Navi dell’epoca nazista, sfere per le catapulte, resti di mammut, villaggi sommersi. E ancora: esplosioni per agevolare il corso dell’acqua, agricoltura in crisi, battelli e navi ferme, prezzi dell’energia destinati a salire e impianti nucleari a rischio. Il volto della severa siccità che sta attraversando in particolare l’est Europa e sta privando d’acqua i principali fiumi del Vecchio Continente, dal Reno al Danubio, si mostra attraverso i simboli del passato e le criticità estreme del presente. In pratica è come se i reperti “fossili” che oggi riemergono all’improvviso ci stessero avvertendo dell’urgenza di abbandonare, in vista del futuro, quei combustibili fossili che alimentano la crisi del clima.
In questi giorni ci sono stati diversi ritrovamenti curiosi dovuti all’abbassamento impressionante delle acque dei fiumi, su tutti quel Danubio che in certi tratti è talmente basso – per esempio in Ungheria – da poter essere attraversato in bicicletta.
Dai relitti delle navi al mammut
Impressionante è per esempio il ritrovamento di una serie resti di mammut vicino al villaggio di Ryahovo in Bulgaria, reperti che ora sono oggetto di esame da parte degli esperti. In Serbia invece a Prahovo, con il livello dell’acqua così basso. Sono riaffiorati nuovamente relitti della Seconda guerra mondiale, ad esempio delle navi da guerra tedesche affondate dagli stessi equipaggi, in ritirata dall’Armata Rossa, nel 1944. Quei relitti, già visibili nel Danubio in altri periodi di siccità, verranno recuperati grazie una missione che dovrebbe concludersi nel 2028.
Nel frattempo, in Ungheria, gli esperti del Museo Matthias Corvinus di Visegrád esamineranno una strana sfera di pietra – anche questa riemersa da una zona del bassissimo Danubio (appena 23 centimetri) – che si crede possa essere stata il “proiettile” di una catapulta del passato, potenzialmente anche di 2000 anni fa. Anche in Croazia, sempre nel Danubio, la ritirata delle acque ha portato alla luce lo scheletro di una nave mercantile, il Fulton, che trasportava carbone quando affondò nel 1937.
Agricoltura
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Dal satellite le foto della sofferenza dei grandi fiumi
Le evidenze restituite dai fiumi, perfette cartoline per raccontare la drammatica siccità in corso, sono inoltre sottolineate attraverso il colore rosso tracciato nelle mappe dall’alto, quelle che con l’aiuto di modelli e satelliti permettono di comprendere in maniera intuitiva cosa sta accadendo.
Le ultime mappe dell’Europe Drought Observatory mostrano infatti una situazione nel nord ed est Europa con pochi precedenti: dall’Olanda sino all’Ungheria si osserva una vastissima fascia “rossa” che indica la siccità estrema in atto.
Molti corsi d’acqua, dal Danubio al Reno sino ai canali di Rotterdam, a causa dell’assenza d’acqua non sono più navigabili né per navi mercantili né per quelle passeggeri. In Romania inoltre, per permettere alla poca acqua presente di scorrere e contribuire a raffreddare gli impianti nucleari, sono stati usati 180 chili di esplosivi per far saltare massi e rocce nei fiumi: le forze navali hanno controllato l’esplosione per deviare l’acqua verso la centrale nucleare di Cernavodă.
Riscaldamento globale
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Scattano le restrizioni idriche
Centrali chiuse, per precauzione, anche in Ungheria, così come quelle idroelettriche sono sotto osservazione in Serbia (in quella di Djerdap, la più grande della Serbia, la produzione è scesa al 20% della capacità).
Nell’Europa sud-orientale si teme inoltre che quasi il 40% della capacità di generazione nucleare sia minacciato o già fuori servizio per via dei livelli bassi del Danubio che non permettono il raffreddamento dei vari reattori.
Mentre dall’Olanda alla Francia sino al Belgio in vari comuni sono scattate le restrizioni idriche – con il divieto di sprecare acqua per i cittadini innaffiando o riempiendo piscine ad esempio – la Gran Bretagna colpita dalla siccità teme invece per l’aggravarsi delle criticità agricole.
“Possibilità di carenze alimentari”
La National Farmers Union (NFU) ha parlato nelle ultime ore chiaramente della possibilità di “carenze alimentari”, per esempio quelle che riguardano il grano, dovute proprio agli impatti di ondate di calore e l’assenza d’acqua.
Impatti che, come ricordano ancora una volta gli scienziati, sono sempre collegati alla crisi del clima. Solo la scorsa settimana, una analisi del World Weather Attribution spiegava infatti come la siccità che sta colpendo l’Europa, tra scarse precipitazioni e temperature elevate che portano alla sofferenza di suolo, fiumi e vegetazione, sia resa oggi per le condizioni di intensa evaporazione fino a 80 volte più probabile rispetto a prima che l’uomo iniziasse a bruciare combustibili fossili.
Fonte: http://www.repubblica.it/rss/ambiente/rss2.0.xml

