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Una nuova molecola contro il colesterolo


Sanihelp.it –Abbassare il colesterolo LDL fin da subito è un’arma fondamentale per proteggere il cuore nei pazienti ad alto e altissimo rischio di malattie cardiovascolari. Nella vita di tutti i giorni, però, raggiungere i livelli target stabiliti dalle linee guida resta ancora un traguardo difficile da ottenere.

Proprio su questo tema fanno luce i risultati dello studio VICTORION-Challenge, presentati al Congresso della Società Europea di Cardiologia (ESC). Si tratta del primo trial clinico di Fase IV che mette a confronto diretto due trattamenti contro il colesterolo: inclisiran e acido bempedoico (BPA), analizzati su un gruppo di pazienti con patologie cardiovascolari su base aterosclerotica (ASCVD).

L’obiettivo principale dello studio era misurare di quanto diminuiva la percentuale di colesterolo “cattivo” (LDL) dopo 150 giorni di cura.

I risultati sul colesterolo LDL:

  • -56,31% di riduzione media nei pazienti che hanno assunto la nuova terapia (inclisiran);
  • -15,35% di riduzione media nei pazienti trattati con acido bempedoico.

Il raggiungimento del target desiderato: Un altro dato chiave era verificare quanti pazienti riuscissero a raggiungere la quota ideale di colesterolo entro il 150° giorno:

  • 78,2% dei pazienti trattati con la terapia in studio ha raggiunto l’obiettivo;
  • 20,3% dei pazienti trattati con acido bempedoico è riuscito ad azzeccare il target.

Tollerabilità e sicurezza: La frequenza degli effetti collaterali legati alla cura è apparsa simile in entrambi i gruppi (63,1% contro 59,8%). Poiché si è trattato di uno studio “in aperto” (ovvero dove medici e pazienti conoscevano il farmaco somministrato), i dati vanno letti tenendo conto della durata del periodo di osservazione e delle caratteristiche specifiche dei pazienti coinvolti.

Il valore di VICTORION-Challenge risiede nella sua immediatezza clinica – spiega Massimo Grimaldi, Presidente ANMCO (Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri) e Direttore della Cardiologia dell’Ospedale F. Miulli di Acquaviva delle Fonti (Bari) – il confronto diretto tra i due farmaci dimostra che, pur mantenendo l’acido bempedoico le aspettative di impatto sui valori di LDL-C già dimostrate, si rivela non sufficiente nell’ottenere il raggiungimento dei target terapeutici raccomandati nella popolazione di pazienti con ASCVD ad alto o altissimo rischio cardiovascolare, dove questo risultato è cruciale per abbattere l’incidenza di nuovi eventi.  Si tratta di dati che contribuiscono ad arricchire il patrimonio di evidenze a disposizione del cardiologo nella gestione dei pazienti ad alto e altissimo rischio cardiovascolare”.

I risultati di VICTORION-Challenge sottolineano la rilevanza di una riduzione marcata e precoce del LDL-C e l’importanza di mantenere il controllo lipidico nel tempo. Un aspetto particolarmente rilevante nella pratica clinica quotidiana e nella prevenzione degli eventi cardiovascolari nei pazienti a rischio elevato.

 “Nella prevenzione cardiovascolare non è sufficiente raggiungere rapidamente il target di colesterolo LDL: la vera sfida è mantenerlo nel tempo – Gianfranco Sinagra, Presidente della SIC (Società Italiana di Cardiologia), Professore all’Università di Trieste e Direttore della Cardiologia dell’Azienda Sanitaria Universitaria Giuliano Isontina (Asugi)  – Nella pratica clinica quotidiana dobbiamo ragionare in termini di percorso terapeutico, scegliendo strategie che consentano un controllo lipidico efficace, persistente nel tempo e sostenibile. Ridurre il periodo di esposizione a livelli elevati di LDL-C significa offrire ai pazienti una maggiore opportunità di protezione cardiovascolare nel lungo termine.”

Come funziona

Inclisiran appartiene alla classe delle small interfering RNA (siRNA) e agisce attraverso il meccanismo naturale dell’interferenza dell’RNA, riducendo la sintesi della proteina PCSK9 a livello epatico. In pratica, agisce a livello del fegato bloccando la produzione di una proteina (chiamata PCSK9) che normalmente distrugge i recettori del colesterolo. Senza questo ostacolo, il fegato riesce a produrre più recettori e a utilizzarli come veri e propri “aspiratori”, in grado di catturare il colesterolo “cattivo” (LDL) dal sangue e rimuoverlo dal circolo.


Fonte: http://www.sanihelp.it/rss/rss_salute.xml

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