Sono stabili i valori della qualità dell’aria in Italia, rispettati i valori limite per PM10 e PM2,5 su quasi tutto il territorio, anche se permangono situazioni di superamento in diverse zone e la nuova Direttiva europea impone limiti più stringenti da raggiungere entro il 1 gennaio 2030, per i quali si rendono necessarie strategie aggiuntive. È questa la situazione che emerge dall’informativa annuale di Snpa-Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente.
Inquinamento
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In dettaglio criticità si registrano in diverse zone del Paese: nel bacino padano, nell’agglomerato Napoli-Caserta, nella zona della Valle del Sacco (in provincia di Frosinone). Isolati casi di violazione sono stati registrati anche nella pianura venafrana (in provincia di Isernia) e a Palermo.
Il report
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Come noto, ai superamenti giornalieri possono contribuire, in taluni casi, fenomeni naturali come gli eventi di intrusione al suolo di polveri provenienti dalle aree desertiche del Nord Africa, del Medio Oriente e della depressione caspica.
Il valore limite annuale del PM2,5 (25 g/m) è rispettato su quasi tutto il territorio nazionale. Per questo inquinante si osserva una riduzione media di circa il 14% dei livelli annuali registrati nel 2025 rispetto alla media del decennio 2015-2024.
L’intervista
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Anche il valore limite annuale del biossido di azoto è rispettato nella larga maggioranza delle stazioni di monitoraggio (99%), sebbene sia da registrare il superamento in un numero limitato di stazioni, localizzate in grandi aree urbane in prossimità di importanti arterie stradali, nell’agglomerato di Milano, a Genova, Napoli, Catania e Palermo.
Il valore limite orario è invece rispettato ovunque. In sintesi, si può affermare che il 2025 ha confermato il trend di miglioramento della qualità dell’aria a livello nazionale.
Fonte: http://www.repubblica.it/rss/ambiente/rss2.0.xml

