Il riscaldamento climatico può spingere le praterie subalpine a trasformarsi in ecosistemi dominati da arbusti aridi, modificando in profondità la composizione della vegetazione e le interazioni tra piante e funghi del suolo. È quanto emerge da uno studio pubblicato sui Proceedings of the National Academy of Sciences da un team di ricercatori guidato da Lara Souza della University of Oklahoma.
La ricerca
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La ricerca analizza gli effetti di 29 anni di riscaldamento sperimentale su un prato subalpino nei pressi di Crested Butte, in Colorado, un’area montana che si sta riscaldando più rapidamente rispetto ad altri ecosistemi. I ricercatori hanno confrontato cinque parcelle riscaldate artificialmente di circa 2 gradi Celsius tutto l’anno con cinque parcelle lasciate a temperatura ambiente, analizzando le comunità vegetali e microbiche del suolo.
I risultati mostrano che il riscaldamento ha provocato una netta transizione da una vegetazione dominata da piante erbacee a una dominata da specie legnose. Nelle parcelle riscaldate, la presenza di piante erbacee è diminuita di circa il 28%, mentre quella degli arbusti è aumentata del 150% rispetto alle aree non riscaldate. Parallelamente, le caratteristiche funzionali delle piante sono cambiate, passando da strategie orientate all’acquisizione delle risorse a strategie più conservative, con una riduzione del 22% dell’area fogliare specifica e un aumento del 17% della massa secca fogliare.
Lo studio
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Lo studio evidenzia anche importanti cambiamenti nel suolo. Il riscaldamento ha aumentato la disponibilità di fosforo per le piante, riducendo la loro dipendenza dai funghi micorrizici e rafforzando invece i legami con i funghi decompositori. Secondo gli autori, questo “disaccoppiamento” delle simbiosi pianta-fungo contribuisce a rendere l’ecosistema complessivamente più conservativo e meno produttivo. “La transizione verso arbusteti potrebbe alterare servizi ecosistemici chiave forniti dai prati subalpini, come il foraggio per la fauna selvatica”, osservano gli autori, sottolineando che cambiamenti di questo tipo potrebbero avere conseguenze a lungo termine per gli ecosistemi montani e per le comunità che dipendono da essi. I risultati suggeriscono che il riscaldamento climatico non solo modifica le specie presenti, ma riorganizza profondamente le relazioni ecologiche che sostengono questi ambienti.
Fonte: http://www.repubblica.it/rss/ambiente/rss2.0.xml

