Tempi più rapidi per accedere ai contributi Gse per l’autoconsumo a distanza. Chi ha un pannello fotovoltaico in casa e un’altra utenza intestate (o anche più di una) in un altro immobile, purché tutte le utenze facciano capo alla stessa cabina primaria, ha la possibilità di ottenere l’incentivo sull’energia consumata complessivamente. Si può richiedere l’incentivo anche se il pannello è già in funzione, o si può decidere di installarlo oggi: in entrambi i casi i tempi si sono accorciati grazie alla procedura semplificata attivata dal Gse nel nuovo portale SPC – Sistemi di Produzione e Consumo, che ora consente una verifica in tempo reale: se il sistema dà l’ok alla presentazione della domanda restano da attendere solo i tempi tecnici dell’istruttoria per l’erogazione degli incentivi.
Un cliente, un pannello, più utenze
L’autoconsumatore individuale a distanza è una configurazione che prevede un solo cliente finale che condivide l’energia prodotta dagli impianti a fonti rinnovabili nella sua piena disponibilità per autoconsumarla virtualmente nei punti di prelievo dei quali è titolare. Non c’è obbligo di prossimità fisica tra impianto e punto di consumo, l’unico vincolo territoriale è che tutti i punti (sia di produzione che di prelievo) rientrino nell’area che fa capo alla stessa cabina primaria, ossia al tratto di rete elettrica ad alta tensione che serve una stessa porzione di territorio. L’energia prodotta, dunque, non viaggia fisicamente da un posto all’altro, ma il sistema calcola ogni ora la quota che l’impianto immette in rete e quella che si sta consumando, ossia la quota complessiva di consumi registrata alla stessa ora da tutti i punti di prelievo presenti nella configurazione rispetto alla produzione oraria dell’impianto. Non ci sono limiti al numero di impianti o di punti di prelievo che possono essere inseriti nella configurazione, purché tutti i POD siano intestati al medesimo cliente finale e tutti gli impianti siano in aree nella sua piena disponibilità. Gli impianti di produzione possono essere di proprietà dell’autoconsumatore oppure di proprietà di un soggetto terzo (ad esempio una ESCO) e gestiti da un produttore terzo, purché questo resti soggetto alle istruzioni dell’autoconsumatore. In pratica l’autoconsumatore deve avere il controllo gestionale degli impianti anche se non ne è proprietario.
Quanto vale l’incentivo
L’incentivo è composto da due voci: la tariffa incentivante di 120 euro per megawatt riconosciuta dal Gse, e il contributo di valorizzazione Arera di 11,90 euro per megawatt. L’incentivo dura vent’anni, è esentasse ed è cumulabile con la detrazione Irpef del 50% sulle spese di installazione dell’impianto. Viene riconosciuto sia in caso di nuova installazione sia in caso di impianti già realizzati. L’unico requisito è, appunto, quello di collegare più utenze diverse.
La domanda sprint grazie alle nuove regole GSE
La domanda va presentata sul sito del Gse nella sezione dedicata “SPC – Comunità Energetiche e Autoconsumo” dopo essere registrati nell’area clienti. Con le novità introdotte il portale verifica in automatico durante la compilazione, se i POD indicati appartengono alla stessa cabina primaria e se il richiedente ne è effettivamente il titolare. Una verifica resa più semplice grazie alla nuova mappa aggiornata entrata in vigore il 2 marzo scorso. Controlli che prima richiedevano documentazione separata e tempi di istruttoria più lunghi si trasformano così in una verifica immediata, che consente di sapere subito se la configurazione è ammissibile. Superato questo step l’attesa per i contributi è di circa 90 giorni.
Fonte: http://www.repubblica.it/rss/ambiente/rss2.0.xml

