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La transizione energetica come strategia di lungo periodo oltre l’emergenza


La transizione energetica corre a ritmo spedito, con le imprese che non lesinano investimenti anche ora che il tema sembra ridimensionato nelle priorità dell’agenda politica, consapevoli di come in ballo non vi siano solo ragioni etiche, ma anche di bilancio. Con una convinzione comune: non si tratta più di rispondere a una logica di emergenza, ma di abbracciare una programmazione di lungo periodo capace di integrare soluzioni tecnologiche diverse in un unico ecosistema efficiente. È questo il messaggio emerso da KEY – The Energy Transition Expo 2026, l’evento di Italian Exhibition Group (Ieg) che ha trasformato la Fiera di Rimini nel baricentro globale del dibattito sull’energia.

Proprio su questo tema, è intervenuto Michele de Pascale, governatore della Regione Emilia-Romagna, sottolineando come le sfide energetiche non possano più essere gestite con la logica dell’urgenza. De Pascale ha rimarcato che il Paese necessita di una visione chiara e di strumenti strutturali che permettano ai territori e alle imprese di pianificare gli investimenti in modo certo, trasformando la transizione da obbligo normativo a opportunità di crescita economica e sociale.

Michele de Pascale: “Le sfide dell’energia non possono essere gestite con la logica dell’emergenza”

Integrazione tra efficienza dei consumi e sviluppo delle rinnovabili

Il cuore analitico di KEY 2026 è stato rappresentato dalle ricerche di settore, fra cui lo studio presentato da Agici. L’osservatorio ha evidenziato come l’Italia sia attualmente sospesa tra un approccio “incrementale” e uno “trasformativo”. Se il primo, basato su riduzioni progressive e strategie difensive, sta raggiungendo limiti di costo marginale troppo elevati, la vera frontiera è il modello trasformativo. Secondo gli analisti, la chiave della competitività risiede nell’integrazione strutturale tra efficienza energetica e fonti rinnovabili. La progettazione coordinata permette di abbattere i costi di produzione e di aumentare sensibilmente la redditività degli interventi. In questo contesto, le ESCo (Energy Service Companies) sono chiamate a evolvere da semplici fornitori a partner strategici, forti di un comparto che nel 2024 ha generato un fatturato di 11 miliardi di euro.

La doppia transizione epocale

Il dibattito riminese ha acceso i riflettori sui nuovi protagonisti della domanda elettrica: i data center. Le richieste di connessione alla rete in Italia hanno raggiunto i 69 GW; se oggi questi pesano meno del 2% della domanda, entro il 2035 potrebbero assorbire fino al 12,7% dei consumi nazionali. Gestire questa fame energetica richiede infrastrutture intelligenti guidate dall’intelligenza artificiale, fondamentale per ottimizzare le reti e gestire i flussi in tempo reale.

Capitale umano e inclusione al centro del dibattito

KEY 2026 non è stata solo tecnologia, ma anche persone. L’Innovation District ha ospitato 32 startup e Pmi innovative, mentre l’iniziativa Green Jobs&Skills ha favorito l’incontro tra aziende e giovani talenti. Un momento di riflessione è stato offerto dall’indagine sull’occupazione femminile realizzata da Italia Solare e KEY. Sebbene le donne rappresentino il 35% dei dipendenti nel settore delle rinnovabili, operano ancora prevalentemente in aree amministrative rispetto a quelle tecniche. Solo un’azienda su dieci vanta una donna in posizioni di vertice, a evidenziare la necessità di superare disparità retributive e barriere professionali ancora persistenti nel comparto.

I numeri della manifestazione

L’edizione 2026 ha consolidato il ruolo della manifestazione come punto di riferimento internazionale. I dati parlano chiaro: le presenze totali sono aumentate del 10% (+9% quelle estere). Su 125 mila metri quadrati, oltre mille espositori (di cui 320 internazionali) hanno presentato soluzioni innovative. L’evento, inaugurato dal ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, ha visto la partecipazione di 530 hosted buyer da 59 Paesi. Il successo di KEY 2026 dimostra che la transizione energetica è ormai una realtà industriale bancabile e competitiva. L’appuntamento per proseguire questo percorso è fissato per la prossima edizione, che tornerà alla Fiera di Rimini dal 10 al 12 marzo 2027.


Fonte: http://www.repubblica.it/rss/ambiente/rss2.0.xml

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