Una grande idea se non trasformata in un progetto concreto, rischia di rimanere solo una visione racchiusa in un file. Non è questo il caso di RailEvo, il primo taxi ferroviario al mondo a guida autonoma ed elettrico in grado di sfruttare i circa 1.300 km di binari unici dismessi in Italia, che raggiungono quota 13mila km in Europa, concepito da un giovane ingegnere col pallino per i motori Federico Bernabei (non a caso è di Imola) che sulla sua strada ha incontrato Nicola Mosca un ingegnere informatico globetrotter con le radici solide nelle valli del Trentino. Insieme hanno unito conoscenze, esperienze e tanta voglia di cambiare il concetto della mobilità nel trasporto locale: on demand, 24 ore al giorno, solo su binari e con un consumo energetico bassissimo.
L’hub tecnologico a Rovereto
RailEvo è il nome della startup nata a Trento nel 2023 e insediata in Polo Meccatronica, l’hub tecnologico di Trentino Sviluppo a Rovereto, creata intorno all’intuizione di Federico Bernabei, che ha trasformato la sua passione per i motori prima e per il volo dopo, in un’invenzione brevettata perché unica al mondo. “Circa dieci anni fa vivevo a Francoforte, lavoravo nel Motorsport e ho iniziato a volare in aliante. Durante una lezione di volo mi hanno spiegato l’efficienza aerodinamica di questi velivoli che è paragonabile alla resistenza di un foglio A4. Quasi nulla. Da qui ho disegnato la fusoliera di un aliante collegata a due assiali ferroviari con l’idea di voler trasformare quel progetto in un sistema per la mobilità di massa”, spiega Bernabei durante la giornata di presentazione di RailEvo a Trento. Gli assali ferroviari sono componenti strutturali in acciaio che sostengono il peso dei treni e collegano le ruote che trasmettono le forze di trazione e frenatura alle ruote stesse.
Un nuovo tipo di scambio ferroviario
I treni tradizionali che entrano ed escono dalle stazioni e cambiano direzione hanno bisogno di uno scambio sui binari che viene comandato da remoto, invece RailEvo non ha bisogno di nessun tipo di scambio passivo, perché il suo inventore ha sviluppato un sistema a scambio verticale attivo che il software intelligente del taxi ferroviario è in grado di attivare senza mai fermare il mezzo, senza disturbare i passeggeri, senza rallentare la sua corsa.
“Non aveva senso usare uno scambio tradizionale per questo tipo di veicolo ferroviario, perché serviva un veicolo che non avesse tempi di attesa, che non disturbasse la dinamica del veicolo e non occupasse più spazio laterale. Nel 2017 ho scritto il primo brevetto che per alcuni anni è rimasto chiuso nel cassetto, finché non ho conosciuto tre persone che hanno cambiato la mia storia e la storia di RailEvo” racconta con un filo di emozione l’ingegner Bernabei.
Riadattare i binari dismessi
Ma cos’è questa tecnologia rivoluzionaria che può davvero cambiare la mobilità ferroviaria, rendendo RailEvo un veicolo lungo poco più di un SUV di grandi dimensioni, alla stregua di un taxi sui binari? In fondo la guida autonoma nelle auto c’è già. A fare la differenza è la tecnologia degli assali. Per capire la portata del progetto, facciamo un passo di lato. In Italia e in Europa ci sono migliaia di ferrovie dismesse, binari costruiti, utilizzati per un certo periodo e poi abbandonati, perché non più redditizi e con costi di manutenzione troppo elevati. L’idea di RailEvo è duplice: da una parte riadattare quei binari singoli dismessi per trasformarli in autostrade su rotaia, dall’altra utilizzare la linea ferroviaria italiana ed europea usata soprattutto per il trasporto di pendolari, ma caratterizzati da colli di bottiglia operativi che rendono poco efficiente e molto oneroso il trasporto pubblico locale.
Un’autostrada su rotaia
“I nostri veicoli si muovono come in un’autostrada, possono scegliere di entrare ed uscire da una stazione, possono fermarsi su richiesta del passeggero, riducendo del 60% i tempi di percorrenza” ci spiega Nicola Mosca, “perché su una linea a binario singolo questa deve dividersi con due treni che vanno in due direzioni opposte. Con RailEvo non c’è questa necessità,l’assale brevettato consente di adattarsi alla larghezza del binario, allargandosi o restringendosi in prossimità di una stazione o di uno svincolo, ma soprattutto di salire su un binario sopraelevato e fermarsi su richiesta nelle stazioni costruite a un livello superiore, senza che ciò influisca sul traffico di veicoli seguenti. Questa tecnologia consente di aumentare del 400% la capacità di trasporto orario rispetto ad una tradizionale linea a binario singolo. Dai nostri calcoli entro 20 anni si ha un ritorno dell’investimento, perché il nostro taxi ferroviario non si muove mai a vuoto, ma cammina solo su richiesta di uno o più passeggeri”.
100% elettrico con un’autonomia di 300 Km
Ma quali sono le caratteristiche tecnologiche e operative di RailEvo? Il mezzo è al 100% elettrico, è dotato di batterie che offrono un’autonomia di circa 300 km e consentono uno spostamento alla velocità massima di 100 km orari. Non ha nessun conducente a bordo, come già avviene per le metropolitane driverless, è prenotatile via app da smartphone e può trasportare fino a sei passeggeri, “ma il taxi è pensato anche per consentire il trasporto di una carrozzina perdisabili o una bicicletta, e qualora richiesto, la movimentazione di merci, dato che può contenere due euro pallet” spiega ancora Bernabei. E ancora i consumi sono molto bassi, rendendo il mezzo particolarmente sostenibile, anche più di un’auto elettrica. Infatti, RailEvo – grazie al design del affusolato e stretto, studiato per massimizzare l’efficienza energetica – consuma appena 3 kWh di energia elettrica della sua batteria per 100 km di strada, mentre un’auto a batteria mediamente è intorno ai 14/15 kWh quando consuma poco. Importanti anche le sue misure: infatti, non serve l’attuale larghezza dei binari, ma uno spazio ridotto del 50%, pari a quello occupato da una pista ciclabile.
Test sul primo prototipo a Trento
Come dicevamo all’inizio, una bella idea, purtroppo rischia di rimanere tale se non incontra la maturità dei tempi, chi crede e investe in quel progetto. La storia di RailEvo è andata in modo diverso, ed in appena tre anni è stato costruito un primo prototipo perfettamente funzionante, che abbiamo potuto vedere dal vivo nella zona industriale di Trento, dove per l’occasione in soli 4 mesi sono stati riadattati dei binari in disuso da 30 anni per una lunghezza di 200 metri, con tanto di binari sopraelevati per assistere dal vivo allo switch dell’assale che si allarga e restringe in automatico.
Si chiamaREVO# 1, il prototipo dal peso di 1400 kg, che ci ha mostrato con una certa fierezza Bernabei e Mosca, che insieme hanno messo su una squadra di dieci giovani talenti, tutti under 30, ma già esperti di meccanica, meccatronica e sviluppo software.
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Ruote speciali e senza conducente
L’altra tecnologia adottata da RailEvo, giù usata nell’industria per movimentare bancali e muletti, è il “set di mecanum wheels, ruote solitamente utilizzate in ambito industriale e per la prima volte applicate in ambito ferroviario” ci spiega l’ingegner Mosca”. E le abbiamo viste in azione. Quando il prototipo ha finito la sua corsa sui binari, esce sulla strada e tramite queste ruote speciali poste sotto il pianale del veicolosi muove a 360 gradi per raggiungere la banchina di parcheggio dove attenderà la successiva chiamata e potrà ricaricare la sua batteria. Tutto in autonomia e senza intervento umano, un altro vantaggio per il settore dei trasporti, spesso in sofferenza per carenza di personale e limitato per gli alti costi di un servizio che nel caso di RailEvo può essere attivo H24, anche di notte.
Come prenotare il viaggio
“I passeggeri non dovranno più attendere il treno sul binario a un orario predefinito, ma, tramite app, potranno prenotare il proprio viaggio in taxi nel momento a loro più congeniale. Si potrà pagare una tariffa più alta per avere un veicolo solo per sé oppure sceglierne una più bassa quando si condivide il mezzo con altri passeggeri che si fermeranno in alcune fermate intermedie”, spiega il co-fondatore e amministratore delegato Nicola Mosca. Insomma le carte affinché questo mezzo rivoluzioni davvero il settore del trasporto pubblico e privato a livello locale, ci sono. Ma un certo scetticismo di fondo che fa parte del Dna di noi italiani, ci fadubitare di una messa in opera veloce in un Paese complesso come l’Italia. Mosca ci smentisce.
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“Trento-Malè oppure Rovereto-Riva del Garda”
“Abbiamo voluto realizzare il prototipo con i binari e mostrare che funziona, così sarà più facile attrarre investitori ed industriali per costruire insieme RailEvo. Con Trentino Trasporti ci sono già delle idee di sviluppo su alcune linee locali, come ad esempio Trento-Malè e ci piacerebbe partecipare ad un progetto per collegare Rovereto con Riva del Garda”, confessa Mosca, ma la strada dal prototipo al prodotto industriale non è priva di complessità da affrontare.
Per queste ragioni RailEvo, insieme ai partner attuali tra cui Trentino Sviluppo Valente Spa e Trentino Trasporti, ha deciso di concentrare il proprio core business nella produzione dell’assale brevettato, allungando la mano ad altri attori industriali interessati ad entrare nel progetto per realizzare l’infrastruttura ferroviaria, telaio, carrozzeria, stazioni, meccatronica per mettere a terra questo nuovo sistema di mobilità urbana, che non è in competizione con il sistema ferroviario esistente, ma può costituire un’integrazione. “Il sogno è di iniziare il cambiamento da qui, dal Trentino e proseguire in altre regioni d’Italia. E poi, guarderemo in Europa ed ovunque sia apprezzato il valore della nostra tecnologia” ci spiega Nicola Mosca. Il 2030 può essere una data possibile per vederlo in azione? “Spero proprio di si”.
Fonte: http://www.repubblica.it/rss/ambiente/rss2.0.xml

