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Il caldo estremo in Europa è aumentato di 10 volte in 15 anni


Uno studio dell’Università di Graz, in Austria, ha calcolato che il caldo estremo si è decuplicato in Europa dal 2010 a oggi rispetto al periodo tra il 1961 e il 1990. E le responsabilità sono da attribuire alle attività antropiche. Si tratta di evidenze che i ricercatori hanno ricavato applicando un metodo di misurazione nuovo, di loro invenzione, che – garantiscono – potrà essere applicato a diversi contesti: dalla previsione dei rischi legati agli eventi meteorologici estremi all’attribuzione del peso delle emissioni di stati o aziende sul cambiamento climatico.

Una nuova misura del cambiamento climatico

Il cuore della ricerca è proprio lo sviluppo di un nuovo strumento matematico. Invece di prendere in considerazione solo la frequenza con cui viene superato un certo valore soglia in un determinato arco di tempo, la metrica introdotta dagli esperti austriaci valuta simultaneamente anche la durata dell’evento climatico estremo, l’intensità e l’estensione dell’area interessata. Si ottiene così la misura dell’“estremità” dell’evento, cioè quanto è davvero fuori dal comune. A livello grafico, i parametri, considerati insieme, vanno a definire un solido, e l’“estremità” corrisponde al suo volume oltre il valore di soglia critica di riferimento. Secondo i suoi ideatori, questo sistema ha diversi vantaggi rispetto ai metodi tradizionali: è più preciso perché dà una visione d’insieme di un fenomeno, ne riflette l’impatto reale (e quindi i danni alla salute umana, all’agricoltura, etc.) e permette di distinguere con chiarezza quanto di quell’evento estremo sia dovuto al cambiamento climatico antropogenico, quello causato dall’essere umano, rispetto alla variabilità naturale.

Lo studio

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Le ondate di calore in Europa

Attingendo da set di dati sulle temperature massime giornaliere in diversi paesi europei dal 1961 al 2024, i ricercatori hanno utilizzato il loro metodo per analizzare i cambiamenti nelle ondate di calore. Come valore di soglia critico è stata considerata la temperatura in ogni località che superava dell’1% i valori giornalieri dal 1961 al 1990. Se in quei 30 anni i giorni “caldissimi” sono stati un evento molto raro, tra il 2010 e il 2024 si sono moltiplicati a tal punto da sembrare quasi la norma.

“Abbiamo scoperto che l’estremo totale del caldo in Austria e nella maggior parte delle regioni dell’Europa centrale e meridionale è aumentato di circa 10 volte nell’attuale periodo climatico dal 2010 al 2024 rispetto al periodo dal 1961 al 1990. Ciò è stato causato dall’aumento sia della frequenza che della durata degli eventi, nonché dall’entità del superamento della soglia e dall’estensione spaziale degli eventi“, ha commentato Gottfried Kirchengast, autore principale dello studio. “Questo massiccio aumento del parametro dell’estremo termico totale va ben oltre la sua variabilità naturale e mostra l’influenza del cambiamento climatico causato dall’essere umano con una chiarezza che persino io, come ricercatore climatico, non avevo mai visto prima”.

La lettera

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Previsioni di danni e responsabilità legali

Secondo gli esperti, il nuovo metodo è universalmente applicabile. La sua versatilità lo rende adatto a diversi scopi: dall’analisi dell’impatto del clima su salute umana, agricoltura, edilizia, settore energetico, ecc., alla quantificazione dei danni attribuibili direttamente agli attori inquinanti, siano essi stati o aziende, tornando quindi molto utile nelle cause legali legate al cambiamento climatico.


Fonte: http://www.repubblica.it/rss/ambiente/rss2.0.xml

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