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    Stati Uniti, la Corte Suprema limita i poteri dell'agenzia ambientale

    MADRID – La Corte Suprema irrompe nella missione di Biden alla Nato, con una sentenza che gli toglie il potere di affrontare l’emergenza clima secondo i suoi piani. E come era già accaduto con l’aborto, evidenzia sulla scena internazionale la spaccatura politica degli Usa, che li indebolisce anche nella sfida con le autocrazie.

    I divieti, la protesta: le due Americhe divise dall’aborto

    di

    Massimo Basile

    26 Giugno 2022

    Lo dimostra la conferenza stampa della delegazione bipartisan di sei senatori americani, che ha seguito il presidente al vertice di Madrid. Compattezza assoluta sull’Ucraina; sulla necessità di impedire al “brutale dittatore Putin di vincere e prendere di mira Polonia, paesi baltici, Romania”; sulle nuove forniture militari da 800 milioni di dollari, incluse armi offensive; e pazienza per il prezzo della benzina e l’inflazione alle stelle, perché “se Putin vincesse il costo economico sarebbe assai più grande”. La senatrice Ernst si spinge a rassicurare l’Italia sul gas: “Americani ed europei possono realizzare un programma energetico che ci consenta di fare a meno della Russia”.

    Corte Suprema, la forzatura sull’aborto dei giudici nominati da Trump che ora lacera l’America

    dal nostro corrispondente

    Paolo Mastrolilli

    24 Giugno 2022

    Tutto bene, dunque. Fino a quando si passa alla politica interna, come le sentenze della Corte Suprema sull’aborto, o quella di ieri per limitare il potere del governo sulle emissioni. Allora l’America si spacca, ricordando il problema delle democrazie su cui punta Putin per vincere la sfida delle autocrazie, allo scopo di abbattere l’ordine mondiale basato sulle regole e costruirne uno multipolare in cui i bulli come lui prevalgono sui deboli. Perché i dittatori fanno come vogliono, almeno fino a quando la gente non si ribella, mentre i leader democratici devono guadagnarsi consenso e voti, a scadenze regolari e ricorrenti. Come le elezioni midterm di novembre, dove il presidente sembra destinato a perdere la maggioranza al Congresso.Prendiamo la sentenza di ieri, con cui la Corte Suprema ha legato le mani a Biden sul clima.

    Stati Uniti, un tribunale della Louisiana ferma il divieto di aborto

    di

    Massimo Basile

    27 Giugno 2022

    Obama aveva usato l’Environmental Protection Agency, in sostanza il ministero dell’Ambiente Usa, per ridurre le emissioni di gas nel settore elettrico del 32%, passando dalle centrali a carbone alle rinnovabili. Lo aveva fatto in base alla legge Clean Air Act. La West Virginia, grande produttrice di carbone, ha fatto causa e il massimo tribunale le ha dato ragione, stabilendo che il governo non può usare agenzie come l’EPA per prendere simili provvedimenti, senza mandato del Congresso. È un colpo letale alla strategia di Biden contro il riscaldamento globale, ma ancora più preoccupante è il segnale sulla filosofia della Corte, decisa a far arretrare ovunque i poteri del governo federale, secondo la dottrina conservatrice che predilige i singoli 50 Stati.Sempre aperta poi è la questione aborto, dopo l’annullamento della sentenza Roe vs. Wade che ne aveva fatto un diritto costituzionale. Biden ieri ha detto che “bisogna eliminare il filibustering, affinché il Congresso possa approvare una legge”. Significa sospendere la regola procedurale in base a cui per certi provvedimenti servono 60 voti favorevoli al Senato, per garantire sostegno bipartisan. Ma i democratici hanno una maggioranza di un solo voto, cioè parità di 50 seggi a 50, che può essere superata solo con l’intervento in aula della vice presidente Harris.

    Negli Usa Facebook e Instagram rimuovono post e foto sulle pillole per l’aborto

    di

    Massimo Basile

    28 Giugno 2022

    Così una legge sull’aborto non passerà mai, e perciò Biden vuole togliere il filibustering, a cui però sono favorevoli i due senatore democratici Manchin e Sinema. Una piccola consolazione è venuta dalla sentenza con cui la Corte ha concesso al presidente di annullare un provvedimento di Trump, che costringeva gli immigrati richiedenti asilo di aspettare in Messico la decisione sul loro destino.Il punto è che la Corte Suprema ha una super maggioranza conservatrice di 6 voti a 3 che non rispecchia la realtà dell’America, perché i repubblicani l’hanno ottenuta imbrogliando, e la usa per perseguire una sua agenda reazionaria. Così perde legittimità, contribuisce a spaccare il paese e lo indebolisce anche sulla scena internazionale, compresa la lotta contro le autocrazie. LEGGI TUTTO

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    Ucraina, l'ultimo crimine di guerra: mille scuole bombardate

    ROMA – Il governo ucraino ha contato più di mille scuole e strutture educative bombardate, e non è facile censirle tutte visto che molte città sono ancora in mano ai russi. Novantacinque di queste sono state completamente distrutte. Mura, soffitti, banchi, sedie, lavagne multimediali: polvere. L’Unicef sostiene 89 strutture nell’Ucraina orientale: quindici sono state danneggiate o demolite. Per questa distruzione organizzata di presidi educativi, il Tribunale penale internazionale potrà utilizzare le imputazioni di crimine di guerra. Nei confronti di chi ha ordinato o commesso l’atto.

    L’agenzia Associated Press con il programma “Frontline” sta conducendo una propria inchiesta sul tema scuole e ha individuato 57 casi che possono definirsi “crimini di guerra”. Cannoneggiare, o abbattere, deliberatamente un edificio scolastico è chiaramente un crimine di guerra e in molti casi non ci sono altre spiegazioni all’azione violenta se non la volontà dell’esercito russo di far pagare alla generazione più debole il peso della resistenza dei padri. Su un piano generale, sono più di 8.000, ad oggi, le imputazioni per “crimini di guerra” ipotizzati nel corso del conflitto in Ucraina.

    Guerra in Ucraina, i diciassette bambini uccisi e quelli salvati dalle bombe. E’ morto anche il fratellino di Polina

    dal nostro inviato

    Corrado Zunino

    03 Marzo 2022

    La prima vittima del conflitto all’interno di un edificio educativo è stata Alisa Hlans, 7 anni, colpita da bombe a grappolo vietate dalla Convenzione delle Nazioni Unite del 2008 (né Russia né Ucraina vi hanno mai aderito). Era in corso un assedio a Ochtyrka, città del Donbass, nel secondo giorno dell’invasione russa. Alisa si era rifugiata nella scuola, con la mamma. E’ stata raggiunta da una scheggia, ed è morta il giorno dopo in ospedale. Lo ha raccontato la procuratrice generale Irina Venediktova diffondendo i disegni fatti dalla bimba ed esposti nella struttura che frequentava.

    Uno dei disegni realizzati nella scuola di Okhtyrka da Alisa, uccisa a 7 anni  LEGGI TUTTO