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    Marettimo Italian Film Fest: dal 20 al 24 luglio incontri, proiezioni e immersioni nel cuore delle Isole Egadi

    Il Marettimo Italian Film Fest con National GeographicProtagonista il cinema, con le proiezioni di documentari, film e cortometraggi a cielo aperto, ma anche l’ambiente, da sempre al centro delle iniziative del festival. A Marettimo saranno presenti National Geographic Explorer ed esperti dell’Area Marina Protetta delle Isole Egadi tra incontri e dibattiti dedicati al mare, alla sua valorizzazione e alla sostenibilità ambientale.

    Tra questi i National Geographic Explorer e biologi marini Martina Genovese e Giovanni Chimienti e Paul Rose, Expedition Leader del progetto di National Geographic Pristine Seas che si immergerà tra i magnifici fondali dell’Area Marina Protetta.

    Il festival darà spazio anche a 9 documentari firmati National Geographic che vedono protagonista la natura in tutte le sue manifestazioni e che saranno proiettati ogni giorno dalle ore 11 alle ore 23 all’Area Vip: Oceani: tesori da salvare, Tesori Sottomarini, Il Tesoro Nascosto delle Isole Tremiti, Antartide: il settimo Continente, Acqua: la sete del Pianeta, Il segreto degli Oceani, Eroi degli Oceani, Terra: il pianeta che vive, Punto di non ritorno – Before the Flood. LEGGI TUTTO

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    La Liguria fantastica di “Luca”: dimora di creature mitologiche e mostri marini leggendari

    Nella nostra traversata abbiamo incontrato pescatori e abitanti del luogo che ci hanno raccontato i più celebri avvistamenti di creature non meglio identificate, di cui però non è mai stata accertata la reale presenza. Ci hanno affascinato anche con la descrizione del “Rinoceronte Marino”, una creatura simile a uno squalo, lunga almeno dieci metri e con un grande corno sul muso. Il primo avvistamento documentato risale al 1923 nella zona di Camogli, quando alcuni pescatori videro risalire queste creature dalle profondità marine. La teoria ad oggi più accreditata è che si trattasse di alcuni esemplari di squalo cetorino o elefante, una specie di squalo bianco piuttosto innocuo e affetto da malformazioni.Ma le leggende più antiche della Liguria hanno come protagonisti draghi e serpenti marini. Si tramanda, ad esempio, che la splendida baia al confine tra i comuni di Portofino e Camogli fosse la dimora di un terribile drago che divorava chiunque gli capitasse a tiro. Secondo il mito, la creatura venne sconfitta da un Angelo, un emissario divino inviato sulla Terra per annientare il mostro e consentire la costruzione di una chiesa in onore del martire San Fruttuoso. Al posto di quella chiesetta, si erge oggi una suggestiva abbazia di monaci Benedettini. Un luogo mistico e incantato, assolutamente da visitare.

    Nel 1685, l’abate Giulio Marmorati, nel suo libro Historiae Lunigiana, descrisse un altro mostro marino, simile a un drago, intento a compiere devastazioni sia per terra che per mare. Si racconta che San Venerio ovvero l’eremita dell’Isola del Tino, dove abbiamo fatto snorkeling, trovò il coraggio di affrontarlo e metterlo in fuga. E così da allora, su tutte le mappe della zona, è segnalata la presenza della cosiddetta Grotta del Serpente, posizionata tra le località Bocca di Magra e Punta Bianca, mentre l’Isola del Tino è ora sotto il controllo dei militari e non ci si può andare se non una volta all’anno. La storia però non finisce qui. Nel 1907, il pittore Felice Del Santo raccontò di aver avvistato la “bestia”. L’incredibile notizia venne riportata dai giornali e si scatenò immediatamente la caccia al mostro per tutte le caverne della zona ma, nonostante furono moltissime le descrizioni che spuntarono fuori sul drago dagli “artigli lunghissimi, zampe posteriori di circa un metro e zampe anteriori corte”, nessuno riuscì a provare la sua esistenza né tantomeno a catturarlo. LEGGI TUTTO

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    L'Artico e l'Antartico: sono davvero poli opposti?

    Cool Wildlife: orsi polari o pinguini?Oltre a visitare le regioni polari per ammirare la silenziosa grandezza di questi bianchi paesi delle meraviglie, la maggior parte dei viaggiatori desidera conoscere anche la fauna unica che si trova. E ancora una volta c’è un netto contrasto tra di loro. Chiunque spera di vedere sia orsi polari che pinguini in un unico posto rimarrà deluso!

    L’Artico è l’unico posto sul pianeta che ospita l’orso polare. E anche se non è sempre possibile garantire di vedere una di queste magnifiche creature, viaggiare con il nostro team di bordo di naturalisti ed esperti, con la loro vasta conoscenza della regione, ti offre le migliori possibilità. Ci sono anche trichechi, buoi muschiati, renne e volpi artiche da vedere nonché balene e vita marina in abbondanza.

    L’Antartico, al contrario, non ha fauna selvatica terrestre. Ma se vuoi vedere i pinguini, questo è sicuramente il posto giusto! Ci sono anche balene, foche e molte affascinanti specie di uccelli marini che fanno dell’Antartide la loro casa.

    La vita in un paesaggio di ghiaccio

    La vita umana è drammaticamente diversa nelle due regioni polari. Nell’Artico ci sono un certo numero di comunità locali che vivono all’interno del Circolo Polare Artico nelle regioni più settentrionali del Canada, della Groenlandia e della Russia. Molti hanno abitato questo luogo bello ma inospitale per secoli e il loro straordinario stile di vita, fortemente basato sugli animali che vivono intorno a loro, è cambiato molto poco nel tempo.

    Al contrario, gli unici esseri umani nel continente dell’Antartide sono gli scienziati che lavorano nelle stazioni di ricerca polare. Ma ciò che manca all’Antartide nella cultura nativa lo compensa con un paesaggio che ha un contesto davvero unico. Nonostante sia quasi completamente ricoperta di neve e ghiaccio, le sue vette imponenti, i vasti panorami bianchi e i surreali ghiacciai blu ti lasceranno senza fiato. LEGGI TUTTO

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    Ambrogio Beccaria, la promessa della vela oceanica italiana: “Sogno di partecipare al Vendée Globe”

    Oltre a essere un navigatore, sei un ingegnere nautico. Che valore aggiunto ti dà la tua formazione nella navigazione?La vela è uno sport meccanico legato a un mezzo tecnologico complicato. Scherzosamente si dice che è un po’ un aereo con un’ala in acqua e una in aria. L’equilibrio di una barca a vela è complesso dal punto di vista della fisica. È fondamentale legare le sensazioni del velista con l’esperienza dell’ingegnere. Riuscire a condensare questi due punti di forza nella figura dello skipper è importante perché ti dà la possibilità di spiegarti con telai, architetti e altre figure importanti della barca.

    Che progressi ci sono stati verso la sostenibilità nella progettazione e costruzione delle imbarcazioni?

    Il problema della sostenibilità delle barche è il materiale, la vetroresina, che non è riciclabile. Il grosso passo in avanti consiste nel far sì che la resina usata nella vetroresina sia termoindurente: quando la scaldi, si scioglie così sei in grado di ridividere le fibre dalla resina e riutilizzarle per un’altra barca. Questo è il futuro della nautica!

    Che cosa ti ha insegnato l’oceano in termini di sostenibilità e gestione delle energie?

    Quando immagini l’oceano, pensi a un deserto liquido selvaggio e incontaminato. Ma navigando sono finito tra detriti di pesca intensiva e pezzi di rete. E come è successo a me, succede ogni giorno a tantissimi pesci. L’impatto dell’uomo sull’oceano mi ha insegnato che la natura è un sistema fragile su cui abbiamo un grande peso. LEGGI TUTTO

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    Avventurarsi nelle Asturie

    Queste tradizioni rivivono nei moderni gastrobar e ristoranti stellati Michelin disseminati lungo le campagne e raggruppati nei centri urbani: il vivace capoluogo di regione Oviedo (Uviéu), il più grande centro di interscambio marittimo Gijón (Xixón) e l’antico insediamento dell’estuario, Avilés. Ciascuno con il proprio carattere rappresenta una porta di ingresso raffinata nella cultura asturiana. Parte del passato rivive nella musica folcloristica celtica suonata da musicisti esperti, che la eseguono nelle sinuose architetture preromaniche della regione.Esempi sublimi di manifatture millenarie provenienti da Santa María del Naranco, una montagna vicino a Oviedo (Uviéu), sono giunti fino a Santa Cristina, a Lena. Sono ora protetti dall’UNESCO, così come la vivace arte paleolitica vividamente conservata, che colora le pareti della grotta di Tito Bustillo, a Ribadesella. Le escursioni lungo la costa giurassica possono portarvi ancora più indietro nel passato, fino ai fossili di dinosauri e alle impronte raccolte ed esposte al Museo del Jurásico. LEGGI TUTTO

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    Asturie: un paradiso di prodotti artigianali

    Per provare semplicemente il piacere di mangiare pesce fresco con vista sul mare da cui proviene, sulla scogliera ci sono locali storici, noti per i modi gourmet di cucinare la spigola, e ristoranti sulla spiaggia dove aragoste, granseole, sogliole e triglie rosse sono cotte sulla griglia o in forni a carbone. Per quanto riguarda la qualità, anche la più modesta casupola di pietra lungo la costa tenderà a offrire prodotti di livello superiore, come la frittura di rana pescatrice e i crostacei al forno, serviti con sidro a completamento dell’esperienza gastronomica. Questa bevanda non è meno emblematica delle Asturie delle pietanze da mangiare. La regione è piena di frutteti, le cui mele spremute producono un sidro naturale dolce e frizzante o torbido, spesso impiegato come ingrediente nelle ricette a la sidra, che danno un distintivo sapore di terra ai piatti di pesce.Le taverne specializzate, chiamate sidrerías, sono autoctone come le chiese preromaniche che sorgono solitarie nelle campagne o in vivaci file o gruppi nelle città, come nella Calle Gascona di Oviedo, nel quartiere di Cimavilla (Cimadevilla) di Gijón, nel centro storico di Avilés, e nei villaggi costieri di Villaviciosa e Nava. Queste “case del sidro” non sono semplici bar, ma ristoranti profondamente tradizionali e portali fondamentali della cultura asturiana, che servono da mangiare, in abbinamento al prezioso contenuto delle bottiglie verdi o ambrate. LEGGI TUTTO

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    Nomadland: queste immagini suggestive raccontano la vita dei nomadi

    E naturalmente c’è chi ci nasce all’interno di una tradizione nomade e c’è chi la sceglie.La regista di Nomadland, Chloé Zhao – che il 25 aprile è diventata la prima donna asiatica a vincere l’Oscar per la miglior regia – vede questi come due percorsi diversi anche se accomunati dallo stesso spirito.

    “Alcune persone appartengono alla strada, appartengono a quello stile di vita, come è il caso ad esempio delle tribù nomadi”, afferma, “poi ci sono persone che scelgono una vita itinerante perché la società tradizionale li ha emarginati ed essi devono trovare un altro modo per vivere e un altro tipo di comfort”.

    Parlando del suo film, aggiunge: “Penso che i temi e lo spirito di questa storia siano trasversali e si applichino alle persone di tutto il mondo e ad ogni percorso di vita”.  

    Sicuramente, di per sé la vita itinerante sviluppa un forte senso di autonomia e fiducia in se stessi. Come dice un personaggio di Nomadland pur facendo riferimento a uno scrupolo di tipo pratico in relazione alla vita nomade, “Amo questo stile di vita. È una vita di libertà, di bellezza, di connessione con la terra…ma ha un prezzo: devi imparare a prenderti cura di te stesso”. LEGGI TUTTO

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    Ocean Race, la regata per salvare gli oceani

    National Geographic ha incontrato Anne-Cécile Turner, manager sostenibilità della Ocean Race, per capire il ruolo che uno sport come la vela può avere nella lotta al cambiamento climatico e nella gestione sostenibile degli oceani (spoiler alert: ha lasciato di stucco anche un esperto scafato come l’autore).Una delle grandi ambientaliste di questo secolo, Ellen MacArthur, è una velista, e usa spesso la barca come metafora del pianeta, dove le risorse sono limitate e bisogna adoperarsi per non sprecare nulla. Navigare crea una connessione con il pianeta, ne rivela la necessità di fare da conto con la scarsità di risorse?              

    La vela ha un fortissimo legame con la natura. L’oceano è il nostro “campo da gioco”. Conoscerlo intimamente significa avere una possibilità in più di vincere una regata. Quindi più il team conosce le correnti oceaniche, le previsioni del tempo, la densità salina, più ha la possibilità di vincere la gara. Lo studio però mostra anche come il nostro “campo giochi” sia minacciato dal cambiamento climatico e da un crescente inquinamento delle acque. Più sappiamo, più impariamo, più comprendiamo la posta in gioco. Il mare ha una centralità anche sulla vita terrestre. L’oceano è il nostro sistema di supporto vitale. Senza un oceano sano, l’umanità non può vivere. E non può affrontare la crisi climatica, dato il ruolo centrale che svolge nell’assorbimento della CO2 e delle temperature – ha assorbito oltre il 90 percento del riscaldamento creato dagli esseri umani dagli anni ’70.

    Questo dato è pazzesco

    Il global warming verificatosi negli ultimi 150 anni ha prodotto un surriscaldamento degli oceani pari all’esplosione di una bomba atomica come quella di Hiroshima ogni secondo. Il riscaldamento, però, è accelerato negli ultimi decenni, a causa dell’aumento di emissioni di gas serra, ed attualmente equivale a 3-6 bombe atomiche al secondo. Più del 90% del calore intrappolato dalle emissioni di gas serra sulla Terra è stato assorbito dai mari. Questa grande quantità di energia provoca lo scioglimento dei ghiacci, con il conseguente innalzamento del livello delle acque, e rende più potenti e devastanti gli uragani.

    Si parla tanto del ruolo delle foreste, ma si dimentica il peso che hanno i mari negli equilibri ambientali

    Spesso dimentichiamo che gli oceani forniscono metà dell’ossigeno che respiriamo, grazie al plancton, alle mangrovie, alle alghe come la posidonia. Ci sono piante marine come le fanerogame che sono in grado di catturare CO2 ad una velocità 35 volte superiore rispetto ad una foresta pluviale tropicale. Le mangrovie possono immagazzinare fino a quattro volte più carbonio rispetto alla Terra. Per questo l’Ocean Race che raggiunge un vasto pubblico si pone come piattaforma globale per amplificare il messaggio: possiamo agire per proteggere i nostri mari, possiamo influenzare un cambiamento positivo. LEGGI TUTTO