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    Test salivari a campione su 110mila alunni al mese: “Li faranno i genitori”

    Scuole sentinella dove ogni mese si faranno test salivari su un campione di circa 110mila alunni. È la strategia alla quale si sta lavorando per controllare la circolazione del virus a settembre, quando ci sarà la ripresa delle attività. Ci si aspetta che il ritorno in classe faccia risalire la curva dei casi, soprattutto asintomatici, e l’Istituto superiore di sanità sta scrivendo un protocollo con le Regioni proprio per capire quello che avverrà tra i più giovani, individuando subito eventuali positività.

    Docenti con il certificato e un metro tra gli alunni, le regole per il rientro in classe

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    Ilaria Venturi

    14 Agosto 2021

    Lo stop del Cts

    Il Comitato tecnico scientifico, tempo fa, aveva detto di non essere d’accordo con i controlli a tappeto su tutti gli alunni proposti dal ministro all’Istruzione Bianchi. Oltre che molto dispendiosi, sarebbero stati difficili da organizzare. Il Cts disse anche che in quel modo si sarebbe creata una discriminazione rispetto all’ingresso a scuola di chi non avesse dato il consenso a sottoporre il figlio ai test.

    Fino a tre scuole per provincia

    Nel protocollo al quale si sta lavorando l’impostazione è molto diversa e segue un po’ quanto fatto già l’anno scorso da alcune Regioni, come Veneto e Toscana. Le scuole sentinella saranno scelte dalle amministrazioni locali, e dovranno essere da una a tre per ogni provincia. Gli alunni devono avere dai 6 ai 14 anni, cioè frequentare elementari e medie. In tutto si tratta di 4,2 milioni di ragazzi. I tecnici vogliono fare circa 110mila test al mese (divisi in due tranche, una ogni 15 giorni) preferibilmente a ragazzi che frequentano classi diverse. E visto che ovviamente la partecipazione è volontaria, si è preso il dato di adesione che hanno avuto l’anno scorso le Regioni per capire a quanti bisogna chiedere di partecipare per avere un campione sufficiente. Il via libera è arrivato da circa il 60% dei contattati: quindi, saranno circa 180mila le famiglie cui sarà chiesto se vogliono che il figlio faccia parte dello screening. In questo modo si conta di avere appunto 110mila alunni disponibili.

    Covid, cosa fare se è il bambino a essere contagiato: i consigli del pediatra

    di

    Giuliano Aluffi

    19 Agosto 2021

    Si usano i test salivari

    I test utilizzati saranno quelli salivari, cioè i meno invasivi. I tecnici sanno bene che, se si proponesse il tampone nasale, la partecipazione potrebbe essere inferiore. E comunque il salivare è un sistema di prelievo molto più semplice e meglio gestibile. Sarà la struttura commissariale guidata dal generale Francesco Figliuolo a procurare il materiale necessario agli esami.

    Il ruolo dei genitori

    I primi due mesi saranno di sperimentazione e i prelievi verranno fatti a scuola, con il personale delle Asl. Ma più avanti, visto che la procedura è molto semplice, si chiederà ai genitori di prendere personalmente il campione di saliva del figlio, la mattina subito dopo il risveglio. Il campione sarà poi portato a scuola, da dove verrà inviato con gli altri ai laboratori della Asl. Se sarà trovato un caso di positività, dopo un esame di conferma, partirà la normale procedura di isolamento e ricerca dei contatti.

    Ogni mese alunni diversi

    L’idea è di portare avanti i controlli per tutto l’anno scolastico, cambiando ogni mese i plessi scolastici coinvolti e magari scegliendoli in Comuni diversi. Le Regioni potranno coinvolgere più alunni rispetto al numero fissato nel protocollo, e rivolgersi anche a classi di età diverse. In generale, lo screening potrà essere modificato, anche a livello centrale, ad esempio se ci saranno cambiamenti di tipo epidemiologico o se diventeranno disponibili nuove tecnologie diagnostiche. Si tratterà di un’operazione di sanità pubblica e non di uno studio (come quello fatto l’anno scorso, con scarsi risultati, utilizzando i test sierologici) perché appunto servirà a intercettare i positivi asintomatici e a mettere in sicurezza la scuola ed eventuali familiari fragili degli studenti. Chi non vorrà partecipare, ovviamente, potrà andare comunque a lezione.

    La questione dei docenti

    Si è valutata anche la possibilità di fare lo screening con i test salivari anche su un campione di docenti. Si deve però ancora chiarire se andare avanti su questa strada, anche perché l’obbligo di Green Pass potrebbe rendere i controlli poco utili. LEGGI TUTTO

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    Tamponi ai prof, Bianchi decide: “Gratis ai fragili con il certificato”

    Sì ai tamponi gratuiti agli insegnanti, ma solo per chi rientra nella categoria dei fragili. Condizione, quest’ultima, che dovrà comunque essere dimostrata attraverso un certificato rilasciato dal medico curante. Dopo giorni di botta e risposta, il ministero dell’Istruzione mette la parola fine alla polemica sui test riservati al personale della scuola non ancora vaccinato. E, attraverso una nota esplicativa agli istituti, chiarisce il punto che nei giorni scorsi aveva fatto infuriare i presidi, convincendoli a non firmare il protocollo di sicurezza siglato il 14 agosto con i sindacati. 

    Docenti con il certificato e un metro tra gli alunni, le regole per il rientro in classe

    di

    Ilaria Venturi

    14 Agosto 2021

    “Stiamo assegnando specifiche risorse per l’emergenza sanitaria – si legge nel testo di viale Trastevere – . Le scuole potranno destinare parte di queste risorse alla copertura dei costi per effettuare tamponi diagnostici al personale scolastico impegnato nelle attività in presenza e che si trovi in condizioni di fragilità sulla base di idonea certificazione medica”. In pratica, un modo netto per chiarire che i “no-vax” non sono inclusi tra chi potrà beneficiare dei tamponi pagati dalle scuole. 

    Lo stesso ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, a poche ore dalla levata di scudi dell’Anp (l’associazione nazionale presidi), aveva puntualizzato che “non è previsto, né si è mai pensato di prevedere, un meccanismo di gratuità del tampone ai cosiddetti “no-vax””. Dichiarazioni che, però, non erano bastate a placare i dubbi dei dirigenti scolastici. “Stupisce la discrepanza tra le parole del ministro e il testo del protocollo – la risposta di Antonello Giannelli, presidente Anp – . Come chiunque può constatare, non vi è alcun riferimento al personale impossibilitato a vaccinarsi e si dà per scontato che gli esami siano rimborsabili a tutti i dipendenti, senza distinzioni, a spese delle risorse erogate alle scuole”. Impasse che, a questo punto, sembra superata.

    L’intervista

    “Io il vaccino l’ho fatto di corsa, così con la mia squadra giocherò il campionato”

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    Erica Manna

    13 Agosto 2021

    A sollevare ulteriori perplessità, stavolta su come chiedere il Green Pass ai docenti, è ancora Giannelli: “Non sono tanto le sanzioni che ci spaventano, quanto l’impossibilità di fare controlli senza indicazioni. Impensabile fare verifiche giornaliere come al ristorante”. E poi, spesso le scuole hanno molte sedi: “In alcuni casi dovremmo impiegare dieci persone per verificare gli ingressi nell’arco della giornata lavorativa”. Intanto domani è il giorno in cui tutte le Regioni dovranno consegnare al Commissario straordinario Francesco Paolo Figliuolo i dati definitivi sul personale non vaccinato. Numeri che, secondo le ultime rilevazioni, si assestavano a 213 mila persone, poco meno del 15% del totale.

    La nota del ministero si conclude promettendo alle scuole che sarà inviato al più presto anche “uno schema di convenzione tra Asl e singolo istituto (predisposto insieme al ministero della Salute) con l’obiettivo di semplificare e uniformare le procedure su tutto il territorio”.   LEGGI TUTTO

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    Scuola, Bassetti: “Affrontiamo la riapertura in condizioni peggiori dell'anno scorso”

    “Il 15 settembre sarà un gran casino. Noi andiamo ad affrontare la riapertura della scuola con condizioni peggiori di quelle del 2020, con una circolazione del virus che è molto maggiore a causa della variante Delta”. Non usa mezzi termini, Matteo Bassetti, direttore della clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova. “Siamo di […] LEGGI TUTTO