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Il meglio del meglio di Giobbe Covatta tra memoria, satira e riflessioni su ambiente e diritti


“Basta poco, che ce vo’?” Poche figure, nel panorama artistico italiano, sono riuscite a fondere la comicità più irriverente con un impegno civico e ambientale profondo come Giobbe Covatta. Venerdì 5 giugno alle ore 18.30 al Festival di Green&Blue l’autore, attore e attivista porta sul palco la sua verve inconfondibile con “70. Riassunto delle puntate precedenti”, un pot-pourri che riassume e soprattutto festeggia i suoi primi 70 anni di età e gli oltre 40 di carriera. All’anagrafe Gianni Maria Covatta, nato a Taranto nel 1956 ma napoletano d’adozione, l’attore ha saputo far evolvere la sua maschera comica nel corso dei decenni. Dai trionfi televisivi e dal clamoroso successo editoriale degli anni Novanta con il libro cult Parola di Giobbe, Covatta ha progressivamente orientato il suo megafono verso le grandi urgenze globali: un impegno che ha varcato anche i confini dello spettacolo per toccare la militanza politica ed ecologista in prima persona, dimostrando una coerenza e una continuità rare nel panorama dello show business.

In prima linea per la tutela dell’ambiente

Da decenni, Giobbe Covatta è infatti in prima linea per la salvaguardia dell’ambiente e per i diritti del Sud globale, un impegno che lo ha visto, tra le altre cose, storico testimonial di realtà come Amref e Save the Children. E non a caso, difatti, nel 2018 l’artista – che alla salvaguardia dell’ambiente ha anche dedicato uno spettacolo intero, 6 gradi – è stato insignito del premio “Vivere a Spreco Zero” nella categoria testimonial. Covatta usa da sempre la satira come potente strumento di divulgazione e di denuncia. Nel suo teatro, l’ironia diventa la chiave per smontare l’indifferenza e l’egoismo ambientale ed energetico, e proprio in questo la sua presenza si lega a stretto filo al NOI, concetto cardine dell’edizione 2026 del Festival di Green&Blue.

Il meglio del meglio di un ecologista

Quando Covatta parla di migrazioni climatiche, di terre impoverite e di risorse in esaurimento lo fa sempre in riferimento all’indispensabile, e talvolta brutale, interconnessione delle nostre vite. Dal palco l’attore ci sbatte in faccia una realtà ineludibile: le azioni di chi vive nel comfort del Nord e dell’Occidente hanno conseguenze dirette sulle vite di chi sta dall’altra parte del pianeta. 70. Riassunto delle puntate precedenti è, dice l’autore, un’”abbuffata” dei suoi testi storici e di quelli più recenti, il cui “menù” prevede una degustazione di tutti i grandi temi a lui cari: ambiente, ecologia, religione, questione femminile, Terzo mondo e vecchiaia. Un racconto anche umano e politico, che reclama il diritto di tutti ad avere un futuro migliore.


Fonte: http://www.repubblica.it/rss/ambiente/rss2.0.xml

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