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Allergia alimentare: Montano in ospedale per shock anafilattico


Sanihelp.it – «Ancora una corsa in ospedale. Ancora adrenalina, paura, farmaci. Ancora una volta con la vita appesa a un filo». Ha esordito così l’ex schermidore Aldo Montano sul proprio profilo Instagram lo scorso 4 luglio, mostrandosi da un letto di ospedale. «Sono allergico alla caseina. Non è un capriccio, non è una moda alimentare, non è un’intolleranza. È un’allergia potenzialmente mortale. Eppure è successo di nuovo. Durante una cena in un ristorante di Roma, dopo aver comunicato chiaramente la mia allergia, mi sono ritrovato a lottare per la vita».

La caseina è una proteina contenuta nel latte che può scatenare una reazione allergica. Non va però fatta confusione con il lattosio, zucchero contenuto nel latte, che può invece scatenare un’intolleranza.

«Nel 2026 è inaccettabile che ci siano ancora superficialità, impreparazione e una sottovalutazione così grave delle allergie alimentari. Quando una persona informa il personale di avere un’allergia, non sta chiedendo un favore: sta consegnando la propria vita nelle mani di chi prepara e serve quel piatto» ha continuato Montano. «Ogni volta che qualcuno minimizza, risponde con leggerezza o non segue i protocolli, sta mettendo a rischio una vita umana. Non esistono piccole distrazioni quando le conseguenze possono essere uno shock anafilattico».

D’accordo con lo schermidore è l’immunologo e allergologo Mauro Minelli che all’Adnkronos ha così dichiarato: «Ė ormai inaccettabile la mancata comprensione, da parte degli operatori del settore alimentare, della differenza scientifica ed enorme che separa un’intolleranza da un’allergia». Differenza che lui stesso ha poi ben chiarito: «L’intolleranza al lattosio è un deficit enzimatico legato all’incapacità di scindere uno zucchero. Si manifesta con disturbi prettamente gastrointestinali, come un mal di pancia o una crisi di diarrea. Fastidiosi, certamente, ma biologicamente mai letali. L’allergia alla caseina è, al contrario, un cortocircuito del sistema immunitario indotto da specifiche strutture proteiche. Al minimo contatto, anche per cross-contaminazione da stoviglie, le cellule rilasciano una tempesta di mediatori chimici che scatena orticaria, angioedema (gonfiore delle mucose e della glottide), broncospasmo serrato e un crollo della pressione arteriosa noto come choc circolatorio. Quando c’è di mezzo un’allergia, non si tratterà mai di un semplice disturbo intestinale».

Diventa quindi necessario escludere completamente dall’alimentazione qualsiasi alimento possa contenere tracce di caseina. L’adrenalina auto iniettabile è un presidio salvavita: va portata con sé e usata  in caso di esposizione alla sostanza per bloccare tempestivamente lo shock.

«Le moderne frontiere immunologiche  offrono oggi una via d’uscita attraverso l‘immunoterapia orale per innalzare la soglia di tolleranza, strategia resa più sicura da farmaci biologici come l’Omalizumab (anticorpo monoclonale anti-IgE). Ma se la medicina di precisione fornisce oggi strumenti cruciali per proteggere il paziente, la prima e più importante forma di prevenzione rimane la fine della superficialità, sostituita da una profonda competenza e consapevolezza sociale» ha concluso l’esperto.

Ringraziando lo staff del pronto soccorso dell’ospedale Santo Spirito di Roma, Montano chiude così il suo post: «Questa volta sono riuscito ad arrivare in ospedale. La prossima volta potrebbe non andare così, per me o per qualcun altro.  È ora che le allergie alimentari vengano trattate per quello che sono: un’emergenza potenziale, non un dettaglio da ignorare. Perché tra una cena e una tragedia, a volte, c’è solo un errore».


Fonte: http://www.sanihelp.it/rss/rss_salute.xml

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