consigliato per te

  • in

    Foresta del Cansiglio: le immagini scattate da Marco Carmignan

    Pubblicato 4 ott 2021, 12:42 CESTForesta del Cansiglio.
    Fotografia di Marco CarmignanForesta del Cansiglio.
    Fotografia di Marco CarmignanForesta del Cansiglio. 
    Fotografia di Marco CarmignanForesta del Cansiglio.
    Fotografia di Marco CarmignanForesta del Cansiglio. 
    Fotografia di Marco CarmignanForesta del Cansiglio. 
    Fotografia di Marco CarmignanForesta del Cansiglio. 
    Fotografia di Marco Carmignan Foresta del Cansiglio.
    Fotografia di Marco CarmignanForesta del Cansiglio.
    Fotografia di Marco Carmignan Foresta del Cansiglio.
    Fotografia di Marco CarmignanForesta del Cansiglio.
    Fotografia di Marco Carmignan Foresta del Cansiglio.
    Fotografia di Marco Carmignan Foresta del Cansiglio.
    Fotografia di Marco Carmignan Foresta del Cansiglio. 
    Fotografia di Marco Carmignan Foresta del Cansiglio.
    Fotografia di Marco Carmignan LEGGI TUTTO

  • in

    Foto del giorno: Settembre 2021

    A Dharavi, una bidonville di Mumbai, in India, si danza e ci si copre di polveri colorate durante la festa di Ganesh, la divinità rappresentata con la testa di elefante, protettrice e di buon auspicio. Con un milione di abitanti concentrati in meno di 2,5 km quadrati, Dharavi è una delle aree più popolose al mondo. LEGGI TUTTO

  • in

    Nikon Small World: minuscole meraviglie rivelate dalla lente del microscopio

    Dagli spinosi granuli di polline alle scaglie dorate delle ali di una farfalla: i dettagli del mondo microscopico sfuggono alla nostra vista. Per questo ogni anno il concorso di microfotografia Nikon Small World ci ricorda e ci mostra la grande bellezza che ci circonda senza che ce ne accorgiamo. Quest’anno alla sua 47° edizione, il concorso ha ricevuto 1.900 candidature da 88 Paesi, da attenti osservatori che propongono visioni di ciò che è spesso invisibile a occhio nudo.Il concorso Nikon premia il rapido progresso tecnologico della microfotografia. Gli strumenti e le tecniche a disposizione hanno compiuto passi da gigante da quando la coppia formata da padre e figlio di Hans e Zacharias Janssen, due fabbricanti di occhiali olandesi, crearono il primo microscopio nel 1590. Quella scoperta aprì un intero nuovo mondo tutto da esplorare, fino a quella che Antoni van Leeuwenhoek descrisse nel 1683 come una sostanza bianca “spessa come una pastella”: la placca presente sui denti umani.

    Le foto in lizza per il concorso di quest’anno rivelano dettagli straordinari di entità incredibilmente ordinarie, dalla luce che attraversa dei granelli di sabbia del deserto alle antenne simili a piume di un moscerino. Tutte le foto vincitrici di quest’anno possono essere ammirate sul sito di Nikon. Ecco una selezione delle tante foto premiate quest’anno proposta dal photo editor di National Geographic Todd James.

    “Per me il valore di questo concorso non sta tanto nell’identificare le foto più meritevoli quanto nel fatto che ci ricorda quanto sia meravigliosa la natura, in ognuna delle sue espressioni”, afferma James. LEGGI TUTTO

  • in

    Foto del giorno: Luglio 2021

    Prima che la sabbia del deserto la inghiottisse, la recinzione di questa fattoria in Mauritania arrivava a 1,20 metri di altezza. Il sovrasfruttamento dei pascoli e la deforestazione, aggiunti alla siccità del Sahel, hanno portato alla rapida espansione del deserto, spingendo le popolazioni verso climi più ospitali. LEGGI TUTTO

  • in

    Il Cacciatore di Dinosauri: Missione Italia, le immagini più emozionanti

    Pubblicato 28 lug 2021, 16:43 CESTIl Cacciatore di Dinosauri: Missione Italia
    Fotografia di national geographicIl Cacciatore di Dinosauri: Missione Italia
    Fotografia di national geographicIl Cacciatore di Dinosauri: Missione Italia
    Fotografia di national geographicIl Cacciatore di Dinosauri: Missione Italia
    Fotografia di national geographic LEGGI TUTTO

  • in

    Come scattare delle foto di viaggio con gli occhi dei pittori di paesaggi

    È molto utile, continua Wilson, alzare lo sguardo e osservare le nuvole. “La pittura è una scienza”, afferma. “L’aria cambia quello che si vede: ciò che è più vicino sembra più caldo per via di come riflette le particelle di luce. L’arrivo di un temporale rende tutto più ‘liquido’”.Anche Kim Do, un pittore di paesaggi che vive nella Valle dell’Hudson di New York (e ha lavorato in tutto il mondo), afferma che “la pittura degli elementi climatici è affascinante” aggiungendo che “noi umani viviamo sul fondo di un oceano di aria. Siamo le aragoste del nostro pianeta. Guardiamo su e vediamo il tempo che cambia”. Do racconta che dipingere il cielo lo fa sentire connesso ad artisti paesaggisti che lo hanno preceduto come il famoso pittore britannico John Constable noto per i suoi quadri dagli ampi cieli con nuvole.

    Cercare il colore, trovare la bellezza

    Noa Charuvi si divide tra Gerusalemme e New York, due ambienti urbani ricchi di storia e con pochi spazi verdi. Eppure i suoi paesaggi riescono a catturare sia l’energia di questi due luoghi iconici sia la bellezza dei loro edifici. Le sue passeggiate quotidiane intorno a Brooklyn spesso la portano a fiancheggiare cantieri che lei immortala in uno scatto. “Spesso quello che mi ispira di uno scenario è il suo sorprendente potenziale di bellezza”, afferma. “Nei cantieri ad esempio spesso mi attraggono certi colori”.

    Charuvi racconta che anche i grattacieli in costruzione o le aree in demolizione possono fornire spunti di ispirazione: il giallo acceso del nastro che delimita le aree di sicurezza, i secchi arancioni dei muratori e il giallo dorato del legno non trattato. “I materiali di imballaggio di finestre e infissi spesso sono in colori pastello, rosa o blu”, dice. “Tutto inizia con il colore”.Per Charuvi trovare tavolozze di colori nell’ambiente che osserva significa trovare gioia in ogni scena, anche la più banale. Inoltre la affascina assistere allo “svolgimento della storia”: le città sono in costante cambiamento. Gli edifici vengono demoliti e ne sorgono di nuovi. La pittura paesaggista, afferma, le permette di “dare un senso all’infinito” che ci circonda. “Ci mette tutti in collegamento”, prosegue. 

    Queste sono considerazioni che tutti possiamo tenere a mente nella nostra esplorazione del mondo. La bellezza è in ogni giorno, è nel decadimento, nelle strade trafficate e nei segni della vita umana. Non è necessario realizzare un’immagine perfetta della Torre Eiffel ogni volta che si visita Parigi; a volte è più interessante osservare i pendolari sul metrò o i piccioni sotto i tetti.

    Soffermiamoci di più

    Forse la più utile lezione che i viaggiatori possono trarre dai pittori è questa: assorbire e fare proprio l’ambiente che ci circonda richiede tempo. Per poter creare una riproduzione artistica o apprezzare profondamente un luogo, è necessario rallentare e osservare, diventare parte integrante dell’ambiente e immaginare. Anche per realizzare una buona foto non basta semplicemente una bella scena. È necessario un tempo per carpire “il feng shui del panorama” come lo chiama Wilson.

    “Soffermarsi e contemplare sono azioni che richiedono esercizio”, spiega Do. “Una volta ero alle Barbados e stavo dipingendo e vicino a me c’era la fermata di un bus turistico che passava all’incirca ogni ora. Vedevo i gruppi di turisti arrivare, scendere, scattare una foto e ripartire”.

    Lui invece trascorse in quel punto tutta la giornata osservando la gente andare e venire. Alcuni di loro forse hanno fatto delle belle foto ma la loro sosta non era pensata per l’esperienza immersiva che gli artisti ricercano. Ognuno degli artisti con cui abbiamo parlato ha sottolineato l’importanza di “lasciar entrare il mondo”. È necessario assorbirlo, trattenerlo ed esserne trattenuti.

    “Realizzare paesaggi ti dà una sorta di consapevolezza dei luoghi che ti circondano”, afferma Do. “Ci si immerge nel paesaggio che si dipinge. L’ambiente ci culla. Ci avvolge. Quando si avverte quella sensazione, è un po’ come sentirsi nel grembo del nostro pianeta”. I suoi dipinti sono estremamente dettagliati ed evocativi e osservando i suoi paesaggi Oculus ci si sente immersi nell’immagine. E proprio questo è il punto, afferma. Questo è il motivo per cui viaggiamo, è il motivo per cui facciamo arte. È quel senso di profonda, intensa connessione.

    Può avvenire all’improvviso, ma non velocemente. LEGGI TUTTO