Nessuno, in Germania, sembra volersi arrendere al tragico epilogo che appare già scritto fra le acque basse del Mar Baltico: “Timmy non deve morire”. È il grido di un’intera nazione, unita come non mai per una storia che va oltre i classici confini della convivenza fra uomini e animali selvaggi e che mostra, seppur con mille contraddizioni, un ritrovato spirito di lotta per la salvaguardia della natura. Da due settimane fra le acque della costa di Poel nel nord della Germania si è iniziata a consumare una tragedia che tiene oggi con il fiato sospeso tutto il Paese, una vicenda capace di prendersi le copertine dei principali giornali tedeschi, di portare a decine di denunce, di programmare dirette streaming mai viste prima, di far scendere in campo sia sciamani che milionari e di spingere persino ad atti di insurrezione popolare. Tutto questo è accaduto per l’amore nei confronti di una singola balena.
Ribattezzata “Timmy” o chiamata in altri casi “Hope”, una megattera maschio di circa dodici metri e una decina di tonnellate di peso a inizio marzo si è arenata a più riprese fra le acque basse e le spiagge del nord tra Wismar e Timmendorfer Strand. L’animale è apparso inizialmente in buona salute anche se in difficoltà a causa di reti da pesca, la salinità, una possibile infezione e le acque basse dell’area. In più occasioni successivamente il cetaceo è rimasto intrappolato nelle baie del nord senza riuscire mai a trovare una via di fuga perdendo pian piano forza, una vicenda che ricorda per certi aspetti quella di Wally, balena grigia che rimase bloccata tra Italia, Francia e Spagna nel 2021.
Animali
La balena Wally stremata a Maiorca: i biologi pensano di sopprimerla
Quando col passare dei giorni si è iniziato a comprendere che Timmy non sarebbe riuscito a ritrovare la via del mare aperto da solo sono state avviate così varie valutazioni – dettate dalle considerazioni degli esperti e l’intervento della politica – su come poter salvare la balena. Nel frattempo le baie “trappole” del nord – come a Kirchsee dove si trova ora l’animale – si sono trasformate in un palcoscenico che ha visto accadere di tutto, tranne purtroppo ciò in cui i tedeschi speravano, ovvero il salvataggio dell’animale. Il tema su come salvare un mammifero marino così pesante e complesso da avvicinare ha portato a decine di proposte, spesso bizzarre, da parte della società civile: usare un telo e un elicottero, costruire una sorta di piscina dove poterla accudire, anestetizzare il cetaceo e trasportarlo altrove con gigantesche barche e via dicendo. In contemporanea negli ultimi giorni – mentre la sorte di Timmy veniva seguita con liveblog su Bild e dirette streaming dalla baia – la questione è diventata motivo di scontro fra chi sosteneva che si doveva fare di tutto per aiutarla e chi invece, come il ministro federale dell’ambiente di Meclemburgo-Pomerania Anteriore, Till Backhaus, ha dichiarato che i tentativi di recupero erano da considerarsi terminati e che, senza procedere ad eutanasia, non si sarebbe potuto fare più nulla. Per le sue affermazioni, prese tra l’altro dopo valutazioni insieme a biologi marini ed esperti, Backhaus ha ricevuto ben 47 denunce da parte dei cittadini e minacce di ogni tipo, un vero e proprio “inferno” ha detto il ministro.
Il disperato salvataggio della megattera arenata nel Mar Baltico
Mentre il caso è diventato sempre più virale sui social e anche politico, con i diversi schieramenti che si sono accusati vicendevolmente di colpe per la mancata salvezza, i cittadini hanno risposto con ogni tipo di mossa per tenere alta l’attenzione. Petizioni, cordoni di 150 persone a ridosso della baia, il tuffo di una cinquantenne (poi denunciata) che ha tentato di raggiungere la balena a nuoto, una sorta di sciamano che ha inventato un canto chiamato “HeJaWa” per guidare la megattera verso la libertà, un milionario pronto a sborsare qualunque cifra dato che “se è possibile volare sulla luna deve essere possibile salvare una balena” e anche irruzioni, rompendo i perimetri di sicurezza intorno al golfo, da parte di decine di attivisti. Non ultima c’è stata anche una tentata truffa, denunciata dal ministero, per raccogliere fondi e donazioni utili al salvataggio.
Questo caos di azioni e tentativi rocamboleschi – ad esclusione delle iniziative illegali – ha portato il ministero in qualche modo a fare piccoli passi indietro rispetto alla decisione iniziale di lasciare Timmy al suo destino. Mentre sono state presentate al tribunale di Schwerin richieste di autorizzazioni urgenti per nuove operazioni di salvataggio, Backhaus ha fatto sapere che si stanno valutando nelle ultime ore nuovi piani per provare ad aiutare l’animale, anche se quelli che dovevano essere discussi in giornata sono stati rimandati. A incoraggiare questi piani ci sono poi anche le immagini subacquee dell’animale che mostrano come, nonostante le sue condizioni di salute siano peggiorate, sia ancora vivo, respiri e abbia forze residue. Attualmente la balena è aiutata attraverso spruzzi d’acqua per tenerla idratata quando riemerge parzialmente e la polizia sta presidiando l’area dove si trova per evitare che qualcuno si avvicini e arrechi stress. Ora, in attesa di conoscere nuovi sviluppi – si spera positivi – i nuovi segnali di speranza stanno unendo i cittadini tedeschi nelle varie iniziative di sostegno per evitare quello che appare il triste destino a cui potrebbe andare incontro Timmy, cetaceo che – assicurano anche le autorità locali – “seguiremo fino alla fine”.
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