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    Atlantia certifica le procedure di trasparenza fiscale

    Atlantia punta sulla certificazione per attestare le procedure seguite e i progressi compiuti nell’ambito delle sue attività. Dopo l’ammissione al Business Integrity Forum e l’adozione di un documento sulla trasparenza fiscale, è la prima azienda italiana a conseguire la certificazione sulla trasparenza fiscale da parte di “Fair Tax Foundation”, raggiungendo la massima qualificazione del ranking, definita “Gold Standard”. La società ha infatti concluso l’iter di accreditamento presso l’ente britannico senza scopo di lucro, specializzato nella valutazione della condotta fiscale delle imprese nelle diverse giurisdizioni in cui operano, con l’obiettivo di promuovere la crescita delle realtà che adottano comportamenti corretti e trasparenti.

    Un miliardo e mezzo di imposte

    Il “bollino” attesta l’impegno dell’azienda in termini di versamenti fiscali per il 2021: 740 milioni di euro in imposte versate e 847 milioni di euro in quelle raccolte, per un ammontare che supera il miliardo e mezzo di euro. Un dato che va letto nell’ambito del contesto particolare di un anno segnato dal Covid, che ha inciso in termini di traffico nei settori della mobilità in cui è presente Atlantia e che a livello aeroportuale, con il principale scalo italiano, sta registrando solo quest’anno una ripresa dei flussi.

    La principale componente delle imposte pagate (tax borne) riguarda tasse su prodotti e servizi del gruppo che rappresenta il 40,5% del totale, mentre il restante va attribuito a imposte sui profitti (28,3%) e alla tassazione relativa ai dipendenti (il 22,5% sul totale delle imposte versate e il 18,4% su quelle raccolte).

    Il percorso fin qui seguito

    Questo risultato è in linea con il percorso di trasparenza fiscale avviato da Atlantia nel 2013, tramite la partecipazione a un progetto pilota promosso dall’Agenzia delle Entrate per introdurre nell’ordinamento fiscale italiano un programma di compliance e collaborazione per le aziende di grandi dimensioni, di cui la società è tutt’oggi parte attiva. La certificazione fa seguito anche alla pubblicazione del Tax Transparency Report, attraverso il quale la holding di partecipazioni, lo scorso agosto ha dato massima trasparenza alla propria governance fiscale.

    “La certificazione un riconoscimento degli sforzi fatti negli ultimi anni, attraverso il dialogo e il confronto virtuoso con le Istituzioni dei Paesi in cui operiamo, a partire dall’Italia – sottolinea il cfo Tiziano Ceccarani – La nostra azione rientra nella più ampia strategia in chiave Esg che Atlantia sta portando avanti, e che vede nel dialogo aperto con i territori e nella trasparenza i cardini fondamentali della propria azione”.

    “Nel contesto internazionale, il gruppo Atlantia è un esempio di condotta fiscale responsabile e di trasparenza finanziaria – le parole di Paul Monaghan, chief executive della Fair Tax Foundation – La società fornisce infatti informazioni chiare sulla ripartizione Paese per Paese dei redditi prodotti, degli utili e delle relative imposte pagate. Inoltre, vi è un’encomiabile chiarezza sulla residenza fiscale delle numerose società del gruppo presenti in tutto il mondo e un impegno a rispettare le normative domestiche, adottando programmi di collaborazione con le autorità fiscali locali, ove presenti”. LEGGI TUTTO

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    Grazie ai droni, lotta rafforzata agli incendi

    Non solo per spegnere più rapidamente, ma anche per prevenire laddove possibile. Lo sviluppo tecnologico dei droni consente di avere a disposizione un’arma in più contro gli incendi.  L’esperienza americana Il Dipartimento degli Interni degli Stati Uniti ha iniziato già dieci anni fa a progettare sistemi di aeromobili senza pilota per aiutare a mappare gli […] LEGGI TUTTO

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    Atlantia e Adr aderiscono al Business Integrity Forum

    Un consesso di grandi aziende italiane già attive sui temi dell’integrità e della trasparenza, che si impegnano a prevenire e combattere la corruzione nelle pratiche di business adottando pratiche ad hoc e diffondendo la cultura della legalità. È la caratteristica del Business Integrity Forum (Bif), iniziativa di Transparency International Italia, alla quale sono state da […] LEGGI TUTTO

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    Progetto Ue per accelerare sulla neutralità climatica nelle città

    Parte con 32 milioni di euro l’innovativo programma dell’Unione europea “EU Cities Mission” per la realizzazione di 100 città climaticamente neutrali e intelligenti, componente fondamentale dell’impegno per il raggiungimento del Green deal europeo che prevede l’impegno a ridurre le emissioni del 55% entro il 2030 e a raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. 

    La centralità dei centri urbani

    In quest’ambito, le città assumeranno un ruolo sempre più importante visto che si stima che i centri urbani contribuiscono a più del 70% delle emissioni mondiali di CO2 e consumano oltre il 65% dell’energia prodotta. Dati destinati ad aumentare ancora visto che entro il 2050 ospiteranno circa il 70% della popolazione mondiale. Anche in Europa le città avranno un ruolo di primissimo piano per raggiungere gli obiettivi stabiliti dall’accordo di Parigi COP21. Infatti le città dell’Ue, anche se occupano solo il 4% della superficie, già ospitano il 75% dei cittadini europei. Per questo raggiungere l’obiettivo di zero emissioni di carbonio in modo inclusivo, comporta cambiamenti straordinari e sistemici per ogni singola città. Come primo passo concreto verso queste grandi trasformazioni, lo scorso 5 settembre è stato aperto il bando che invita tutte le città degli stati membri dell’Ue e dei paesi associati che si impegnano a perseguire gli obiettivi della EU Cities Mission, a presentare domanda per ricevere i primi finanziamenti. 

    L’iniziativa

    Il programma “città pilota” è gestito da NetZeroCities, consorzio composto da 33 partner di 27 Paesi europei e mette a disposizione 32 milioni di euro in sovvenzioni oltre a supporto pratico e piattaforma online per le città, per aiutarle a sperimentare azioni personalizzate a livello locale per una transizione climatica. Le città selezionate riceveranno sovvenzioni nell’ambito di Horizon 2020, il programma quadro per la ricerca e l’innovazione 2014-2020 della Commissione europea di tre diversi importi, a seconda dei progetti presentati e dell’impegno richiesto: si parte da 500 mila euro e poi un milione di euro e 1,5 milioni di euro.

    Le attività finanziate potranno spaziare dalle innovazioni sociali a quelle culturali, tecnologiche, naturalistiche, normative e finanziarie oltre a nuovi approcci al business e alla governance. Nella selezione delle città pilota sarà valutato il modo in cui saranno coinvolti e interagiranno i vari sistemi urbani come mobilità, sistemi energetici e ambiente costruito, flussi di materiali e risorse, salute e benessere, aree naturali, sistemi culturali, sociali, finanziari e istituzionali, spazi pubblici accessibili.

    Il consorzio NetZeroCities e la piattaforma online forniranno anche competenze e servizi di supporto alle città pilota selezionate, aiutandole ad adottare un approccio inclusivo e sistemico alla neutralità climatica. Queste attività pilota poi, verranno esse a disposizione delle altre città per un apprendimento collettivo che promuoverà lo scambio tra i vari centri urbani in tutte le fasi del processo. Molte soluzioni trovate da una città potranno essere subito condivise grazie a un programma di gemellaggio che collegherà ogni città pilota con altre due o tre città europee.  LEGGI TUTTO

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    E-car: il caro-energia pesa, ma le prospettive restano rosee

    I costi crescenti di produzione non risparmiano le auto elettriche, anche se le prospettive di fondo del settore restano rosee.  L’aumento dei prezzi dell’elettrico, il rincaro e la scarsa disponibilità di materie prime, uniti alla cronica carenza di componenti e alla diffusa riduzione dei redditi in termini reali causa inflazione, stanno producendo un impatto notevole sulla produzione e sulla vendita di automobili green. Se la tendenza continua, gli investitori non avranno incentivi per costruire impianti di ricarica, rendendo le auto elettriche meno appetibili per difficoltà di utilizzo. E’ quanto trapela dagli esperti tedeschi del settore, le cui dichiarazioni, in questi giorni, rimbalzano sui mass media.

    Le parti si invertono

    Fino a poco tempo fa le auto elettriche risultavano convenienti, contro l’aumento del costo della benzina. Ora, col balzo in avanti dell’elettricità – in Germania un terzo in più dell’anno scorso – la differenza tra i prezzi si è ridotta. Gli automobilisti che effettuano la ricarica da casa o tramite contratto con gli operatori hanno visto schizzare i prezzi del 10% nel migliore dei casi. E non è tutto. Il legame tra costo della luce e costo del gas (risorsa sempre più scarsa da quando la Russia ha interrotto le forniture di gas alla Germania)  lascia prevedere ulteriori aumenti.

    Dall’inizio di settembre Allego, uno dei maggiori operatori di stazioni di ricarica, ha alzato le sue tariffe da 43 a 47 centesimi per kilowattora. La ricarica rapida a corrente continua è passata da 65 a 70 centesimi al kilowattora mentre quella cosiddetta ‘ultraveloce’, è salita da 68 a 75 centesimi, sempre al kilowattora. I supermercati che promuovono offerte, le catene di bricolage e i negozi di mobili, che fino a poco tempo fa offrivano ai clienti una tariffazione gratuita in cambio della spesa, adesso hanno introdotto le ricariche a pagamento.

    Il parere dei tecnici

    Secondo l’economista Stefan Bratzel, esperto del trasporto automobilistico, “l’esplosione dei prezzi dell’elettricità potrebbe finire per essere un grave pericolo per la transizione dei veicoli e dobbiamo stare molto attenti. Se le auto elettriche diventano più costose l’impennata della mobilità sostenibile rischia di crollare, perché quasi nessuno comprerà più un’auto”, ha affermato Bratzel, tra l’altro fondatore del Center for Automotive Management (Cam). Bratzel e altri sostenitori delle auto elettriche stanno ora chiedendo al governo tedesco di garantire che il prezzo dell’elettricità rimanga al di sotto del prezzo della benzina.

    Sussidi in bilico

    Dato il contesto, in Germania è crisi anche per le misure governative. Si paventa un limite dei sussidi statali per le auto elettriche a 4.500 euro a partire dal 2023, mentre chi vuole acquistare macchine ibride plug-in, il cui incentivo ammonta attualmente a 6.750 euro, non verrà più supportato. Il finanziamento complessivo disponibile in futuro si aggira sui 2,5 miliardi di euro, che basteranno sì e no a coprire i bonus per appena 400mila auto elettriche. Cioè per meno dell’1% dei veicoli circolanti ogni giorno sulle strade tedesche.

    In ambito Ue si vocifera di una riforma che vorrebbe dissociare il prezzo dell’elettricità da quello del gas, ma in Germania gli osservatori dell’industria nutrono forti dubbi: questo cambiamento non sarà rapido. Intanto però, ribadisce Bratzel, “la spinta al mercato deve funzionare, è assolutamente fondamentale”.

    I possibili rimedi 

    Per non far perdere terreno alla mobilità elettrica occorre al più presto un rimedio. Che potrebbe essere quello di aumentare, a stretto giro, la tassa sulle auto a benzina. Ma anche operare sui bonus all’elettrico. La Norvegia è stato uno dei primi Paesi europei ad adottare incentivi finanziari per l’acquisto di auto elettriche, impiantando nello stesso tempo una rete capillare di infrastrutture di ricarica. Lassù il 64,5% delle nuove auto immatricolate nel 2021 sono state veicoli elettrici. Il che la colloca in testa all’elenco compilato dall’associazione dei produttori di automobili europei. La Germania, con il 13,6%, si trova al sesto posto, il Regno Unito (11,6%), al nono.

    L’Italia ha decisamente rallentato sulle auto elettriche. Nel mese di agosto le vendite di auto con possibilità di ricarica (somma di Bev, elettriche pure, e Phev, veicoli ibridi plug-in) si sono attestate a 4.961 unità rispetto alle 6.476 vendute nell’agosto del 2021. Secondo Motus-E (associazione degli stakeholders della mobilità elettrica), il calo registrato è del 23,39%. Le luci in fondo al tunnel in questo caso sono due: la spinta legislativa e la crescente sensibilità da parte dei consumatori. La transizione green non si fermerà. LEGGI TUTTO

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    Atlantia tra le big four dei trasporti in materia di sostenibilità

    Promozione per Atlantia, che si è vista alzare la pagella da Msci Esg Ratings da “BBB” a “AA”. Con questo avanzamento, la società di partecipazioni italiana è entrata nel gruppo delle migliori quattro società a livello globale presenti nel settore “Transportation Infrastructure” dell’indice Msci Acwi. Le motivazioni Tra le principali motivazioni del miglioramento del rating, […] LEGGI TUTTO