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    L’agrovoltaico accelera il cammino verso l’indipendenza energetica

    Il cambio di rotta fa leva su due fattori: da una parte l’evoluzione tecnologica che negli anni ha consentito di abbattere i costi per l’installazione e la gestione degli impianti fotovoltaici, aumentandone al contempo l’efficienza; dall’altra la spinta del PNRR (Piano nazionale di ripresa e resilienza), che indica la transizione ambientale tra gli obiettivi primari. Tra le misure previste nel PNRR grande risalto è dato all’agrisolare ed all’agrovoltaico. Mentre l’agrisolare ha come obiettivo quello di supportare le aziende agricole ad un ammodernamento ed un efficientamento strutturale, con la finalità di installare impianti sui fabbricati esistenti,  l’Agrivoltaico ha come obiettivo ambizioso quello di creare una stretta sinergia tra la coltivazione dei campi e la produzione di energia elettrica, venendo incontro all’esigenza di un minore sfruttamento del terreno agricolo, un miglioramento delle tecniche di produzioni agricole, un risparmio idrico e allo stesso tempo garantendo una produzione di energia da fonti rinnovabili che darà il suo contributo al cammino verso l’indipendenza energetica. LEGGI TUTTO

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    Economia sostenibile: dal cuore dell’Europa un modello vincente per garantirsi un futuro migliore

    Negli ultimi mesi la questione della crisi energetica e della dipendenza dell’Europa dal gas russo sono tristemente salite alla ribalta delle cronache, dimostrando una volta di più quanto sia urgente invertire la rotta e creare un modello di sviluppo sostenibile. Green economy e lotta al cambiamento climatico sono legate a doppio filo e rappresentano, senza dubbio, le grandi sfide del nostro tempo. Da decenni l’uso eccessivo dei combustibili fossili e lo sfruttamento smodato delle risorse naturali stanno alla base di un sistema produttivo poco responsabile, che ha innescato un circolo vizioso tale da avvicinare la Terra al punto di non ritorno. LEGGI TUTTO

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    Made in Italy: stop alla fuga di cervelli, via agli investimenti nell’innovazione

    Che l’innovazione scientifica detenga le chiavi per un futuro di sostenibilità economica, sociale e ambientale non è una novità. La ricerca rappresenta, da sempre, una variabile strategica della competitività dei sistemi economici. Perché permette di incorporare elevati contenuti di conoscenza nella produzione di beni e servizi, con impatti positivi sui risultati complessivi. Purtroppo l’Italia soffre da tempo di una rilevante fuga di capitale umano. Spesso ricercatori di talento e specialisti emigrano all’estero. Questo implica una grave perdita in termini di conoscenze scientifiche e produce un impatto negativo sul progresso tecnologico ed economico del Paese. 

    Scientifica Venture Capital nasce col preciso intento di invertire questa tendenza, per rinnovare l’impulso agli investimenti nelle nuove tecnologie, finanziando la ricerca applicata e il trasferimento tecnologico in modo che il pensiero scientifico italiano torni ad esprimere il suo enorme potenziale.  E’ necessario cambiare le sorti della ricerca nazionale, permettendole di essere riconosciuta come un nuovo “Made in Italy” d’eccellenza che possa rendere i nostri prodotti riconoscibili non solo per la manifattura e il design, ma anche per il loro grande impatto tecnologico. Ecco dunque un venture capital innovativo che investe nelle fasi “pre-seed” (dall’inglese “prima del seme”), “seed” ed “early stage” di startup che operano nel campo della ricerca e dell’innovazione tecnologica. LEGGI TUTTO

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    Automotive, l'attenzione all'ambiente spinge sui veicoli elettrici. E le aziende si adeguano

    Negli ultimi anni l’attenzione all’ambiente ha ridisegnato lo stile di vita delle persone. Nonostante ognuno di noi abbia iniziato a vivere la trasformazione della mobilità urbana in un’ottica più sostenibile, ancora oggi i trasporti delle nostre città consumano circa il 20% dell’energia disponibile a livello mondiale, quasi tutta prodotta con combustibili fossili. Per questa ragione, tra i vari “players” del settore, anche la filiera dell’automotive sta cercando di rivoluzionare la propria attività attraverso soluzioni alternative che possano registrare sull’ambiente un impatto il più possibile limitato. Una vera e propria trasformazione in senso sostenibile. In particolare, il settore del noleggio a lungo termine si è posto al traino della tanto ricercata transizione elettrica, registrando tassi di immissione di veicoli ibridi plug-in ed elettrici superiori al mercato.

    Nel 2021 ALD Automotive Italia (filiale italiana di ALD Automotive, azienda leader globale nelle soluzioni di mobilità con servizi di noleggio e gestione delle flotte aziendali in 43 Paesi) ha condotto un sondaggio tra i suoi clienti per analizzare le abitudini di mobilità attuali e future. L’indagine si è concentrata soprattutto sulla Green Mobility, oggetto di un apposito focus. I risultati di questo lavoro hanno confermato che i dati sulla sostenibilità sono in crescita costante. Tutte le grandi aziende – ma non solo – aspirano ad avere flotte di veicoli sempre più green. Ecco, dunque, il sintomo di un cambiamento culturale in atto che coinvolge tutti noi. Secondo il sondaggio infatti, 7 aziende su 10 sarebbero favorevoli a sostituire tutta o parte della loro flotta a favore di auto più ecologiche.  Vi sono però anche ostacoli che rallentano la transizione all’elettrico, come ad esempio la durata della batteria delle auto ecologiche (27%), i problemi legati alla mancanza di infrastrutture (20%) e al sistema di ricarica (20%), tanto che oltre il 60% delle aziende intervistate preferirebbe noleggiarlo piuttosto che acquistarlo.  Per rispondere a queste esigenze ALD Automotive Italia ha lanciato ALD Electric, la soluzione di mobilità integrata dedicata alle aziende. LEGGI TUTTO

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    Free to X, da nord a sud è possibile viaggiare in elettrico

    Cento stazioni di ricarica, una ogni 50 km, una copertura massima per chi alla guida di un veicolo green percorrerà la rete autostradale. È questo il piano di Free to X, start-up del gruppo Autostrade per l’Italia – nata nel 2021 per sviluppare servizi avanzati per la mobilità e per offrire soluzioni volte a migliorare l’esperienza di viaggio – che punta a coprire entro il prossimo anno tutta l’Italia, da nord a sud.

    Grazie alle colonnine High Power Charger, basteranno 15-20 minuti di sosta per ricaricare le auto elettriche. Una svolta che permetterà la realizzazione in Italia della più grande rete di ricarica ad alta potenza per veicoli elettrici. Ed è solo l’inizio, perché poi il progetto potrà estendersi anche alle città.

    Nel dettaglio, Free To X realizza e gestisce – in qualità di Charging Point Operator (CPO) -il più grande network di ricarica ad alta potenza (High Power Charger – HPC) con colonnine in grado di erogare 300kW di potenza che permettono tempi medi di ricarica delle auto in di quindici o al massimo venti minuti. La start-up consente la neutralità tecnologica, ricaricando le diverse tipologie di veicoli che viaggeranno in autostrada con energia 100% green, ma anche la neutralità commerciale, con garanzia di accesso, a parità di condizioni, a tutti i principali operatori della mobilità elettrica (Mobility Service Provider – MSP) che hanno rapporto con gli utilizzatori finali, anche attraverso le principali piattaforme di e-roaming e geografica, coprendo l’intera rete autostradale di Autostrade per l’Italia. LEGGI TUTTO