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Gli Usa si ritirano dal trattato globale sul clima


Prima gli Accordi di Parigi, ora il Framework Convention on Climate Change. Il presidente Donald Trump sta ritirando gli Stati Uniti dal trattato globale sui cambiamenti climatici creato nel 1992 e che conta tutti i Paesi del mondo come suoi membri, in una mossa che intensifica i suoi tentativi di invertire anni di negoziati globali per affrontare l’aumento delle temperature.

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Come riporta la Cnn, l’annuncio di interrompere i legami con la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici è arrivato mentre Trump ha abbandonato decine di organizzazioni internazionali che, secondo la Casa Bianca, non servono più gli interessi degli Stati Uniti, promuovendo quelle che ha definito politiche climatiche radicali e altre questioni.

L’UNFCCC del 1992 funge da struttura internazionale per gli sforzi di 198 Paesi volti a rallentare il tasso crescente di inquinamento climatico. Ha una partecipazione universale. Gli Stati Uniti sono stati la prima nazione industrializzata ad aderire al trattato dopo la sua ratifica sotto l’ex presidente George H.W. Bush, e saranno l’unica nazione a uscirne.

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Il Segretario di Stato Marco Rubio ha affermato che le 66 organizzazioni che gli Stati Uniti stanno abbandonando cercano di “limitare la sovranità americana”, riferendosi alle campagne per l’uguaglianza di genere e all’“ortodossia climatica”.

“Il presidente Trump è chiaro: non è più accettabile inviare a queste istituzioni il sangue, il sudore e i tesori del popolo americano, con poco o nulla da mostrare in cambio”, ha dichiarato Rubio in una nota. “I giorni in cui miliardi di dollari di denaro dei contribuenti fluivano verso interessi stranieri a spese del nostro popolo sono finiti”.

La mossa arriva mentre Trump demolisce le politiche climatiche statunitensi nel decennio più caldo mai registrato e minaccia altre nazioni per aver adottato misure per affrontare il riscaldamento globale, che Trump ha definito una bufala e una “truffa”.

“Molti di questi organismi promuovono politiche climatiche radicali, governance globale e programmi ideologici che sono in conflitto con la sovranità e la forza economica degli Stati Uniti”, si legge in una nota informativa della Casa Bianca.

“Deplorevole e infelice” così il commissario Ue al clima, Wopke Hoekstra, ha definito la decisione del presidente degli States, “la più grande economia mondiale e secondo (Paese, ndr) maggiore emettitore di emissioni”. L’Ue continuerà “a sostenere la ricerca internazionale sul clima, a impegnarci nella cooperazione internazionale e perseguire il nostro programma di azione per il clima, competitività e indipendenza”, conclude Hoekstra. Per la vicepresidente della Commissione europea con delega alla Transizione pulita, giusta e competitiva, Teresa Ribera, “alla Casa Bianca non importa dell’ambiente, della salute o della sofferenza delle persone. Pace, giustizia, cooperazione o prosperità non rientrano tra le sue priorità. Nemmeno la grande eredità degli Stati Uniti alla governance globale. E lo dicono chiaramente”.


Fonte: http://www.repubblica.it/rss/ambiente/rss2.0.xml

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