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Von der Leyen annuncia l’Ocean Eye: una sfida ambientale e politica


L’Unione europea prova a rilanciare il Green Deal non solo come politica climatica, ma come strategia di sicurezza e stabilità economica. Parte integrante della difesa europea e della cooperazione tra Stati, una sorta di “diplomazia verde”. Con l’idea che clima e difesa non sono separati nasce dunque “Ocean Eye”. E non è un caso che ad annunciarlo sia stata la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. “Sarà la nostra finestra sull’oceano, la chiave per svelarne ancora di più i segreti”. E non è un caso sia stata la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ad annunciare la nuova iniziativa dell’Ue dedicata al monitoraggio avanzato degli oceani. Obiettivo: trasformare la conoscenza dei mari in uno strumento per affrontare la crisi climatica, la perdita di biodiversità e contrastare lo sfruttamento eccessivo delle risorse marine.

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Una “finestra digitale” da 50 milioni di euro

Aprendo le Giornate europee degli Oceani, la presidente ha anche annunciando il finanziamento di 50 milioni di euro da Horizon Europe “per i prossimi due anni” per garantire una rete di dati marini riconosciuta “come un’infrastruttura planetaria vitale”. Il modello preso ad esempio è quello usato per salvare Venezia dall’Adriatico. “Anni fa una delle città più belle d’Europa, Venezia, era a rischio di gravi inondazioni – ha ricordato von der Leyen – Un’enorme ondata di marea si è abbattuta sull’Adriatico e ha minacciato di distruggere la città, ma grazie a una rete di sensori di dati, Venezia ha attivato le sue barriere anti-allagamento al momento giusto, salvando la città e i suoi abitanti. Per garantire questo tipo di protezione in tutto il mondo, abbiamo bisogno di più dati per più località. Più informazioni abbiamo sull’oceano, meglio possiamo salvaguardare il suo vasto patrimonio naturale e proteggere noi stessi”.

Biodiversità

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Rilanciata la cooperazione tra Stati

Per la leader tedesca si tratta solo di “un primo passo, ma abbiamo anche bisogno dell’impegno dei nostri Stati membri e dei nostri partner di fiducia in tutto il mondo. Oggi lanciamo quindi un’alleanza internazionale per garantire finanziamenti da parte dei Paesi, del settore privato e dei filantropi. L’Ue crede nella “scienza e la scienza ci dice qual è lo stato dell’oceano oggi e quale sarà domani. Con dati marini accurati, possiamo comprendere meglio cosa succede nelle profondità marine e nelle sue vaste acque, ci consentirà di prevedere l’impatto dei cambiamenti climatici e di prepararci a eventi meteorologici estremi”.

Come funzionerà

Ocean Eye sarà un osservatorio digitale sull’oceano in grado di integrare i dati provenienti dai satelliti, dai sensori sottomarini, boe intelligenti e droni attraverso modelli previsionali altamente innovativi. I ricercatori coinvolti nello studio, raccoglieranno informazioni in tempo reale sulle temperature e correnti marine; il livello del mare, lo stato degli ecosistemi e la biodiversità, gli impatti degli eventi climatici estremi.

Dalla scienza alla politica

L’iniziativa ha dunque un valore non solo di tutela ambientale, ma anche politico visto che con Ocean Eye, l’Unione europea manda un segnale chiaro: vuole consolida il proprio ruolo nella diplomazia climatica internazionale puntando su uno sviluppo economico più resiliente. La transizione energetica e ambientale non sono “lussi”, ma strumenti di stabilità economica.


Fonte: http://www.repubblica.it/rss/ambiente/rss2.0.xml

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