Un luogo urbano ai margini, ora simbolo di aggregazione sociale e attenzione all’ambiente e alla sostenibilità. Al centro di questa trasformazione c’è il Parco Milcovich nel quartiere Arcella di Padova, per decenni una vera ferita di emarginazione, piazza di spaccio e degrado. Una zona rossa, oggi rinata grazie all’impegno collettivo di associazioni, volontari, interventi pubblici e privati.
Negli ultimi cinque anni, il Parco Milcovich è rinato, rigenerando a sua volta altri territori, trasferendo lo stesso impegno in altri luoghi, dalle vette della Val di Fiemme alle foreste della provincia di Ha Tinh, in Vietnam. Come è possibile? Il modello Milcovich ha permesso di replicare il senso civico di chi partecipa alla vita del parco, anche in luoghi lontanissimi.
Il progetto si muove su due direttrici parallele: la prima è sociale. Con oltre 150 eventi l’anno — tra cui il festival estivo Arcella Bella, cinema, musica e laboratori — curati dall’associazione Big Maff e Il Coccodrillo – circa 100mila persone sono tornate a vivere il prato di Padova in totale sicurezza. Con questo modello, chi ascolta un concerto all’Arcella finanzia la piantumazione di larici e abeti in Val di Fiemme, faggi, pioppi e pini silvestri nel Bosco della Panarotta, sempre in Trentino o tamerici a Lio Piccolo, vicino all’aeroporto di Venezia fino ad arrivare alla Foresta della Salute di Huong Son, in Vietnam.
L’altra direttrice è ambientale. Etifor, spin-off dell’Università di Padova specializzata nella valorizzazione del capitale naturale e nella gestione sostenibile del territorio, ha sviluppato la piattaforma WOWnature che permette a cittadini e aziende di adottare o piantare alberi in progetti specifici di riforestazione, sia in Italia che nel mondo, seguendo criteri rigorosi di biodiversità.
Attraverso il Piano Climatico di “Arcella Bella”, la società ha trasformato la rassegna estiva in un modello a basso impatto, calcolandone l’impronta di carbonio e guidando l’adozione di pratiche virtuose — come l’uso di LED, energia rinnovabile, isole ecologiche presidiate per la raccolta differenziata, incentivi alla mobilità sostenibile, riduzione degli sprechi, dei rifiuti e dei materiali di plastica, che hanno ridotto le emissioni del 14% nel 2024, compensando la quota rimanente tramite la piattaforma WOWnature. Proseguendo su questa strada si calcola che il sistema Milcovich avrà catturato oltre 650 tonnellate di CO2 entro il 2029.
Parallelamente, Etifor ha curato la visione tecnica del progetto di ampliamento approvato dal comune di Padova, che prevede una cintura verde di 10.000 mq composta da 90 alberi e migliaia di arbusti selezionati scientificamente per la loro resilienza e capacità di assorbimento della CO2. Infine, l’intervento ha promosso l’inclusività tramite i principi dello Universal Design, ovvero una progettazione pensata per essere accessibile a chiunque, dai bambini agli anziani con difficoltà motorie e il way-finding, valorizzando il parco come luogo di terapia in natura per contrastare lo stress e migliorare la salute pubblica attraverso il contatto con l’ecosistema urbano.
“Siamo di fronte a un modello di rigenerazione unico: travalica i confini urbani per generare impatti ambientali globali, restando però radicato nel quartiere attraverso la cura, la sicurezza e il lavoro per le imprese locali. La forza di questo sistema è la sua replicabilità: può trasformare qualsiasi area verde degradata da voce di costo per il Comune a generatore di benefici economici e ambientali per l’intera comunità”, afferma Francesco Aneloni, fondatore e CEO di Big Maff. Il recupero non è solo strutturale: con il Cantiere Accessibilità, il parco ha abbattuto le barriere architettoniche, diventando realmente inclusivo. Infine, con l’ampliamento di un ulteriore ettaro di bosco urbano ad alto fusto approvato dal Comune, il Milcovich si prepara a diventare un polmone anti-smog contro le polveri della vicina ferrovia.
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