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Olimpiadi Milano-Cortina 2026: all’Arena i costumi creati con materiali di scarto


Scarti di tessuti, materiali destinati al macero, decine di jeans trovati nei mercatini di seconda mano, coperte termiche utilizzate per soccorrere le persone in mare. E ancora. Plastica abbandonata, calze di nylon non più utilizzabili. Sembra incredibile, ma numerosi costumi indossati durante uno degli eventi più importanti della televisione di questi anni, la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026 all’Arena di Verona sono stati realizzati con rifiuti provenienti dal mondo della moda. Perfino quello indossato da Roberto Bolle étoile del Teatro alla Scala è stato confezionato con tessuti e plastica riciclati. Un forte valore estetico e simbolico in linea con il titolo della cerimonia “Beauty in Action”.

“Dai detriti fast-fashion può nascere una nuova bellezza, più consapevole”, racconta il costumer design Stefano Ciammitti, che ha disegnato gli abiti di scena dedicati alla lirica come opere d’arte concettuali, create però dagli scarti. Bolognese, classe 1989, allievo del grande costumista Piero Tosi, ha firmato gli abiti di film come Io capitano di Matteo Garrone e Diamanti di Ferzan Ozpetek.

Il costume creato da Ciammitti per la Dama delle camelie con trine stinte e tulle lacerato 

Chiamato dalla regista Stefania Opipari; da Alfredo Accatino e Adriano Martella, rispettivamente direttore artistico e creativo e il team di Filmmaster, la scelta stilistica di Ciammitti non è stata casuale “Per me era fondamentale utilizzare materiale deteriorato dal tempo, perché volevamo lanciare un messaggio chiaro in questi tempi di opulenza: un messaggio con un valore di giustizia oltre che estetico”, spiega l’autore che ha voluto così celebrare la cultura italiana e lo spirito olimpico. E la scelta di portare questo tipo di materiali nel tempio della lirica, l’Arena di Verona è stata un’idea dirompente. L’effetto scenico è stato di grande impatto.

Il costume di Aida realizzato con le coperte termiche utilizzate nelle operazioni di soccorso 

Così tra i ballerini ha fatto il suo ingresso un monumentale vestito d’oro di Aida realizzato con le coperte termiche dorate del primo soccorso usate dalla protezione civile (“abbiamo dovuto cucirle su altri tessuti perché si rompevano in continuazione, ma eravamo convinti di voler portare in scena proprio quel materiale così simbolico”), oppure quello di Rigoletto composto da decine di cerniere e jeans da buttare. “Li abbiamo trovati al mercato di Resina ad Ercolano, dove è dal dopoguerra che vengono vendute le famose ‘balle’ di abiti usati rivenduti a tutti i più importanti mercati vintage d’Europa. Ma abbiamo cucito anche quelli trovati nei nostri armadi”, racconta lo stilista che si è circondato di artigiani professionisti scelti uno ad uno.

Il bozzetto del costume di Rigoletto creato da Ciammitti con decine di jeans usati 

Sarte, tagliatori, modisti, gioiellieri, calzolai, impagliatori hanno lavorato insieme per un anno intero. Così è nato il kimono di Madama Butterfly ricavato da un paracadute scolorito degli anni Ottanta, trovato abbandonato in una cantina. Il costume del Barbiere di Siviglia è composto da cartelle trasparenti degli anni 80 “trovate per terra in un mercatino”. La Dama delle Camelie, Violetta è invece una enorme Camelia nera con petali di crine stinti e tulle lacerato dal tempo. Materie povere, come quelle utilizzate per il costume di Roberto Bolle “Una stratificazione di plastiche bruciate, calze stinte e smagliate, silicone e detriti plastici che riflettono la luce come se fossero ghiaccio sedimentato su degli scarti industriali. Abbiamo disegnato un vero e proprio paesaggio sul suo corpo e lui ne è stato così entusiasta che ci ha chiesto di esporlo al Museo Olimpico a Losanna”.

Il vestito di Madame Butterfly con il tessuto di un vecchio paracadute 

“Non è la prima volta che i creativi utilizzano materiali di questo genere per costumi di scena. Nel cinema ad esempio è già accaduto” racconta Ciammitti che dice di essersi ispirato oltre che a Tosi e Alexander McQueen, anche al grande costumista Danilo Donati che ha lavorato con Fellini e Pasolini. ”La carta delle caramelle è stata utilizzata da Donati per realizzare la faccia a mosaico di Trimalcione nel film Satyricon”. Un linguaggio creativo che Ciammitti molto probabilmene replicherà nei suoi prossimi lavori. Perché utilizzare materiale riciclato non significa solo abbattere l’impatto ambientale, ma diventa parte integrante dello spettacolo. Come accaduto durante la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi invernali 2026, si racconta una doppia storia: quello sul palco e quella di responsabilità ambientale. Un messaggio da condividere. “Un gesto politico, perché è importante muoversi con un senso di giustizia e non solo per la bellezza”.


Fonte: http://www.repubblica.it/rss/ambiente/rss2.0.xml

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