaggio” per vincere il più antico trofeo sportivo del mondo?
    Andrea Tesei: In questa edizione, con l’avvento di una classe di barche completamente nuove, è stato molto utile osservare gli altri per capire le filosofie iniziali dietro i vari team. Con la pandemia le occasioni di confronto diretto sono venute a mancare ed è diventata ancora più importante l’attività di “reckon” che corrisponde a una sorta di ricognizione.
    Jacopo Plazzi: Lo spionaggio è regolamentato dal Protocollo (il regolamento della Coppa America). È molto importante per il confronto con gli altri. Le persone coinvolte in Coppa America sono professionisti altamente preparati nei loro settori che sanno di lavorare a volte in ambiti inesplorati. Quindi l’osservazione dell’altro è importante per prendere spunti, capire e arrivare a nuove idee, mai pensate prima. LEGGI TUTTO

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    Giancarlo Pedote: le sfide, i traguardi e le emozioni del Vendée Globe

    La nostra ultima intervista risale a tre mesi fa. Quanto sei cambiato  come navigatore ed essere umano dallo scorso 8 novembre?
    È una bellissima domanda ma ancora non sono in grado di osservare i cambiamenti che questa esperienza ha portato in me. Sono felice di essere tornato a terra: mangiare, dormire e vivere a una temperatura umana è fantastico. Il Vendée Globe mi ha permesso di rendermi conto di quanto la normalità sia una fortuna che non dobbiamo dare per scontata.
    Come in un romanzo di Jules Verne, hai fatto il giro del mondo in ottanta giorni. Come hai superato i tuoi limiti?
    Non esiste un segreto. Ci sono situazioni molto complesse da risolvere ma non hai scelta. L’intelletto e il corpo umano trovano risorse di cui non sei cosciente perché in quanto individuo ti poni dei limiti. Ma è così che trovi la risposta. Fondamentalmente resti stupito da un te stesso che ignori ma esiste. E tutto questo accade dentro di te.
    Quali erano i tuoi obiettivi di questo tuo primo Vendée Globe?
    Il mio obiettivo era terminare il giro del mondo cercando di fare la miglior regata possibile considerati i mezzi e l’esperienza che avevamo a disposizione e i mari che conoscevamo solo attraverso i racconti. Volevamo fare un Top 15/Top 12 ma un Top 10 è un risultato che ci ha davvero sorpresi.
    Che rapporto hai stretto con gli altri concorrenti?
    Ottimo con tutti ma solo con alcuni ho avuto modo di approfondire. Ho scambiato messaggi con Boris Herrmann durante tutta la regata. È stato un piacere salutarlo al mio arrivo. Questo è ciò che rende affascinante il nostro sport. Siamo talmente in difficoltà di fronte a un elemento potente come il mare che la regata passa in secondo piano. C’è un grande senso di solidarietà perché l’interesse è che tutti arrivino in fondo o tornino a terra. LEGGI TUTTO

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    Il terzo weekend di PRADA Cup: Luna Rossa Prada Pirelli in finale

    30 gennaio 2021
    Con altre due solide vittorie contro NYYC American Magic, Luna Rossa Prada Pirelli conquista l’accesso alla finale di PRADA Cup, dove ad aspettarla ci sono gli inglesi di Ineos Team UK, vincitori imbattuti nei round robin.
    Le regate si sono svolte nel campo A, nella zona Nord, davanti alla costa di Takapuna, con condizioni di vento completamente differenti rispetto a quelle viste ieri. Venti tra i 10 e i 12 nodi da nord-nord ovest hanno caratterizzato l’intero pomeriggio.
    Nella prima regata Luna Rossa entra dalla parte sinistra dell’entry box e si dirige subito sul lato destro. Gli americani entrano da destra. Nel pre-start American Magic riesce ad ottenere il sottovento. La partenza di entrambi è on time mura a dritta verso il boundary di sinistra. Luna Rossa è sopravvento e riesce a controllare gli americani che sono costretti a virare verso destra. Già nella prima bolina costruisce il vantaggio che va ad incrementare per tutta la regata, con distacchi ad ogni gate che oscillano tra i 20 e i 40 secondi. La prova si chiude con Luna Rossa che taglia il traguardo 35 secondi prima degli americani.
    Nella seconda regata Luna Rossa vince la partenza mure a dritta, costringendo American Magic a virare e rimanere sulla destra del campo. Già nella prima bolina gli americani sono un centinaio di metri dietro. Al primo gate il distacco è di 45 secondi. Nel lato di poppa, Luna Rossa naviga pulita con manovre impeccabili. Gli americani iniziano ad avere evidenti problemi nella conduzione, costretti più di una volta a oltrepassare il boundary e prendere penalità. Il distacco aumenta e la regata si chiude dopo 6 lati, con Luna Rossa in vantaggio di oltre 2 minuti e mezzo
    Luna Rossa ritornerà di nuovo in acqua il 13 febbraio per le regate finali della PRADA Cup. LEGGI TUTTO

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    PRADA Cup: il terzo weekend di regate

    Settimana 12, Vendée Globe 2020-2021: L’arrivo a Les Sables-d’Olonne

    Vendée Globe 2020/2021, Giancarlo Pedote e Prysmian Group: Il ritorno a casa

    Vendée Globe 2020-2021, Giancarlo Pedote taglia il traguardo e segna il record di “miglior italiano di sempre”

    PRADA Cup: il secondo weekend di regate

    Il secondo weekend di PRADA Cup: una regata combattuta fino alla fine LEGGI TUTTO

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    Settimana 12, Vendée Globe 2020-2021: L’arrivo a Les Sables-d'Olonne

    Il Golfo di Guascogna
    Al ritorno le stesse depressioni spingono i concorrenti dentro il Golfo di Guascogna.Un vento fortissimo spinge verso il porto di arrivo…
    Un altro fenomeno che si trova nell’avvicinamento a Les Sable d’Olonne è l’uscita dal Plateau Continentale: in poche miglia di mare ci troviamo a navigare da un fondale di oltre 3000 metri a un fondale di 150 metri. Questo dislivello genera un mare molto formato, con delle onde irregolari che a volte possono rendere la navigazione molto difficile.
    L’arrivo a Les Sables d’Olonne avviene sempre con onda molto formata.
    Quando sono arrivato, le onde erano talmente alte che i ragazzi dell’equipaggio non riuscivano a stare in piedi e alcuni gommoni hanno avuto difficoltà a uscire dal porto.
    La differenza tra uscire ed entrare nel Golfo di Guascogna, dopo un giro del mondo, è anche psicologica: passare la latitudine di Cap Finisterre significa veramente sentirsi a casa.
    Non importa se navighi in una pioggia fitta e battente che picchia e bagna in maniera continuativa e insistente, diversamente da quella più violenta ma più rapida del fronte freddo.
    Non importa se il cielo è grigio uniforme proprio perché siamo nel settore caldo della depressione e i venti sono piuttosto stabili, con a volte intensità che aumentano o diminuiscono legate a dei sistemi nuvolosi che si possono trovare nel settore caldo della depressione.
    Non importa se sei stanco, all’erta per il grande traffico di Cargo e barche da pesca che popolano in maniera ordinata o disordinata il mare.
    Ordinata nel caso dei cargo, che navigano disciplinati nei DST, « dispositivi di separazione del traffico », zone in cui possono navigare solo loro e solo in una direzione.
    Disordinata nel caso delle barche da pesca, che spesso, purtroppo, spengono luci e AIS…
    Il Golfo di Guascogna visto d’inverno, da Sud-Ovest è un territorio marinaresco molto stressante, ma è il mio campo di battaglia, il mio campo d’allenamento durante tutto l’inverno.
    Un campo duro, complesso, soprattutto quando le depressioni sono particolarmente forti e a volte ti costringono a fare marcia indietro in attesa di un miglioramento della situazione meteo, come ha dovuto fare Armel Tripon.
    Può stupire vedere una barca fermarsi e tornare indietro, ma è una cosa estremamente sensata: avere un pessimo timing nell’ingresso di Guascogna potrebbe voler dire buttare all’aria il proprio progetto, buttare all’aria quattro anni del proprio lavoro non terminando un giro del mondo quasi concluso.
    Un campo di battaglia spietato, a volte scenario di incidenti come quello subito da Boris Herrmann, skipper a cui sono molto legato e che ha avuto una collisione con una barca da pesca a 90 miglia dall’arrivo. Fortunatamente Boris è riuscito a non disalberare e a portare la barca al buon porto, ma sarebbe stato davvero tragico se a causa di un disalberamento avesse avuto delle difficoltà a terminare il suo giro del mondo.
    Non importa se è grigio, piovoso e pericoloso. Navigare nel Golfo di Guascogna verso Les Sables d’Olonne è un momento molto emozionante della regata, perché è il rientro a casa.
    Io mi trovo qui. Questo è quello che mi aspetta.
    Mi trovo a casa, pieno di mille ricordi.Davanti a me si aprono tante strade, tante possibilità.
    Passo dopo passo scoprirò quale percorrere.
    SETTIMANA 12: IMMAGINI E COORDINATE GEOGRAFICHE LEGGI TUTTO

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    Settimana 12, Vendée Globe 2020-2021: immagini e coordinate geografiche

    Pubblicato 2 feb 2021, 11:25 CET

    22 gennaio 2021. Coordinate: 24°40’00N_036°50’17W

    Fotografia di Giancarlo Pedote

    23 gennaio 2021. Coordinate: 31°12’77N_032°05’38W

    Fotografia di Giancarlo Pedote

    24 gennaio 2021. Coordinate: 33°22’97N_027°12’49W

    Fotografia di Giancarlo Pedote

    25 gennaio 2021. Coordinate: 39°54’70N_024°06’01W

    Fotografia di Giancarlo Pedote

    26 gennaio 2021. Coordinate: 42°55’67N_023°48’78W

    Fotografia di Giancarlo Pedote

    27 gennaio 2021. Coordinate: 46°25’32N_011°51’02W

    Fotografia di Giancarlo Pedote

    28 gennaio 2021. Coordinate: 46°25’51N_01°48’03W

    Fotografia di Giancarlo Pedote LEGGI TUTTO

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    Vendée Globe 2020/2021, Giancarlo Pedote e Prysmian Group: Il ritorno a casa

    Vendée Globe 2020-2021, Giancarlo Pedote taglia il traguardo e segna il record di “miglior italiano di sempre”

    PRADA Cup: il secondo weekend di regate

    Il secondo weekend di PRADA Cup: una regata combattuta fino alla fine

    Settimana 11, Vendée Globe 2020-2021: Ritorno nell’Emisfero Nord

    Vendée Globe 2020/2021, Giancarlo Pedote e Prysmian Group: Atlantico del Nord LEGGI TUTTO