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    Photo Ark: 11.000 specie fotografate da Joel Sartore

    Sul portico, una variegata moltitudine di insetti che volavano intorno a una luce ha attirato la sua attenzione: libellule, cicale, scarabei e molti altri. Improvvisamente il suo stato d’animo è cambiato.
    “Ho pensato che avrei potuto approfittare delle limitazioni date dalla pandemia per fotografare insetti e altri invertebrati della zona” afferma Sartore, fondatore del progetto Photo Ark di National Geographic, che ha l’obiettivo di documentare ogni singola specie che vive in zoo e santuari per la fauna selvatica in tutto il mondo.
    Dopo quella mattina di Aprile, Sartore ha reclutato due dei suoi figli più grandi e una coppia di amici, Loren e Babs Padelford, pensionati e appassionati entomologi dilettanti che vivono anch’essi in Nebraska e amano dedicarsi alla fotografia degli insetti. Il team ha iniziato a perlustrare i terreni agricoli e le praterie del Nebraska e di 5 Stati confinanti, alla ricerca delle più piccole tra le creature, dai feroci mirmeleontidi alle colorate cicaline, agli esili reduvidi. Il risultato: hanno aggiunto 900 nuove specie al catalogo Photo Ark in appena otto mesi.
    “È semplicemente sorprendente che questi esemplari così indispensabili per il progetto Photo Ark fossero lì, proprio sotto il mio naso” afferma Sartore, che ha fotografato la maggior parte degli invertebrati in situ, all’interno di tende, per rilasciarli subito in natura.
    Come 11.000a  specie da aggiungere al suo imponente lavoro decennale di classificazione, Sartore ha scelto la Dichagyris longidens.
    Dopo essere stata denominata e descritta nel 1890, questa falena nativa degli Stati Uniti sud-occidentali lunga più o meno 2,5 cm, è stata per lungo tempo dimenticata. Su questa specie si sa così poco che la fotografia di Sartore è in effetti la prima di un esemplare vivente.
    “Sono sempre i mammiferi a ricevere più attenzione: i gorilla, le tigri; ma in realtà sono gli insetti a salvarci” afferma, citando il ruolo cruciale degli impollinatori per l’agricoltura e degli insetti spazzini per la decomposizione dei rifiuti. Nei soli Stati Uniti gli insetti contribuiscono all’economia con l’equivalente di 70 miliardi di dollari all’anno. Contemporaneamente, molti studi dimostrano che gli insetti stanno scomparendo a livello mondiale a un ritmo molto elevato, principalmente a causa della perdita dell’habitat e dell’uso dei pesticidi in agricoltura.
    Akito Y. Kawahara, professore associato e curatore di Lepidoptera (lepidotteri, ovvero falene e farfalle) presso il Florida Museum of Natural History, ha applaudito la decisione di Sartore di dare una posizione di preminenza a un lepidottero nel suo progetto Photo Ark.
    “Sta attirando l’attenzione sulle piccole creature del mondo, che sono assolutamente sottovalutate”, afferma.
    Falena misteriosa
    Quando Sartore e il suo team hanno immortalato la Dichagyris longidens lungo il fiume Pecos nel Nuovo Messico a settembre 2020, hanno mandato la foto della specie misteriosa a Bob Biagi, editor per l’identificazione delle specie per il sito web BugGuide. La sua risposta è stata: “Sono almeno 130 anni che aspettiamo questa foto”.
    La Dichagyris longidens appartiene alla famiglia delle agrotidi, piccole falene di colore marrone di aspetto molto simile. Anche gli scienziati hanno difficoltà a distinguerle, afferma Kawahara, e questo è anche il motivo per cui la Dichagyris longidens è stata così poco studiata.
    Le agrotidi sono così chiamate perché i loro bruchi di notte fuoriescono dal terreno e attaccano il colletto delle piante – generalmente delle piante più giovani – staccandole. Alcune specie, come ad esempio l’Euxoa auxiliaris, sono considerate insetti parassiti infestanti per le colture, ma la maggior parte non sono dannose per l’agricoltura, afferma Kawahara.
    Le agrotidi sono inoltre cibo per i pipistrelli (sono particolarmente “carnose”, dice Kawahara) e impollinano i fiori che sbocciano di notte. Il ruolo delle falene come impollinatori è spesso oscurato agli occhi dell’opinione pubblica da api e farfalle, afferma.
    Sulla Terra vivono circa 160.000 specie note di falene e farfalle, ma è possibile che ce ne siano altre 200.000 che ancora non sono state identificate. “Ci sono ancora molti insetti che non conosciamo o di cui sappiamo molto poco” afferma Scott Bundy, professore di entomologia presso l’Università statale del Nuovo Messico. LEGGI TUTTO

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    Foto del giorno: Gennaio 2021

    Questa immagine del numero di luglio 1999 mostra il regista iraniano Bahram Beyzai, in verde, mentre gira un film sette anni dopo che la censura nazionale ha contestato il suo progetto precedente. L’attrice nel tradizionale abito Baluchi è Mozhdeh Shamsai, che è anche sposata con Beyzai. Un suo primo piano è apparso sulla copertina di questo numero. LEGGI TUTTO

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    Foto del giorno: Dicembre 2020

    A Telfs, in Austria, gli uomini si travestono da licheni degli alberi durante lo Schleicherlaufen, un festival che si tiene ogni cinque anni che celebra la fine dell’inverno. Le origini del festival non sono chiare, ma possono essere fatte risalire al XVI secolo. LEGGI TUTTO

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    10 foto che raccontano il 2020: un anno di sfide che ha cambiato noi e il mondo

    Più che fare una semplice cronaca degli eventi principali, questo articolo mira a catturare i tanti modi in cui questo anno ci ha messo alla prova, isolato, responsabilizzato e anche dato speranza. I nostri fotografi hanno riflettuto sul nostro desiderio collettivo di sicurezza, sull’importanza di documentare questi tempi di agitazione sociale e sui momenti di scoperta che hanno vissuto durante il lockdown.Whitney Johnson, vicepresidente della sezione contenuti visivi, afferma che quest’anno ha permesso a National Geographic di presentare i contenuti in una forma diversa. I nostri photo editor normalmente inviano i fotografi in giro per il mondo per fare reportage su situazioni di crisi e conflitti, invece quest’anno gli abbiamo chiesto di documentare la realtà delle loro comunità: un approccio che ci ha permesso di coinvolgere ancora più professionisti, e ognuno di loro ha contribuito con una prospettiva personale sul mondo che lo circonda.Se da un lato era obiettivamente difficile trovare barlumi di speranza in un anno così infausto, molte di queste immagini rivelano la resilienza dello spirito umano e il potere della scoperta scientifica: dai manifestanti riuniti a Washington D.C. che hanno obbligato la nazione a fare i conti con secoli di ingiustizie, ai modi innovativi che le famiglie hanno trovato per convivere nell’isolamento.“Queste immagini ci restituiscono un senso condiviso di comunità”, afferma Kathy Moran, vicedirettrice della fotografia. “Siamo isolati, ma attraverso l’espressione visiva dell’esperienza possiamo condividere questo momento. Viviamo l’isolamento e viviamo la speranza, e ci sentiamo responsabilizzati. Questo è il dono della fotografia: ci collega in un modo del tutto particolare”. LEGGI TUTTO

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    Le migliori foto del 2020: il fascino naturale degli animali

    Questa foto, di David Liittschwager, è l’immagine di un declino di massa degli insetti che si sta verificando in tutto il mondo. La redazione fotografica del National Geographic l’ha scelta come una delle nostre 26 migliori foto di animali dell’anno.
    “Molte delle foto scelte rappresentano specie non comuni, come alcuni degli insetti di Liittschwager” afferma la foto editor Ally Moreo, che ha curato la lista. Raccontare storie poco conosciute sugli animali “può aiutarci, come esseri umani, a coesistere con loro e capire che le nostre azioni possono avere un impatto positivo o negativo sulla natura”.
    Molte delle fotografie mostrano l’opera di persone che dedicano la propria vita ad aiutare gli animali. Una di queste è l’immagine delle aquile arpie di Karine Aigner. Fortemente minacciati, questi uccelli hanno una nuova speranza di sopravvivenza grazie a un innovativo programma di tutela in Amazzonia.
    La fotografia di Doug Gimesy mostra un folto gruppo di volpi volanti a Melbourne, in Australia, che stanno morendo a causa di una tremenda ondata di calore avvenuta lo scorso dicembre. Migliaia di questi pipistrelli sono morte quel giorno, ma Gimesy ha documentato anche i soccorritori che hanno lavorato in condizioni di caldo estremo per salvare centinaia di questi animali.
    Altre fotografie scelte quest’anno mettono in luce la complessa e spesso controversa relazione tra l’uomo e gli animali in cattività. Mélanie Wegner ha documentato l’enorme commercio di fauna selvatica esotica in Texas: più di un milione di animali esotici, tra cui orici e zebre, vengono allevati, venduti e cacciati per grosse somme di denaro nei ranch di tutto lo stato. Daniel Rolider ha immortalato cavalli per carrozze e i loro cocchieri a New York City; Greg Kahn ha fotografato gli scimpanzé di un santuario della Georgia al centro di molte polemiche.
    La maggior parte di queste foto sono state scattate prima della pandemia di COVID-19, ma alcune sono state fatte durante gli ultimi mesi, in ambienti controllati, o in sicurezza, da lontano (gran parte dell’attività di fotografia naturalistica si svolge “già di per sé a distanza”, afferma Moreo).
    La pandemia ha limitato molto la possibilità di viaggiare per molti fotografi di National Geographic quest’anno. Questo ha stimolato Jasper Doest a pensare a un nuovo progetto fotografico sulla fauna selvatica che aveva a disposizione mentre era in quarantena a casa, nei Paesi Bassi. Ha rivolto il suo obiettivo su una coppia di piccioni che prima hanno cominciato a frequentare il balcone della sua casa, poi si sono avventurati dentro l’appartamento, fino al divano in salotto e perfino sulla casa delle bambole delle figlie.
    Doest, di cui anche le fotografie dei macachi giapponesi che si esibiscono e del fenicottero salvato di nome Bob fanno parte di questa selezione, ha chiamato i piccioni Ollie e Dollie. Le loro visite quotidiane sono diventate un invito della realtà a ricordarci che “non siamo soli su questo pianeta”, scrive. “E dobbiamo condividerlo con tutti gli esseri viventi, perché la nostra vita dipende da questo”. LEGGI TUTTO

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    Queste fotografie immortali ci permettono di viaggiare con la fantasia

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    25 METE SENZA TEMPO PER PROGRAMMARE I NOSTRI GRANDI VIAGGI DI DOMANI LEGGI TUTTO