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123 giorni per esaurire il budget ecologico dell’intero anno


Sanihelp.itDal 4 maggio tutti gli italiani vivranno il deficit ecologico: si utilizzerà capitale naturale invece degli interessi, accumulando un debito che si traduce in crisi climatica, perdita di biodiversità, degrado del suolo e impoverimento degli ecosistemi.

Il 3 maggio è  il Country Overshoot Day italiano, come dichiara il Global Footprint Network.  Il WWF ha tenuto a sottolineare come rispetto allo scorso anno la data di Overshoot si è anticipata di 3 giorni (nel 2025 è stata il 6 maggio) e non è un dettaglio da poco: è un segnale politico, economico e culturale. All’atto pratico nonostante la crescente consapevolezza per le problematiche ambientali, la nostra impronta ecologica complessiva sta continuando a peggiorare. Se tutti vivessero come gli italiani, sarebbero necessari quasi tre pianeta Terra per sostenere la domanda annuale di risorse.

A livello globale, l’Overshoot Day negli anni Settanta cadeva alla fine di dicembre: nel 1971 il superamento avveniva il 25 dicembre. Nel 1990 era già a metà ottobre. Nel 2000 alla fine di settembre. Nel 2019 il 29 luglio. Oggi l’umanità consuma l’equivalente di circa 1,7 Pianeti ogni anno. In altre parole, il giorno del sovrasfruttamento è stato anticipato di quasi cinque mesi in poco più di cinquant’anni.

Negli ultimi decenni l’Italia ha attraversato una trasformazione profonda nei propri modelli di consumo.

Le serie storiche ISTAT raccontano che c’è stata una riduzione della quota di spesa destinata ai beni essenziali, si vive in case che consumano più energia, ci si muove di più e si comprano più servizi legati alla qualità della vita rispetto al passato.

Dalla fine degli anni Novanta a oggi la diffusione dei condizionatori è più che raddoppiata tanto da essere presenti in circa una famiglia su due, un aumento coerente con la maggiore frequenza e intensità delle ondate di calore dovute alla crisi climatica.I computer raggiungono il 70% delle famiglie, mentre la lavastoviglie, un tempo considerata un bene accessorio, è oggi installata in circa il 55% delle abitazioni.

Ogni elettrodomestico e dispositivo comporta consumo di materie prime, energia per la produzione e elettricità per l’uso quotidiano. Negli anni Cinquanta in Italia circolavano meno di 50 vetture ogni 1.000 abitanti. Con il boom economico questo mezzo è diventato sempre più diffuso. Secondo i dati ISTAT, oggi circa 7 italiani su 10 possiedono un’automobile, il valore più alto dell’intera Unione europea, pari a circa 6 auto ogni 10 abitanti.

L’aumento dell’utilizzo dell’automobile è uno dei fattori che più hanno inciso sull’aumento della nostra impronta ecologica, anche per le emissioni di gas serra, in particolare anidride carbonica (CO₂), responsabili della crisi climatica attuale, e per il rilascio di inquinanti atmosferici come il particolato (PM10 e PM2.5) e gli ossidi di azoto, che compromettono la qualità dell’aria e hanno impatti diretti sulla salute pubblica. Anche l’alimentazione ha subito un cambiamento profondo negli ultimi decenni: quello di carne, per esempio  è quadruplicato in pochi decenni: da circa 20 kg pro capite l’anno negli anni Sessanta a circa 80 kg, o valori vicini a questa soglia, nel 2025. è aumentato anche  il consumo di salumi, formaggi stagionati, prodotti pronti e snack, che comportano maggiori lavorazioni industriali, refrigerazione, packaging e trasporto.

Nel complesso, il paniere alimentare italiano si è progressivamente appesantito dal punto di vista ecologico. Anche la demografia è cambiata profondamente. Rispetto agli anni ’70 – quando gli over 65 erano circa il 10% della popolazione – oggi la quota è più che raddoppiata, a causa della combinazione tra aumento della longevità e crollo delle nascite.

Una società più anziana e composta da nuclei familiari più piccoli consuma in modo diverso: più abitazioni per meno persone e più energia domestica pro capite (riscaldamento, raffrescamento e apparecchiature).

Il 3 maggio 2026 non è soltanto una data. È la misura concreta della distanza tra l’attuale modello di sviluppo e i limiti biofisici del Pianeta.

Cinquant’anni di crescita materiale, urbanizzazione, motorizzazione e trasformazione dei consumi hanno creato tutto questo: invertire la rotta è possibile, ma richiede un cambiamento sistemico ovvero puntare su energia pulita, mobilità sostenibile, diete a minore impatto, tutela del suolo, economia circolare.

Riuscire a spostare in avanti l’Overshoot Day significa riportare l’Italia entro i limiti ecologici, garantendo benessere e sicurezza alle generazioni future.


Fonte: http://www.sanihelp.it/rss/rss_salute.xml

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