in

Cornus: fioritura, come coltivare l’arbusto ornamentale e consigli di cura


Comunemente noto come corniolo, il cornus abbellisce giardini e spazi verdi con la sua incantevole fioritura e il fogliame decorativo. Disponibile in numerose varietà, che spaziano da arbusti a piccoli alberi, è apprezzato per la resistenza e rusticità.

Accanto al suo fascino ornamentale, si distingue per la facilità di coltivazione e la scarsa necessità di cure impegnative: di seguito i consigli per coltivarlo al meglio.

Cornus: caratteristiche, fioritura e varietà

Il cornus può essere utilizzato per decorare giardini, come pianta isolata oppure come siepe. Avvolto in un fascino unico, longevo e dotato di una grande resistenza, fa parte della famiglia delle Cornaceae.

Si tratta di un albero da frutto che cresce spontaneamente nel Mediterraneo, con foglie di solito opposte e dotate di caratteristiche nervature arcuate. L’arbusto si caratterizza per i piccoli fiori riuniti in infiorescenze e colorati di giallo, crema o rosa, e i frutti decorativi, consistenti in drupe simili a un’oliva, carnose e con nocciolo interno.

Il suo portamento è eretto e può essere compatto a piccolo albero oppure raggiungere un’altezza maggiore, fino a 8 metri, a seconda della specie. La sua fioritura è abbondante e precoce e avviene generalmente in primavera. Quando le foglie cadono alcune varietà presentano rami colorati in inverno.

Il genere cornus comprende una cinquantina di specie. Tra le più comuni coltivate in giardino spicca il cornus mas, arbusto di taglia piccola con fiori gialli e precoci e frutti rossi commestibili. Ci sono poi il cornus alba, estremamente decorativo, il cornus sanguinea, che si distingue per i rami rosso vivo e i fiori bianchi, il cornus sericea, dai rami colorati, il cornus florida, alberello ornamentale originario del nord America, e il cornus kousa, dalla fioritura primaverile.

Dove collocare il cornus?

Dotate di grande resistenza, le varietà del cornus si distinguono per la capacità di adattamento, pur prediligendo un clima temperato. Per una crescita rigogliosa della pianta arbustiva, l’esposizione deve essere soleggiata, dovendo ricevere 6 ore di luce solare al giorno.

La pianta soffre le estati torride e, in questi casi, è preferibile una posizione leggermente ombreggiata: il sole diretto nelle ore più calde va evitato per non rischiare di danneggiare le foglie. L’arbusto tollera anche la mezz’ombra, ma un’esposizione troppo ombreggiata può compromettere la fioritura.

Il terreno ideale è fresco, fertile e ben drenato e vanno evitati i suoli poco drenati e troppo compatti. Il cornus va posto in luogo sufficientemente spazioso per consentirne uno sviluppo ottimale. Nonostante la sua robustezza, deve essere protetto dal freddo intenso, ad esempio con una pacciamatura di foglie secche.

Irrigazione

Accanto al suo valore decorativo, il cornus si distingue anche per la facilità di coltivazione. Pur richiedendo poche cure, è importante adottare alcuni accorgimenti specifici. Le irrigazioni devono essere regolari in estate e primavera, per poi essere ridotte con l’arrivo dell’inverno. Durante il riposo vegetativo possono essere sospese, visto che si accontenta dell’acqua piovana.

Tra un’irrigazione e l’altra è necessario verificare che il terreno sia asciutto. Le annaffiature non devono essere mai eccessive, per evitare i ristagni idrici, causa di marciume radicale. Se si coltiva l’arbusto in vaso, il substrato va mantenuto leggermente umido, con irrigazioni frequenti durante la bella stagione e più diradate in inverno.

Concimazione e potatura

Contraddistinto da una crescita lenta, il corniolo deve essere concimato ogni due settimane in primavera, per poi ripetere l’intervento in autunno se il terreno è povero, utilizzando un concime granulare e lenta cessione oppure un fertilizzante organico. Quando il cornus è coltivato in vaso, si può ricorrere a un concime liquido per piante da fiore, diluendolo nell’acqua delle irrigazioni.

La potatura non è strettamente necessaria, se non per eliminare i rami danneggiati o mal orientati e le foglie secche. Da eseguire in inverno, può essere utile anche per stimolare la crescita, dovendo effettuare anche piccoli interventi di contenimento della chioma. Per non danneggiare la pianta è importante evitare potature drastiche e interventi in periodo sbagliati.

Coltivazione in giardino e vaso

Il cornus può essere coltivato in vaso, utilizzando un recipiente capiente, con un diametro di circa 50 centimetri. Sul fondo è necessario predisporre uno strato di argilla espansa per migliorare il drenaggio. Se coltivato tramite semina, i semi vanno interrati a 1-2 centimetri di profondità, mantenendo il substrato umido, ma non eccessivamente bagnato. Ogni 3 anni è consigliato il rinvaso, utilizzando un contenitore più grande.

Quando si coltiva il cornus in giardino, i semi vanno posti in piena terra a un centimetro di profondità, distanziandoli di circa 10 centimetri. Una volta cresciute, le piantine vanno diradate. Il trapianto si esegue all’inizio della primavera o inizio dell’autunno, scavando una buca nel terreno profonda circa 40 centimetri e larga il doppio rispetto al vaso.

La germinazione da seme può essere lenta e non sempre semplice. In alternativa, il cornus può essere propagato tramite propaggine o talea. Il metodo della talea è più semplice e consente buoni risultati: si procede a fine estate, oppure fine autunno o inverno, prelevando porzioni di rami sani lunghi circa 15-30 centimetri.

Le talee vanno interrate in un substrato leggero e drenante, che deve essere mantenuto umido, ma mai zuppo. L’ambiente deve essere luminoso, ma protetto da freddo e raggi solari diretti. La radicazione avviene nel giro di alcune settimane, procedendo poi al trapianto delle piantine.

Parassiti, malattie e altre problematiche comuni

Il cornus è una pianta rustica generalmente non soggetta a problemi gravi, anche se può essere colpita da alcune criticità. Tra questi ci sono parassiti come afidi, ragnetto rosso e cocciniglia, che indeboliscono la pianta. Per contrastrali è necessario intervenire prontamente, utilizzando olio di neem o sapone molle potassico o, nei casi di gravi infestazioni, insetticidi specifici.

Un altro problema è il marciume radicale, dovuto a ristagni idrici, come anche le malattie fungine, tra cui l’oidio che è causato da eccessiva umidità o da condizioni ambientali sfavorevoli, manifestandosi con macchie biancastre e deformazioni dei rami. In presenza di oidio è necessario intervenire tempestivamente ricorrendo a prodotti a base di zolfo o trattamenti specifici.

La clorosi fogliare può insorgere in caso di suoli poveri di ferro, stress idrico e scottature fogliari. Il cornus può essere colpito anche da muffa grigia: in questo caso è necessario eliminare le aree compromesse e migliorare la circolazione dell’aria.

Per il benessere dell’arbusto è fondamentale mettere in pratica buone pratiche di coltivazione, tra cui gestione corretta del substrato, corrette irrigazioni, potature preventive e buona aerazione.


Fonte: http://www.repubblica.it/rss/ambiente/rss2.0.xml

Tagcloud:

L’asfalto mangia-smog creato con gli scarti degli ulivi

Varun Mudra, il gesto che riduce il calore