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    Aerei vietati per le tratte brevi se c'è il treno. L'Europa dice sì, e ora vale per tutti i Paesi

    ROMA – Dopo un anno di negoziati, la Commissione Ue dà semaforo verde alla Francia. Il governo francese potrà vietare i collegamenti aerei interni – sulle tratte brevi – quando i viaggiatori hanno a disposizione l’alternativa del treno.

    I paletti

    In particolare, lo stop ai voli potrà scattare se il treno garantisce lo stesso percorso dell’aereo, cioè lo stesso collegamento tra due città, con meno di due e ore e mezza di viaggio lungo i binari. Il via libera dell’Europa ai francesi, però, viene sottoposto adesso ad alcune condizioni.

    Queste le condizioni:- il collegamento ferroviario dovrà essere garantito più volte al giorno, e senza cambio di treno;- e dovrà anche essere bidirezionale, con viaggi di andata e ritorno sulla stessa tratta;- le frequenze dovranno essere sufficienti e in campo sempre ad orari adeguati per i passeggeri;- tra partenza e ritorno in treno, il viaggiatore deve poter restare almeno 8 ore nella città di arrivo.

    Il treno francese ad alta velocità (TGV) a Lione  LEGGI TUTTO

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    Reddito di cittadinanza, il ministro dell'Istruzione Valditara: “Stop a chi non assolve l'obbligo scolastico”

    MILANO – Stop al reddito di cittadinanza a chi non ha completato l’obbligo scolastico. È l’indicazione arrivata dal ministro dell’Istruzione e del merito, Giuseppe Valditara. “In Italia ci sono 364.101 percettori di reddito di cittadinanza nella fascia tra i 18 e i 29 anni. Di essi 11.290 possiede solo la licenza elementare o nessun titolo, […] LEGGI TUTTO

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    Subito dieci miliardi per bollette e consumi. Cingolani consulente

    ROMA — C’è almeno un filo a legare il governo Draghi a quello, appena nato, di Giorgia Meloni. Lo annoda Roberto Cingolani che sarà consulente — senza compenso — del nuovo esecutivo.

    Cingolani, ormai ex ministro della Transizione Ecologica, lavorerà per Gilberto Pichetto Fratin, ora a capo dell’Ambiente e della Sovranità energetica. «Mi è stato chiesto di dare una mano per chiudere i dossier che sosteniamo in Europa. Sono il price cap sul gas e il disaccoppiamento dei prezzi della elettricità», due misure che possono regalare sollievo alle bollette degli italiani.

    Proprio domani, peraltro, servirà aiutarsi. In Lussemburgo si riunisce il Consiglio europeo per l’Energia, cui Pichetto Fratin dovrebbe partecipare insieme ai colleghi ministri dell’Ue forti delle stesse competenze. Pichetto Fratin, però, non volerà in Lussemburgo perché il nuovo governo italiano otterrà la fiducia solo martedì alla Camera e mercoledì, anche al Senato.

    È plausibile che proprio Cingolani sia chiamato ai tempi supplementari rappresentando l’Italia al Consiglio Ue. Alla fine Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, pronostica che Pichetto Fratin finirà sovrastato, quasi commissariato da Cingolani.

    In attesa dei nuovi equilibri della politica, le famiglie italiane mettono già a punto una precisa strategia di risparmi. Un sondaggio della Swg, commissionato dalla Confesercenti, avverte che il 39% delle persone taglierà le spese superflue; il 29% addirittura tutte le uscite. Cinque miliardi di consumi rischiano di sparire così a fine anno. Il 49% degli intervistati punterà su regali meno costosi di quanto immaginava. Per una persona su 4, il taglio ai regali sarà netto, oltre il 30% dell’importo.

    Il 69% ha già deciso che non partirà. In media, chi invece si concederà un viaggio stanzierà 492 euro (quasi 200 in meno del 2019, ultimo anno prima della pandemia). Pesano sulle famiglie l’incertezza, un peggioramento oggettivo delle condizioni di lavoro, una prima riduzione delle riserve e dei risparmi, l’inflazione e proprio il caro bollette.

    Confesercenti apprezza gli antidoti che sono in campo e quelli che arriveranno. Il problema è che le prime riduzioni si vedranno solo nel primo trimestre 2023. Per questo, Confesercenti chiede al governo – misura straordinaria – di alleggerire la pressione fiscale sulle tredicesime.

    Ottenuta la fiducia, il governo Meloni cercherà la strada per dare una prima risposta alle nuove emergenze. Serve una corsia preferenziale. È possibile, dunque, che il governo chieda al Parlamento l’autorizzazione a spendere subito i 10 miliardi, il tesoretto che Draghi lascia a Meloni. La somma servirà a prolungare sia lo sconto di 30 centesimi sulle accise della benzina (in scadenza il 18 novembre) e sia i crediti d’imposta per le imprese, energivore e non (in scadenza il 30 novembre).

    L’autorizzazione prenderebbe poi la forma di un emendamento ad un decreto (l’Aiuti ter) che inizia il suo percorso parlamentare il 7 novembre, per essere convertito in legge. LEGGI TUTTO

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    La Cgil: “Il contratto è scaduto da 3 anni: usiamo i fondi del Pnrr per gli aumenti”

    ROMA –  Francesco Sinopoli, segretario della Federazione dei lavoratori della conoscenza per la Cgil, ha tenuto una posizione conflittuale con il Governo Draghi e il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, tecnico di area Pd, nei 17 mesi di governo in pieni poteri. Sulla proposta del segretario del Partito democratico, Enrico Letta, ora dice: “È un’indicazione da prendere positivamente. Quando in campagna elettorale si mette la scuola al centro, bisogna ascoltare. Dico che prendiamo così in parola Letta da chiedergli di mostrare subito le intenzioni del suo partito. Accompagni Draghi e il ministro Bianchi a chiudere, adesso, un contratto di lavoro che è in ritardo di tre anni e che ha risorse sufficienti per aumenti fino a un massimo di 123 euro lordi. Una miseria, vista la base di partenza”.

    Chiedete soldi subito per dimostrare che non sono solo promesse elettorali.”Vedo il governo usare oggi, che è in attività solo per gli affari correnti, le risorse del Piano nazionale di resilienza e ripresa per migliorare diversi investimenti. Ecco, usi quei soldi europei anche per gli stipendi dei docenti e dei lavoratori della scuola. Direi che lo può fare, visti i precedenti. Poi, sono d’accordo, ci vorranno cinque anni per arrivare alle retribuzioni medie dei Paesi europei occidentali, ma il Pd dia adesso un segnale chiaro”.

    Un aumento di 123 euro è davvero poco?”Pochissimo, ci abbiamo fatto due scioperi contro, uno nel 2021 e uno nel 2022. Le distanze dal resto dell’Europa le state certificando voi rendendo pubblici i dati Eurydice, ma a queste dobbiamo affiancare le distanze interne tra il mondo dell’insegnamento e quello del resto della pubblica istruzione. A parità di titolo di studio ci sono differenze che arrivano a 350 euro. Vogliamo vedere gli aumenti adesso, prima della prossima Legge di bilancio, che peraltro sarà fatta da un nuovo governo. Dobbiamo fare un terzo sciopero in estate?”.

    Il governo Draghi su scuola, università e ricerca ha messo 30 miliardi del Pnrr.”Sì, ma non ha mai riconosciuto il ruolo dei docenti, quelli assunti e quelli precari. E ha sbagliato. Il Pd ora ha l’occasione per cambiare l’approccio di Palazzo Chigi. La Cgil non ha mai avuto un atteggiamento di pregiudizio nei confronti dell’esecutivo di Mario Draghi, ha firmato un Patto per la scuola insieme agli altri sindacati, ma Bianchi ci ha messo poco per sconfessarlo”.

    Un esempio di quello che non avete gradito?”L’ultimo atto, i 400 euro di aumento ad personam per ottomila insegnanti che realizzeranno un lungo percorso di formazione. Un docente per scuola, l’uno per cento del totale. Una provocazione assurda. Non risolve alcun problema e mette i docenti uno contro l’altro”. LEGGI TUTTO

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    La promessa del Pd ai prof italiani cenerentole d’Europa

    ROMA – Dice Enrico Letta, ricordandosi di una categoria diventata scettica rispetto ai racconti fatti in campagna elettorale, che bisogna aumentare gli stipendi ai professori di scuola. Parla di professori, facendo arrabbiare i maestri. Già docente dell’università francese, dice poi che “bisogna portare quei salari su un livello europeo” perché l’Italia “è uno dei Paesi che paga gli insegnanti di scuola media o superiore meno di tutti gli altri”.

    Il segretario del Pd offre anche una scadenza, onesta in verità, per realizzare il compito dovesse mai contribuire a formare un governo: si vedranno buste paga degne di Parigi e Madrid (non parliamo di Berlino) per la fine della legislatura, il 2027. Oggi non ci sono le coperture per chiudere decentemente un contratto in ritardo di tre anni, figuriamoci per immettere alcuni miliardi su un’operazione di questa portata. E, infine, “il vero problema degli stipendi di scuola in Italia è che partono bassi e poi quasi non si muovono”. Gli scatti di anzianità sono al minimo e altre forme di incentivazione premiale non sono state mai gradite alla maggioranza della platea interessata.

    Vacanze, carriera e stipendio. Il docente stressato in tutta Europa

    di

    Ilaria Venturi

    Corrado Zunino

    09 Ottobre 2021

    Come è, allora, questa distanza sul tema “retribuzioni a scuola” dal resto dell’Europa occidentale, quella con cui ci paragoniamo? È proprio così: i nostri prof sono sottopagati. Lo dicono le comparazioni più serie. Eurydice, la rete europea dell’informazione sull’istruzione, con “Teachers and school heads, salary and allowances in Europe 2020-2021” ha passato in rassegna i salari annuali – lordi e parametrati in euro – dei docenti di trentanove Paesi europei o di realtà linguistico-scolastiche (il Belgio, per esempio, ha tre situazioni diverse sull’istruzione con tre tipi di stipendi macroregionali).

    Bene, in un ranking che enuclea le carriere di un insegnante di una scuola superiore di secondo grado o di un Istituto tecnico superiore (Its), l’Italia è al 18° posto per salario pagato (su 39). Se si osserva il grafico, si vede come questa posizione mediana ci tiene lontani dalle democrazie di riferimento: Germania, Spagna, Francia.

    Guidano la classifica tre Paesi per noi inavvicinabili – piccoli, ricchi e con economie speciali – quali Liechtenstein, Lussemburgo e Svizzera. Gli stipendi dei loro insegnanti sono vicini a quelli di un professionista del privato qualificato: 150.000 euro per un docente a fine carriera di Vaduz, 140.000 per un professore ultracinquantenne di una scuola superiore di Lugano o Basilea. Scendendo, si vede che il salario medio di un docente di una regione tedesca è, a inizio cattedra, pari a 62.000 euro, il 59 per cento più alto di quello di un pari grado italiano. E a fine carriera quel prof tedesco vedrà crescere la busta paga di oltre 23.000 euro lordi, il collega in Italia di soli 14.000.

    Scuola, le assunzioni dei docenti bloccate dagli errori del concorso. E’ allarme cattedre vuote

    di

    Valentina Lupia

    Corrado Zunino

    26 Luglio 2022

    Davanti a noi ci sono tutti gli stati scandinavi, i Paesi che hanno la Germania come riferimento (Austria, Olanda, Danimarca), le tre macroregioni del Belgio, piccole nazioni del Nord come l’Islanda e l’Irlanda. In Spagna lo stipendio medio in partenza è di 8.500 euro più alto e alla fine la differenza con l’Italia sale a +19.000. La Francia non ha fior di salari per la propria scuola pubblica: un insegnante neolaureato di un liceo a fine anno avrà guadagnato 29.000 euro lordi, solo tremila in più del prof italiano. Dopo i 55 anni, però, la sua retribuzione sarà salita a quota 50.000 (diecimila in più di quella garantita da noi).

    In Italia gli stipendi dell’istruzione sono in linea con quelli pagati a Malta e Cipro, un po’ superiori in partenza rispetto al Portogallo (dove, tuttavia, crescono nella seconda fase di cattedra), il doppio di quelli greci. Ovviamente, il nostro Paese paga meglio la propria classe docente rispetto a tutto l’Est Europa e alla Turchia, ma in queste aree il basso costo della vita fa recuperare agli insegnanti potere d’acquisto.

    Le reazioni alla proposta Letta dei docenti italiani, un tempo vicini al centrosinistra, sono state in maggioranza scettiche: “Facile parlare di aumenti in campagna elettorale”, hanno detto e scritto, “perché il Pd non è intervenuto sulla questione stipendi con il governo Draghi in pieno potere?”. LEGGI TUTTO