La durata del giorno si allunga sempre di più e oggi lo fa a un ritmo da record rispetto agli ultimi 3,6 milioni di anni, ossia dal tardo Pliocene. A raccontarlo è un nuovo studio coordinato dell’Università di Vienna e del Politecnico federale di Zurigo (Eth), secondo cui i cambiamenti climatici stanno causando un rallentamento della rotazione terrestre che provoca, a sua volta, un aumento della durata delle giornate che attualmente ha raggiunto un ritmo rapissimo, pari a 1,33 millisecondi per secolo. Lo studio è stato appena pubblicato sul Journal of Geophysical Research: Solid Earth.
L’effetto della crisi climatica sulla durata dei giorni
Che i cambiamenti climatici stiano avendo un impatto anche sulla durata del giorno non è una novità. Come vi abbiamo raccontato, infatti, due studi pubblicati nel 2024 dallo stesso team di ricerca mostravano proprio come il riscaldamento globale e lo scioglimento dei ghiacci stessero portando l’acqua a confluire negli oceani e a ridistribuirsi verso l’Equatore, facendo sì che la Terra ruoti su se stessa più lentamente. Secondo queste precedenti ricerche, proprio per questa ridistribuzione della massa continentale-oceanica dovuta ai cambiamenti climatici, dal 2000 al 2020 le nostre giornate si sono allungate a un ritmo equivalente a 1,33 millisecondi per secolo.
L’analisi sui foraminiferi
Ricostruendo le antiche fluttuazioni della durata del giorno tramite analisi chimiche effettuate sui resti fossili di organismi marini unicellulari conosciuti come foraminiferi bentonici e un algoritmo di deep learning probabilistico, gli autori del nuovo studio hanno aggiunto oggi un ulteriore tassello: hanno, in sostanza, dimostrato che questo rapido aumento della durata del giorno non ha precedenti negli ultimi 3,6 milioni di anni. “Nei nostri studi precedenti, abbiamo dimostrato che lo scioglimento accelerato delle calotte polari e dei ghiacciai montani nel XXI secolo sta innalzando il livello del mare, rallentando la rotazione terrestre e quindi allungando il giorno, in modo simile a una pattinatrice artistica che ruota più lentamente quando allunga le braccia e più velocemente quando tiene le mani vicine al corpo”, commentato l’autore Mostafa Kiani Shahvand. “Ciò che non era chiaro era se ci fossero stati periodi precedenti in cui il clima aveva aumentato la durata del giorno a un ritmo altrettanto rapido”.
Un effetto sempre più marcato
Dallo studio è emerso che solamente durante il Quaternario (circa 2 milioni di anni fa), la crescita e lo scioglimento di grandi calotte glaciali continentali hanno portato a un tasso di variazione della durata del giorno quasi paragonabile a quello odierno, “ma mai, prima o dopo, la “pattinatrice” planetaria ha alzato le braccia e innalzato il livello del mare così rapidamente come tra il 2000 e il 2020″, ha precisato Kiani Shahvandi. Questo rapido aumento della durata del giorno, evidenziano gli autori, non ha precedenti almeno dal tardo Pliocene e può quindi essere attribuito principalmente all’attività antropica. Inoltre, secondo le previsioni degli esperti, l’effetto della crisi climatica sulla rotazione terrestre e, quindi, sulla durata del giorno, potrebbe in futuro essere ancora più marcato, arrivando a superare l’effetto esercitato dalla Luna. “Anche se le variazioni sono di pochi millisecondi, possono causare problemi in molti ambiti, ad esempio nella navigazione spaziale di precisione, che richiede informazioni accurate sulla rotazione terrestre”, ha concluso il co-autore Benedikt Soja.
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