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    Alec Ross: “Andare nei borghi assieme al Web”

    Alec Ross, classe 1971, è sempre stato a cavallo fra più mondi. Conosce bene i salotti della politica di Washington, è un imprenditore digitale, saggista e docente. E ha vissuto qui in Italia da studente dove ora è tornato a vivere come distinguished visiting professor alla Bologna Business School. Ha ricoperto per 4 anni il ruolo di Consigliere all’Innovazione nell’amministrazione Obama e quell’esperienza ha poi preso corpo in uno dei suoi saggi sullatecnologia applicata al mondo, “Il nostro futuro” (2017) al quale è seguito The Raging 2020s. Ha visto la società e le città americane cambiare volto.

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    Una squadra speciale al servizio del Pianeta

    Andrea Crosta, milanese, cinquant’anni superati da poco, laureato in Scienze Naturali, dopo una decennale esperienza come consulente in materia di sicurezza, anti-terrorismo, anti-piracy e  tecnologie destinate alle forze dell’ordine e alle agenzie di sicurezza, decide di uscire allo scoperto e di combattere i nemici del “green”. Per questo si è messo alla guida di un’agenzia, la Earth League International (ELI), impegnata contro i crimini perpetrati a danno della natura e che lui sogna presto possa diventare la prima agenzia d’intelligence per il pianeta pensata per proteggere la terra nel suo complesso, come fosse un unico essere vivente. Una scelta di vita coraggiosa, maturata solo pochi anni fa per difendere la fauna selvatica. Il punto di non ritorno è stato la scoperta, nel 2012, delle conseguenze del bracconaggio in Kenya, oltre 40 mila elefanti uccisi ogni anno. Lo abbiamo incontrato al Riviera International film festival di Sestri Levante dove ha partecipato come presidente di giuria e ha tenuto una masterclass sul ruolo dei documentari d’inchiesta per la salvaguardia ambientale.

    Clima

    Ecco il mondo con 3 gradi in più

    di

    Giuliano Aluffi

    04 Giugno 2021

     “La Earth League International – ci racconta Crosta – nasce nel 2015 come evoluzione naturale delle attività che avevamo avviato con Gilda Moratti e Francesco Rocca già da due anni quando avevamo dato vita alla ONG Elephant Action League”. Il modo di agire è rimasto lo stesso: un’organizzazione professionale d’intelligence per combattere la proliferazione dei crimini ambientali e contro la fauna selvatica, un business stimato dall’Unep in una ‘forchetta’ tra 91 e 260 miliardi di dollari l’anno, il quarto crimine per fatturato dopo il traffico di droga, delle persone e del riciclaggio del denaro sporco. Ma molto meno rischioso. Per contrastarlo Crosta, si avvale di una squadra internazionale di ex agenti dei servizi, come Cia e Fbi, di ex poliziotti e cyber esperti. Quella che lui chiama il “mio team di fantasmi”, perché lavorare, per mesi e a volte anni, in incognito, soprattutto quando si ci infiltra sotto copertura nelle organizzazioni criminali può essere una pratica rischiosissima.

    L’idea

    Alexandria Ocasio-Cortez: un servizio civile egualitario e ben pagato per 1,5 milioni di giovani

    di

    Anna Lombardi

    04 Giugno 2021

    “Noi, quando entriamo in contatto con i trafficanti – continua Crosta – dobbiamo fare in modo di essere accettati, dobbiamo diventarne amici. Ai miei agenti è capitato persino di essere  invitati ai matrimoni dei boss e di partecipare agli eventi di famiglia”. Questo è il solo modo per scoprire tutte le loro attività. Alla Earth League, infatti, interessa scoprire tutto, non solo quello che è connesso alle attività contro l’ambiente. Anche perché spesso le organizzazioni criminali operano a più livelli. 

    “L’attività d’intelligence – ci spiega Crosta – prevede proprio questo: fare un quadro completo delle attività, anche quelle più banali, per poter fare analisi e connessioni”. Il momento più pericoloso? “Quando siamo stati scoperti a filmare durante un incontro con dei trafficanti cinesi. Per una mossa sbagliata con la telecamera nascosta da parte di un membro del mio team siamo stati smascherati nel corso della trattativa. Per fortuna hanno pensato che lavorassimo per la polizia e di essere stati quindi scoperti e, incredibilmente, ci hanno lasciato andare. Oggi sorrido a raccontarlo, ma al momento è stato tremendo”. Esagerazioni? Niente affatto perché tutto è stato drammaticamente registrato e mostrato all’interno del documentario The Ivory Game diretto da Kief Davidson e Richard Ladkani nel 2016. 

    Le investigazioni del team di Crosta, hanno così, un forte impatto e contribuiscono a far emergere molti crimini ambientali, a volte con risvolti imprevedibili. Una delle prime operazioni condotte ha rivelato, ad esempio, come il traffico d’avorio illegale andasse a finanziare le attività del gruppo terrorista somalo al-Shabaab nell’Africa dell’Est.

    Dal mondo

    L’agonia del ghiacciaio messicano

    di

    Daniele Mastrogiacomo

    04 Giugno 2021

    La scoperta ha avuto un grandissimo rilievo nel mondo politico internazionale. Un altro importante successo riscosso da Earth League è stato la denuncia delle stragi della vaquita, un mammifero marino (Phocoena sinus) chiamato così perché ricorda, con le sue macchie bianche e nere, la pezzatura delle vacche, che veniva perpetrata da pescatori illegali nel Golfo del Messico alla caccia, in realtà, del totoaba (Totoaba macdonaldi) un grosso pesce richiestissimo in Cina per le presunte proprietà di fertilità della sua vescica natatoria.

    Manifestazione per salvare la vaquita, fuori dall’ambasciata messicana a Washington. Saul Loeb / Afp via Getty Images  LEGGI TUTTO

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    L’agonia del ghiacciaio messicano

    L’Ayoloco sta morendo. Aggredito da temperature sempre più calde. E’ l’ultimo ghiacciaio che si scioglie in Messico e che presto farà sparire anche le sue nevi perenni lasciando la bocca del vulcano Iztaccíhuatl, a 5.230 metri di altezza, completamente sguarnita. I ricercatori dell’Unam, l’Università Nazionale del Messico, certificano in queste ore la sua lenta agonia. […] LEGGI TUTTO

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    Sul Monte Bianco il giardino botanico più alto d'Europa

    Fermarsi, abbassarsi al livello della terra, farsi piccoli, per “osservare da vicino l’intelligenza naturale che dà forma a ogni pianta”. È l’esperienza di immersione tra i fiori alpini dalle montagne di tutto il mondo che si può compiere al Giardino Saussurea, il più alto giardino botanico d’Europa, a 2.175 metri nel massiccio del Monte Bianco. Un’oasi perfettamente mantenuta di vegetazione alpina, fiori e piante dai territori di montagna della Terra. Questo particolare giardino botanico aprirà al pubblico dal 19 giugno al Pavillon du Mont Fréty, raggiungibile con gli impianti di Skyway Monte Bianco, una sella naturale che sovrasta la conca di Courmayeur e da dove si possono ammirare le due valli laterali: la Val Veny e la Val Ferret. Prende il suo nome da una pianta molto rara che cresce nei pascoli pietrosi: la Saussurea alpina, in omaggio a Horace Bénédict de Saussure, geologo, fisico e naturalista di Ginevra che fu promotore della prima ascensione del Monte Bianco nel 1786.

    Clima

    Ecco il mondo con 3 gradi in più

    di

    Giuliano Aluffi

    04 Giugno 2021

    L’area su cui si estende il Giardino Saussurea è di circa 7 mila metri quadrati, suddivisa in due frazioni: la prima è quella delle roccere che ospitano un’interessante selezione di specie delle Alpi e delle altre catene montuose divise per aree geografiche, la seconda invece è un’area lasciata allo stato naturale, dove si trovano gli ambienti alpini più tipici. 

    Dal mondo

    L’agonia del ghiacciaio messicano

    di

    Daniele Mastrogiacomo

    04 Giugno 2021

    “In primavera le piantine sono nella fase del ciclo vitale in cui la maggior parte delle funzioni sono ridotte o completamente sospese – spiega Isabella Vanacore Falco, curatrice del giardino alpino Saussurea – si chiama quiescenza vegetativa. È un adattamento delle piante a situazioni sfavorevoli come il freddo o la mancanza di nutrienti, ma con il ritorno a condizioni ambientali positive anche la fase di stress si interrompe per un veloce ritorno alla regolarità. Con l’arrivo dell’estate si darà avvio alla danza delle fioriture, dei colori, dei profumi.

    (foto: Giulia Sarno)  LEGGI TUTTO

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    Ecco il mondo con 3 gradi in più

    Addio lemuri del Madagascar, addio tigri del Bengala, addio testuggini giganti delle Galapagos: prepariamoci a dire addio a queste e a tante altre specie iconiche se il pianeta supererà di oltre 3 gradi centigradi la temperatura dei tempi pre-industriali. Lo suggerisce uno studio pubblicato sulla rivista Biological Conservation, che analizzando 270 hotspot di biodiversità in tutto il mondo, stima che oltre i 3 gradi in più sarebbero a rischio di estinzione, tra tutte le specie endemiche, ovvero quelle che vivono esclusivamente in un’area del pianeta, quasi la metà di quelle marine e il 20% di quelle terrestri (tra cui ben l’84% delle specie che vivono in montagna). Se invece si riuscirà a contenere il riscaldamento entro il limite previsto dagli accordi di Parigi, ovvero 1,5°C, lo scenario sarà assai meno drammatico: ad esempio sarebbe a rischio solo il 2% delle specie endemiche terrestri.  LEGGI TUTTO

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    Pedro Arrojo-Agudo: “Ora è il tempo della pace blu”

    “L’acqua è diritto umano, essenziale per tutte le nostre vite”. Con questa frase inizia l’intervista con Pedro Arrojo-Agudo, il nuovo Relatore speciale delle Nazioni Unite per il diritto umano all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari, insediatosi a fine 2020. Il suo ruolo è quello di tenere traccia dei miglioramenti – o peggioramenti – a livello globale di un diritto inalienabile, quello di poter usufruire liberamente del bene comune tra i più preziosi.

    Pedro Arrojo- Agudo, Relatore speciale delle Nazioni Unite per il diritto umano all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari. Getty  LEGGI TUTTO

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    “Non si può perdere tempo, più fondi alla ricerca per l’energia pulita”

    Nel 2015, sul palco del vertice di Parigi sul clima, oltre venti leader mondiali si sono impegnati ad aumentare drasticamente i bilanci dei rispettivi paesi destinati alla ricerca e allo sviluppo nel settore dell’energia pulita. Da allora questi paesi, insieme all’Unione europea, hanno unito le forze per aumentare di 4,8 miliardi di € all’anno gli investimenti pubblici nel settore dell’energia pulita, fino a raggiungere i livelli più elevati mai registrati. Per milioni di persone tale impegno si è tradotto in un più ampio accesso a fonti energetiche rinnovabili a basso costo, come l’energia solare e l’energia eolica. Al tempo stesso questi finanziamenti supplementari destinati alla R&S hanno accelerato importanti progressi in nuove tecnologie come l’idrogeno verde.

    Clima

    Ecco il mondo con 3 gradi in più

    di

    Giuliano Aluffi

    04 Giugno 2021

    Questa collaborazione coordinata a livello mondiale è il risultato diretto dell’iniziativa Mission Innovation, il principale forum in cui i paesi collaborano per accelerare lo sviluppo delle innovazioni in materia di energia pulita che sono essenziali per superare la crisi climatica. Nonostante le difficoltà create dalla pandemia di Covid-19, i ministri coinvolti nell’iniziativa si riuniscono questa settimana per riflettere sui suoi successi e, cosa ancora più importante, per tracciare la rotta per l’innovazione in materia di clima ed energia a livello mondiale nel prossimo decennio.Mentre l’Agenzia internazionale per l’energia mette in guardia circa un forte scollamento tra gli obiettivi di azzeramento delle emissioni nette e lo stato attuale delle tecnologie energetiche pulite, l’evento costituirà l’incontro internazionale più importante dell’anno dedicato all’energia pulita. L’incontro, organizzato dal Cile, vedrà la partecipazione in modalità virtuale di decine di ministri dell’energia e della ricerca, dall’Australia al Brasile, fino all’India e oltre, e offrirà a tutti loro l’opportunità di impegnarsi ad accelerare il ritmo dell’innovazione nel settore dell’energia pulita nei rispettivi paesi, gettando le basi per intensificare la cooperazione e i progressi in materia di clima a livello mondiale in vista della COP 26 che si terrà a Glasgow (Scozia) a novembre.Per garantire il nostro successo collettivo, Mission Innovation – che conta 25 paesi membri di sei continenti, oltre all’UE, per la quale il mio portafoglio di Commissaria include la ricerca e l’innovazione attraverso il nostro programma Orizzonte Europa, con una dotazione di 95,5 miliardi di € – ha scelto saggiamente di concentrarsi su alcuni aspetti chiave dell’innovazione nel settore dell’energia pulita. Tra questi figurano il rafforzamento della collaborazione con il settore privato e la riduzione dei tempi necessari a portare le innovazioni dal laboratorio al mercato. In altre parole, l’iniziativa intende contribuire a comprimere il ciclo dell’innovazione.

    L’idea

    Alexandria Ocasio-Cortez: un servizio civile egualitario e ben pagato per 1,5 milioni di giovani

    di

    Anna Lombardi

    04 Giugno 2021

    Le imprese e i consumatori di tutto il mondo dipendono ogni giorno da settori quali il trasporto marittimo, l’aviazione e le industrie pesanti, come quelle dell’acciaio, del cemento e delle sostanze chimiche. In questi segmenti fondamentali dell’economia mondiale i cicli dell’innovazione possono durare un quarto di secolo o più. Dato che può occorrere così tanto tempo per realizzare utili sugli investimenti in questi importanti settori, raccogliere l’enorme quantità di capitale richiesto per finanziare i progressi nell’innovazione rappresenta una sfida costante. Eppure oggi queste industrie – oltre a decine di altre, come quelle dell’alimentazione, dell’energia, dell’edilizia e del settore automobilistico – non stanno progredendo adeguatamente dal punto di vista tecnologico per raggiungere i nostri obiettivi di azzeramento delle emissioni nette nei tempi previsti.

    I membri di Mission Innovation rappresentano insieme il 95% dei bilanci pubblici mondiali per la R&S nel settore dell’energia pulita. L’iniziativa può contribuire a mobilitare e collegare tali ingenti risorse per accelerare strategicamente i cicli di innovazione chiave e ridurre i costi, in particolare nei settori e nelle industrie più difficili da decarbonizzare. La produzione di idrogeno pulito da fonti rinnovabili, ad esempio, costa più del doppio della produzione di idrogeno da combustibili fossili. Per raggiungere un punto di svolta fondamentale sul mercato e iniziare a diventare competitivi sotto il profilo dei costi, vogliamo ridurre il costo dell’idrogeno pulito a 1,6 € al chilogrammo.

    Smart City / L’intervista

    Alec Ross: “Andare nei borghi assieme al Web”

    di

    Jaime D’Alessandro

    04 Giugno 2021

    Unitamente al sostegno e alla leadership dell’UE e di altri soggetti, Mission Innovation sta contribuendo a ridurre i costi dell’idrogeno pulito. In che modo? Attraverso una nuova missione di innovazione mondiale, Mission Innovation sta catalizzando maggiori impegni da parte dei governi e collegando i partecipanti al mercato affinché possano sfruttare più facilmente le nuove tecnologie e trarre vantaggio dalle economie di scala. Con il sostegno dell’UE, Mission Innovation ha già lanciato un sito web per tracciare i successi e le insidie reali incontrati durante lo sviluppo di cluster di attività industriali connesse all’idrogeno pulito, ad esempio lungo il Danubio in Romania, a Maiorca in Spagna e in Danimarca. In questo decennio Mission Innovation darà risalto a 100 di tali “valli dell’idrogeno” emergenti in tutto il mondo e contribuirà a metterle in collegamento.In qualità di Commissaria europea la cui missione comprende il confronto con i giovani europei, ho ascoltato i loro appelli appassionati, basati sui fatti, affinché il mondo si concentri con urgenza sui cambiamenti climatici. Le loro voci hanno un forte impatto su di me e sui colleghi della Commissione, dove il Green Deal europeo rappresenta la priorità assoluta, e so che sono fonte di ispirazione anche per le persone di tutto il mondo collegate a Mission Innovation.

    Ghiaccio / L’intervento

    Chi ha sciolto la Groenlandia

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    Marco Tedesco

    04 Giugno 2021

    I bambini e gli adolescenti sono consapevoli del fatto che, quando si tratta di cambiamenti climatici, il mantenimento dello status quo garantisce il fallimento. Ciò significa che non possiamo semplicemente fare affidamento sulle tecnologie energetiche pulite attualmente disponibili. Abbiamo bisogno di maggiore innovazione nel campo dell’energia pulita.A partire da questa settimana in Cile, e proseguendo nel corso di questo decennio e oltre, l’innovazione nel settore dell’energia pulita deve diventare una priorità assoluta a livello mondiale. Non c’è un momento da perdere.

    *Mariya Gabriel è Commissaria europea per innovazione, ricerca, cultura, istruzione e giovani LEGGI TUTTO