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Il megaesofago nel cane: diagnosi e terapia


Sanihelp.it – L’esofago è un organo muscolo-mucoso tubolare che trasporta il cibo dalla faringe allo stomaco attraverso contrazioni peristaltiche. Quando questa struttura perde tono e si dilata in modo anomalo, si parla di megaesofago: il cibo non riesce a progredire normalmente verso lo stomaco e ristagna nell’esofago.

Forme congenite e acquisite

Il megaesofago può essere congenito oppure acquisito, cioè secondario ad altre patologie come ernia iatale, gravi esofagiti o malattie che impediscono la normale progressione del bolo alimentare. Si tratta di un disturbo debilitante e grave: se non viene tenuto sotto controllo può degenerare e portare alla morte dell’animale. Il cane è colpito in misura maggiore rispetto al gatto.

Le razze canine maggiormente predisposte sono prevalentemente di taglia media e grande: Pastore Tedesco, Alano, Setter Irlandese, Labrador Retriever, Golden Retriever, Shar-pei, Terranova, Schnauzer nano e Fox Terrier. Tra le razze feline, meno interessate dal problema, la più predisposta sembra essere il Siamese.

I sintomi da riconoscere

Il sintomo principale è il rigurgito di materiale alimentare non digerito, che può comparire subito dopo il pasto o a distanza di tempo. Altri segnali caratteristici sono alito cattivo, salivazione eccessiva (scialorrea), scarso accrescimento e perdita di peso, tosse e difficoltà respiratoria. Nei casi più gravi possono comparire segni di polmonite ab ingestis, un’infezione polmonare causata dal passaggio di alimenti o succhi gastrici dal cavo orale o dall’esofago alle vie respiratorie.

Diagnosi e terapia

La diagnosi viene confermata tramite radiografia toracica, spesso con mezzo di contrasto, ed esofagoscopia. Quando il megaesofago è secondario ad altre patologie, il primo passo è trattare la causa sottostante.

La terapia alimentare è fondamentale e prevede l’utilizzo di cibi dalla consistenza liquida o semiliquida, come pappe morbide, frullate oppure polpettine, anche se in alcuni casi si ottengono buoni risultati con una dieta solida. Il pasto va somministrato in dosi frazionate e la ciotola deve essere rialzata da terra, in modo da sfruttare la gravità per facilitare il transito del cibo.

Prognosi e gestione quotidiana

Il megaesofago è una patologia che richiede impegno costante da parte del proprietario. Nella forma congenita la prognosi è generalmente infausta; nella forma acquisita, trattando la causa sottostante, si può ottenere spesso una buona risposta clinica.


Fonte: http://www.sanihelp.it/rss/rss_salute.xml

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