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    Italgas investe in biometano e idrogeno verde. E guarda anche all'acqua

    ROMA – Biometano, metano sintetico e idrogeno verde. Sono le tre strade che verranno intraprese da Italgas per affrontare il cammino verso la transizione energetica. Come tutte le società che per decenni hanno legato il proprio giro d’affari agli idrocarburi, anche lo storico gruppo nato oltre cento anni fa a Torino e da pochi tornato sul listino di Piazza Affari, deve pensare a come traguardare le scadenza al 2050.

    Italgas si aggiudica la distribuzione di gas a Torino: è la quarta vittoria in cinque gare

    di

    Luca Pagni

    05 Marzo 2021

    La Ue ha imposto che per quella data (con un primo livello di riduzione al 2030) si dovrà fare un uso estremamente limitato di gas naturale (non più del 10% dei livelli attuali). Così l’azienda controllata da Cdp Reti (con Snam come partner di minoranza), sta investendo sempre di più sulle “alternative” verdi, a bassa se non nulla emissione di CO2.

    Italgas sposta gli investimenti verso la green economy

    Il nuovo piano industriale di Italgas appena presentato dice questo. Pur continuando nelle attività “tradizionali” legate agli idrocarburi, il peso degli investimento non può che spostarsi anno dopo anno verso la green economy.

    Dei 7,9 miliardi di euro del piano industriale al 2027, oltre 1,4 miliardi (+300 milioni rispetto al precedente piano) sono “destinati a portare a termine i programmi di digitalizzazione dell’intero network con la realizzazione di reti smart in grado di accogliere gas rinnovabili come il biometano, già oggi ampiamente disponibile e atteso in forte sviluppo nell’arco del prossimo decennio, nonché il metano sintetico e l’idrogeno verde”.

     Idrogeno verde, primo esempio in Sardegna

    Lo si legge nella nota a corredo del piano presentato ieri al mercato dall’amministratore delegato Paolo Gallo. In sostanza, la digitalizzazione è il passaggio necessario per abilitare le reti al passaggio dei nuovi componenti green. Per esempio, con l’installazione di sensori e valvole di sezionamento telecomandate per il rilevamento dei parametri di funzionamento della rete e la sua gestione da remoto.

    Un esempio concreto lo si vede in Sardegna, dove sta procedendo il piano per a metanizzazione dell’isola, che guarda già al futuro, come ha spiegato il manager: “Siamo prossimi al completamento della costruzione dei 1.100 chilometri di reti native digitali che, in quanto tali, saranno idonee ad accogliere una componente di idrogeno verde prodotto dal nostro impianto Power to Gas che sorgerà in provincia di Cagliari”.

    L’idrogeno è soprattutto un investimento per il futuro, ma bisogna iniziare a investire da subito. “Abbiamo mappato i progetti sull’idrogeno, e la maggior parte si trova in Europa”. Alla luce di ciò “l’Europa sta diventando leader del settore ma il costo di quello verde ancora non è competitivo, forse dovremo aspettare il 2030, anno i cui tutti gli studi indicano lo diventerà”. Per quella data, il costo degli elettrolizzatori scenderà in maniera massiccia”, ha spiegato Gallo, “poi l’aumentata diffusione di rinnovabili farà si che gli operatori si chiederanno se sarà piu conveniente vendere l’elettricità o usarla per produrre idrogeno, un vettore che sarà usato per spostare energia nel mondo”. Ecco, “questo sarà fra 10 anni, oggi noi abbiamo il biometano”, segnala l’ad italgas, perché “non ci muoviamo nella transizione energetica facendo dei passi ma mutando scenari, un percorso fatto di tanti piccoli passi”.

    Italgas guarda anche al business dell’acqua

    Il piano prevede anche 180 milioni di euro da investire nello sviluppo di nuovi settori, in modo da ampliare il giro d’affari. In particolare nell’efficienza energetica e nel ciclo dell’acqua. Nell’efficienza energetica la controllata Seaside è destinata a diventare una leva sempre più importante nelle attività di decarbonizzazione e di risparmio energetico. Con l’incorporazione di Toscana Energia Green, completata il mese scorso, la società amplia il proprio perimetro grazie all’acquisizione di ESCo Ceresa, specializzata nella fornitura di servizi energetici, con un portafoglio di 3.700 clienti (di cui oltre 800 condomini) prevalentemente nell’area di Torino.

    Infine, prosegue la partecipazione di Italgas nelle gare che vengono indetti nei vari ambiti locali per la gestione della distribuzione del metano. Sono previsti investimenti per oltre 2 miliardi di cui 1,4 miliardi dedicati all’acquisizione delle reti di terzi negli ambiti in cui Italgas risulterà aggiudicataria dei bandi, mentre la differenza sarà destinata a investimenti in manutenzione, ammodernamento ed estensione delle reti acquisite. Attraverso la partecipazione alle gare aumentare la propria quota di mercato dall’attuale 35% al 45% circa in termini di punti di riconsegna attivi. LEGGI TUTTO