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Il cacao è in crisi per il clima ma la speranza arriva da una scoperta in Perù


Per colpa dei cambiamenti climatici e di malattie sempre più diffuse, entro il 2050 potremmo dover rinunciare al cioccolato. Ma oggi è arrivata una buona notizia che potrebbe permetterci di sviluppare nuove strategie per la tutela della biodiversità e per la produzione del cioccolato. A suggerirlo è stato un recente studio guidato dal Cocoa Research Centre dell’Università delle Indie Occidentali, insieme all’Universidad Nacional Toribio Rodríguez de Mendoza, in Perù, secondo cui la diversità genetica del cacao peruviano è molto più ampia di quanto si pensasse. Lo studio, appena pubblicato su Plos One, ha infatti identificato quattro linee genetiche distinte di alberi di cacao finora sconosciute.

Il cacao in Perù

Le fave di cacao sono la materia prima dell’industria del cioccolato, un mercato globale che vale miliardi di dollari. In particolare, stando ai dati riportati nel nuovo studio, il Perù rappresenta l’ottavo produttore mondiale, con più di 80 mila famiglie di agricoltori che dipendono dalla coltivazione di cacao, che interessa popolazioni selvatiche e semi-selvatiche, ossia che non sono state modificate in modo significativo tramite selezione artificiale. Gli alberi di cacao autoctoni amazzonici coltivati in Perù, così come in altre parti del mondo, sono stati fino ad oggi classificati in 10 grandi gruppi, in base alla loro somiglianza genetica, anche se di recente alcuni esperti hanno messo in discussione questa classificazione.

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I nuovi gruppi

Per migliorare la comprensione delle varietà di cacao, i ricercatori hanno analizzato la diversità genetica di 390 alberi selvatici e semi-selvatici coltivati ​​in aziende agricole indigene diffuse in varie regioni del Perù. Nel dettaglio, si sono concentrati sui polimorfismi a singolo nucleotide (Snp), ossia le differenze di una sola lettera nel codice del DNA dei singoli alberi, che permettono di far luce sulla loro diversità genetica e sulle relazioni reciproche, consentendo la classificazione in gruppi geneticamente simili. Dalle successive analisi, il team si è accorto che il quadro era molto più complesso di quanto si pensasse e che oltre ai 10 gruppi genetici già noti, ne esistono altri 4 mai descritti prima. I ricercatori, inoltre, hanno scoperto che ogni regione del Perù presentava una vera e propria “firma genetica” distinta, evidenziando quindi sottili differenze geografiche nella composizione genetica delle piante di cacao coltivate.

Lo studio

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La qualità del cioccolato

I risultati del nuovo studio vanno al di là della scoperta scientifica. Secondo gli autori, infatti, 2 dei 4 gruppi genetici appena scoperti sembrerebbero avere un’ascendenza associata alla produzione di cacao di una qualità particolarmente pregiata. La caratterizzazione dei 4 nuovi gruppi suggerisce quindi che il Perù custodisce risorse genetiche uniche utili per identificare nuove qualità che potrebbero interessare il mercato del cacao e del cioccolato, oltre ad essere uno strumento prezioso per la tutela della biodiversità del cacao peruviano. “La nostra ricerca rivela che, sebbene gli alberi di cacao del Perù condividano una base genetica comune in tutto il Paese, ogni regione possiede una firma genetica unica e siamo riusciti a individuare 4 linee genetiche di cacao completamente nuove”, scrivono gli autori. “Questa mappa non solo ridefinisce la nostra comprensione del panorama genetico del Perù, ma fornisce anche una nuova risorsa tangibile per la conservazione e per l’industria del cioccolato pregiato”.


Fonte: http://www.repubblica.it/rss/ambiente/rss2.0.xml

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