Pianta sempreverde, il bergamotto si distingue per il fascino esotico e il suo profumo inebriante, infondendo bellezza ovunque si trovi. Questo albero elegante presenta una chioma arrotondata e frutti caratteristici, consistenti in agrumi globosi giallo-verdi dalla fragranza intensa, che sono commestibili e impiegati anche per cosmetici e oli essenziali. L’arbusto raggiunge fino a 4 metri di altezza ed è arricchito anche da delicati fiori bianchi e profumati. Per uno sviluppo rigoglioso della pianta è necessario intraprendere specifici accorgimenti: di seguito, approfondiamo come coltivarla e le azioni da mettere in atto per una sua crescita ottimale.
L’esposizione della pianta di bergamotto
La pianta di bergamotto è originaria dell’Asia sudorientale e fa parte della famiglia delle Rutaceae. Chiamata a livello scientifico Citrus bergamia, presenta una corteccia grigiastra, foglie ovali, carnose, verde scuro e dai margini dentellati, e fiori bianchi profumati che fioriscono in primavera e autunno. Un elemento distintivo sono i frutti scenografici e ricchi di vitamine, che sono giallo-verdi, profumati e presentano una polpa succosa e acidula e una buccia liscia. Nonostante le origini orientali, l’albero viene coltivato in tutto il mondo, in particolare in Italia, soprattutto in Calabria.
Questo albero da frutto necessita di condizioni particolari per svilupparsi in modo rigoglioso, richiedendo un clima caldo e umido: malgrado tolleri il freddo, deve essere comunque protetto quando le temperature si abbassano. L’arbusto preferisce un terreno drenato, leggermente acido e ricco di sostanza organica e per quanto riguarda l’esposizione necessita di un luogo soleggiato, dovendo ricevere 6 ore di luce solare diretta al giorno. Nonostante ciò cresce anche in mezz’ombra, ma in questo caso fiorisce in modo meno abbondante.
La coltivazione del bergamotto deve avvenire in primavera oppure in autunno, quando il clima non è ancora troppo rigido. La pianta prospera in zone dall’inverno mite e l’estate calda: il vento e le correnti d’aria sono suoi nemici, dovendo porlo in un luogo riparato. La raccolta dei frutti avviene di solito in inverno.
Coltivazione in giardino e vaso della pianta di bergamotto
Il bergamotto può essere coltivato in giardino, arricchendolo con i suoi frutti e fiori delicati. In piena terra la propagazione può avvenire tramite seme. I semi vanno posti in un terreno leggero e ben drenato a una profondità di 1-2 centimetri, coprendoli con poco terriccio e mantenendo una distanza di 10 centimetri tra uno e l’altro. Successivamente, le piantine vengono trapiantate nella loro posizione definitiva, lasciando tra una pianta e l’altra 4-5 metri di distanza.
La pianta di bergamotto può essere coltivata anche tramite innesto, metodo con cui fruttifica prima e mantiene le caratteristiche della pianta madre, oppure talea, procedimento meno diffuso in quanto l’attecchimento è più difficile.
Nelle zone più fredde è preferibile la coltivazione in vaso, tenendo conto che in questo caso la produzione di frutti può essere inferiore. Si utilizza un contenitore ampio e dotato di fori di drenaggio, ponendo uno strato di argilla espansa sul fondo. Il recipiente, da collocare in pieno sole, va riempito con un terriccio ricco di humus e i semi interrati a 1-2 centimetri di profondità. In inverno la pianta deve essere spostata negli interni e ogni 2-3 anni si procede con il rinvaso in primavera.
Manutenzione della pianta di bergamotto
Per quanto riguarda la cura del bergamotto, è necessario mettere in atto una serie di interventi mirati. In merito all’irrigazione, fornire il giusto apporto di acqua è importante per una crescita sana della pianta e una buona produzione dei frutti. Le irrigazioni devono essere regolari nelle prime fasi di crescita, dovendo annaffiarla una volta a settimana, aumentando la frequenza in caso di clima secco o temperature elevate. Il terreno deve essere mantenuto sempre umido, ma mai zuppo, tenendo conto che i ristagni idrici sono causa di marciume radicale. In inverno, invece, le annaffiature vanno ridotte, dovendo verificare sempre che il terreno sia asciutto al tatto prima di procedere.
Altra operazione cruciale è la potatura, con cui favorire la produzione dei frutti, mantenere l’arbusto sano e prevenire malattie. L’intervento va eseguito in primavera o a settembre in zone dal clima mite, eliminando i rami secchi o danneggiati, e alleggerendo la chioma per garantire una buona aerazione. Durante la potatura è importante utilizzare sempre strumenti sterili e puliti.
Bisogna poi occuparsi della concimazione, da effettuare da marzo a novembre, ricorrendo a del fertilizzante organico liquido per migliorare la struttura del terreno. Il concime liquido va somministrato ogni 2-3 settimane mentre quello granulare ogni 4-6 settimane. In inverno, durante il riposo vegetativo, le operazioni di concimazione vanno interrotte.
Malattie e parassiti
Nella cura del bergamotto ci si può imbattere in malattie e parassiti. Tra i problemi più comuni troviamo il marciume radicale, causato da umidità in eccesso o irrigazioni troppo abbondanti. Altra criticità è la fumaggine, che si presenta come una patina nera su foglie e frutti, favorita spesso dalla presenza di cocciniglie e afidi. La pianta può essere colpita da maculatura fogliare, che si manifesta con macchie nere o brunastre sulle foglie, e clorosi ferrica, dovuta da una carenza di ferro nei terreni calcarei.
Tra i parassiti più frequenti troviamo afidi, cocciniglie e ragnetto rosso, dovendo intervenire con soluzioni naturali, come sapone molle, o prodotti ad hoc nei casi più gravi. Per prevenire queste problematiche è importante mantenere il terreno ben drenato, effettuare le irrigazioni in modo regolare, ma moderato, e dedicarsi alle potature per garantire una buona aerazione.
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