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In Europa cresce la radiazione solare al suolo: meno smog, più luce


L’Europa è diventata negli ultimi decenni più luminosa. Non perché il sole splenda di più, ma c’è una maggiore quantità di radiazioni solari che riesce a raggiungere la Terra grazie alla riduzione degli inquinanti. Un fenomeno che non è uniforme, ma secondo gli scienziati, non c’è dubbio che il cielo europeo sia cambiato: l’irraggiamento solare da questa parte del Pianeta è infatti aumentato del 4,8% tra il 1995 e il 2023. Si chiama “global brightening” ed è il risultato dell’introduzione di normative ambientali più severe che hanno portato ad un progressivo miglioramento dell’aria. In pratica, diminuita la concentrazione degli inquinanti, l’atmosfera è diventata “più trasparente”. È quanto emerge da uno studio, frutto della collaborazione tra l’azienda di dati e software solare Solargis, l’Università di Malaga e l’Università di Murcia, che si presenta come una delle analisi sulla radiazione solare più complete realizzate finora in Europa: ha infatti esaminato dati di radiazione solare al suolo sia degli ultimi 30 anni che dei prossimi 30. In Italia, secondo la ricerca, la radiazione solare è aumentata in media di 3 watt per metro quadrato per decennio.

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La ricerca

I risultati sono stati presentati nell’articolo “Past, current and future solar radiation trends in Europe: Multi-source assessment of the role of clouds and aerosols”, pubblicato sulla rivista Remote Sensing of Environment. Il dataset comprende osservazioni da stazioni a terra, cinque dataset storici e un insieme di 30 modelli climatici.

I ricercatori hanno riscontrato che la quantità di luce solare che raggiunge la superficie europea è aumentata in media del 4,8% negli ultimi 30 anni, equivalente a un incremento di 2,4 watt per decennio tra il 1994 e il 2023. L’Europa centro-occidentale ha registrato una crescita maggiore rispetto ad altre aree: il nord-est della Francia, il Benelux e la Germania occidentale hanno segnato un aumento di quasi l’11% tra il 1994 e il 2023, cioè 4,7 W per decennio. La tendenza all’aumento della radiazione solare è più contenuta invece in Gran Bretagna, Scandinavia, Italia e i Balcani.

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Più sole non significa però più caldo

Se da una parte, spiegano i ricercatori, una maggiore radiazione al suolo può contribuire al riscaldamento regionale, dall’altra si inerisce in un contesto climatico già influenzato dall’aumento dei gas serra. Non si tratta dunque di un sole “più forte”, ma di un’atmosfera più pulita che lascia passare più energia. Per questo ci sono effetti positivi: a beneficiare è soprattutto l’energia solare, con un potenziale aumento della produzione di energia rinnovabile. Josè Antonio Ruiz-Arias docente dell’Università di Malaga e responsabile dello studio ha spiegato che le variazioni dei livelli di irradianza incidono in modo significativo sull’industria solare, con un effetto diretto sulla produzione di lungo periodo, sulla sostenibilità dei progetti.

“Al di là del settore energetico, un’Europa più luminosa significa più energia, aumento delle temperature e modifiche dei pattern di precipitazione”, ha detto Ruiz-Arias. “Sono fattori con ricadute ampie sui comportamenti sociali e su quasi tutti i settori economici, dall’agricoltura e dal turismo fino all’istruzione”.

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Un trend destinato ad aumentare

Un’analisi dei dati previsionali della radiazione solare per il periodo 2024–2054 indica dunque che l’aumento dell’irradianza solare in Europa rallenterà nei prossimi tre decenni. Il professor Ruiz-Arias afferma che questo risultato è coerente con quanto mostrato dai modelli climatici.

“Nonostante gli sforzi della comunità scientifica per prevedere con accuratezza i livelli di radiazione solare al suolo, le proiezioni di lungo periodo comportano un elevato grado di incertezza a causa delle complessità legate al comportamento non lineare dell’atmosfera e della nostra conoscenza limitata dei livelli di aerosol e delle loro interazioni in atmosfera”, ha dichiarato Ruiz-Arias. “Per questo è importante che la comunità solare globale continui a migliorare i dataset esistenti, monitori da vicino i cambiamenti atmosferici e rivaluti come la radianza solare ci influenzi a livello locale, al suolo”


Fonte: http://www.repubblica.it/rss/ambiente/rss2.0.xml

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